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Pasticceria - Come proteggere i consumatori e l'immagine del marchio

Paul Woodward
Senior Director, Retail Supply Chain Business

Quel profumo contagioso che è possibile percepire insieme al meraviglioso accordo di golosi prodotti esposti a strati di tentazione proposti sul banco di una pasticceria o panetteria. Ci piacciono, ci attirano, ci intrigano e ci trascinano in uno stato d’animo che ignora la sensibilità verso qualsiasi tipo di costo, volume ed esigenza.

Mentre scegliamo i nostri pasticcini preferiti e aggiungiamo all’acquisto inutili ma irresistibili dolciumi, non facciamo caso alla qualità e alla sicurezza di questi prodotti, ma semplicemente privilegiamo il gusto e l’aspetto visivo ignorando il rischio. Ma interromperemmo immediatamente l’acquisto di un qualsiasi cibo già pronto preconfezionato e senza etichetta, indipendentemente da quanto possa sembrare gustoso il prodotto. Siamo condizionati nell’esaminare gli imballaggi, ma quando non è presente una confezione ci godiamo semplicemente l’articolo, pensiamo che sia appena fatto e quindi migliore.

I consumatori si prendono il rischio

Per molti anni, la legge ha richiesto a retailer, ristoranti e rivenditori di prodotti alimentari di esporre una liberatoria a fianco all’articolo con elencati gli eventuali allergeni. In qualità di consumatori siamo consapevoli di ciò, ma spesso non ci curiamo della liberatoria, specialmente se sappiamo di non avere allergie, mentre esaminiamo i sapori che abbiamo davanti. Il rischio appartiene a noi, i consumatori, se siamo allergici, è quindi nostro compito controllare, validare e successivamente gustarci ciò che abbiamo scelto. Ma quando le cose vanno male, agli occhi dei media e delle nostre famiglie, la colpa è del marchio che non ha protetto il consumatore, anche se legalmente non è ritenuto responsabile. 

In alcuni paesi come in Inghilterra o in Irlanda del Nord, sono state create nuove leggi. La BBC ha da poco annunciato che una nuova legge per proteggere chi soffre di allergie sarà introdotta nell’estate del 2021. Questo avviene in seguito alla reazione allergica che ha provocato la dolorosa morte dell’adolescente Natasha Ednan-Laperouse. Con la "Legge Natasha", le aziende alimentari dovranno includere un’etichettatura completa degli alimenti su tutti i prodotti alimentari preconfezionati.

I retailer riconoscono tuttavia che nonostante le leggi li proteggano, non proteggono l’immagine e il patrimonio del loro marchio. Quindi cosa altro possono fare i retailer?

In che modo i retailer possono proteggere i consumatori e il proprio marchio?

Alcuni retailer investono in tecnologie e soluzioni in grado di fornire ai consumatori etichettature digitali a supporto di quelle presenti nelle vetrine che espongono prelibatezze. Informazioni dettagliate su ricette, ingredienti, provenienza, valori nutrizionali e avvertenze di sicurezza sono ora accessibili ai negozi per essere stampati o visualizzati elettronicamente tramite i punti informativi e nei registri. La garanzia che questi dati siano accurati, coerenti e aggiornati è compito delle soluzioni di gestione del marchio dei retailer quali Oracle Retail Brand Compliance Cloud Service. Questa soluzione permette ai retailer e alle loro supply chain di acquisire, validare e analizzare in modo collaborativo i prodotti e i dati della supply chain garantendo etica, sicurezza e qualità oltre che la conformità standard del marchio.
Ora possiamo goderci il nostro dolce con totale fiducia sapendo che è avvolto in un’etichetta virtuale.
 

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