mercoledì giu 03, 2015

SaaS for Dummies - Tutto quello che avreste voluto sapere sul SaaS!

Lo sapevate che le soluzioni SaaS sono in grado di offrire benefici reali a tutte le linee di business della vostra azienda?

Tutti sanno come il Saas stia aiutando le organizzazioni a rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato e a cogliere le opportunità offerte dal digital. Ma qualcuno vi ha spiegato, in modo semplice e chiaro, cosa sia veramente, cosa implica a livello organizzativo, quali siano i vantaggi e cosa vogliano dire tutti gli acronimi e le parole ora tanto in voga?

Questo e-book è una guida pratica per rispondere alle domande più comuni sul Saas. Si parla di tutte le linee di business (Finance, Marketing, Sales, Service e Human Resources) e di come ognuna di esse può beneficiare delle potenzialità che queste nuove tecnologie offrono al business.

Diventerà più facile scoprire tutti i vantaggi che il SaaS può offrire e cosa ricercare in una soluzione in Cloud!

Per ulteriori informazioni, scarica l'e-book qui (in italiano!), accedi alla "infowall" (in inglese) e leggi l'infografica (in inglese).

Ridefinire il social: non concentrarti sulle app!

La popolarità del termine 'social media' continua a crescere perciò è importante rimarcare che le due parole possono esistere anche l’una senza l’altra, e lo hanno fatto per generazioni. Anche se spudoratamente copiata da un cartello stradale di Denver sulla distrazione alla guida, si tratta di un'indicazione perfetta per iniziare a parlare di social e risorse umane.

Come tutto il resto del mondo, anche le risorse umane hanno ceduto al richiamo delle sirene di strumenti e siti social derivati da internet. Siamo arrivati a considerare “social” esclusivamente il mondo delle app e delle piattaforme online. Ci siamo anche uniti a coloro che diffusamente e costantemente accoppiano le parole “social” e “media,” come se da sole non avessero alcun significato.È sicuramente vero che molti strumenti social media portano un beneficio effettivo alla nostra attività, poiché ampliano la nostra possibilità di accedere a potenziali candidati e forniscono vari percorsi di interazione. Ma esattamente così come Al Gore NON ha inventato internet, quest’ultima NON ha inventato il “social”. Il social o sociale esiste da generazioni, nelle risorse umane e come realtà culturale.

Camere di commercio, circoli di bowling, organizzazioni di ex-alunni, associazioni professionali e commerciali, gruppi filantropici; questi erano (e continuano a essere) sistemi sociali consolidati precedenti al mondo online. La forma online del sociale è semplicemente una manifestazione nuova e più ampia di schemi sociali di lunga data.Perciò, perché è importante che le Direzioni Risorse Umane lo sappiano e se ne rendano conto? Perché, per poter ottimizzare e sfruttare le relazioni social, dobbiamo fare marcia indietro e iniziare a valutare che cosa il termine social significa per le nostre organizzazioni e definire cosa vogliamo ottenere. In una certa misura, forse abbiamo messo il proverbiale carro davanti ai buoi buttandoci nella “mischia” del social online, senza averci pensato sufficientemente. Sono 3 gli aspetti critici che l’azienda deve prendere in considerazione per utilizzare in modo corretto i “social”:

1. Comunità– Il “social” parte da qui. Non esiste social senza comunità. Ed è necessario stabilire in primo luogo quali comunità stiamo cercando di raggiungere e perché. Si tratta del punto di partenza per stabilire i passaggi successivi. A chi interessa e perché? Gruppi interni ed esterni, dipendenti, ex-dipendenti, scuole superiori locali, università e istituti commerciali, società professionali, team di progetto, fornitori, contractor, tirocinanti: queste comunità presentano tutte opportunità uniche di relazione. Sono tutte pertinenti per noi? Quali altre comunità sono ugualmente e più importanti? Cosa speriamo di ottenere da ciascuna… referenze, candidati, idee creative, commenti? Le comunità con cui dobbiamo interfacciarci sono attive online?Le aziende hanno investito energia, tempo e denaro in piattaforme social online popolari, solo per scoprire che i loro principali candidati provengono da fonti completamente diverse. Dobbiamo conoscere il gioco finale prima di iniziare a giocare nel campo del social. In caso contrario potremmo trovarci sul campo sbagliato, portando avanti attività che non portano alcun risultato.

