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News e trend di Oracle Applications Italia: tutto quello che devi sapere sul SaaS

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Usufruire della Connected Intelligence

Gli advanced analytics possono trasformare la CX in un vantaggio competitivo. È facile credere che la customer experience(CX) derivi da una serie di punti di contatto indipendenti, dalle comunicazioni sui social media e appuntamenti di vendita agli incontri di assistenza e supporto. I clienti high-touch di oggi, tuttavia, non vedono queste interazioni come eventi separati ma piuttosto come una continua conversazione con un'azienda. Di conseguenza, i dirigenti più astuti capiscono che per poter usufruire della CX come vantaggio competitivo, il loro staff deve essere pronto a “cambiare veste” e farlo in modo impeccabile. Ma le insidie ​​abbondano, compreso il fatto di avere quantità ingenti di dati bloccati all'interno di reparti separati, fatto che rende difficile per gli addetti alle vendite di avere un quadro complessivo di ogni individuo. L'overload dei dati è un altro intoppo. Una CX di successo richiede strumenti che aiutino gli addetti alle vendite a prendere decisioni aggiornate in tempo reale in modo che i clienti si sentano compresi e valorizzati. Fortunatamente, le aziende hanno nuove opzioni tecnologiche per ottenere ciò che io chiamo “connected intelligence”: la chiave per superare molte insidie ​​CX e trasformare la CX in un vantaggio competitivo.   Il potere di dare una svolta Per immaginare la connected intelligence in azione, si consideri l’addetto del call center che parla con un cliente riguardo ad una lavastoviglie che è andata in tilt. Durante il processo di risoluzione dei problemi, il rappresentante ed il cliente si rendono conto che, invece di un tecnico che viene a ripristinare la macchina, un'opzione migliore sarebbe una sostituzione a basso consumo. La chiamata di assistenza diventa una conversazione di vendita. Per soddisfare il cliente, il rappresentante deve prendere una serie di decisioni, ad esempio come personalizzare una promozione che chiude l'affare e scoraggia il cliente a fare dello shopping comparativo. Se il deal funziona, lo stesso rappresentante deve essere pronto a discutere i contratti di servizio e probabilmente offrire la spedizione e lo smaltimento gratuiti della vecchia unità. “Utilizza gli advanced analytics per trasformare, non soltanto automatizzare, i processi CX correnti.” Questo flusso continuo inizia con una solida base di dati dei clienti. L'IoT, gli input del sentiment dei clienti dai social media e una vasta gamma di altre innovazioni, stanno dando alle aziende un'immagine più chiara che mai dei loro clienti e dei migliori prospect. L’AI sta aiutando a trasformare tutte queste informazioni in preziosi insight evidenziando i punti essenziali che mostrano ai rappresentanti quali opzioni mettere a fuoco mentre lavorano ad ogni appuntamento.   Prossimi passi In che modo i dirigenti possono sfruttare pienamente i dati e gli advanced analytics per diventare leader CX nei loro mercati? Possono iniziare concentrandosi su tre aree. Innanzitutto, assicurarsi che le attività CX siano supportate dalla più ampia gamma di dati possibile. Ciò significa guardare oltre i tradizionali profili dei clienti nei sistemi di gestione delle relazioni con i clienti. Le aziende possono ora acquisire una comprensione ancora più profonda dei propri clienti aggiungendo informazioni dettagliate e anonime fornite da intermediari di dati di terze parti che raccolgono informazioni su gruppi demografici chiave, incluso il loro stile di vita e le loro preferenze di acquisto.     ”La CX è una conversazione continua tra le aziende e i loro clienti. Mantieni il dialogo scorrevole." In secondo luogo, possono utilizzare gli advanced analytics per trasformare, non soltanto automatizzare, i processi CX correnti. Possono incorporare l'AI e il suo potere per un processo decisionale assistito in ogni punto di contatto: dovremmo estendere la garanzia del cliente? Dovremmo offrire un rimborso su un nuovo prodotto? L'intelligenza artificiale non sostituisce l'esperienza umana; semplicemente setaccia i dati disponibili in modo che i rappresentanti possano prendere decisioni migliori più rapidamente. Infine, considera l'aggiunta di una nuova posizione all'organigramma: chief customer officer. La responsabilità principale di questa persona sarà la fidelizzazione del cliente, e per fare ciò avrebbe la piena visibilità in tutti i dipartimenti competenti, inclusi vendite, marketing e servizio clienti. Questo dirigente avrebbe anche l'autorità di apportare eventuali modifiche necessarie per migliorare la CX. Ad esempio, se le persone che gestiscono l’assistenza sono solite arrivare in ritardo agli appuntamenti o non risolvono eventuali problemi durante la prima visita, il chief customer officer potrebbe autorizzare un training avanzato o personale aggiuntivo. La CX è una conversazione continua tra le aziende e i loro clienti. Mantieni il dialogo scorrevole applicando avanced analytics alle ricche riserve di dati oggi disponibili. Per leggere l’articolo originale di Jeff Wartgow (Senior Director, Product Management, Oracle) clicca qui.

Gli advanced analytics possono trasformare la CX in un vantaggio competitivo. È facile credere che la customer experience(CX) derivi da una serie di punti di contatto indipendenti, dalle comunicazioni...

FORUM HR: Era digitale e Superpoteri del responsabile HR

Gli scorsi 26 e 27 giugno Oracle ha partecipato all’evento “Forum HR – Banche e Risorse Umane”, appuntamento annuale di ABI e ABIServizi dedicato al capitale umano. Tema principale di quest’anno: la rivoluzione digitale e i suoi impatti sul mondo del lavoro. Prendendo parte alle tavole rotonde dedicate al ruolo dell’HR manager nell’era digitale e a Robotica e Analytics nelle risorse umane, abbiamo raccontato la nostra visione e risposto ad alcune domande centrali e sempre più diffuse nel mondo HR. Pietro Franceschini, Human Capital Sales Executive di Oracle Italia, alla domanda relativa ai cambiamenti dell’era digitale e al loro impatto per le risorse umane ha risposto sottolineando l’importanza dell’utilizzo di tecnologie altamente democratiche, come il cloud, da parte delle HR che devono, non solo saperle utilizzare e coniugarle con le persone, ma anche veicolare il cambiamento all’interno dell’organizzazione. Un altro tema affrontato durante l’evento è stato il supporto che l’analisi dei dati può dare nella gestione delle Risorse Umane. Stefano Maio, Country Leader Big Data, Analytics e ML di Oracle Italia, ha parlato di superpoteri per il Responsabile HR. Che l’analisi dei dati sia ormai fondamentale per la gestione delle risorse umane in tutti i suoi processi, dal recruiting al talent management alla retention, è un dato di fatto. Grazie all’utilizzo di Analytics, Intelligenza Artificiale e di logiche di Machine Learning, i responsabili risorse umane hanno oggi strumenti potenti in grado di portare valore in azienda. Guarda le videointerviste su bancaforte.it: Pietro Franceschini - La gestione delle risorse umane nell'era digitale Stefano Maio - Superpoteri digitali per il responsabile HR

Gli scorsi 26 e 27 giugno Oracle ha partecipato all’evento “Forum HR – Banche e Risorse Umane”, appuntamento annuale di ABI e ABIServizi dedicato al capitale umano. Tema principale di quest’anno: la...

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Quando la vita imita l'arte

L'AI trascenderà l'esperienza umana? La cultura popolare ha usato a lungo i nostri rapporti con le macchine per affrontare temi come quello che definisce la vita, l'auto-consapevolezza e ciò che costituisce un'anima. Forse il miglior punto di riferimento per questo tipo di domande filosofiche viene da Philip K. Dick, la cui opera di fantascienza “Do Androids Dream of Electric Sheep?” è stata utilizzata come base per il film cult-classico Blade Runner. Pubblicato nel 1968, il libro di Dick sviluppa una semplice tesi: la differenza tra umani e androidi è la capacità di esprimere amore e compassione. In altre parole, le nostre differenze derivano dalla capacità di esprimere empatia. L'applicazione dell'empatia è un driver fondamentale nella strategia della customer experience (CX). Ecco perché lavoriamo così duramente come professionisti CX ed affiniamo la nostra capacità di guardare il business dall'esterno verso l’interno, ci alleniamo a percorrere miglia nei panni dei nostri clienti ed utilizziamo questa prospettiva come mezzo per trarre risultati vantaggiosi sia per clienti che imprese. Ma poiché l'empatia è come una scala mobile, le cose possono iniziare a diventare un po’ sfocate. Dopotutto, ci sono umani che non sanno esprimere empatia e  macchine che possono imparare a fingere empatia attraverso la programmazione di base e l'interpretazione continua degli stessi segnali verbali e non verbali che usiamo per discernere il significato. Studi recenti suggeriscono addirittura che l'uomo possa esprimere empatia per i robot, nonostante il nostro cervello razionale ci dica che le macchine non provano assolutamente nulla. La conclusione? Gli umani possono fallire. Le macchine, invece, anche se fallibili, sono più affidabili. Alla fine, le macchine impareranno ad apparire più umane di quanto possiamo sperare di essere.    " L'applicazione dell'empatia è un driver fondamentale nella strategia della customer experience. " Questa realtà presenta delle opportunità senza precedenti per il business. Abbiamo raggiunto un punto in cui la vita si sta avvicinando all'arte: l'AI avrà una maggiore capacità di imitare l'empatia rispetto alla capacità degli umani di esprimerla in modo genuino, e lo farà in modo più coerente. I brand che sfruttano queste capacità di AI otterranno un vantaggio competitivo, mentre le organizzazioni che li ignorano si mettono a rischio. Amy Cuddy, psicologa sociale di Harvard, la quale ha raggiunto la celebrità su internet con il suo TED Talk sul linguaggio del corpo e le prime impressioni, suggerisce che quando le persone ti incontrano per la prima volta, si chiedono velocemente due domande. Posso rispettare questa persona? E posso fidarmi di questa persona? Trovo che la fiducia sia la dimensione più interessante e gli analisti dicono essere il Santo Graal che i brand cercano. Infatti, i dati suggeriscono che la fiducia è molto più preziosa della fedeltà dei clienti, perché anche i clienti fedeli che non si fidano di te non compreranno dal tuo brand tutte le volte che potrebbero farlo. “Abbiamo raggiunto un punto in cui la vita si sta avvicinando all'arte: l'AI avrà una maggiore capacità di imitare l'empatia rispetto alla capacità degli umani di esprimerla in modo genuino, e lo farà in modo più coerente. ". Secondo il lavoro di Cuddy, la fiducia è una proxy per il calore, che rappresenta quell'intangibile "fattore x" della compatibilità. Ora, l'empatia, la fiducia e il calore non sono termini tipicamente associati alle macchine, ma gli early adopter stanno già assistendo a questo cambiamento. Le prime iterazioni dei chatbot più innovativi mostrano un futuro promettente, con, ad esempio, chatbots di grande successo che hanno un ruolo di protagonista nella promozione di film recentemente pubblicati, quali Zootopia e Power Rangers. Nello settore B2B, il bot AI aiuta i marketer immobiliari a identificare potenziali contatti tramite l'app Facebook Messenger, raccoglie informazioni qualificanti e quindi indirizza automaticamente il lead al rappresentante di vendita appropriato in base alle risposte fornite da un acquirente o venditore. Mentre questi esempi suggeriscono certamente cambiamenti entusiasmanti, non è qui che finisce la storia. Immagina di essere un brand di vendita al dettaglio che desidera digitalizzare completamente l'esperienza di acquisto. Siamo in un'era nella quale una profonda comprensione delle abitudini di acquisto, delle preferenze, degli acquisti passati e dell'inventario disponibile saranno presto analizzate e attivate con empatia, coerenza e calore. Offri questo tipo di esperienza su un dispositivo mobile o su un chiosco nel camerino e armalo di milioni di punti dati sulla base di ciò che sta bene su tipologie di corpo simili e su particolari colori di capelli o pelle e su quali accessori abbinare. Aggiungi la realtà aumentata e virtuale nell'equazione e potreste trovarvi a chiedervi se una presenza di “mattoni e malta” sia davvero necessaria. “I brand che capitalizzano. . . nelle potenzialità dell’ AI otterranno un vantaggio competitivo, mentre le organizzazioni che lo ignorano si mettono a rischio ". Ora, rimani nella mentalità di un personal shopper ma applicalo al paradigma delle vendite aziendali nel settore high-tech. Cosa accadrebbe se un "salesbot" avesse una conoscenza approfondita dell'ingombro hardware e delle architetture IT dei propri clienti? Immagina se potesse anche fornire raccomandazioni imparziali, quasi onniscienti per migliorare il modo in cui i sistemi di ciascun cliente interagiscono in base alle esigenze dichiarate dal cliente per raggiungere specifici obiettivi organizzativi. E se l'analisi fosse avvenuta su richiesta in tempo reale? Aggiungi l'Internet of Things al mix, e quel bot potrebbe anche essere in grado di prevedere cosa si romperà molto prima che il cliente lo sappia, di calcolare il ROI per il cambio e di impacchettare il tutto in una valigetta pronta per il consumo. Vi lascio con un pensiero tratto dalle riflessioni di Oscar Wilde sull'arte e la vita, nel suo saggio "The Decay of Lying", in cui ha notoriamente affermato che la vita imita l'arte molto più che l'arte imita la vita. In un'epoca in cui siamo costantemente sorpresi dal potenziale della tecnologia, è facile capire questa prospettiva. Uno degli argomenti chiave di Wilde è che "l'arte rifiuta il peso dello spirito umano", che l'arte non è mai rappresentativa di un tempo e di un luogo, e che trascende ciò che sappiamo essere vero. Solo il tempo ci dirà se i nostri rapporti con le macchine saranno all'altezza di quello standard. Ma il futuro è più vicino di quanto pensiamo. Per leggere l’articolo originale di Alex Dombroski (CX Strategist e Principal Sales Consultant, Oracle) clicca qui

L'AI trascenderà l'esperienza umana? La cultura popolare ha usato a lungo i nostri rapporti con le macchine per affrontare temi come quello che definisce la vita, l'auto-consapevolezza e ciò che...

