giovedì lug 16, 2015

Ripensare la gestione dei talenti per un welfare più soddisfacente

Melanie Hache-Barrois, HCM Strategy Director Southern Europe, Oracle

Porre le persone al centro di un settore pubblico europeo innovativo

Molti ritengono che l'innovazione e la pubblica amministrazione non siano compatibili. Tanto che l'idea che un'istituzione del settore pubblico possa essere innovativa rasenta l'impossibile, particolarmente se confrontata con le organizzazioni del settore privato. Tuttavia, nessun settore ormai può evitare la trasformazione digitale e ciò vale in modo particolare per gli le istituzioni pubbliche europee.

L'Italia, per esempio, sta trasformando il proprio servizio di previdenza sociale nazionale: l'INPS e il suo nuovo Direttore generale Massimo Cioffi hanno riconosciuto subito l'importanza dell'innovazione digitale per questa trasformazione.

A mio parere, sono due i fattori di innovazione per l'INPS e per altre istituzioni del settore pubblico in tutta l'Unione Europea: la promessa di costi di esercizio più bassi e la capacità di servire meglio il pubblico.

Poiché il costo della previdenza sociale per lo stato è molto elevato (il 20% del PIL della UE), è facile capire perché i governi europei tendano a ridurre al minimo i costi della pubblica amministrazione. Tuttavia, un beneficio molto importante della trasformazione del settore pubblico va oltre il contenimento dei costi: i governi e gli enti pubblici possono migliorare e personalizzare i servizi forniti.

Nel settore privato, i vantaggi dell'innovazione digitale sono visibili ovunque. I servizi personalizzati sono stati adottati su larga scala dai consumatori grazie ad aziende innovative come Airbnb, Facebook e Uber. Altre aziende del settore privato iniziano ora a muoversi in questa direzione, facilitando l'acceso ai dati e semplificando il modo di lavorare al proprio interno per tenere il passo con l'economia digitale.

È giunto il momento per le istituzioni pubbliche di iniziare a operare a livelli simili.

Con questo non intendo dire che le organizzazioni pubbliche devono abbandonare tutto e trasformarsi in una start-up di San Francisco, e magari avere sale riunioni con i tavoli da ping-pong. Tuttavia, devono iniziare a ripensare il modo in cui lavorano per porre le persone al centro delle loro operazioni.

Tutto ciò si riassume in una migliore gestione dei talenti e in una gestione dei processi di business più orientata al cliente. Massimo Cioffi ha compreso perfettamente questo punto: nel corso di un recente evento a Milano, l'ho ascoltato descrivere i suoi piani per creare una nuova struttura di ruoli per i dipendenti, adattata alle esigenze degli utenti dell'INPS. Questo è un chiaro esempio di gestione dei talenti messa al servizio delle persone che davvero contano: i consumatori finali (in questo caso, i pensionati INPS).

Queste pratiche innovative per il settore HR iniziano a diffondersi in tutta Europa. In Belgio, per esempio, l'istituto di previdenza sociale nazionale ha lanciato la sua campagna di trasformazione interna nominando il primo Chief Happiness Officer, Laurence Vanhée. Le trasformazioni intraprese sotto la sua guida hanno aiutato a migliorare il coinvolgimento dei dipendenti, ad aumentare la produttività e a ottimizzare i processi interni favorendo il coinvolgimento degli altri collaboratori. E senza bisogno di tavoli da ping-pong.

Un approccio centrato sulle persone è alla base delle operazioni moderne, indipendentemente dal settore. Dai dipendenti che lavorano in ufficio fino ai cittadini che usufruiscono dei servizi, le organizzazioni in tutta Europa iniziano a comprendere che il successo nell'era digitale è strettamente legato a una migliore interazione tra le persone.


lunedì lug 06, 2015

“Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò”

A volte vale la pena richiamare alla memoria i detti di un tempo, gli antichi proverbi e i clichés. Questo proverbio cinese è diventato sempre più attuale nell’era del push-pull marketing. Nel botta e risposta del business quotidiano, dove la premura regna e le tecnologie vanno e vengono, i fondamentali “”Il Contenuto è re e la Creatività è Regina”, “Il Cliente ha sempre ragione”, “I mercati sono conversazioni”, “Go Viral”, sono degli ottimi reminder sul perchè siamo qui e cosa dovremmo fare. Si riduce tutto al coinvolgimento, l’interazione e la partecipazione.