2. Comunicazione – Come impostiamo e agevoliamo le comunicazioni verso le comunità in target per arrivare ai risultati desiderati? Cosa cerchiamo ottenere in termini di risposta? Abbiamo bisogno di essere presenti sul campo e di interagire di persona per creare delle relazioni o possiamo essere più efficaci online? Se online, quali strumenti specifici permetteranno di accedere in modo efficace alle comunità che desideriamo? La comunicazione è diversa per ogni canale o aspiriamo a un look and feel comune? Qual è il ritmo della comunicazione per trovare il giusto equilibrio e non stressare le proprie comunità? Costruire strategie di comunicazione attente e rilevanti per gruppi diversi è parte integrante di iniziative social di successo.

3. Collaborazione- Social significa molto più di app e icone focalizzate sulle assunzioni. Una spinta importante nelle attività social oggi è la collaborazione condivisa. Le aziende stanno ottenendo notevoli benefici, consentendo e favorendo l'interazione sociale (di solito online) all'interno e tra i team dei dipendenti, ed esternamente con i clienti. Il processo di generazione di idee creative viene accelerato, la condivisione delle informazioni viene promossa e più facilmente raggiunta e l’accesso agli “esperti” tramite comunità online è più rapido. Per questi motivi, gli strumenti per la collaborazione social stanno rapidamente diventando un must-have critico per le organizzazioni che vogliono evolvere.


Mentre nuovi strumenti e funzionalità continuano a evolvere nel mondo social, rimarrà fondamentale per le direzioni risorse umane "alzare lo sguardo" da applicazioni e icone che competono per attirare la nostra attenzione. Abbiamo bisogno di tracciare accuratamente il nostro percorso e aver ben presente la nostra destinazione, prima di scegliere i migliori mezzi social per raggiungerla. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud 

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HR & Talent Forum :I talenti, vero valore della crescita aziendale ?


Il 19 maggio scorso si svolgeva a Milano il HR& Talent Forum presso il Gruppo 24 ORE. Nella tavola rotonda molti manager hanno condiviso punti di vista ed esperienze sulla gestione dei talenti e in particolare sul valore dell’eccelenza e del talento per la crescita aziendale

Le discussione ci ha fatto capire ancora una volta che ci sono valori fondamentali che permettono ai talenti di emergere e crescere: come la condivisione di Know how tecnici comuni, valori e passione. Marco Coccagna Chief Executive Officer ENI Corporate University ha dimostrato l’importanza dei valori, del know-how comune che permette un’integrazione dei talenti. Il know how tecnico comune e le competenze relazionali permettono le interazione in un team. Nel caso ENI, che è un’organizzazione globale, bisogna promuovere un management locale piuttosto che centrale. Bisogna anche investire pesantemente nella formazione professionale per garantire questi valori e un know how comune.

L’intervento della Dottoressa Simonetta Iarlori Chief Operating Officer di Cassa Depositi e Presiti, ha evidenziato le aspettative della cosidetta generazione Y. Sono più alte specialmente nell’ambito delle relazioni interpersonali e dello «star bene» al lavoro. E qui entriamo in un altro aspetto che diventa valore nel ambito lavorativo: il wellness. Introdurre il wellness in azienda favorisce l’innovazione. Per Elisabetta Caldera Direttore Risorse Umane e Organizzazione Vodafone Italia, i modelli sono cambiati. L’individuo deve poter contribuire, instaurare un dialogo. Non c’è piu un vero confine tra l’azienda e il mondo esterno: le persone possono cercare fonte d’ispirazione e di soluzioni all’interno e al esterno dell’organizzazione. Caldera sottolinea che un‘azienda chiusa su se stessa, narcisista, si sdoppia ma non evolve . Per evitare questo tipo di situazione, la condivisione dei talenti può essere una soluzione. Ce lo ha raccontato Marina Montinori Ernst and Young People Services citando l’esempio dell’associazione degli amministratori delegati messi a disposizione di diverse aziende. Quest’esperienza arrichisce le competenze e fa emergere profili diversi.