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Talent Management: 6 Trend per il 2018

Siamo attualmente nell’età dell’oro per le HR. Le tecnologie hanno permesso agli HR leader di fornire alla forza lavoro un’employee experience decisamente migliore. Le tecnologie emergenti, come Data Automation, Predictive Analytics e Intelligenza Artificiale (AI) hanno aggiunto un livello di sofisticazione al modo in cui le aziende gestiscono e coinvolgono la propria forza lavoro per raggiungere livelli più alti di produttività. A questo punto, cosa dovrebbero tenere in considerazione i professionisti che si occupano di Talent Management in questo 2018?  Ecco una lista di trend che impatteranno maggiormente la funzione HR quest’anno. 1. I momenti che contano Digitalizzare l’Employee Experience e trattare i dipendenti come fossero clienti interni erano trend chiave del 2017. “Ci aspettiamo che quest’anno le aziende continuino a personalizzare l’Employee Experience e a ridisegnare le HR per per supportare meglio i "momenti che contano" per i dipendenti nei loro modelli di erogazione dei servizi. Le HR dovranno migliorare la raccolta e l’analisi dei dati riguardanti il “cliente interno”, la definizione delle personas, l’identificazione dei trigger nel ciclo di vita del dipendente e il riesame degli impatti e dell’efficacia nel fornire realmente il servizio richiesto dai dipendenti” – Sunita Khatri, Director of HCM Cloud Product Marketing, Oracle. 2. System Generated Intelligence  Se avete utilizzato Siri, Alexa o l’Assistente di Google, allora avete sperimentato l’Intelligenza Artificiale. L’Intelligenza Artificiale, così come il machine learning, sono funzionalità emergenti nel panorama delle applicazioni per le HR. “L’AI sta allargando i confini dei sistemi HR tradizionali offrendo ai professionisti delle risorse umane: intelligence, azioni, raccomandazioni e personalizzazione generate dal sistema", Sunita Khatri Sourcing e Recruiting stanno diventando temi cruciali per l’Intelligenza Artificiale. Creare un’esperienza personalizzata e coinvolgente per i candidati e supportarla poi con un Sistema di supporto delle decisioni attraverso il Natural Language Processing e i Chatbot diventerà presto la norma. L’AI permette anche di connettere candidati ad opportunità alle quali magari non avevano nemmeno pensato. L’Intelligenza Artificiale può anche aiutare a aumentare e migliorare il pool di candidati. Per esempio, molti recruiter oggi utilizzano tool per le parole chiave per analizzare una lunga lista di curriculum e trovare un potenziale match. Tuttavia, questa metodologia elimina i curriculum che potrebbero non avere parole chiave pertinenti, scartando così candidati di qualità. Con l'intelligenza artificiale, il matching dei candidati terrà conto non solo dei semplici dati sulle parole chiave, ma anche dei precedenti job titles del candidato, la sua storia lavorativa, gli incarichi e i risultati raggiunti. Confrontando quindi questi dati con il profilo target e le personas di una particolare richiesta di lavoro per proporre un match che sia quantitativamente e qualitativamente completo. Grazie a questa tecnologia, i recruiter non hanno più bisogno di leggere un innumerevole numero di cv e possono focalizzarsi sul migliore candidato. 3. People Analytics  Con il passaggio delle aziende a un approccio più data driven, il ruolo delle risorse umane sta consentendo alle organizzazioni di sfruttare i dati dei talenti per poter raggiungere gli obiettivi aziendali e conoscere i propri dipendenti in tutte le fasi. Le organizzazioni stanno utilizzando i dati per migliorare tutti i processi HR come il recruiting, il talent management, il workforce planning e il perfezionamento operativo.   Nel report “High-Impact People Analytics: The 2017 Maturity Model” leggiamo che l’utilizzo dei people analytics ha avuto un effetto positivo sia sul business che sulla forza lavoro. Josh Bersin afferma che “Le organizzazioni che investono nei people analytics vedono miglioramenti superiori alla media nell’employee engagement, nelle performance e nella redditività. Con i miglioramenti che l'investimento nei people analytics può fornire a tutta l'organizzazione e, considerando il fatto che l'83% al momento non li utilizza, dovremmo assistere a un'enorme ondata di organizzazioni che investiranno nei People Analytics nel 2018. 4. Ripensare il Workplace Learning Le funzioni Learning&Development e Talent Development di molte organizzazioni stanno ancora sfruttando strategie di apprendimento tradizionali. "Oggi, i contenuti di apprendimento sono forniti solo da esperti di L&D e HR, mentre il futuro dell'apprendimento è nelle mani di tutta la forza lavoro, i contenuti didattici verranno creati, pubblicati, condivisi e tracciati da tutti i membri dell'organizzazione e curati da dipendenti e risorse umane. La maggior parte delle persone che sta seguendo un percorso di formazione oggi cerca di comprendere quali percorsi siano più opportuni partendo dalle proprie conoscenze, ma immaginiamo un sistema di apprendimento che impari il nostro comportamento nel tempo e sfrutti l'intelligenza artificiale per indicarci il prossimo percorso di formazione che dovremmo seguire o il contenuto che dovremmo assolutamente apprendere. Le risorse umane inizieranno in modo particolare a cogliere i vantaggi dell'utilizzo delle moderne piattaforme di Learning integrando l'apprendimento all'interno di processi critici quali lo sviluppo della carriera e la mobilità interna ". Sunita Khatri.  5. Sviluppare i Millennial Leader Il 75% della forza lavoro totale sarà composta da millennial entro il 2025, ma grandi percentuali di questa popolazione stanno lasciando l'impresa, scegliendo di lavorare in organizzazioni non profit, piccole imprese o di diventare imprenditori. Perchè sta accadendo questo?. "La progressione di carriera è fondamentale per questa generazione, l’ambizione, il desiderio di apprendere, rimanere impegnati, acquisire conoscenze e nuove abilità rapidamente è estremamente importante. Oltre al bilanciamento tra lavoro e vita privata e alla flessibilità, si aspettano anche di crescere rapidamente nell'organizzazione, essere scelti per nuovi incarichi di carriera e di venire motivati per nuove sfide. Nel 2018, sospettiamo che le organizzazioni inizieranno a pensare a programmi di leadership mirati per i millennial, soprattutto perché entro il 2020, dovranno inevitabilmente gestire la prossima ondata di lavoratori, la Generazione Z ". - Sunita Khatri. 6. Gig Economy L’ascesa della gig economy può essere attribuita al desiderio di flessibilità proprio dei digital worker. Per alcuni lavoratori è una necessità, altri apprezzano il fatto di essere i capi di loro stessi e poter scegliere il tipo di lavoro o di progetto che vogliono fare. Un Global Study di Intuit prevede che il 40% della workforce totale sarà composto da lavoratori contingenti e temporanei nel 2020. Se questo si rivelerà essere vero, i professionisti che si occupano di talent management dovranno essere pronti agli impatti di questo cambiamento sulla forza lavoro. Ci sono potenziali complicazioni che i professionisti della gestione dei talenti dovranno considerare mentre si preparano a selezionare e gestire grandi flussi di lavoratori contingenti. Ad esempio, i lavoratori contingenti generalmente non ricevono gli stessi vantaggi dei dipendenti a tempo pieno o part-time, pertanto il loro onboarding potrebbe essere diverso. Se la tua organizzazione prevede di assumere dipendenti della “gig economy”, valuta in che modo attrai e selezioni questi talenti e quali strategie retributive dovrai prendere in considerazione. La necessità di essere reattivi e agili continuerà ad essere critica nella new economy. Quanto è pronta la tua organizzazione ad affrontare questi trend? Leggi l'articolo originale in inglese di Joe Nguyen sul Blog Oracle HCM. cliccando qui. Scarica il report "HR nel 2018" e scopri quali trend impatteranno maggiormente le HR in questo 2018:  

Siamo attualmente nell’età dell’oro per le HR. Le tecnologie hanno permesso agli HR leader di fornire alla forza lavoro un’employee experience decisamente migliore. Le tecnologie emergenti, come Data...

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Customer Experience di ultima generazione: la fine del digital divide

Al giorno d'oggi, una delle principali sfide con le quali si devono confrontare le aziende riguarda le aspettative dei clienti. Aspettative che sono maggiori e sempre più ingenti. I clienti, infatti, richiedono soluzioni immediate, accesso digitale e mobile, totale disponibilità ed efficienza. Ciò che i professionisti della customer experience (CX) devono ricordare è che "qualunque sia il tuo prodotto, vendi un'esperienza." Per raccogliere maggiori informazioni su cosa le aziende si devono aspettare dai consumatori di domani, Oracle ha condotto un sondaggio al quale hanno partecipato 7.000 consumatori appartenenti a diverse generazioni. Dal sondaggio sono emersi sette punti da tenere a mente per adeguarsi alle richieste nell'era delle grandi aspettative: I millennial sono meno diversi dalle generazioni precendenti di quanto si possa pensare; La chiave è rappresentata dalla semplicità; Ricevere risposte in tempi rapidi significa per tutti avere una customer experience positiva; I clienti spariscono nel nulla dopo un'esperienza negativa; Le fonti disponibili online aiutano i millennials e le generazioni precedenti a prendere decisioni suoi prodotti; La realtà virtuale è ben vista; L'interazione umana rimane comunque importante. Solo le aziende che capiscono la diversità delle esigenze tra le varie generazioni, che dispongono di un'infrastruttura digitale flessibile e che sono in grado di sfrutare e connettere tutti i canali utilizzati dai clienti, riusciranno ad adeguarsi al cambiamento e ad avere successo. Scarica il report per consultare i risultati di ricerca e conoscere gli step necessari per creare un piano di azione vincente verso la trasformazione CX.  

Al giorno d'oggi, una delle principali sfide con le quali si devono confrontare le aziende riguarda le aspettative dei clienti. Aspettative che sono maggiori e sempre più ingenti. I clienti, infatti,...

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I robot stanno arrivando. Forza, tutti devono fare meglio il proprio lavoro!