I clienti sono cambiati. E tu?

Mentre i clienti si sono adattati velocemente alle nuove tecnologie, molti marketers fanno fatica a stare al passo. Per avvicinarsi alla digital disruption – quella inarrestabile forza costituita da elementi come social, real time e mobile – bisogna cambiare radicalmente l’esecuzione delle campagne. I clienti vanno dove vogliono, quando vogliono – sanno cosa cercano e sono pronti a provare qualsiasi brand per trovarlo. Tutti parlano di marketing integrato ma, per integrare davvero, i brand devono prima di tutto promuovere i messaggi nella forma più adatta. Questo significa essere coscienti dell’esperienza multicanale e multipiattaforma che i clienti si aspettano di vivere. I clienti decidono dove (il canale) e come (il contenuto) il tuo brand deve coivolgerli.

Leggi ora il Magazine!

L’abilità di fondere insieme canali tradizionali e online con i contenuti più appropriati è fondamentale. Anche se il digitale ha il suo peso, a un certo punto i clienti si devono interfacciare con le persone. Il marketing deve mettere assieme l’orchestra e assicurarsi che funzioni in modo armonico.

Non si può più solo promuovere i propri prodotti con una mail. Il contenuto deve essere considerato uno strumento per dare voce ai messaggi chiave che vuoi trasmettere e amplificarli: proprio per questo è essenziale che il messaggio arrivi ai clienti al momento giusto e nel formato corretto. Sia i nuovi canali che quelli tradizionali devono essere supportati da materiale adeguato per assicurarsi che performino al meglio. Il tono e lo stile cambieranno radicalmente a seconda che si stia utilizzando un canale social, una mail o un’adv. Di conseguenza anche il formato deve variare se lo strumento utilizzato è un cellulare, un computer o è un commerciale.

Il cliente deve essere sempre al centro dei tuoi pensieri.

Oggi i consumatori sono alla ricerca di soluzioni ed esperienze personalizzate e coinvolgenti, sempre e in tutti i canali. Essere nel posto giusto al momento giusto è la sfida quotidiana per chi fa marketing, ma oggi a questo devi aggiungere una maggiore personalizzazione. Forse è sempre stato così. Dopotutto la segmentazione deriva dalle analisi dei dati di marketing. Ma i tuoi clienti e prospect si aspettano molto più che una customizzazione basata sul settore o sul consumatore tipo.

I clienti si aspettano che insight, offerte, promozioni si palesino in tempo reale a seconda delle azioni che compiono. E’ naturale che la funzione marketing della tua azienda deve rispondere in modo appropriato al singolo individuo più che alla massa. Devi puntare a coinvolgere l’acquirente in modo ampio, così che si senta personalmente investito dal singolo brand. Questo genera fedeltà e non esiste una metrica sulla conversione più efficace di un acquisto ripetuto.

Sicuramente investire il tempo in una strategia di coinvolgimento solida e ben costruita ti porterà retention e acquisizione di clienti.


Dai voce ai tuoi ambassadors

E’ un’incombenza della funzione marketing di coinvolgere un business più ampio in tutte le aree e comprendere i comportamenti. Le campagne marketing di successo – sia esse orientate al business o ai consumatori – spesso hanno caratteristiche comuni. Una delle più fondamentali è l’allineamento tra processi interni e campagne esterne. I dipendenti come brand ambassador? Questo dovrebbe essere scontato.

Quello che non è scontato è se gli stakeholder interni capiscano quanto il marketing sia un abilitatore del business e attore fondamentale nel funnel della conversione.

Per scoprire di più su come dare un ruolo attivo ai tuoi clienti per differenziarti e darti un vantaggio competitivo, leggi questo articolo nel Customer Concepts magazine!

mercoledì lug 01, 2015

JD Edwards - Il cuore pulsante delle imprese italiane

JDE – Italian Core è il viaggio nel cuore pulsante del Made in Italy di successo, dove le idee delle imprese incontrano soluzioni innovative nella gestione dei processi aziendali.

JD Edwards Tour! Il cuore pulsante delle imprese italiane!

Se ci seguirai, tappa dopo tappa, scoprai, attraverso le testimonianze di alcune tra le eccellenze dell’industria italiana, come JD Edwards abbia potenziato e valorizzato le esigenze peculiari di ognuna di esse, favorendo crescita e innovazione grazie a un sistema modulare, flessibile ed integrabile.