Sempre sul argomento del arrichirsi dall’esterno, Emilia Rio,Direttore Risorse Umane e Organizzazione di A2A, ci ricorda che la social collaboration, le comunità, i gruppi di lavoro in rete sono un modo per liberarsi dai vincoli e far emergere i nuovi talenti. Caldera e Iarlori condividono questo tema: la collaborazione sui social svolge un ruolo importantissimo all’interno di questi nuovi modelli agili non gerarchici. Per consolidare questa social collaboration, questi valori comuni, c’è la necessità di costruire una corporate culture adatta a questi nuovi modelli secondo Coccagna. Una corporate culture ispirata sia dai valori interni che esterni per garantire una fedeltà dei talenti: in questa corporate culture ci deve essere il giusto mix tra divertimento e attenzione alle prestazioni, ci dice Montinori. Ma nel contesto attuale, è possibile parlare di fun nel ambito lavorativo? Secondo Iarlori, i giovani devono sentire che il paese li valorizza. Allora qualsiasi valore positivo sia il fun, o l’innovazione deve aiutarci a trattenere i talenti e a motivarli affinchè sviluppino la loro carriera in Italia.

Per concludere, Caldera ci ricorda l’importanza fondamentale della capacità di ascolto. Ascoltarsi di più, collaborare, è cosi che le aziende potranno fare emergere nuovi talenti e fare crescere l’azienda.

Infine, a prescindere dal fatto che siamo tutti d’accordo nel dire che la gestione dei talenti è al centro delle preoccupazioni, siamo anche tutti d’accordo nel dire che qualcosa sta accadendo e cambiando nel ambito della gestione del personale. Avere preoccupazioni è legittimo, ma cercare di anticipare, costruire e considerare i talenti come fondamentali per la crescita aziendale, è una tendenza nuova, ma giusta. Nel vortice della trasformazione digitale e dei nuovi modelli economici, investire sui talenti favorisce l’eccelenza e il valore dell’azienda.

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mercoledì apr 29, 2015

Reinventare il narrative reporting

I processi di reporting (in particolare l’annual report e il management reporting) stanno cambiando rapidamente nell’era della comunicazione digitale. Le richieste informative degli stakeholders sono sempre più articolate, orientandosi verso una disclosure che consenta di comprendere e interpretare meglio qualità e sostenibilità delle performance dell’impresa. Il vantaggio competitivo delle aziende risulta collegato ad un processo di creazione di valore che conferisce crescente rilevanza alla dimensione degli intangible assets, sovente non valorizzati adeguatamente nel financial statement.

Non sorprende quindi che la capacità del management di comunicare chiaramente – commentando e fornendo adeguate chiavi interpretative per i dati economico-finanziari – sia più importante che mai.

Crescente domanda di narrative reporting – le implicazioni interne ed esterne per le aziende

Dal punto di vista interno, le aziende devono dotarsi di processi affidabili e tempestivi per la raccolta, convalida e comunicazione di un'ampia varietà di informazioni – alcune delle quali potrebbero non essere ancora stati acquisite o comunicate all’esterno.

Dal punto di vista esterno, la relazione con gli azionisti e gli altri stakeholder si sposta su di un nuovo piano, in cui la trasparenza e la credibilità della strategia dell'azienda è un fattore fondamentale di vantaggio competitivo.

Un processo collaborativo integrato

Se l’annual report è tradizionalmente stato il regno del CFO e del suo Finance Team, la crescente ampiezza e varietà dell’informazione che si desidera comunicare richiede il contributo di un grande numero di ruoli e funzioni: strategia, risorse umane, R&D, marketing, etc. La sfida è allora quella di far cooperare in modo armonioso le diverse fonti informative strutturando e gestendo un processo collaborativo integrato.

Non solo annual report...

Anche se finora la maggior parte dell’attenzione si è rivolta verso i processi esterni (annual report, chiusure trimestrali, reporting civilistico e note integrative, reporting di sostenibilità...) oggi la disponibilità di ambienti collaborativi per il narrative reporting offre anche la possibilità di aumentare significativamente la produttività e la qualità in altri processi di reporting, per esempio nell’area del reporting gestionale, del budget e pianificazione o per la preparazione di presentazioni direzionali.

Per esempio, quale manager non desidererebbe di poter disporre in un unico ambiente di numeri e commenti esplicativi, per poter comprendere più facilmente una proposta di budget? Ma, non a caso, molte delle caratteristiche del processo di budget sono quelle tipiche degli altri processi di reporting: proliferazione di fogli elettronici (dati strutturati); presenza di una forte componente non strutturata necessaria ad integrazione e chiarimento della parte numerica; partecipazione di una più o meno grande platea di attori operanti verso un obiettivo comune...