David D’Souza di CIPD sfata alcuni miti sull’Intelligenza Artificiale e sul futuro del lavoro Come specie dobbiamo molto all’evoluzione. E forse è proprio l’evoluzione che spiega l’irrequietezza dello spirito umano, il desiderio di lottare per il miglioramento e di mettere sempre in discussione il valore di quello che possediamo oggi rispetto al potenziale di quello che potremmo avere domani. Leggendo, tuttavia, alcuni dei titoli delle notizie che riguardano le nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale e l’automazione è difficile non pensare che questo costante desiderio di innovazione e miglioramento possa mettere in discussione l'utilità della nostra specie. Ci dicono che i robot stanno arrivando e si prenderanno il nostro lavoro. Si sta sicuramente facendo dell'allarmismo e recenti sondaggi suggeriscono che questo sta influenzando l’opinione pubblica sulla AI e sull’automazione. La realtà è che la verità sta nel mezzo. Queste tecnologie stanno diventando sempre più presenti sul posto di lavoro e offrono molti vantaggi, ma non possiamo rimanere troppo indifferenti davanti alle conseguenze che avranno sul lavoro. Almeno per adesso, l'automazione e i robot sostituiscono dei compiti, non il lavoro nel suo insieme. Si tratta di una distinzione importante, dato che la maggior parte dei lavori contempla un’ampia e mutevole varietà di compiti, di cui soltanto alcuni possono essere automatizzati. La situazione cambia in base al settore: il lavoro dell'operaio di una fabbrica includerà un insieme più ristretto di compiti rispetto a quello del responsabile di un ristorante. Ma per l'immediato futuro l'applicazione dell’Intelligenza Artificiale e della robotica sarà limitata a lavori semplici e ripetitivi. Detto ciò, dobbiamo prepararci al cambiamento. Queste tecnologie diverranno sempre più avanzate e in grado di occuparsi di una gamma più ampia di compiti e, a meno che non ne limitiamo l'utilizzo, sarà la prossima generazione di lavoratori a risentire dell'effetto. Dopo tutto, un tassista cinquantenne di oggi non potrà diventare un data scientist nell’arco di un giorno. Come datori di lavoro, come impiegati, come educatori e come società dobbiamo iniziare a porci delle domande, per permettere che i nostri figli e nipoti possano prosperare nel mondo del lavoro come abbiamo fatto noi. Le aziende devono iniziare a definire un percorso verso l'automazione che offra vantaggi all’azienda, ma che allo stesso tempo garantisca ai dipendenti di poter lavorare utilizzando le nuove tecnologie. L'obiettivo deve essere quello di potenziare il modo in cui lavoriamo. Le persone continueranno a mettere in campo il loro ingegno e la loro capacità di giudizio. Le macchine ci permetteranno soltanto di codificare e ottimizzare il contributo umano in modo rapido e su scala più grande. È in questo ambito che le risorse umane devono evolvere. I responsabili delle risorse umane rappresentano la voce degli impiegati nel consiglio di amministrazione, pertanto svolgono un ruolo essenziale nello stabilire la struttura delle competenze all’interno di un’azienda moderna. Dal lavoro con i responsabili della gestione finanziaria alla definizione delle strategie di automazione, fino alla consulenza per stabilire i programmi di formazione per gli impiegati, le risorse umane devono giocare un ruolo importante nell'aiutare a conciliare fra loro l’esigenza di aumentare l’efficienza avvalendosi della tecnologia e l’opportunità di favorire un approccio basato sul contributo umano, una scelta che spesso viene erroneamente indicata come binaria. Le aziende dovrebbero inoltre lavorare con  le istituzioni educative per sviluppare percorsi di apprendimento più adatti al futuro. È noto che il sistema educativo non è invecchiato bene e in molti casi fin dalla scuola elementare gli studenti apprendono competenze che non saranno più utili nel momento in cui entreranno nel mondo del lavoro. Sarà sempre più importante aiutare gli studenti a diventare problem solver e ad acquisire una mentalità duttile e competenze adattabili che permettano loro di assumere diversi ruoli e di liberare il potenziale delle nuove tecnologie. Il percorso verso il progresso non mostra segni di cedimento, ma dobbiamo assicurarci che un cambiamento così rapido non diventi uno svantaggio per alcuni gruppi di persone. Se le aziende, gli educatori e la società lavoreranno insieme, possiamo essere sicuri che le competenze e la comprensione della tecnologia viaggeranno di pari passo con le nostre ambizioni per il futuro. Per leggere l'articolo originale in inglese, clicca qui.  

David D’Souza di CIPD sfata alcuni miti sull’Intelligenza Artificiale e sul futuro del lavoro Come specie dobbiamo molto all’evoluzione. E forse è proprio l’evoluzione che spiega l’irrequietezza dello...

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In che modo l'intelligenza artificiale sta trasformando i processi di business

di Predrag Jakovljevic, Principal Analyst presso Technology Evaluation Centres. In tema di intelligenza artificiale esistono opinioni contrastanti. Il potenziale che può esercitare sul modo in cui viviamo e lavoriamo è enorme, ma le persone si sentono a disagio davanti alla cosiddetta "avanzata delle macchine" e alla possibilità che tutto quello che fanno venga tracciato da un software. Anche le aziende che sono state pioniere nelle applicazioni di Artificial Intelligence hanno visioni opposte sulle implicazioni di questa scelta. In particolar modo Mark Zuckerberg di Facebook ed Elon Musk di Tesla hanno recentemente espresso opinioni diverse su questa tecnologia. In realtà tutti usiamo una qualche forma di AI, ma come con tutte le nuove tecnologie abbiamo abbassato la guardia quando sono diventate delle commodity. Prendete gli assistenti personali come Siri o il sistema di ricerca di immagini di Google. Nell'ambiente di lavoro, alcune persone hanno iniziato a utilizzare i chatbot per le HR che gestiscono le richieste più semplici e permettono alle HR di dedicarsi ad attività più complesse. Questi sono tutti esempi di AI in azione. In ambito aziendale, l'intelligenza artificiale viene utilizzata per descrivere i software basati su regole che automatizzano e velocizzano il processo decisionale. Ciò che distingue la AI dalla classica elaborazione "if-then" è che i potenti software odierni permettono alle aziende di definire in modo dinamico il processo decisionale basandosi sulla sperimentazione e su un'ampia gamma di dati. In altre parole, la AI riesce a elaborare numeri che vanno al di là della capacità umana. Adesso passiamo alla machine-learning, che fa riferimento ad algoritmi che permettono a un sistema di riconoscere i modelli all'interno di grandi fogli di dati e di applicarli a nuovi dati. Per illustrare il suo funzionamento, prendiamo in considerazione una funzione di servizi condivisi all'interno dell'azienda, dove la robotic process automation (RPA) è già in uso per velocizzare i processi amministrativi e ridurre i costi. Aggiungendo la machine learning, questa funzione verrebbe elevata a un meccanismo "self-improving" ovvero che ricerca costantemente modalità con cui diventare più efficiente e limitare il rischio di errori nei suoi processi. Oracle ERP Dynamic Discounting è un esempio della messa in pratica di questo concetto: l'applicazione monitora le fatture dei fornitori e individua quelle che offrono sconti in caso di pagamento rapido, permettendo ai team finance di dare la giusta priorità ai pagamenti. Questo approccio si applica a diversi settori dell'azienda, dai servizi condivisi alla gestione della supply chain. Se il quadro della AI che risulta è positivo è perché il futuro è molto luminoso. I dati diventano più preziosi per un'azienda quando smettono di essere retrospettivi e aiutano a prepararsi in modo migliore per il futuro. Al di là del fatto che questa capacità si materializzi sotto forma di processi più efficienti, riduzione dei costi o un Customer Service più intelligente, dobbiamo riconoscere che le possibilità della AI sono praticamente infinite e che siamo solo all'inizio. È comprensibile che le persone abbiano paura di essere i soggetti di un esperimento stile "grande fratello", ma la paura deriva dal disagio che provano nei confronti di concetti che non comprendono completamente. Ad esempio, Disney ha recentemente rivelato di utilizzare un prototipo di riconoscimento facciale che tiene traccia delle reazioni degli spettatori davanti ai film. L'idea che uno schermo ci stia guardando potrebbe innervosire qualcuno, ma quando pensiamo alle applicazioni alternative come quelle che riguardano la salute e il benessere, il valore di questo tipo di tecnologia diventa evidente. Le applicazioni della AI sono ancora in una fase iniziale e il dibattito intorno ai suoi meriti e tranelli si accenderà sempre di più quando la tecnologia diverrà più potente. Tuttavia, se i progressi a cui abbiamo assistito finora forniscono delle indicazioni su ciò che avverrà, possiamo aspettarci risultati e opinioni positivi man mano che i vantaggi della AI verranno svelati. Per approfondire l'argomento, dai un'occhiata al report TEC sul settore di Predrag Jakovljevic.   Per leggere l'articolo originale in inglese, clicca qui.  

di Predrag Jakovljevic, Principal Analyst presso Technology Evaluation Centres. In tema di intelligenza artificiale esistono opinioni contrastanti. Il potenziale che può esercitare sul modo in...

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L’esperienza del viaggio: cosa rappresenta e quali sono gli scenari futuri

Autore: Massimo Savazzi, CX Sales Development Manager Italy, Oracle “Sono le 8.15, ben svegliato”. La voce di Casa mi sveglia dolcemente, accompagnata dalla overture della Cavalcata delle Valchirie. “Ho pensato fosse l’ideale per iniziare la settimana al meglio e darti la giusta carica visto gli appuntamenti che hai in agenda.” commenta Casa mentre mi alzo e procedo a fare la doccia e vestirmi. “Ti ho fatto dormire 15 minuti in più perché oggi le condizioni di traffico sono ottimali, Macchina sarà alla porta tra nove minuti, il cappuccino è pronto!”. Mentre esco dalla porta e salgo a bordo di Macchina mi domando come era la vita prima, come cercando di andare a recuperare un ricordo ancestrale, una memoria d’infanzia; eppure sono passati solo 10 anni dall’introduzione delle auto a guida autonoma ed elettriche. Mentre Macchina procede verso il mio primo appuntamento la osservo, forse per la prima volta con attenzione; ci sarò già salito? Mi ha accompagnato in uno dei miei precedenti viaggi? L’interno è perfettamente pulito, igienizzato e profumato, comodo e spazioso, ideale per prepararsi all’incontro o rilassarsi un attimo; proprio come ci si aspetta da una Macchina monoposto. La guida, adeguata naturalmente alle mie aspettative, agile, briosa e dolce al contempo, mi trasmette il giusto senso di urgenza senza che ci sia la preoccupazione di un ritardo. Mentre sto finendo di preparare i documenti per l’incontro, Ufficio mi comunica che l’appuntamento del pomeriggio è stato ritardato di due ore; Casa ha già comunicato agli invitati per cena che l’orario è stato spostato alle 20.30 e aggiornato il menù di conseguenza. “Prevedo arriveremo circa dieci minuti in anticipo” mi dichiara fieramente Macchina, da quando provano sentimento? Sono io che ho iniziato a personificarle? “Macchina per cortesia fammi fare l’ultimo tratto a piedi” “Perfetto, la lascio a 1.3 Km di distanza, è la distanza che lei dovrebbe percorrere con agio in 10 minuti”. Sceso dalla machina mi godo il silenzio del centro di Milano e percepisco il lieve profumo della neve caduta stanotte sulle montagne; senza indugio proseguo vero l’appuntamento seguendo le indicazioni olografiche. Questa pagina di diario rinvenuta da uno scritto del 2022 bene esemplifica cosa sia una vera esperienza di viaggio. È inutile nasconderlo, oggi il viaggio non è per noi un’esperienza, piuttosto una sfida o un problema da affrontare, che impiega enormi quantità del nostro tempo e delle nostre energie senza generare nessun valore reale, nessun piacere; non solo il massivo uso di mezzi di trasporto, basati su combustibili fossili tradizionali, è la prima sorgente di inquinamento e il sotto sfruttamento dei mezzi di trasporto (auto a 5 o 6 posti nel 90% del tempo con il solo guidatore) la ragione essenziale per il traffico e la non vivibilità delle città di tutto il mondo. Individuato il problema e nota, ora, la soluzione, com’è possibile collegare questi due punti? Qual è il percorso evolutivo di cui si intravvedono le prime avvisaglie sul mercato?  La sfida è sicuramente rilevante e potrebbe rappresentare una rivoluzione al pari di quella Industriale, per affrontarla proviamo a considerare diversi livelli. Il primo è rappresentato dalle componenti tecnologiche, stiamo assistendo ad una accelerazione nella ricerca sulle batterie e i sistemi d’immagazzinamento dell’energia, di ricarica veloce e dinamica, in contemporanea a questa i motori elettrici stanno raggiungendo potenze fino ad oggi inimmaginabili. Questo fa intuire come la possibilità tecnologica circa la realizzazione di veicoli, per persone e cose, completamente elettrici sia una possibilità sempre più reale nel breve periodo e una certezza nel medio. Il secondo è quello relativo alla guida autonoma; qui vale forse la pena di fare un approfondimento e alcune distinzioni poiché vi è un eccesso di comunicazione ottimistica che rischia di ridurre la vera portata del fenomeno. Sicuramente, avere un veicolo che sia in grado di viaggiare in autonomia, lasciando libero il padrone di fare altro, è un grande vantaggio, ma non è quanto succede da anni con il cocchiere? Con l’autista personale? Con i taxi in giro per il mondo? Il passaggio da guidatore umano ad AI è un semplice passaggio di automazione, non crea che un vantaggio marginale essenzialmente riconducibile ad una riduzione dei costi. La vera svolta è la possibilità di inserire dinamiche Social nel fenomeno della guida autonoma, o meglio, essendo AI, dinamiche di IoT per cui ogni singola AI alla guida di un veicolo è costantemente connessa con tutte le altre. Questa è una rivoluzione di scala non possibile per il guidatore umano e che comporta il passaggio del mezzo di trasporto da singolo elemento a sistema, introducendo non solo economie di scala ma una radicale trasformazione della dinamica stessa della guida e dello spostamento. La riflessione sul secondo livello aiuta ad introdurre il terzo punto che rappresenta il passaggio da possesso a servizio. Se pensiamo alla rivoluzione avvenuta nel campo dell’entertainment il paragone è immediato. Chi di noi voleva “possedere un’audiocassetta” o un “avere un dvd”? Ciò che era oggetto del nostro interesse non era forse il contenuto? Brano o film che fosse? L’economia del servizio ha inizio con l’eliminazione del possesso, Blockbuster o Netflix che inviavano cassette e dvd a casa, tuttavia la vera rivoluzione è accaduta con l’economia dell’esperienza dove l’oggetto non è neanche più il film o canzone ma la mia esperienza di entertainment, da cui il successo di Spotify e Netflix. Domandiamoci quindi: ma noi vogliamo possedere un’auto o fare l’esperienza di un viaggio? È evidente che non è la prima, il possesso è il vincolo storico/tecnologico necessario per poter fare un viaggio esattamente come l’audiocassetta lo era nel 1980. Queste semplici considerazioni ci aiutano a mettere in ordine gran parte delle discussioni a cui si assiste e aver chiara la direzione verso cui ci si sta muovendo. La domanda diventa quindi cosa i vari attori dell’attuale mercato cercheranno di fare. Proveranno a insistere su modelli di possesso come fece Blockbuster? (fallito e sparito dal mercato in 1 anno) Proveranno ad effettuare lobbying di governi e organizzazioni sovranazionali per creare un sistema protettivo che blocchi l’innovazione? (come internet non visibile in Cina) Oppure avranno il coraggio di essere loro stessi le startup di un nuovo mercato che sta nascendo? Unendo innovazione e coraggio alla loro enorme tradizione e grande patrimonio di mezzi, conoscenza e tecnologie per essere tra coloro che rivoluzioneranno la nostra vita?   Potrebbero interessarti anche: Sfide e opportunità dell'iper-personalizzazione Le 5 fasi della trasformazione digitale Come essere leader nell'economia digitale

Autore: Massimo Savazzi, CX Sales Development Manager Italy, Oracle “Sono le 8.15, ben svegliato”. La voce di Casa mi sveglia dolcemente, accompagnata dalla overture della Cavalcata delle Valchirie....