  • Quali saranno i temi più innovativi e le novità del mondo JD Edwards che verranno presentate?
  • Velocità di implementazione
  • Capacità di adattarsi nel tempo alle soluzioni tecnologiche più avanzate
  • Semplicità di utilizzo, rendendo facile e intuitiva la gestione dei prodotti Oracle
  • Possibilità di accedere a soluzioni disponibili in Cloud per mantenere l’agilità dei processi aziendali con un occhio al futuro

Saranno momenti importanti dove, grazie anche ai Partner che ci stanno supportando, andremo a fare un'esperienza unica, un vero e proprio viaggio attraverso l’Italia produttiva che toccherà alcuni dei settori trainanti dell’industria: dall’alimentare al fashion, dall’automotive fino al farmaceutico e molti altri ancora che caratterizzano il tessuto economico italiano.

Come abbiamo detto più volte nei nostri post non perdere l’occasione di scoprire come potenziare il valore della tua azienda!

Iscriviti qui.

lunedì giu 29, 2015

Non dimentichiamo l’interazione faccia a faccia

I sondaggi dimostrano che per i clienti B2B, anche nell’era digitale, le interazioni personali con i rappresentanti commerciali rappresentano, tra i diversi punti di contatto, il fattore determinante.

In un mondo connesso la crescita della digitalizzazione e dell’automazione dei processi consentono diversi benefici per il tuo business. Ma rimane di vitale importanza non trascurare la più antica tecnica di vendita: l’interazione faccia a faccia.

Leggi il nuovo numero del magazine!

Come bilanciare l’automazione con il tocco personale che può essere percepito solo tramite una interazione personale?

1. 1. Pretendi PIU’ tempo per l’interazione faccia a faccia

Pensi di non avere abbastanza tempo per gestire le interazioni di persona? Ripensa di nuovo. Rendendo automatici i processi si libera del tempo importante da dedicare ai tuoi clienti.

2. 2. Ottieni il GIUSTO tempo per l’interazione faccia a faccia

Le analisi predittive ti permettono di apprendere velocemente i comportamenti dei clienti per scoprire relazioni e modelli che prima non erano chiari. Oramai sta diventando una pratica molto utilizzata e, grazie a una tecnologia intuitiva, non sono necessari costosi data scientists per interpretare i dati.

Sfruttare e contestualizzare i volumi di dati presenti nelle organizzazioni ti garantisce di sapere quale sarà la prossima mossa dei tuoi clienti prima ancora che lo sappiano loro.

3. 3. L’interazione faccia a faccia deve avere un tocco PERSONALE

Le informazioni sui tuoi clienti sono solide, accurate e integrate dalle conoscenze dei diversi team. Ora il tuo team può conoscere i clienti prima ancora che avvenga la prima interazione fisica. Quando uno dei rappresentanti commerciali si siede con un potenziale cliente sa già esattamente che cosa il cliente sta cercando: è qui che entra in gioco il tocco personale.

Per approfondire ognuno di questi punti, immergiti nel nuovo Customer Concepts magazine!

martedì giu 23, 2015

Trasformazione Digitale: l’Innovazione per il mondo Finanziario

Riporto l’intervista rilasciata da Giovanni Ravasio, Applications Country Leader in occasione della partecipazione di Oracle alla seconda edizione dell’evento Mega Trends for Finance del mese scorso.

Ing. Ravasio, come sta cambiando – a suo parere – il mondo dei sistemi finanziari in seguito agli enormi e recenti progressi tecnologici anche indotti dai social media?

Il cambio di paradigma introdotto dalle innovazioni digitali ha abbassato le barriere all’ingresso, dando spazio a nuovi player sul mercato. Si sono inseriti – nell’ambito dei servizi finanziari - anche i retailer, ovvero chi si occupava finora di pagamenti per l’e-commerce e le banche di nuova concezione. Spesso si tratta di start up o di nuove aziende, nate online, che hanno una forte attenzione al servizio verso il cliente.

Giovanni Ravasio, Applications Country Leader Oracle ItaliaCome può dunque attrezzarsi una banca tradizionale per rimanere al passo?

 Ponendo al centro della sua azione, le esigenze dei propri clienti, ascoltando e   intercettando i loro desiderata - anche attraverso l’analisi dei loro comportamenti social - e inoltre mettendo a punto una strategia per individuarli preventivamente, tracciarli ed elevare la loro Customer Experience.