Non sorprende quindi che si pensi di poter adottare un'unica soluzione a supporto delle esigenze che si riscontrano nei diversi processi di reporting.

Oracle Enterprise Performance Reporting Cloud Service

Forte della propria esperienza nell’ambito del performance management reporting, Oracle offre oggi una soluzione – unica nel suo genere – a supporto del narrative reporting. Parte dell’offerta Oracle Cloud, la nuova soluzione di chiama Oracle Enterprise Performance Reporting Cloud Service (EPRCS) e offre un ambiente sicuro, collaborativo e guidato per la definizione, creazione, revisione e pubblicazione di report per stakeholder interni ed esterni.

Vuoi saperne di più?

Enterprise Performance Reporting Cloud

Data Sheet

Infografica



martedì mar 10, 2015

Il Customer Service è il nuovo Marketing?

Davvero interessanti i dati che emergono da una ricerca che Customer Experience Factory, con il sostegno di Oracle, ha condotto nel mese di gennaio 2015 sul tema del Customer Service.

I dati possono essere riassunti così. I responsabili della relazione con il cliente ritengono a larghissima maggioranza (96%) cheoffrire un buon servizio al cliente sia: a. una leva importante per la fidelizzazione e b. un elemento che può distinguere un marchio (82%) rispetto alla concorrenza.

Purtroppo però 8 manager su 10 affermano che le aziende non investono in modo sufficiente in almeno una delle tre aree strategiche del Customer Service:

  • la responsiveness, cioè la prontezza e la capacità di entrare in contatto empatico con il cliente
  • l'integrazione dei touch point fisici e digitali
  • l'utilizzo dei feedback per migliorare i processi aziendali ed eliminare i disservizi

tanto che addirittura il 23% ritiene che tutti i tre gli aspetti vengano trascurati.

Le aziende hanno, quindi, un problema: da un lato c’è la necessità di innovarsi e di trasformarsi verso una logica “customer-centrica” ma dall’altro, ahimè, gli investimenti non sostengono questo momento di passaggio e di trasformazione.

“La relazione azienda-cliente è radicalmente cambiata in considerazione di un consumatore sempre più informato, digitale, mobile e social” commenta Giovanni Ravasio, Country Leader Applications Oracle Italia. “Per rapportarsi con questo moderno utente sempre più padrone dei canali di comunicazione con i brand, le aziende hanno necessità di trasformare il modo di approcciarsi al cliente con l’adozione di tecniche di modern marketing per l’individuazione di profili cliente sempre più raffinati, una gestione integrata di tutti i canali di comunicazione online ed una vendita supportata da soluzioni in mobilità, sempre più informata sul profilo di ogni singolo cliente. In particolar modo, nel customer care, il cliente deve sentire che le sue richieste sono valutate e esaudite velocemente e con precisione. La risposta a questo processo è nell’adozione di soluzioni di Customer Experience a 360 gradi, semplici e veloci da implementare, che garantiscano un'elevata e consistente esperienza utente”.

Per maggiore informazioni su metodologia, campione, e altri risultati scrivetemi.


martedì feb 24, 2015

Cefla Aumenta del 25% la Produttività delle aree Finanziaria, Produzione, Logistica e Customer Care e Riduce del 30% i Tempi di Manutenzione IT

Cefla è società cooperativa nata ad Imola nel 1932, specializzata in impianti elettrici e termoidraulici. Negli anni’50, l’Azienda inizia un processo di differenziazione in nuove aree di business, rendendo operative tre divisioni: impiantistica tecnologica civile e industriale, allestimenti di punti vendita per la moderna distribuzione e impianti di verniciatura ed essiccazione delle vernici su legno. Nel 1990, la società entra nel settore dentale, creando una quarta divisione industriale. Oggi Cefla è una realtà multibusiness operante a livello mondiale, orientata all’innovazione continua dei propri prodotti e servizi. Oltre alla sede italiana, Cefla ha società negli Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, India, Cina e Russia.