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(VIDEO) Siram sceglie Oracle Service Cloud per incrementare l'efficienza operativa sul field

Siram ha scelto Oracle Service Cloud, parte della Suite Oracle Customer Experience (CX), per gestire efficacemente ogni fase delle sue operations e, più nello specifico, le attività della forza lavoro impegnata sul territorio. Grazie a Field Service Cloud, Siram può ora automatizzare gran parte dei processi di field management, compresi quelli che precedentamente richiedevano un alto grado di manualità. “La filiera operativa in Siram storicamente viene gestita tramite sistemi di asset management che si occupano di tradurre il contratto in ordini di lavoro. All’interno della struttura della direzione tecnica di Siram è stata creata un’area dedicata all’efficienza, intesa sia come efficienza energetica che operativa. Il progetto che coinvolge Oracle Field Service Cloud è un progetto di efficienza operativa che riguarda la gestione informatizzata delle attività degli operai nel field" ha dichiarato Pietro Canevari, responsabile efficienza operativa di Siram. Siram, Gruppo italiano con quasi un secolo di storia, è leader nella gestione integrata dell’energia e dei servizi tecnologici per il mercato pubblico e privato. Il Gruppo Siram dispone in Italia di una struttura capillare che lo vede presente nelle principali città italiane con oltre 100 sedi tra uffici operativi e presidi. Con Oracle Field Service Cloud, la gestione della capillarità diventa più semplice ed intuitiva: l'operaio è in grado di tracciare minuziosamente le sue attività, acquisendo, processando e centralizzando le informazioni in tempo reale. "Il servizio sul campo di Oracle sfrutta proprio la potenzialità del cloud per trasmettere agli operai che cosa devono fare durante la giornata: l’operaio quindi traccia in modo preciso le sue attività e l’operazione di rendicontazione viene automatizzata e resa disponibile ai nostri sistemi informativi praticamente in tempo reale” ha ribadito Pietro Canevari, responsabile efficienza operativa di Siram. "L’ambizione che ha il servizio upgrade è quella di portare a risparmi e efficientamenti grazie all’utilizzo di lettura real time, remotizzazione gestione impianti e analisi sui dati di consumo" Potrebbe interessarti anche:  (VIDEO) Oracle Service Cloud Accompagna Illy Caffè nella sua Internazionalizzazione  

Siram ha scelto Oracle Service Cloud, parte della Suite Oracle Customer Experience (CX), per gestire efficacemente ogni fase delle sue operations e, più nello specifico, le attività della forza lavoro...

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Cosa possono imparare le HR dalla cultura DevOps

Melanie Hache, HCM Business Solution Manager di Oracle, suggerisce cinque modi per rendere le HR più agili. Secondo il glossario di Gartner, la metodologia DevOps si focalizza sul rapido rilascio di servizi da parte dell'IT grazie all'adozione di procedure agili che fanno parte di un approccio orientato al sistema. Cosa importante, la DevOps conferisce grande importanza alle persone e alla collaborazione tra team delle operations e dello sviluppo. Il tutto avvalendosi del supporto della tecnologia, in particolar modo degli strumenti di automazione. Grazie all'ascesa della DevOps, i dipartimenti IT sono in grado di supportare volumi crescenti e richieste sempre più complesse da parte dell'azienda. Questo approccio inoltre sta abbattendo le barriere tra le business unit, permettendo ai team aziendali di offrire nuovi servizi ed esperienze digitali ai clienti e di raggiungere un margine competitivo. In altre parole, la DevOps promuove un approccio agile che potenzia l'intera azienda. Il parallelo con le HR è chiaro. Così come il dipartimento IT si sta smarcando da un ruolo di puro supporto per occuparne uno più strategico all'interno dell'azienda, le HR devono fare lo stesso e la chiave per rispondere a questa richiesta è l'implementazione di processi agili. Si è molto parlato della trasformazione digitale intrapresa dal dipartimento HR e il cuore di questa evoluzione è la promozione di una cultura di collaborazione tra i dipendenti e i soggetti coinvolti. In questo modo, le HR diverranno una funzione maggiormente orientata al servizio. Cosa possono imparare le HR dalla cultura DevOps? La creazione di una cultura "HR-Ops". 1) Concentrarsi sull'innovazione continua e sulla rapidità del servizio: è necessario che i team di progetto siano piccoli e flessibili per promuovere l'innovazione velocemente. 2) Adottare un approccio dove i dipendenti sono al centro: una cultura HR-Ops mette al primo posto le persone. Una maggiore collaborazione tra i team delle operations e delle HR apporterà più valore all'intera azienda. 3) Utilizzare le tecnologie più recenti per creare valore e contribuire alla strategia aziendale: le nuove tecnologie come il cloud e la AI permettono alle HR di migliorare la propria attività e di aumentare il livello di produttività e coinvolgimento dei dipendenti. 4) Adottare un approccio fail-fast: La strada verso l'innovazione non è dritta, ma prevede prove ed errori. È importante incoraggiare i team HR ad agire rapidamente e a ottimizzare continuamente il proprio approccio, solo così l'innovazione avanzerà. 5) Adottare un approccio a 360°: le HR devono concentrarsi su altri punti oltre le ambizioni del mercato. Devono soddisfare le richieste di azionisti, dipendenti, manager e partner. Se la DevOps è il motore del cambiamento di un'azienda verso operations di mercato più agili, la HR-Ops lo sarà per le operations che riguardano le persone. Il successo di un'azienda dipende allo stesso modo da entrambe le trasformazioni e assumendo un approccio maggiormente orientato al servizio e alle persone, i responsabili HR riusciranno a guidare il rinnovamento dell'azienda del futuro. Per leggere l'articolo originale in inglese, clicca qui.  

Melanie Hache, HCM Business Solution Manager di Oracle, suggerisce cinque modi per rendere le HR più agili. Secondo il glossario di Gartner, la metodologia DevOps si focalizza sul rapido rilascio di...

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I tre pilastri di un servizio clienti eccezionale

Perché il coinvolgimento dei clienti inizia dal coinvolgimento degli impiegati Il 2017 è stato un anno difficile per le compagnie aeree. Sia le compagnie di bandiera sia quelle low cost hanno dovuto affrontare un'ondata di pessimi articoli che sottolineavano il trattamento offerto ai clienti e il rifiuto di offrire rimborsi ai passeggeri in caso di ritardi.    Quando sorgono problemi del genere, è facile dare la colpa alla hostess o allo steward di bordo o all'operatore che si è occupato della prenotazione, tuttavia l'approccio di un'azienda nei confronti del Customer Service ha origine da diversi fattori come, ad esempio, l'atteggiamento del consiglio di amministrazione e il coinvolgimento e la formazione degli impiegati. 1. Coinvolgimento a partire dal consiglio di amministrazione Un Customer Service eccellente è il prodotto prima di tutto della cultura aziendale. Se i leader del consiglio di amministrazione non danno priorità alla Customer Experience è improbabile che i responsabili dei dipartimenti o i loro team lo facciano. Ci sarà sempre qualche impiegato pronto a dare qualcosa in più, ma la regola generale indica che l'ispirazione arriva dall'alto. Il direttore per l'innovazione e la strategia dell'IT di All Nippon Airways (ANA), Yuko Yoshimura, lo ha spiegato molto bene: "Se il cliente percepisce che diamo importanza al suo tempo, sceglierà volentieri ANA". Questa mentalità ha fatto aumentare l'apprezzamento nei confronti della compagnia aerea che ha vinto il SKYTRAX award per il "Migliore staff di una compagnia aerea in Asia" ed è arrivata terza tra le migliori compagnie aeree del mondo. 2. Fornire agli impiegati gli strumenti per aiutare i clienti Il desiderio di aiutare i clienti non basta. I team e i rappresentanti del Customer Service hanno bisogno delle risorse e degli strumenti per mantenere questa promessa. Per fare ciò, potrebbe essere necessario fornire loro le tecnologie per accedere rapidamente ai dati dei clienti e offrire un servizio clienti più personalizzato o, più semplicemente, stanziare un budget da utilizzare a loro discrezione per aiutare i singoli clienti. In entrambi i casi, gli impiegati si sentiranno più coinvolti e di conseguenza potranno offrire ai clienti un'assistenza migliore. 3. Formare i team per garantire un risultato al di sopra delle aspettative Il terzo pilastro di un Customer Service eccezionale è una formazione adeguata. In quest'epoca caratterizzata dal self-service, le persone che dedicano del tempo a un rappresentante stanno già facendo qualcosa di eccezionale, perché il loro caso è troppo complesso per essere risolto con risposte automatiche. I team del Customer Service devono essere formati per fornire aiuto in casi di questo genere e per andare oltre i fatti riportati sullo schermo del loro computer: in questo modo i clienti se ne andranno con la sensazione che è stato fatto tutto il possibile per aiutarli. Non tutte le richieste possono essere soddisfatte né tutti i problemi risolti, ma la reputazione di un brand è la somma di ogni impressione che gli impiegati hanno esercitato sui clienti nel corso del tempo. Tenendo in considerazione questo, un approccio positivo al Customer Service è, nel lungo periodo, ancora più importante dei risultati individuali. Articolo originale in inglese di Daryn Mason, CX Evangelist Oracle. Potrebbero interessarti anche: In che modo i dati dei clienti salveranno i programmi fedeltà L'Importanza dei "Real-Time Data" nella Definizione di una CX Esemplare

Perché il coinvolgimento dei clienti inizia dal coinvolgimento degli impiegati Il 2017 è stato un anno difficile per le compagnie aeree. Sia le compagnie di bandiera sia quelle low cost hanno dovuto...

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Scopri con Olivia la gestione costante delle performance

Di sicuro vi ricorderete di Olivia, la giovane professionista che attraverso alcuni video ci ha mostrato come ha affrontato la ricerca di un nuovo impiego e la sua esperienza nella nuova azienda per la quale ora lavora. In questa occasione ci parlerà dell’importanza dei feedback. Ci sono molte aziende che, negli ultimi giorni dell'anno, si siedono con i propri dipendenti per discutere della valutazione delle loro performance. Tuttavia, questo non è esattamente il modo migliore di gestire i feedback. La comunicazione dovrebbe essere costante durante tutto l'anno, consentendo ai dipendenti di sapere in ogni momento se il loro comportamento è in linea con le aspettative dell’azienda. La valutazione delle performance ha grandi vantaggi per l’organizzazione ed è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento della stessa. Da un lato, crea un clima di vicinanza e consente ai dipendenti di sentirsi più connessi con l'azienda. Aumenta la fluidità e restringe le distanze nella relazione manager-dipendente. Viene creato un clima adeguato in modo che le preoccupazioni e i suggerimenti siano condivisi, dando luogo a una comunicazione bidirezionale. Una comunicazione aperta consente ai dipendenti di sapere se sono in linea con gli obiettivi proposti, congratulandosi con loro se li soddisfano o dando loro la possibilità di migliorare se le loro prestazioni non sono all'altezza. In ogni caso, ciò si riflette in una maggiore produttività e in una squadra più motivata. Ma quali sono le chiavi per ottenere un buon feedback? In primo luogo, è molto importante definire bene gli obiettivi dell'azienda e comunicarli in modo appropriato affinché tutti i dipendenti possano internalizzarli. È essenziale che sappiano dove dovrebbero dirigere i loro sforzi. Un altro punto chiave è stabilire un sistema di valutazione, per misurare in modo equo il raggiungimento degli obiettivi proposti da ciascuno dei lavoratori. Si consiglia vivamente di utilizzare tecnologie e strumenti collaborativi che facilitino la valutazione e la comunicazione dei risultati. E, ultimo ma non meno importante, dobbiamo stabilire una comunicazione con un tono che trasmetta vicinanza e faccia sentire i dipendenti a proprio agio. Come abbiamo spiegato in precedenza, si tratta di stabilire un dialogo tra il manager e i membri della sua squadra. Non perdere l'ultimo video di Olivia, clicca qui per conoscere da vicino la sua storia.