A questo proposito: quanto conta, in che misura, la Customer Experience nel  settore finanziario e bancario?

Questa esigenza è molto sentita dalle banche tradizionali, tanto che l’80% dei Top Manager intervistati da Oracle, a livello mondiale, dichiara che la Customer Experience è in cima alla loro strategia, ma spesso lo fanno in modo poco organico. Questo e’ quanto si evince anche dall’analisi del report di PwCRetail Banking 2020”: il 75% delle banche sta investendo al fine di diventare Customer Centric, ma solo il 17% pare lo stia facendo efficacemente. Il mercato registra inoltre che circa il 50% dei clienti lascia il proprio istituto bancario dopo una cattiva esperienza e il 45% di essi diventa ambasciatore negativo sui social network.

Quanto il rapporto con il cliente è ancora legato al territorio e quanto invece sta cambiando in favore di altre modalità quali – in primo luogo - il web?

La capillarità delle banche sul territorio è sempre meno efficace e la fedeltà al proprio istituto bancario è in diminuzione. Per raggiungere i clienti è necessario essere presenti nei luoghi che frequentano. Il dinamismo è sovrano perché per il consumatore le opportunità di migliori servizi, minori costi, performance più elevate sono all’ordine del giorno. Si tratta di un fenomeno tangibile che non interessa soltanto il rapporto con il mondo finanziario. D’altra parte c’e’ un dato che lo afferma inequivocabilmente: il 34% dei nuovi prodotti finanziari non vengono acquistati presso la propria banca di riferimento. Il mercato è online e gli istituti che non evolvono perdono business e clienti.

Quale apporto Oracle riesce a fornire al settore finanziario in questa fase di transizione così complessa e delicata?

Gli applicativi di Oracle per i servizi finanziari hanno l’obiettivo di aiutare le banche a gestire la complessità e la dinamicità del mercato. Oracle aiuta i manager a trarre valore dal patrimonio informativo che la banca ha, supportando la strategia da loro definita in termini di Customer Experience. Inoltre, permette di aumentare la consistenza dei dati sui clienti, analizzando i loro comportamenti social, sul web, on e offline. E, attraverso l’Oracle Mobile Digital Platform, riesce a fornire un accesso sicuro in mobilità, per poter rendere fruibili i servizi finanziari in qualsiasi momento attraverso qualsiasi device.

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Qui per guardare l’intervista video fatta durante l’evento

 


lunedì giu 22, 2015

X-Men, negozietti di quartiere, disguidi e ricordi – riesci a trovare delle similitudini?

Ok, potrebbe non essere immediatamente chiaro cosa hanno in comune i supereroi e i negozietti di quartiere, ma in questa edizione di Customer Concepts parleremo di come il crescente potere di un super-CSR (Customer Service Representative) con molteplici capacità e che si adatta ad ogni servizio offerto, sta facendo sembrare un X-Men più simile ad Alice nel paese delle meraviglie che a un vero e proprio supereroe.

Leggi il nuovo numero del magazine!

Questa nuova caratteristica del CSR sarà la nuova frontiera del Customer Service e, considerato che i reclami diventano sempre più visibili alla comunità a causa dei social network, permetterà di agire prontamente, ad esempio rispondendo ai reclami attraverso strumenti flessibili come una Complaint App. Siamo abbastanza sicuri che doterai di armi appropriate i tuoi super-agenti che dovranno fronteggiare con estrema precisione le attività di Service Engagement.

Gli agenti di prima linea sono sicuramente degli elementi differenzianti che garantiscono ai clienti una Service Experience eccellente. Ma che cosa abbiamo imparato dai piccoli negozietti di quartiere dove il cliente era al centro di tutto e i servizi offerti erano completi? Dobbiamo tenere a mente quando il proprietario della drogheria sapeva perfettamente chi eravamo, che prodotti preferivamo e, in effetti, era anche una ricca fonte di informazioni su tutta la comunità.

Quello che i negozi di una volta erano capaci di fare, e alcuni di essi lo sono ancora, era creare esperienze memorabili, situazioni piacevoli da raccontare: che fosse ascoltare le nostre richieste e agire di conseguenza, o semplicemente fare un piccolo sconto, i negozianti di una volta avevano l’abilità di farci sentire clienti speciali e viziati, tutte qualità che non andrebbero mai tralasciate, indipendentemente dalla grandezza del vostro business.

