Il Controllo di Gestione secondo Borsa Italiana

Lo scorso 9 Febbraio 2012 sono stato invitato a portare il punto di vista di Oracle ad un evento organizzato da Borsa Italiana e Reply Consulting dove veniva presentata la Guida al Sistema di Controllo di Gestione che la Borsa Italiana, appunto, ha preparato per le Aziende che intendono quotarsi al segmento MTA di Piazza Affari.

La guida sintetizza i requisiti che, secondo Borsa Italiana, un Sistema di Controllo di Gestione (SCG) deve rispettare per garantire consistenza e qualità necessarie per una quotazione pubblica, ovvero:

  • Formalizzazione
  • I processi e le procedure di pianificazione, reporting ed analisi devono essere adeguatamente documentate e formalizzate; il raggiungimento di una formalizzazione completa e strutturata delle informazioni fornite con regolarità al management è indice del grado di sviluppo del SCG
  • Strutturazione
  • I sistemi di pianificazione e reporting devono essere impostati in maniera coerente con le dimensioni caratteristiche del business, il primo livello di disaggregazione dei risultati deve essere rappresentato dalle Business Units
  • Frequenza e Tempestività
  • Borsa Italiana identifica alcune misure che devono essere monitorate con cadenza mensile ed altre con frequenza almeno trimestrale, inoltre i report trimestrali devono essere disponibili entro 30 giorni dalla fine del periodo al quale fanno riferimento.

Ovviamente nella bella presentazione del Dott. Fabrizio Ceppi sono stati forniti maggiori dettagli, per semplicità vi rimando al sito di Borsa Italiana dove potete scaricare liberamente la Guida.

Devo ammettere che con questa introduzione il mio lavoro è stato grandemente semplificato visto che le tematiche principali erano perfettamente in linea con la vision di Oracle sull'Enterprise Performance Management; quello che è emerso durante la discussione è che alcune parti della Guida sono incredibilmente vicine ai messaggi ed alle rappresentazione dei processi che ho utilizzato nella mia presentazione!

Non volendo annoiare troppo la platea, avevo deciso di non parlare di software ma piuttosto di fornire qualche indicazione o consiglio sulle tematiche del Financial Close e del Planning & Budgeting intesi in senso esteso (d'altronde il fatto di avere la parola "Senior" nella mia job description mi autorizza a dispensare consigli!); in sintesi

Extended Financial Close

  • Creare credibilità e consenso - la qualità e la velocità con cui si pubblicano i risultati economico-finanziari è un valore riconosciuto dal mercato azionario
  • Monitorare con continuità - fare "Business Intelligence" sul proprio processo end-to-end di Closing per identificare colli di bottiglia e occasioni di ottimizzazione
  • Rendere accessibili i risultati - restituire valore a tutti gli attori che in azienda partecipano, magari con un semplice data entry, al processo di closing significa alleviare il senso di "controllo" che la funzione Controllo di Gestione può rappresentare, proponendosi invece nella veste di business partner che aiuta a prendere decisioni informate

Extended Planning

  • Processi Rolling e basati su drivers - perchè per le dinamiche di business Gennaio è semplicemente il mese dopo Dicembre, non l'inizio di una nuova era!
  • Sfruttare le verticalizzazioni - ogni azienda ha le proprie specificità ma ci sono alcuni processi con caratteristiche condivise per i quali Oracle ha realizzato dei framework applicativi che indirizzano la grande maggioranza delle esigenze tipiche, in particolare per la pianificazione delle Risorse Umane, degli Investimenti in Conto Capitale e degli aspetti economico-finanziari dei Progetti.
  • Semplice come Excel, meglio di Excel - Excel è indubbiamente lo strumento più utilizzato per fare il budget nelle aziende italiane, Oracle permette di mantenere la semplicità e flessibilità d'uso annullando però i rischi di inconsistenza che l'utilizzo di uno strumento di produttività individuale introduce

Certo, per qualcuno di voi quanto sopra potrebbe suonare come ovvio ma nel corso dell'evento il Dott. Marco Cossutta ha presentato i risultati di una recente Survey che Reply Consulting ha condotto su circa 100 aziende Italiane per verificare lo "stato di salute" dei sistemi di Controllo di Gestione dalla quale è emerso che vi sono infatti ancora molte imprese con applicativi datati e/o non integrati e processi gestiti attraverso una significativa componente di manualità...quindi ciò che per qualcuno è ovvio per altri potrebbe rappresentare un obiettivo di miglioramento!

Se a questo punto non vi siete ancora stufati di leggere il mio post, potrebbe interessarvi la presentazione che ho utilizzato nel mio intervento, la trovate qui

Alla prossima!




Comments:

Che tristezza

Posted by guest on febbraio 11, 2012 at 07:39 PM CET #

Ciao Guest,
non so se il tuo commento si rifersice allo scenario complessivo del Controllo di Gestione in Italia o al mio post, in entrambe i casi bisogna fare riferimento al contesto.
L’audience dell’evento di Borsa Italiana era principalmente composta da aziende medio-piccole che spesso non hanno ancora soddisfatto quei requisiti di formalizzazione, strutturazione e tempestività che la quotazione appunto richiede...certo, può essere più interessante parlare di Fast Closing, Predictive Planning, Advanced Cost Accounting, Collaboration, EPM 2.0 ma a patto che gli interlocutori abbiano già indirizzato le tematiche “classiche” che stanno a valle di quelle più “innovative”.
Non di meno, tra i semplici spunti che ho fornito nel post, c’è ne è uno in particolare che sta suscitando interesse anche in aziende molto strutturate e con buona cultura del Controllo di Gestione: hai colto quale?”

Posted by Stefano Oddone on febbraio 13, 2012 at 11:04 AM CET #

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