Di sicuro vi ricorderete di Olivia, la giovane professionista che attraverso alcuni video ci ha mostrato come ha affrontato la ricerca di un nuovo impiego e la sua esperienza nella nuova azienda per...

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Perché una trasformazione digitale troppo veloce raramente rappresenta l'approccio migliore

Alessandro Evangelisti, Finance and SCM Evangelist di Oracle, spiega in che modo i sistemi ERP cloud permettono alle aziende di digitalizzarsi seguendo il proprio ritmo. Se la tua azienda non è completamente digitale e non funziona totalmente sul cloud, non ha possibilità di sopravvivere. O almeno questo è quello che le notizie vogliono farci credere. Un'ondata interminabile di start-up native digitali si guadagnano ogni giorno milioni di investimenti e sfidano lo status quo non appena vedono una possibilità di occupare uno spazio nel mercato. È quindi normale che le aziende consolidate lottino per adattarsi e batterle al loro stesso gioco. Sfortunatamente, nella maggior parte dei casi, una trasformazione digitale completa e immediata non è fattibile. Alcune aziende coraggiose cercano di digitalizzare tutte le operation in una sola volta, ma si stratta di un approccio raro e rischioso. Semplicemente ci sono troppi processi, troppe persone e troppi dati da coinvolgere. A meno che le aziende non abbiano una visione chiara del modo in cui ognuna di queste parti possa evolvere in un ambiente digitale, il rischio è di investire pesantemente in nuove tecnologie senza avere nessun ritorno da un punto di vista strategico. Per questo motivo le aziende spesso si trasformano in modo graduale, dando priorità alle aree di più forte impatto, aggiungendo iniziative digitali al loro portfolio e offrendo nuovi prodotti e servizi per il pubblico digitale. Col passare del tempo, man mano che questi progetti crescono e si diffondono, supereranno le attività tradizionali dell'azienda, trasformandola in un'organizzazione digitale. La trasformazione di un'azienda somiglia più a una scalata costante che a un grande balzo, ma nulla vieta di offrire velocemente nuovi servizi e di proteggere la propria quota di mercato. Ed è in questo ambito che il cloud aggiunge valore sia alle piccole che alle grandi aziende, in modo particolare con i sistemi ERP cloud, che permettono di introdurre rapidamente nuovi servizi. Pensiamo al caso della prima azienda ferroviaria italiana, Trenitalia, che ha avviato un’espansione in Francia nel 2011 con il lancio di Thello. L'azienda ha continuato a utilizzare il vecchio sistema ERP in Italia ma ha scelto di sviluppare Thello su Oracle Cloud ERP per velocizzare il lancio dell'iniziativa e garantire flessibilità man mano che l’zienda ha continuato a crescere. Questo approccio si applica anche alle start-up. Stitch Fix, una delle start-up più innovative nel mondo della moda, si è distinta spedendo pacchetti di abiti personalizzati  per i suoi clienti in base a profili altamente dettagliati e permettendo loro di tenere gli articoli che preferivano e di restituire il resto gratuitamente. Il tempo e i costi necessari a gestire migliaia di ordini e resi quotidiani avrebbe reso questo modello  di business impraticabile fino a 10 anni fa, ma affidando centralmente del servizio clienti a una sola piattaforma cloud, Stitch Fix è in grado di gestire facilmente le esigenze di 1 milione di clienti come fossero solo 100. Quest'ultimo punto è essenziale. Grazie ai sistemi ERP cloud le aziende possono centralizzare i servizi in modo da scalare rapidamente, senza dover incappare nelle barriere operative che spesso le separano dai concorrenti nativi-digitali;  ogni trasformazione digitale che perde di vista questa verità è condannata a fallire. Per leggere l'articolo originale in inglese, clicca qui.  

Alessandro Evangelisti, Finance and SCM Evangelist di Oracle, spiega in che modo i sistemi ERP cloud permettono alle aziende di digitalizzarsi seguendo il proprio ritmo. Se la tua azienda non è...

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In che modo i dati dei clienti salveranno i programmi fedeltà

È arrivato il momento di ripensare l'approccio del bastone e della carota riguardo alla fidelizzazione dei clienti. Ci sono poche cose più soddisfacenti di un upgrade a sorpresa. Chi non è contento quando all'arrivo in hotel viene trasferito in una suite oppure quando viene mandato in prima classe su un volo transoceanico con un biglietto economy? Questi casi sono rari, per questo motivo sono così gratificanti. Inoltre, sono un vero toccasana per la brand equity. La situazione diventa meno rosea quando i clienti hanno accesso completo a questo tipo di vantaggi. Il tipico approccio alla fidelizzazione basato sul bastone e la carota fa sì che le persone lavorino incessantemente per raggiungere questo status e, anche dopo averlo ottenuto, siano obbligate a mantenere lo stesso livello di impegno per non perderlo. Le persone si impegnano moltissimo nel cercare di guadagnare una posizione privilegiata e farebbero qualunque cosa per mantenerla. Lo scrittore Gary Sernovitz paragonava la sua ossessione nel voler mantenere lo status premium con la United Airlines a una condizione psicologica, definita affettuosamente Global Services Maintenance Anxiety Disorder. Sernovitz ha anche ammesso di avere pagato il prezzo pieno per un volo che aveva già prenotato gratuitamente usando i punti guadagnati con le miglia aeree. Un tale livello di zelo sta diventando sempre più raro poiché le persone si sono stancate. Dopo aver investito tempo e denaro per raggiungere uno status premium, è davvero necessario sottoporsi a uno stress continuo per ricevere qualche regalo? Indipendentemente dal valore, i benefit perdono il loro appeal quando ci sentiamo ingannati. Inoltre, con così tanti brand tra cui scegliere, perché non acquistare da un'azienda che non richieda un tale sforzo? Questo non significa che gli status premium non siano importanti. Tutti amiamo i benefit e gli upgrade, ma perché complicare la vita ai clienti costringendoli a percorrere schemi rigidi per dimostrare la loro fedeltà al brand? Il problema è che, nonostante i progressi tecnologici e il modo in cui le persone interagiscono con i servizi digitali, i programmi fedeltà non si sono evoluti. Certo, le persone possono gestire i premi da qualunque dispositivo, ma nella maggior parte dei casi i brand non utilizzano i dati a disposizione per personalizzare o migliorare i propri servizi. Non esiste un'unica risposta alla domanda sulla fidelizzazione, dato che ogni azienda ha qualcosa di diverso da offrire, ma ci sono alcuni punti che ogni brand dovrebbe tenere in considerazione quando sviluppa il proprio approccio per gli utenti digitali: La fedeltà è una strada a doppio senso Le aziende non possono permettere ai clienti di mantenere lo status premium in modo indefinito dato che finirebbero con lo sprecare denaro, ma non possono nemmeno concedersi il lusso di pensare che la fedeltà sia una cosa scontata. Che decidano di semplificare il rinnovo dei vantaggi, di garantire accesso ai clienti ad alcuni upgrade in virtù della fedeltà all'azienda o di scegliere un altro approccio, i brand devono mostrare ai clienti lo stesso livello di fedeltà che è stato dato loro.  Le storie positive sono il miglior sostegno per un brand Come afferma Michael Bornheim, i clienti amano condividere la propria storia con un brand. Il passaparola è probabilmente la migliore forma di marketing nell'era dei social media e offrire ai clienti un'esperienza positiva che valga la pena condividere porterà risultati migliori una volta che la storia circolerà in rete. I dati sono la chiave della personalizzazione Un programma fedeltà dovrebbe essere personalizzato sulle esigenze e sulle abitudini dei clienti. L'approccio alla fidelizzazione basato sul bastone e la carota non è adatto all'era digitale e deve lasciare spazio a uno che faccia sentire i clienti apprezzati e capiti. È raccogliendo e interpretando in modo efficace la grande quantità di dati a cui hanno accesso che i brand potranno raggiungere questo obiettivo. I programmi fedeltà sono una scommessa difficile. Le persone non vogliono aspettare tre mesi prima di vedere un ritorno sull'investimento né spendere più del necessario per un prodotto o un servizio, a meno che il valore aggiunto non sia chiaro. In breve, l'approccio del bastone e della carota mal si adatta all'epoca del commercio customer-centric. È arrivato il momento di abbandonarlo e iniziare a mostrare ai clienti fidelizzati il vero valore del loro sostegno. Per saperne di più su come favorire la fidelizzazione dei clienti, dai un'occhiata al nostro e-book su come realizzare customer experience digitali, connesse e dinamiche. Articolo originale in inglese di Manon Badel Naltchayan. Potrebbero interessarti anche: Digital Transformation e CX: il binomio indispensabile per il futuro del tuo business I segnali digitali che non puoi più ignorare 2 buoni motivi per investire nel Servizio Clienti a supporto del business

È arrivato il momento di ripensare l'approccio del bastone e della carota riguardo alla fidelizzazione dei clienti. Ci sono poche cose più soddisfacenti di un upgrade a sorpresa. Chi non è contento...

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In che modo le HR possono superare il rapporto di amore/odio con le metriche

Andy Campbell, HCM Strategy Director di Oracle I responsabili HR hanno un rapporto di amore/odio con le metriche. Iniziamo dal lato positivo: le metriche aggiungono struttura al modo in cui i team HR lavorano e guidano i processi decisionali. Rappresentano anche un modo per misurare il successo della performance dei dipendenti che, a differenza di quello del dipartimento Finance, non è così ben definito. Il problema delle metriche delle HR è che non riflettono più gli interessi importanti dell'azienda o dei dipendenti. Come sostiene Andrea Eccles della City HR Association, le aziende continuano ad aggiungere nuovi fattori di successo nel "calderone delle metriche" per soddisfare le aspettative degli azionisti, ma non adottano un approccio strategico. Senza un collegamento chiaro tra ogni metrica e il relativo impatto sui vantaggi ottenuti dall'azienda e dai dipendenti, i team HR continueranno a lavorare per obiettivi limitati e ad avere difficoltà nel soddisfare le esigenze più ampie dell'organizzazione. La sfida sta nel collegare le strategie dei talenti con quelle dell'azienda e per fare ciò è necessario analizzare in modo approfondito i fattori che favoriscono il successo, la produttività e il coinvolgimento dei dipendenti. Dalla gestione della produzione alle strutture dei team fino ai salari, molte sono le forze in campo che definiscono lo scenario in cui operano i talenti di un'azienda. Grazie a una migliore comprensione delle modalità con cui tali forze si relazionano una con l'altra e ai più ampi obiettivi dell'azienda, i responsabili HR si troveranno in una posizione migliore per individuare e soddisfare le metriche più importanti. Una maggiore trasparenza nella gestione dei talenti non è importante soltanto dal punto di vista della performance, ma anche del coinvolgimento dei dipendenti e del brand. L'attenzione pubblica nei confronti degli stipendi degli executive non è mai stata così alta. Nel frattempo, siti Web come Glassdoor hanno permesso ai dipendenti e ai candidati di confrontare le condizioni lavorative rispetto alle norme di settore, il che significa che i responsabili della linea possono formulare le domande tracciando delle linee chiare tra i dipendenti, la loro performance e il successo dell'azienda. In un report recente di Oracle e della City HR Association, Peter Cheese dello UK Chartered Institute of Personnel and Development ha sapientemente riassunto per quale motivo i dati sono una risorsa preziosa per le HR: "Per sviluppare un'organizzazione di successo e sostenibile sono necessari dati e prove che portino a effettuare analisi e a intraprendere azioni. I dati sulla forza lavoro, sull'organizzazione e sull'impatto degli interventi delle HR ricoprono un'importanza fondamentale." Le parole di Mr Cheese riflettono la verità, ma la capacità di raccogliere e interpretare diverse forme di dati avvicina la strategia delle HR a quella del Finance. La linea tra HR e Finance sta sfumando, come evidenziato dalla recente ricerca di Oracle ed MIT. Man mano che queste due funzioni lavorano per raggiungere metriche più allineate la creazione di report integrati diverrà la norma. Le metriche del Finance come la contabilità, la redazione del budget e la gestione delle risorse si sposeranno alle metriche relative ai dipendenti come il salario, la retention e lo sviluppo del talento per offrire a entrambi i team una visione più completa del modo in cui tutte queste forze si uniscono per soddisfare le esigenze dell'azienda. Le metriche non devono contraddirsi, ma se le aziende continuano a lavorare in silos, in cui ogni dipartimento persegue obiettivi diversi e opposti, esse continueranno a incorrere negli stessi problemi. Il progresso oggi richiede un approccio alle metriche più strategico e allineato, che inizia con una comprensione approfondita della modalità con cui le persone e i processi possono lavorare sinergicamente all'interno dell'azienda. Per ulteriori informazioni su come le analisi dei dati aiutano i datori di lavoro a definire e soddisfare le giuste metriche, leggi "Measuring Up", l'ultima pubblicazione di Oracle in collaborazione con la UK City HR Association. Il report esplora una vasta gamma di argomenti tra cui l'importanza delle metriche, la modalità con cui acquisire i dati, il ruolo della governance e della protezione dei dati, il reporting su diversità e inclusione e le ultime innovazioni tecnologiche, tra cui la AI e la robotica. Per leggere l'articolo in inglese, clicca qui  

Andy Campbell, HCM Strategy Director di Oracle I responsabili HR hanno un rapporto di amore/odio con le metriche. Iniziamo dal lato positivo: le metriche aggiungono struttura al modo in cui i team HR la...