SFIDE
Ridurre i costi di gestione IT e migliorare la produttività con una piattaforma JDE multilocalizzata e multilingua, come unica soluzione per la sede italiana e le sedi straniere del Gruppo, per gestire clienti, attività e prodotti dei settori arredamento, dentale, finishing e impianti industriali
Rispondere più velocemente agli ordini dei clienti riguardanti forniture per negozi, prodotti tecnologici, materiali dentali e vernici e verificare gli approvvigionamenti di materie prime e le disponibilità di merci nel magazzino
Ottimizzare il tempo che il personale IT può dedicare a prodotti strategici in modo da aumentare il business sulle quattro linee produttive aziendali, riducendo così le spese di gestione IT
Aumentare la produttività di manager e impiegati dei settori arredamento, dentale, finishing e impianti industriali grazie ad un sistema di reportistica automatizzato che fornisce un quadro completo del business
Migliorare l’immagine aziendale, uniformando e affinando il layout grafico delle fatture e dei documenti di reportistica

SOLUZIONI

...ne vuoi sapere di più? Vai alla pagina dedicata al caso CEFLA

martedì feb 17, 2015

CONVEGNO DI PRESENTAZIONE RICERCA COLLABORATIVE BUSINESS APPLICATION

Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2014-2015 dell’Osservatorio Collaborative Business Application è promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Il Convegno sarà l’occasione per provare a rispondere criticamente alle seguenti domande.

  • Che cos’è oggi la collaborazione in ambito aziendale?
  • Quali sono i trend tecnologici che hanno maggiore impatto sui Sistemi Informativi aziendali?
  • Quali sono le cause di inefficienza dei processi più sentite a livello aziendale?
  • Qual è il livello di maturità attuale dei supporti collaborativi presenti nelle aziende?
  • Qual è il percorso evolutivo dei Sistemi Informativi aziendali in ottica collaborativa?
  • Quali componenti applicative abilitanti la collaborazione sono ad oggi presenti nelle aziende?
  • Quali sono le iniziative più innovative in ambito collaborativo?
  • Quali sono i maggiori benefici riscontrabili nell’introduzione di soluzioni collaborative in azienda?

Oracle é sponsor dell'iniziativa

venerdì feb 13, 2015

Guarda i nostri vidlets sulle sfide del Digital Service

Ehi Service Leader, la Digital Disruption sta cambiando le regole del business, anche del tuo! La tua organizzazione Customer Service sta cogliendo questa opportunità?

Guarda questi brevi video adesso e condividi con noi le tue idee ed esperienze.

mercoledì feb 11, 2015

Legal for Cloud - 10 Febbraio 2014

Gestione globale delle risorse umane e piattaforme Cloud: operatività, compliance e profili legali.

[Read More]

lunedì feb 09, 2015

Webcast on Demand

Dall'inizio dell'anno Oracle Europa ha messo a disposizione di tutti un portale, gestito da On24, su cui sono disponibili tutti i webcast andati in onda dall'inizio di Dicembre.

I webcast, divisi per lingua e per argomento, sono facilmente rintracciabili.

Fate un bookmark sul vostro Browser e visitate regolarmente il portale.

questo il link

http://event.on24.com/view/help/flash/index.html

mercoledì feb 04, 2015

Oracle Value Chain Summit

L'economia digitale è in crescita e il suo impatto si fa sentire da produttori, rivenditori e fornitori di logistica allo stesso modo. Interessa anche le  catene di approvvigionamento, dallo sviluppo del prodotto fino alla realizzazione ed il post-vendita. Mantenere la competitività è sempre una sfida, ma le organizzazioni leader possono fare un balzo in avanti  tradformando questa perturbazione digitale in opportunità.


Unisciti a noi e 350 vostri colleghi il 10 & 11 Marzo  allo stadio di Twickenham a Londra, e beneficiare di oltre 50 sessioni tra tre temi chiave:

innovazione a 360°, supply chain customer centric,  le reti compatibili.

In evidenza :

  • Keynote da Loic Le Guisquet, President, Oracle e Jon Chorley, CSO e Group Vice President, Oracle
  • Tracce di settore dedicate a risolvere specifici problemi del settore
  • Presentazioni di studi di caso di: CERN, Plantronics BV, Sorin Group, Specsavers, Mazda Europa e molti altri, che presenteranno moderne catene di valore in azione

Sessioni a cura dei Partner e workshop lab offriranno ispirazione per una nuova filiera

Per registrarsi cliccare qui


domenica feb 01, 2015

Digital Disruption: il tuo Customer Service è pronto alla trasformazione?

Come la Digital Disruption e il Service possono aiutare le aziende a crescere.