Dopotutto gli X-Men e i negozianti di una volta non sono così distanti come potrebbe sembrare! Per sapere di più su cosa questi super-eroi sono in grado di fare e come le aziende dovrebbero imparare dai commercianti locali, leggi l’ultimo numero di Customer Concepts Magazine.

venerdì giu 19, 2015

Un approccio moderno alle HR. Semplificato.

E’ circolata una previsione che sostiene che entro il 2020 ci sarà una carenza, a livello globale, di 30-40 milioni di persone laureate: la battaglia per conquistare (e per fidelizzare) i talenti migliori non può che inasprirsi.

I responsabili delle Risorse Umane per vincere questa battaglia devono necessariamente dotarsi di tecnologie moderne che permettano loro di fronteggiare le sfide di oggi e di creare una strategia di business focalizzata sui talenti che stimoli una cultura della collaborazione e un'esperienza migliore per i dipendenti.

Scaricalo ora!

L’obiettivo del nuovo e -book, Modern HR for Dummies, è proprio quello di avvicinare i Responsabili HR a quelle moderne tecnologie in grado di aiutarli nel difficile compito di individuare e trattenere i migliori talenti.

La lettura dell’e-book ti porterà a scoprire:

  • I 10 trend alla base del concetto di Risorse Umane Moderne e il modo in cui influenzeranno le tue strategie
  • Come i big data siano in grado di aiutare le organizzazioni HR ad trarre informazione a valore aggiunto da dati già presenti nei sistemi aziendali
  • Come dotare i dipendenti di quelle applicazioni che desiderano essi stessi usare
  • Come sfruttare le potenzialità del social e del mobile per promuovere una cultura nuova basata sulla collaborazione
Le risorse umane stanno cambiando più rapidamente di quanto si creda. Scarica ora l'e-book per non perdere tutti i vantaggi che la Digital Disruption può offrire anche alle Risorse Umane.

giovedì giu 11, 2015

Customer Concepts Magazine 2015

Non ti diremo che i clienti sono più social e più veloci della tua azienda nell’adottare nuove tecnologie, che il percorso esperenziale che il cliente compie è oggi più complesso rispetto al passato o che le aree aziendali che hanno un impatto sul cliente dovrebbero collaborare: tutto questo lo sai già.

Quello che vogliamo fare con il nuovo numero del Customer Concepts Magazine (in italiano) è aiutarti a guardare il mondo della CX con occhi leggermente diversi. Sia che tu appartenga alle Vendite, al Marketing o al Cusotmer Service, devi tenere sempre presente che il mondo è digitale e che offre tantissime opportunità.

Entra subito nel mondo di Customer Concepts! #CustomerConcepts

Nuovo numero del Customer Concepts Magazine 9/15

martedì giu 09, 2015

Credi veramente che i clienti possano essere fedeli?

Philip Graves, uno psicologo specializzato nel comportamento dei consumatori, ha esaminato la differenza tra fedeltà e attaccamento del cliente.

 

Tutti vogliono ottenere la “customer loyalty” che, per inciso, è stato l'obiettivo che per anni ha guidato gli investimenti nell’area del Customer Service. Ma tutto questo sforzo è stato ben utilizzato? Focalizzarsi sulla fedeltà ha veramente ancora un senso?

 

Il report fornisce degli interessanti spunti di riflessione sulle sfide che hanno da sempre caratterizzato le stategie del Servizio Clienti e offre invece deii temi "alternativi"su cui il Servizio Clienti dovrebbe lavorare:

 

  • Il motivo per cui non ha più senso focalizzarsi sulla fedeltà

  • Ricercare e scoprire quali siano i veri sentimenti che rendono i vostri clienti attaccati al vostro marchio influenzandone i comportamenti grazie a principi di natura psicologica

  • Scoprire quali siano gli indicatori più rilevanti per definire il ROI del Servizio Clienti

  • Progettare iniziative che sfruttino tutte le potenzialità date dall’era digitale


Vuoi saperne di più? Scarica la tua copia ora dello studio.

mercoledì giu 03, 2015

SaaS for Dummies - Tutto quello che avreste voluto sapere sul SaaS!

Lo sapevate che le soluzioni SaaS sono in grado di offrire benefici reali a tutte le linee di business della vostra azienda?