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(VIDEO) Geico schiera Oracle CPQ Cloud contro le sfide dell'Industry 4.0

Geico ha scelto Oracle CPQ (configure, price, quote) Cloud, parte della suite Oracle Customer Experience Cloud, per affrontare al meglio tutte le sfide dell'Industry 4.0. Da anni, Geico investe sull'innovazione e sul rapporto con i clienti: con Oracle, può ora fare affidamento su un partner strategico e tecnologico che fornisca tutti i mezzi necessari ad innovare, dando priorità alla soddisfazione del cliente.  "Migliorare l’esperienza del cliente comunque rimane un fattore fondamentale per noi che stiamo puntando tantissimo sull’industry 4.0, quindi dare la possibilità al cliente di avere tutta una serie di soluzioni e sistemi che possano rendere la loro vita molto più facile. Abbiamo trovato questo grande partner che è Oracle su diversi progetti in azienda, un sistema già esistente sul mercato, già testato, molto efficiente che allo stesso tempo ci permetteva di personalizzare il sistema in base alle nostre necessità” - ha affermato Daryush Reza Arabnia, CEO di Geico. Geico è un’azienda che da più di 50 anni opera nell’impiantistica e, nello specifico, nelle realizzazione e progettazione di impianti automizzati chiavi in mano per la verniciatura delle scocche automobilistiche. È presente in 28 paesi con una rete di otre 53 sedi e 6 unità produttive e, insieme all'alleata Taikisha, produce un fatturato annuo di circa 1,8 miliardi di dollari. Tra le priorità di Geico, importanza massima è data all'innovazione, sia nei processi, sia nelle soluzioni tecnologiche che propone. "La migliore soluzione è stata quella di prendere un pacchetto che già esisteva e andare ad intervenire sul pacchetto stesso, adattandolo alle nostre esigenze. Questo perchè ci avrebbe permesso di risparmiare tempo e ci avrebbe permesso anche di ridurre gli errori durtante la fase di implementazione" - "L’altro vantaggio che abbiamo visto è che l’implementazione sul software non richiedeva una conoscenza specifica esagerata” - ha dichiarato Paolo Colombaroli, Senior Executive Director Research & Development di Geico. “Abbiamo scelto CPQ cloud perchè ci serviva un programma che potesse essere usato contemporaneamente da più persone e la piattaforma cloud ci consentiva di fare questo addirittura in parti differenti del mondo”. Potrebbe anche interessarti:  (VIDEO) TotalErg Rivoluziona la sua Customer Experience con Oracle Eloqua  

Geico ha scelto Oracle CPQ (configure, price, quote) Cloud, parte della suite Oracle Customer Experience Cloud, per affrontare al meglio tutte le sfide dell'Industry 4.0. Da anni, Geico...

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(VIDEO) TotalErg Rivoluziona la sua Customer Experience con Oracle Eloqua

TotalErg ha scelto Oracle Eloqua, parte della suite Oracle Marketing Cloud, per avvalorare i progetti di ampliamento della rete accettante e di modifica dell'offerta di servizi. Grazie ad Oracle Eloqua, TotalErg può ora comunicare in modo più efficace con i propri potenziali clienti, sia creare esperienze altamente personalizzate per la base clienti già esistente. “Con Oracle Eloqua, analizziamo i consumi dei nostri clienti e definiamo delle customer journey dedicate per ogni singolo cluster della nostra clientela. Abbiamo individuato una strategia di comunicazione per ogni cluster e lanciato delle campagne periodicamente, monitorandone il risultato" - ha dichiarato Marco D'Aromando (Responsabile Customer Service e CRM, Direzione Rete Carte Petrolifere, TotalErg). TotalErg è un’azienda multibusiness che opera sul mercato petrolifero nazionale in quattro precise aree: "raffinazione, supply e logistica", "rete", "commercial sales" e "lubrificanti e fluidi speciali". Il progetto avviato con Oracle si focalizza in particolare sull’ambito della "rete" e, più nello specifico, sulle carte petrolifere e sulla distirbuzione dei carburanti attraverso le fuel card dedicate sia ai singoli individui che ai business. “Siamo riusciti a creare un canale di comunicazione dedicato per i nostri clienti: li abbiamo trovati molto reattivi alle nostre email e abbiamo avuto un tasso di apertura triplo rispetto a quello del mercato. Per di più, abbiamo modificato il loro comportamento di acquisto: hanno consumato di più o hanno ampliato la gamma di servizi che utilizzano.” – ha inoltre affermato Marco D'Aromando. Per più informaioni su Oracle Eloqua: Potrebbe interessarti anche:  Le Nuove Applicazioni Cloud di Oracle, più Potenti che Mai. Benvenuta AI.

TotalErg ha scelto Oracle Eloqua, parte della suite Oracle Marketing Cloud, per avvalorare i progetti di ampliamento della rete accettante e di modifica dell'offerta di servizi. Grazie ad Oracle...

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In arrivo l'integrazione tra Oracle Eloqua e LinkedIn Sales Navigator

Siamo lieti di annunciare che una nuova integrazione tra Oracle Eloqua e LinkedIn Sales Navigator è in cantiere per il 2018! Come funzionerà? Grazie a questa integrazione, i commerciali potranno accedere alle informazioni contenute nei profili di oltre 500 milioni di utenti di LinkedIn in tutto il mondo per trasformare i loro contatti in profili completi integrando le informazioni di LinkedIn Sales Navigator con Oracle Eloqua. Le informazioni di LinkedIn Sales Navigator saranno visibili nella stessa area in cui si stanno già monitorando le altre attività di vendita, in Oracle Eloqua Profiler. Tuttavia, è importante sapere che questa integrazione richiederà una licenza Sales Navigator Team o una licenza Enterprise. Quali saranno i vantaggi? L'integrazione di Oracle Eloqua Profiler con LinkedIn Sales Navigator fornirà ai commerciali una visione completa degli Eloqua marketing engagement data e delle informazioni provenienti da LinkedIn grazie a un'unica interfaccia unificata a cui sarà possibile accedere attraverso vari dispositivi e piattaforme. Ciò consentirà ai team di vendita di identificare facilmente acquirenti ad alto potenziale e chiudere le trattative più velocemente. Dove posso saperne di più? Dai un'occhiata all'annuncio ufficiale di LinkedIn per ulteriori informazioni sull'integrazione. Gli utenti di Oracle Eloqua Profiler avranno accesso a questa integrazione non appena sarà resa disponibile. Non utilizzi Oracle Eloqua Profiler? Consulta la nostra pagina sulla marketing automation per maggiori informazioni sulla nostra offerta o per parlare con uno dei nostri esperti.   Visita il Modern Marketing Blog per leggere il post originale di Nard Linders, Senior Product Manager di Oracle.   Safe Harbor Statement This information is intended to outline our general product direction. It is intended for information purposes only, and may not be incorporated into any contract. It is not a commitment to deliver any material, code, or functionality, and should not be relied upon in making purchasing decisions. The development, release, and timing of any features or functionality described for Oracle’s products remains at the sole discretion of Oracle.

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(VIDEO) Oracle Service Cloud Accompagna Illy Caffè nella sua Internazionalizzazione

Illy ha scelto Oracle Service Cloud, parte della suite Oracle Customer Experience, per definire una strategia go-to-market sempre più orientata al cliente e alle sue preferenze. Grazie ad Oracle Service Cloud, Illy riesce a ridurre drasticamente le energie dedicate alla tecnologia, riuscendo così a focalizzare maggiormente l'attenzione sui processi, sull’offerta e sulle esigenze dei propri clienti, attraverso specifici canali e dispositivi.   “Con Oracle Service Cloud, riusciamo a focalizzarci di più sui processi e sul valore aggiunto per il business invece che sulla tecnologia, grazie alla possibilità di essere più veloci nell’implementazione, alla possibilità di poter omogeneizzare più rapidamente i processi a livello globale, e soprattutto alla possibilità di mantenere la piattaforma aggiornata con una continua innovazione tecnologica.” - ha dichiarato Luca Tiepolo (Corporate HR, Organization, Processes & IT Director di illycaffè). Ogni giorno, Illy serve circa 7 milioni di tazzine di caffè in più di 140 paesi al mondo. La storica azienda di Trieste, inoltre, conta circa 1300 dipendenti e il suo caffè si trova in più di 100.000 esercizi pubblici. Solo nel 2016, Illy ha aperto 22 punti vendita monomarca in tutto il mondo e, con ciò, la mole di informazioni prodotta è cresciuta significativamente. Grazie ad Oracle Service Cloud, Illy può raccogliere centralmente tutti i dati in un unico sistema, riuscendo così, con maggiore semplicità, a soddisfare in tempo reale le richieste e le esigenze del cliente, sempre e ovunque. “La centralità del cliente è alla base della strategia della nostra azienda e si costruisce su una relazione basata sulla qualità dei nostri prodotti e dei nostri servizi” - “E’ stato fatto un lavoro di ottimizzazione di tutte le interazioni - e parliamo circa di 50.000 interazioni annue - raccolte all’interno di un unico sistema che permette all’operatore in contatto con il cliente di conoscere tutte le interazioni e i feedback ricevuti” – ha affermato Giovanni Niero (Digital Business Technology Manager).     Potrebbe interessati anche:  (VIDEO) Moleskine Rafforza la sua Presenza Digitale Globale con la Suite Oracle CX Cloud

Illy ha scelto Oracle Service Cloud, parte della suite Oracle Customer Experience, per definire una strategia go-to-market sempre più orientata al cliente e alle sue preferenze. Grazie ad...

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La cultura organizzativa della nuova azienda di Olivia

Oggi vi raccontiamo un nuovo capitolo delle avventure di Olivia nella sua nuova azienda. Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato com’è stato il suo processo di recruitment, in questa occasione scopriremo un pò di più sulla cultura e i valori dell’azienda in cui lavora ora Olivia. Dipendenti felici sono più produttivi ed è estremamente importante che le organizzazioni si preoccupino di loro, per generare un legame che porti all’impegno reciproco. In questo capitolo, Olivia ci racconta dei benefit di cui gode insieme ai suoi colleghi. Uno dei punti di forza è, certamente, la flessibilità offerta, in quanto l’azienda fornisce ai dipendenti tool che facilitano la collaborazione a distanza e sono accessibili in qualsiasi momento e luogo, migliorando ulteriormente l'utilizzo di strumenti tecnologici. Grazie allo smart working, i dipendenti sono più liberi e sentono che l’azienda per la quale lavorano si preoccupa realmente per loro, mettendo a loro disposizione la possibilità di lavorare in modo senza alcun dubbio più comodo. In questo modo, l’azienda dimostra anche interesse per la conciliazione, fornendo mezzi in grado di armonizzare lavoro e vita privata. La cultura aziendale è un elemento destinato ad aumentare la coesione e l’impegno. Il fine ultimo dev’essere offrire un’esperienza talmente soddisfacente da far sì che i dipendenti si convertano in brand advocate. Scopri in questo video, grazie alla testimonianza di Olivia perchè la cultura e i valori aziendali sono così importanti e che influenza hanno sui dipendenti.

Oggi vi raccontiamo un nuovo capitolo delle avventure di Olivia nella sua nuova azienda. Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato com’è stato il suo processo di recruitment, in questa...