Oggi sempre più clienti scelgono il Web per interagire con aziende come la sua. Per un cliente, sapere che il Supporto è a portata di un clic è un valore unico. Ad esempio, integrando un servizio di chat al sito aziendale, è possibile risolvere subito i problemi di acquisto dei clienti e rispondere alle loro domande dell'ultimo minuto, migliorando la loro soddisfazione e riducendo il tasso di abbandono del carrello.

Partecipa a questo webcast per scoprire come:

· Ridurre il costo per contatto offrendo lo stesso livello del servizio

o In media, il costo per contatto di un agente di call center è di 6$ contro 0,10$ utilizzando una strategia Web Self Service. Allo stesso tempo, il 72% dei clienti preferisce il Web Self Service1.

· Aumentare i tassi di fidelizzazioneporta a maggiori ricavi

o Il 94% dei clienti che non hanno avuto difficoltà ad interagire con il customer service sono maggiormente propensio ad acquisti ripetuti2.

· Facilitare la ricerca di informazioni

o Solo il 52% dei clienti trovano esattamente le informazioni di cui hanno bisogno online.

Nell’era digitale, rendere le informazioni disponibili ovunque ed in qualsiasi momento, offrire un’esperienza semplice e senza frustrazioni riduce il carico di lavoro del Contact Center abbassando drammaticamente i costi migliorando, allo stesso tempo, la Customer Experience.

Partecipa e scopri di più!

Note:

1 Forrester, Web Sites That Don’t Support Customers’ Goals Waste Millions, 21 Aug 2012.

2 CEB, Delighting Customers Doesn't Pay, Making Their Lives Easier Does, 10 Oct 2013

3 TSIA Technology Insight, The State of Unassisted Support: 2012, 1 Jul 2012

 

mercoledì gen 14, 2015

Le basi delle Cloud Application spiegate a tutti

Lo ammetto, non sono un tecnico, quindi quando si parlava di Cloud Applications avevo  sempre dei dubbi su cosa fossero veramente.

Poi ho trovato questo video.. in meno di 10 minuti le mie idee sono state molto piu chiare..

mercoledì dic 10, 2014

Employee Experience Journey Mapping .. a breve in Italia

Dopo le esperienze di Francia e Spagna, finalmente arriva anche in Italia questo innovativo formato di workshop che coinvolge chi si occupa delle Risorse Umane in azienda in un viaggio attraverso l'esperienza di un nuovo assunto.

Qui sotto trovate il video teaser... e a presto per i dettagli....


mercoledì dic 03, 2014

European HR Forum

Concluso lo scorso 6 novembre a Milano il convegno di Business International – Fiera Milano Media rivolto ai Direttori Risorse Umane italiani ed europei: una 2 giorni di confronto e interazione che ha visto la presenza di circa 250 partecipanti, 35 relatori, 15 sponsor e ospiti internazionali. All’interno dell’evento, anche alcuni workshop di approfondimento su temi specifici, quali l’Engagement, la Retention, il Reward e le Tecnologie a supporto della gestione HR.

Fil rouge delle due giornate è stato il tema della funzione risorse umane a supporto del business aziendale, in un’ottica di confronto tra strategie e pratiche italiane ed europee.

Diversi gli stimoli emersi e gli approfondimenti condivisi, a partire da quelli sollecitati dallo speaker Jesus Vega, autore del testo "La Empresa Sensual", il quale ha chiesto alla platea: “C’è qualcuno di voi innamorato in sala? Come vi sentite in questa condizione? Energici, entusiasti ed appassionati? Bene, questa è la condizione che dovrebbe cercare di ottenere una impresa sensuale”.

Significativo anche l’intervento sul tema del Change Management del relatore Nimalan Nadesalingam, Associate Director and Senior Global Change Management Consultant del Corporate Centre di una grande multinazionale internazionale. Nadesalingam afferma infatti che le organizzazioni operano processi di cambiamento operativi, tecnologici e culturali, da una situazione di partenza A, attraverso un Change Journey “detto B”, per arrivare ad una condizione migliore “detta C”. L’operazione di cambiamento può essere definita di successo se riesce a raggiungere l’obiettivo C, rispettando la deadline ed il budget prefissi; questo risultato (secondo una ricerca della General Electrics) viene mancato da circa il 70% delle iniziative di cambiamento.

Oracle ha partecipato con un intervento nella parallela dedicata "ai nuovi modi di lavorare" con un interessante intervento di Gessica Chies sulle soluzioni di HCM in mobilità.

Nel video alcuni momenti salienti dell'evento

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