Tutti sanno come il Saas stia aiutando le organizzazioni a rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato e a cogliere le opportunità offerte dal digital. Ma qualcuno vi ha spiegato, in modo semplice e chiaro, cosa sia veramente, cosa implica a livello organizzativo, quali siano i vantaggi e cosa vogliano dire tutti gli acronimi e le parole ora tanto in voga?

Questo e-book è una guida pratica per rispondere alle domande più comuni sul Saas. Si parla di tutte le linee di business (Finance, Marketing, Sales, Service e Human Resources) e di come ognuna di esse può beneficiare delle potenzialità che queste nuove tecnologie offrono al business.

Diventerà più facile scoprire tutti i vantaggi che il SaaS può offrire e cosa ricercare in una soluzione in Cloud!

Per ulteriori informazioni, scarica l'e-book qui (in italiano!), accedi alla "infowall" (in inglese) e leggi l'infografica (in inglese).

martedì mar 10, 2015

Il Customer Service è il nuovo Marketing?

Davvero interessanti i dati che emergono da una ricerca che Customer Experience Factory, con il sostegno di Oracle, ha condotto nel mese di gennaio 2015 sul tema del Customer Service.

I dati possono essere riassunti così. I responsabili della relazione con il cliente ritengono a larghissima maggioranza (96%) cheoffrire un buon servizio al cliente sia: a. una leva importante per la fidelizzazione e b. un elemento che può distinguere un marchio (82%) rispetto alla concorrenza.

Purtroppo però 8 manager su 10 affermano che le aziende non investono in modo sufficiente in almeno una delle tre aree strategiche del Customer Service:

  • la responsiveness, cioè la prontezza e la capacità di entrare in contatto empatico con il cliente
  • l'integrazione dei touch point fisici e digitali
  • l'utilizzo dei feedback per migliorare i processi aziendali ed eliminare i disservizi

tanto che addirittura il 23% ritiene che tutti i tre gli aspetti vengano trascurati.

Le aziende hanno, quindi, un problema: da un lato c’è la necessità di innovarsi e di trasformarsi verso una logica “customer-centrica” ma dall’altro, ahimè, gli investimenti non sostengono questo momento di passaggio e di trasformazione.

“La relazione azienda-cliente è radicalmente cambiata in considerazione di un consumatore sempre più informato, digitale, mobile e social” commenta Giovanni Ravasio, Country Leader Applications Oracle Italia. “Per rapportarsi con questo moderno utente sempre più padrone dei canali di comunicazione con i brand, le aziende hanno necessità di trasformare il modo di approcciarsi al cliente con l’adozione di tecniche di modern marketing per l’individuazione di profili cliente sempre più raffinati, una gestione integrata di tutti i canali di comunicazione online ed una vendita supportata da soluzioni in mobilità, sempre più informata sul profilo di ogni singolo cliente. In particolar modo, nel customer care, il cliente deve sentire che le sue richieste sono valutate e esaudite velocemente e con precisione. La risposta a questo processo è nell’adozione di soluzioni di Customer Experience a 360 gradi, semplici e veloci da implementare, che garantiscano un'elevata e consistente esperienza utente”.

Per maggiore informazioni su metodologia, campione, e altri risultati scrivetemi.


mercoledì lug 23, 2014

Ecco i 5 buoni motivi per i quali i CEO dovrebbero amare il Coud

I CEO oggi devono affrontare un’ardua sfida: trovare il giusto equilibro tra investimenti in nuove potenti tecnologie orientate al cliente per coinvolgerlo e fidelizzarlo eliminando al contempo i costi improduttivi sostenuti dalle loro aziende.

Ritengo che il cloud computing, un approccio sempre più efficiente e collaudato, possa aiutare enormemente i CEO a trovare questo bilanciamento; il cloud ha completato la sua evoluzione trasformandosi da trend tecnologico a fenomeno in grado di offrire opportunità strategiche per il business. CIò è confermato dalla sua rapida adozione in tutti i settori operativi: dalle risorse umane al marketing, dalle vendite ai servizi finanziari e altre applicazioni essenziali per ogni impresa.