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(VIDEO) Samsung Trasforma il suo Marketing B2B con Oracle Eloqua

Samsung ha scelto Oracle Eloqua, parte della Suite Oracle Marketing Cloud, per consolidare il suo mercato B2B in Italia. Grazie ad Eloqua, Samsung può pianificare e lanciare campagne altamente personalizzate, offrendo ai clienti esperienze rivoluzionarie, su tutti i dispositivi. “Eloqua ci permette di gestire tutta la comunicazione digitale con i nostri clienti, dalla gestione degli eventi alle newsletter, ai form di registrazione. Rispetto a prima, riusciamo ora ad indirizzare la comunicazione in modo più puntuale verso gli account di vendita, a ripensare alla nostra comunicazione e a come facciamo marketing” - ha dichiarato Martino Mobrini, product & marketing director IT division Samsung. Samsung ha una vasta gamma di prodotti per il business e offre soluzioni per una moltitudine di settori: eduzazione, assistenza sanitaria, retail, entreprise & PA, finanza, intrattenimento, hospitality, transportation e molti altri. Con la suite Oracle CX Cloud, Samsung può trasformare il suo marketing, abbandonando l’approccio indiretto al mercato B2B e ripensando radicalmente alla propria comunicazione. “Con Eloqua, la nostra comunicazione è adesso più legata ai contenuti, alle soluzioni e ai mercati verticali che vogliamo indirizzare. Questo è fondamentale perchè avendo un team di vendita non infinito, è importante indirizzare solo le opportuinità veramente interessanti sui nostri account”. Martino Mobrini ha anche dichiarato: – “il consiglio è di ripensare al modo in cui si fa marketing e cominciare a porsi delle domande su cosa vogliono davvero i clienti e come comunichiamo a questi clienti”. Potrebbe interessarti anche:  (VIDEO) Moleskine Rafforza la sua Presenza Digitale Globale con la Suite Oracle CX Cloud

Samsung ha scelto Oracle Eloqua, parte della Suite Oracle Marketing Cloud, per consolidare il suo mercato B2B in Italia. Grazie ad Eloqua, Samsung può pianificare e lanciare campagne altamente...

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RooBot: l'integrazione di Oracle Commerce Cloud che Rivoluziona il Retail

Quando si parla di trasformazione digitale, specialmente in ambito retail, è raro non fare riferimiento al curioso mondo dei chatbot: le opportunità attualmente offerte, unite alle promesse sul potenziale di questa tecnologia, rendono i "bot" uno degli hot-topic più discussi del 2017. Basti pensare, ad esempio che, ad oggi, sei delle dieci apps più utilizzate al mondo, sono applicazioni di messagistica che offrono la possibilità di interagire con una moltitudine di chatbot conversazionali e intelligenti. L'entusiasmo creatosi intorno ai chatbot è dovuto principalmente alla facilità di utilizzo per l'utente finale: sempre più persone, infatti, preferiscono contattare le aziende non più telefonicamente o attraverso siti web ma utilizzando le principali piattaforme di messagistica istantanea come Messenger, Twitter, Whatsapp e, specialmente in Cina (in maniera decisamente più evoluta), WeChat. Secondo una ricerca di SocialBakers, inoltre, esiste una forte correlazione fra la diminuizione del numero di post pubblicati su Facebook e l'aumento del volume dei messaggi scambiati privatamente fra i clienti e le aziende (pari a cinque volte quello dei post). Ciò sta chiaramente ad indicare un drastico cambiamento di rotta nelle abitudini e nelle richieste dei clienti. Ad esempio, rispondere alle richieste di un cliente dalle cinque alle dieci ore dopo rispetto all'invio, è ormai considerato frustante e inaccettabile: più di 10.000 aziende si sono già adoperate per sviluppare dei chatbot muniti di intelligenza artificiale e offrire ai propri clienti un modo semplice e intuitivo per interagire con il brand e i propri servizi. Quella dei chatbot sembra essere, quindi, tutto tranne che una semplice "meteora". Come già anticipato, inoltre, uno degli ambiti in cui i chatbot sembrano aver creato più aspettative, è il retail. E' proprio qui che entra in gioco il nuovo partner di Oracle Commerce Cloud: RooBot, un "personal shopper" che aiuta non solo a soddisfare la crescente domanda dei clienti, la loro soddisfazione e fidelizazione, ma anche e soprattutto a ottimizzare la conversione delle vendite e l'acquisizione di dati e informazioni. Con RooBot creare i propri chatbot e sfruttare il potenziale dell'intelligenza artificiale, diventa accessibile a tutti.  Di seguito, è riportata l'intervista in lingua ufficiale con Mark Laurence, CEO di RooBot, che ci aiuta a capire, più dettagliatamente, i benefici della combinazione fra chatbot e intelligenza artificiale: 1. What are chatbots and why should retailers use them? A chatbot is a computer program simulating how a person would respond in a conversational manner (often via text).  Many chatbots either deliver “basic search” results or are “virtual agents” that handle a specific, narrow task, such as customer service requests.  Microsoft’s CEO, Satya Nadella, and David Marcus, VP of Facebook Messenger, each described chatbots as a new version of apps. “Smartbots” is an advanced chatbot due to its more sophisticated Natural Language Processing (“NLP”) and AI capabilities.  And Amazon Alexa, a “Virtual Personal Shopper” (“VPS”) Smartbot, is arguably the most successful.  Alexa has catalyzed social commerce by interacting naturally with shoppers on a massive scale, understanding their shopping interest and delivering highly personalized shopping services. With their own VPS, retailers can give their consumers an Amazon Alexa-like Smartbot to simply ask for: The products and loyalty offers they want For the brands and retailers they love At the price they need By launching a VPS Smartbot, retailers can take advantage of several factors: Consumer Trends:  Social Media: Shoppers spend a significant portion of their device time on social media, and they want to interact with their favorite brands via Facebook and messaging apps. Voice: Consumers increasingly want the choice to use voice or text to ask their mobile device for information they want. Personalization: Shoppers expect instantly personalized results.  Retailer Benefits: Engagement: Personalized products/offers based on each consumers buying intent Scalability: Retailers give each consumer their own “Virtual Sales Associate” across any platform (Facebook, Messenger, Google Assistant, iOS app, Android, etc.) Social Data: Social shopping profiles deepen the retailer’s CRM Competitive Positioning Against Amazon and other sector competitors 2. Tell us about RooBot and how your solution helps retailers sell more effectively. RooBot's turnkey, white-label “Personal Shopper” empowers retailers with a service similar to Amazon Alexa. The best way to illustrate how RooBot helps retailers sell is an example.  Activating Social Commerce “Susan Smith” is one of 7.2 million people who follow the The Body Shop brand on Facebook. Susan goes to the The Body Shop page on Facebook and begins talking with The Body Shop’s Personal Shopper Smartbot: “I’m looking for body lotion for less than $20.”  After getting five recommendations, Susan realizes the price point isn’t exactly right, so she asks for “How about less than $30.”  The Smartbot recognizes this is part of the same conversation and makes the change. Susan clicks on the “Jasmine Body Cream," but she does not buy yet. Linking Social Shopping Data to Existing CRM RooBot builds an in-depth shopping profile on all of Susan’s shopping activity and links that profile to the existing CRM profile that The Body Shop already has on Susan.  Now, The Body Shop has all of the shopping data that occurs via social media organized in the same way The Body Shop collects data on its website, and it is combined in The Body Shop's CRM. Cross-Channel Marketing Via RooBot, The Body Shop decides to send Susan a text within Messenger and a Facebook ad offering her “10% off Jasmine Body Cream,” as well as “20% off Mango Premium Gift Set” because RooBot + The Body Shop data informs that people who like one, like the other.    The Body Shop also sends a marketing email to Susan with the same message. When Susan goes to The Body Shop's website, The Body Shop promotes both products. The branded and customized Smartbot turns Facebook into an effective social shopping channel for retailers. The RooBot Smartbot SaaS platform empowers retailers in the following ways: Social Commerce 1:1 personalization for each shopper that is infinitely scalable for retailers The customized Personal Shopper Smartbot creates a low-cost, high ROI, social commerce channel Social Data & Messaging Enables use of shopping data to send targeted product and deal text notifications with >80% view rates  Linking social shopping data with a retailer's existing CRM opens up significant cross-channel marketing opportunities Shopping profile data can also be utilized for sending targeted ads on Facebook, Facebook Messenger, and Instagram. By having a complete solution across social commerce, buyer-intent shopping profile data, and advanced message capabilities for each consumer, the RooBot platform offers retailers the most powerful social commerce solution available. RooBot is a proven, scalable, carrier-grade solution. You can get up and running in 15 minutes (or within a couple of days for a fully customizable bot), no coding required! This process is made even easier for Commerce Cloud customers by using our prebuilt integration. 3. Do you have any tips for retailers just getting started with chatbots? What are the key considerations and blockers? While retailers are aware of chatbots, many have not yet implemented them as part of their marketing strategy. Also, some have not decided whether this channel is worth pursuing. Retailers often focus on customer service chatbots first, as that solves a clear automation need that drives cost-savings and standardization of care. Customer service chatbots serve a specific set of tasks well that relate to a small portion of shopper activity. However, they do not serve the ultimate opportunity for the retailer that a voice-enabled Personal Shopper will that includes: Continuously engaging and entertaining consumers with personalized recommendations Driving towards buying decisions Deepening loyalty Collecting valuable social intent data  Customer Service bots and Personal Shoppers are two complementary components of a retailer’s bot strategy.   4. What results have you been seeing for retailers using chatbots? How can retailers make this channel successful? We are just finishing up an internal beta testing phase with about a dozen retail brands, but in a previous four-week case study with over 5,000 users we gathered the following data:  69% of users conversed with bot about product related inquiries 3.2 user visits per month 4.2 product searches per user per month (3-4x typical search rate) 32% of users engage beyond their initial search with deeper product-related clicks (comparable to online) Total of 7 Shopping Events triggered in the Smartbot per user per month (Shopping Events are defined as shoppers using search, viewing product, seeing similar products, adding products to wish lists, setting price drop alerts, etc.) 80%+ view rate of Text Messages (vs. <10% for email)  While chatbots and Smartbots are new emerging social channels, the initial data suggests that usage and conversion rates are already equal to or better than established shopping channels like websites. This means that consumers are quickly getting comfortable with the conversational chat format for shopping. For retailers to make this social commerce channel successful, they need to leverage their existing Facebook pages, as well as other channels like email, to notify their shoppers about this new shopping channel and how it benefits them. 5. A key element of making chatbots more valuable is utilizing AI to provide smarter responses back to the shopper. How does RooBot handle the convergence of chatbots and AI and where do you see this market going in general? Most chatbots in the retail space claim to be AI-driven. In reality, they do not have the shopping profile data to deliver a truly personalized shopping experience. Anyone can build a functioning chatbot. However, most chatbots fall short because they lack the data, machine learning, and collaborative filtering necessary to deliver truly scalable 1:1 personalization for each shopper. RooBot has the experience of over 11 billion shopping events that provide the “training set” necessary to deliver AI-driven results. For retailers, AI powers personalized shopping, which in turn drives engagement, repeat usage, brand loyalty, and sales. The RooBot AI engine is constantly learning new “skills” to advance personalization further.  The constant training of new AI and NLP skills is a good example of where we see the market going, as it ultimately can build even more engagement and increase sales through very natural conversations with the “Personal Shopper Smartbot.”  6. Do you have any cool new features or improvements coming to RooBot that you can share? New features that benefit both retailers and their shoppers are regularly being added to the RooBot platform. New features available soon include: Buy Now:  Enables shoppers to either jump directly to their cart, check out, or buy within the Smartbot with one click. Add video: Alongside text, buttons, quick replies, images, and templates, add videos that appear inline without leaving the chat. Teach your bot to understand anything:  Add any expression, and tell the bot what to do. The bot will understand everything you teach it, along with similar requests, and can respond with text, random responses, multimedia, and more. View message history: Save all the messages you've sent to users and check their performance. 7. RooBot is offering a 60-day free trial for Commerce Cloud customers just in time for the holidays! Thanks so much. Tell us about the free trial—-how our customers can take advantage of it and how it can help them sell this holiday season. We are excited about our Oracle Commerce launch, and we wanted to kick it off by providing a free 60-day trial. Here’s what retailers will get as part of the trial: Smartbot: Launch a basic Smartbot (with a merchant's full product catalog included) in 15 minutes or less.   Customization: Get a fully-customized Smartbot to match the look and feel of their brand. We will offer this for free during the trial and can deliver this in two business days. Marketing: A “Smartbot Marketing Guide” will be provided, as well as a strategy call with our Marketing Team to provide suggestions for maximum reach during the upcoming holiday shopping season.​ Per più informazioni sull'integrazione RooBot con Oracle Commerce Cloud, dai un'occhiata al RooBot’s Marketplace listing o contatta direttamente Laurence Marks, CEO of RooBot qui.   Potrebbe interessarti anche:  Le Nuove Applicazioni Cloud di Oracle, più Potenti che Mai. Benvenuta AI. Source: Retail Chatbots: Get to Know RooBot and Why Everyone's Talking about AI

Quando si parla di trasformazione digitale, specialmente in ambito retail, è raro non fare riferimiento al curioso mondo dei chatbot: le opportunità attualmente offerte, unite alle promesse sul...

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Le Nuove Applicazioni Cloud di Oracle, più Potenti che Mai. Benvenuta AI.