Cosa è cambiato rispetto a pochi anni fa, quando il cloud non sarebbe stato neanche preso in considerazione per le funzioni essenziali per il business? Vorrei evidenziare tre fattori principali:

  • Primo: i nostri clienti ci dicono che i prodotti cloud di Oracle hanno raggiunto o superato i requisiti da loro richiesti per quel che concerne funzionalità, sicurezza e affidabilità.
  • Secondo: le imprese e altre grandi organizzazioni sono stanche di dover spendere milioni euro - in alcuni casi anche decine di milioni o centinaia di milioni di euro - per integrare applicazioni, sistemi e reti male assortite. Esse ritengono che il cloud computing possa contribuire a eliminare costi così elevati, che offrono molto poco in termini di valore aggiunto.
  • Terzo: i nostri clienti sanno che devono diventare più veloci e reattivi nel rispondere alle mutevoli esigenze dei clienti e a condizioni di mercato turbolente, e ritengono che la nostra tecnologia cloud possa aiutarli ad accelerare. Molti dei nostri clienti hanno installato e iniziato a utilizzare nuove applicazioni in cloud nel giro di settimane anziché di mesi.

Così i CEO oggi hanno la possibilità di modificare significativamente il modo in cui le loro aziende utilizzano la tecnologia, facendo in modo che una parte sempre maggiore del budget IT sia dedicato a realizzare opportunità di crescita orientate al cliente, e sempre meno denaro sia intrappolato da investimenti in infrastrutture IT, difficili da gestire, incapaci di restare al passo degli odierni scenari di business.

I CEO di tutto il mondo mi dicono che le loro aziende non hanno un problema di spesa IT - "Spendiamo molti soldi nell’IT," mi dicono, "ma semplicemente non li investiamo nel modo giusto". Affermano di spendere troppo per sistemi obsoleti che sono poco flessibili e costosi da mantenere, troppo su applicazioni di vecchio stampo che non supportano il social o il mobile, e di gran lunga troppo su progetti di integrazione, che sembrano non finire mai e raramente forniscono reale valore aggiunto e indicazioni utili per il business.

Come antidoto a così tanta complessità, costi e confusione, il cloud computing può aiutare i CEO a trasformare il business grazie a una più intima comprensione di clienti acquisiti e potenziali; rende più pronti a investire in nuove opportunità di mercato non appena emergono, ad accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti, ad assumere e far crescere in azienda le persone più dotate di talento.

Inoltre, i CEO che hanno iniziato ad abbracciare con entusiasmo il cloud si stanno rendendo conto che è essenziale disporre di un fornitore cloud principale, piuttosto che replicare l'approccio IT tradizionale che prevedeva l’acquisto di componenti da decine o addirittura centinaia di fornitori, finendo poi per spendere enormi quantità di tempo e denaro per cercare di integrare tutti quegli elementi così diversi fra loro. Rivolgendosi a un unico fornitore, i CEO si aspettano di muoversi più velocemente, spendere meno, e avere a che fare con sistemi e processi che siano molto meno complessi.

In questo contesto, ecco la mia lista di cinque validissimi motivi per cui i CEO dovrebbero amare il cloud:

1. 1. Semplificare l’IT. Nell'approccio tradizionale, i player tecnologici immettono sul mercato migliaia di componenti separati, e si attendono che i clienti passino mesi o anni per portare a termine l’integrazione dell’IT, impiegando centinaia o migliaia di persone di staff chiamate a valutare, acquistare, assemblare, configurare, collaudare, mettere a punto, rilasciare patch, aggiornare, monitorare tutto. Noi pensiamo che i nostri clienti meritino qualcosa di meglio: riteniamo che il settore IT debba assumersi il costo e la responsabilità di creare prodotti che funzionino insieme, in modo che non debbano essere i nostri clienti a doverci pensare.

2. 2. Riprogettare la spesa per l’IT. Nel tradizionale approccio all’IT, tutto questo lavoro complesso ma in fin dei conti di basso valore erode dal 70% all’80% del budget IT totale, lasciando ben poco alla ben più necessaria attività di innovazione. Il cloud computing offre ai CEO un'elegante alternativa al caos attuale, perché permette loro di concentrarsi sul proprio core business e sulle priorità invece di disperdere tempo ed energie per l’IT. Inoltre, il budget che i CEO riescono a risparmiare grazie al Cloud può essere investito in attività e innovazioni orientate al cliente, richieste da un mercato sempre più social e mobile.

3. 3. Accelerare e ottimizzare i processi aziendali. Molte aziende oggi utilizzano ancora applicazioni core che sono state installate 20 o anche 25 anni fa. Queste applicazioni obsolete continuano a fare ciò per cui erano state progettate; il problema è, semplicemente, che queste applicazioni non possono gestire tutte le innovazioni che sono state introdotte negli ultimi anni e che tutti noi oggi diamo per scontate: esperienze social di qualità, consumo “mobile first”, interfacce facili da usare, video, ricerche istantanee di dati strutturati e non strutturati, introduzione costante, ma non intrusiva, di aggiornamenti. Al contrario, le moderne applicazioni SaaS sono costruite appositamente per sfruttare al meglio tutte quelle innovazioni e funzionalità da cui dipendono sempre più aspetti del lavoro in azienda.

4. 4. Stimolare l'innovazione. Il modello cloud consente ai CEO di riallocare preziose risorse e personale IT da operazioni di integrazione costose, di scarso valore e dispersive, su iniziative di maggior valore. Per esempio:

• mettere a disposizione dei team di vendita, sui loro dispositivi mobili, informazioni in tempo reale

• unificare la catena della domanda e la supply chain

• eliminare la latenza da processi antiquati

• dotare i nuovi prodotti e servizi di sensori e software intelligenti per l'utilizzo nel nostro mondo sempre più interconnesso.

5. 5. Garantirsi livelli di sicurezza e compliance di altissimo livello. I CEO dovrebbero aspettarsi che le aziende di cloud-computing forniscano loro funzionalità di sicurezza e conformità di livello mondiale, senza eccezioni. Per i CEO delle aziende che continuano a utilizzare approcci tradizionali all’IT, questi temi cruciali sono elementi aggiuntivi rispetto al proprio core business; per Oracle, invece, sono una priorità assoluta a cui sono dedicate enormi risorse e per cui sono stati creati team di lavoro e processi unici al mondo.

Negli ultimi 12 mesi, i CEO di tutti i settori hanno iniziato ad abbracciare con entusiasmo il Cloud, smettendo di considerarlo come la più “brillante” e recente offerta del settore IT, bensì come una tecnologia veramente strategica e di trasformazione, che può aiutarli a ridurre i costi improduttivi e a investire in innovazione contemporaneamente.

Inoltre, gli stessi CEO si rivolgono al cloud per potenziare molto più delle loro funzioni HR e marketing. Vediamo aziende molto grandi che si affidano al cloud per ottenere migliori performance in sistemi fondamentali quali la pianificazione finanziaria, la gestione delle supply chain, l’assistenza ai clienti e molto altro ancora.

Per i CEO che desiderano semplificare l'IT, stimolare l'innovazione, tagliare i costi dell’IT a basso valore e accelerare l’operatività, il cloud computing è un modello strategico per il quale i tempi sono maturi.

Traduzione del post su LinkedIn di Mark V. Hurd, President Oracle Corp

martedì ott 01, 2013

Social Customer Service, questo sconosciuto!

Hai mai sentito parlare di Social Customer Service?

Durante l'evento Oracle Cloud Applications Day 2013 ne scoprirai tutte le potenzialità e i vantaggi che il suo utilizzo porta alla Customer experience che offri ai tuoi clienti.

Se vuoi saperne di più: Oracle Cloud Applications Day 2013, 28 ottobre - Milano

Stay connected: #CloudDayIT 

martedì set 24, 2013

Il cliente al centro delle tue Strategie CX. Vuoi saperne di più? Vieni all'Oracle Cloud Applications Day

Sei proprio sicuro che le tue strategie di Customer Experience siano in sintonia con quello che i tuoi clienti ti stanno chiedendo e che si aspettano da te?

Per esserne proprio sicuro partecipa all'Oracle Cloud Applications Day il prossimo 28 ottobre a Milano presso la sede de Il Sole24 Ore.

Se vuoi maggiori informazioni e scoprire di cosa andremo a parlare visita il sito dedicato.

giovedì set 05, 2013

Oracle Cloud Applications Day 2013 - tutto sulle Oracle Cloud Applications!

SOCIAL. MOBILE. CLOUD. Tre parole al centro della rivoluzione del modo di fare business oggi.

Partecipa all'Oracle Cloud Applications Day 2013 e scoprirai come la tua azienda può diventare protagonista di questo cambiamento e trasformare il proprio business.

Ti aspettiamo il prossimo 28 ottobre a Milano presso la sede de Il Sole24Ore con:

* casi di eccellenza a confronto
* parallele di approfondimento
* face-to-face meeting
* spazio expo Partner
* hands-on demo

Per maggiori info visita il sito dedicato.

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