"Artificial Intelligence Makes the World’s Broadest, Most Innovative, and Fastest-growing Cloud Applications Portfolio Even Smarter" Oracle OpenWorld, il più importante evento del gigante di Redwood City, si è concluso quest'anno con tre importanti novità: 1. Larry Ellison ha annunciato il lancio di Oracle Autonomous Database Cloud, un database completamente automatizzato che, grazie a tecnologie di machine learning, elimina la necessità di interventi esterni;   2. Durante la seconda giornata, è stato presentato Oracle Blockchain Cloud Service, integrato con Oracle Cloud Platform, che consente di eseguire e gestire con semplicità e sicurezza, tutte le transazioni blockchain;   3. Oltre al lancio di AI Platform Cloud Service (una servizio che fornisce a data scientist e operatori di machine learning un modo semplice e veloce per creare, sul cloud, un ambiente completo per lo sviluppo di machine learning), è stato annunciato che l'intelligenza artificiale sarà ora incorporata nelle Oracle Cloud Applications;   In questo articolo, ci focalizzeremo principalmente su quest'ultimo punto e, più nello specifico, sull'aggiunta di nuove "capacità AI" nelle applicazioni per la finanza, le risorse umane, la supply chain, la produzione, il commercio, il servizio ai clienti, il marketing e le vendite. Steve Miranda - Excecutive Vice President of Applications Development - ha affermato che questa nuova combinazione consente ad aziende e organizzazioni di sfruttare a pieno il potenziale dell'intelligenza artificiale: "per rendere tutto ciò possibile, abbiamo eliminato il bisogno di ricorrere a ulteriori integrazioni e aggiunto capacità di intelligenza artificiale in tutte le nostre applicazioni. Queste capacità, combinando dati di prima e terza parte attraverso tecnologie avanzate di machine learning e scienza decisionale, consentono di offrire al mercato le più potenti applicazioni per il business mai esistite".  L'incorporazione di intelligenza artificiale ha un impatto immediato e ad ampio raggio su tutte le applicazioni: fornendo informazioni strategiche e data-driven, le nuove "capacità AI" rendono i processi decisionali incredibilmente più semplici e produttivi per tutti i protagonisti dell'organizzazione:           Professionisti della Finanza e dell'Approvvigionamento: l'intelligenza artificiale, oltre a fornire i mezzi necessari per lo snellimento dei processi finanziari e dei requisiti tecnologici, gioca un ruolo di primaria importanza nella riduzione dei costi e nell'ammodernamento delle attività. Attraverso l'analisi automatizzata dei trend storici e dei dati sul rischio, ad esempio, le aziende possono facilmente ottenere accesso a suggerimenti non solo sui tassi di sconto ideali, ma anche sull'ottimizzazione dei flussi di cassa. Utilizzando le nuove "capacità AI", inoltre, è possibile ricevere preziose informazioni sui fornitori, stabilire i termini di pagamento in tempo reale e costruire relazioni di fiducia durature. Professionisti delle Risorse Umane: l'aggiunta di intelligenza artificiale ha un forte impatto sulla "gestione dei talenti". Attraverso le nuove applicazioni, i responsabili delle risorse umane possono ottenere importanti informazioni sulla forza lavoro e, attraverso queste, aumentare esponenzialmente l'efficienza operativa. Inoltre, mediante l'elaborzione delle ricerche in linguaggio naturale e l'applicazione del deep learning ai curriculum e alle posizioni aperte, i responsabili HR ottengono accesso a preziose informazioni sulla probabilità di successo dei candidati. Usufruendo di informazioni acquisite dalle interazioni precedenti, dal raggiungimento dei target e dai tassi di performance, la gestione delle risorse umane diventa incredibilmente più semplice.  Professionisti della Supply Chain: l'incorporazione delle nuove "capacità AI" consente alle organizzazioni di modernizzare le supply chain tradizionali rendendole dinamiche, intelligenti e, soprattutto, autonome. Le tecnologie "IoT" di Oracle Supply Chain, ad esempio, attraverso analisi predittive, machine learning e big data, consentono di individuare e analizzare i segnali chiave prodotti dai macchinari e, successivamente, di constestualizzarli e tradurli in scelte strategiche. Dal prevedere un guasto di una macchina, allo scoprire automaticamente la soluzione più accurata, l'intelligenza artificiale può trasformare radicalmente il modo in cui la supply chain è gestita. Professionisti della Produzione: l'intelligenza artificiale, migliorando ed automizzando la gestione dei processi, consente alle organizzazioni di raggiungere più velocemente ed efficacemente gli obiettivi della produzione. L'incorporazione di queste nuove capacità, difatti, consente di rilevare eventuali problematiche, analizzarne le cause e, utilizzando tecnologie di machine learning, di proporre, automaticamente, soluzioni adeguate. Utilizzando queste capacità in un sistema connesso, sia il centro di produzione che il negozio finale ne benficiano in maniera tangibile sin dai primi momenti successivi all'adozione. Professionisti del Commercio: Le nuove capacità AI, operando su canali che conciliano le capacità del commerce e del marketing e utilizzando tool intuitivi come i chatbot, consentono di aumentare drasticamente la produttività e i risultati del business. Attraverso il linguaggio naturale e tecniche di deep learning, difatti, i professionisti del commercio ottengono accesso a tag dinamici e a pagine categorizzate che personalizzano i suggerimenti di ricerca: così facendo, diventa possibile collegare i risultati delle ricerche con offerte targhetizzate e altamente personalizzate, in tempo reale. Inoltre, grazie alle tecniche di machine learning, la probabilità di offrire promozioni mirate e raccomandazioni efficaci cresce esponenzialmente, così come i benefici correlati. Professionisti del Customer Service: oltre a ottimizzare il processo utilizzando le tipiche "FAQ", le nuove "capacità AI", facendo leva sul deep learning,  riducono incredibilmente il tempo di attesa fra la richiesta di assistenza e la risoluzione del problema, lungo una moltitudine di canali. Le risposte automatizzate basate sulle precedenti esperienze, ad esempio, consentono ai responsabili del servizio clienti non solo di snellire e razionalizzare i processi, ma anche di offire servizi in real-time qualitativamente migliori e soddisfacenti. Professionisti del Marketing: analizzando simultaneamente più campagne marketing e focalizzandosi sui tassi di risposta degli individui, le nuove capacità AI, consentono ai marketer di osservare come l'audience interagisce con il contenuto prodotto e, correlatamente, quali iniziative intraprendere per una comunicazione più mirata ed efficace. La tecniche di machine learning, inoltre, permettendo di utilizzare sinergicamente informazioni sui clienti finali, sia storiche che acquisite in tempo-reale, permettono di ottimizzare maggiormente l'offerta finale e ottenere un ritorno più alto non solo in termini di fidelizzazione ma anche di acquisizione. Quanto detto finora, viene rafforzato dal fatto che le Oracle Adaptive Intelligent Apps raccolgono dati e informazioni da Oracle Data Cloud: il più grande marketplace al mondo di dati di terza parte, con una collezione di dati anagrafici appartenenti a più di 5 miliardi di individui (e aziende) e più di 7.5 trilioni di dati acquisiti mensilmente. Applicando principi di advanced data science e machine learning, le nuove apps reagiscono, imparano e si adattano istantaneamente sulla base di dati storici e in tempo reale. Secondo David Schubmehl - Research Director, Cognitive/Artificial Intelligence Systems at IDC - "le opportunità per l'intelligenza artificiale e per le applicazioni che si servono dell'AI sono reali e concrete" - "Ci aspettiamo che questa area rappresenterà un'opportunita di crescita esponenziale per le imprese, visto che le capacità predittive e prescrittive sono sempre più richieste dalle aziende per offrire ai clienti prodotti più completi e soddisfacenti" - "Il successo di queste soluzioni dipende primariamente dalla qualità e quantita dai dati che andranno a determinare le raccomandazioni, le azioni e gli output finali" - "I business con una visione altamente focalizzata sui dati di terza parte, registreranno con alta probabilità, un importante vantaggio competitivo".     Potrebbe interessarti anche: L'Importanza dei "Real-Time Data" nella Definizione di una CX Esemplare

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(WEBINAR) Supply Chain Finance & Artificial Intelligence

Uno dei temi più discussi oggi è indubbiamente il tema del Supply Chain Finance, ovvero come gestire finanziariamente la Supply Chain. Oracle ha introdotto innovazioni tecnologiche e applicative in questo ambito, attraverso strumenti di Adaptive Intelligence. Quando parliamo di Intelligenza Artificiale all’interno di sistemi informativi o applicazioni stiamo parlando di strumenti e sistemi in grado di prendere decisioni in modo autonomo che si sostituiscono a decisioni umane per determinati processi o azioni che vogliamo che le macchine compiano al posto dell’uomo. Vi siete mai chiesti perchè vi capiti spesso di visualizzare online prodotti che potrebbero piacervi o vi vengono suggeriti automaticamente film o serie tv che rispondono ai vostri gusti? Tutto questo è possibile grazie allo studio e all’analisi di dati già esistenti che avete lasciato all’interno di un applicativo o di un sito web o perchè rispondete a determinate caratteristiche demografiche e comportamentali di altri utenti che nel tempo hanno apprezzato determinati film/serie tv o acquistato quei prodotti. Questo concetto si basa sulla “scienza decisionale”. Oracle, partendo da questi concetti di Intelligenza Artificiale, ha sviluppato applicazioni che non richiedono da parte degli utenti la conoscenza di Data Science (scienza decisionale) e che si riferiscono a 4 ambiti di applicazione: Customer Experience Cloud: con un applicativo in grado di dare suggerimenti o fare offerte tempo reale per esempio a visitatori di un sito relativamente a prodotti che potrebbero riflettere i gusti e le indicazioni di acquisto di quella persona. Human Capital Management Cloud: applicazione di Artificial Intelligence in grado di fare prescreening  dei migliori candidati per un ruolo specifico. Supply Chain Management Cloud: applicativo per identificazione del miglior trasportatore o corriere o del miglior canale o strumento di fulfillment o di evasione di un ordine. ERP Cloud: l’applicazione è uno strumento tipico di Supply Chain Finance, ovvero di come poter negoziare sconti con i fornitori della catena di approvvigionamento dell’azienda. L’applicazione in questione si chiama Adaptive Intelligent Discounts e la sua funzionalità principale consiste nella possibilità di identificare opportunità di sconto da chiedere a determinati fornitori a fronte di una negoziazione di termini e condizioni di fornitura vantaggiose per l’azienda acquirente (Dynamic Discounting). Ma come funziona questa applicazione? Quali sono i 5 elementi fondamentali che utilizza? Potrete approfondire e scoprire tutte le funzionalità dell’applicativo Oracle “Adaptive Intelligent Discount” grazie al webinar fruibile sulla piattaforma di The Procurement Magazine, con Alessandro Evangelisti, Finance and Supply Chain Evangelist di Oracle.  

Uno dei temi più discussi oggi è indubbiamente il tema del Supply Chain Finance, ovvero come gestire finanziariamente la Supply Chain. Oracle ha introdotto innovazioni tecnologiche e applicative in...

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L'Importanza dei "Real-Time Data" nella Definizione di una CX Esemplare

L'importanza dei dati, sia che riguardino persone, sia che vengano prodotti da macchine, è indiscutibile. Ad essere innegabile, inoltre, è anche la crescita esponenziale della produzione degli stessi: solo nel 2017, si stima, sarà generato un numero di dati superiore rispetto a quello prodotto nei precedenti cinquemila anni. La mole di informazioni generate, condivise ed eleborate ogni secondo è talmente alta da avere implicazioni importanti a livello sia sociale, sia legale (vedi GDPR), sia economico. Durante gli ultimi dieci anni, si è tentato di definire dettagliatamente le pecularietà dei big data. Tra le descrizioni più supportate, rientra, sicuramente, quella delle "3V" di Gartner: "Volume", "Velocità" e "Varietà" sembrano essere le caratteristiche che maggiormente contraddistinguono i big data rispetto ai più comuni "dati". Alle famose "3V", è poi stata accostata l'accezione di "Veracità", per mettere in risalto l'eventuale insicurezza derivante dall'utilizzo di dati incompleti o inaccurati rispetto alla risoluzione di un preciso probelma. Con l'andare del tempo, inoltre, lo sforzo degli esperti nel comunicare i benefici ottenibili da queste "informazioni" e il congiunto entusiasmo degli early adopters di tecnologie analytics, hanno instaurato una forte associazione fra il concetto di big data e quello di "Valore". Comprendere le motivazioni per le quali questi due concetti vengano associati è semplice: quante più informazioni un'azienda ha in riguardo ai propri clienti, tante più alte sono le probabilità di renderli soddisfatti, quindi, di creare valore per entrambe le parti. Quest'implicazione, tuttavia, è da trattare con precauzione: acquisire un cliente e fidalizzarlo servendosi dei big data è un'obiettivo certamente raggiungibile ma solo laddove si abbia: Chiarezza sulla tipologia di dati da acquisire; Tecnologie all'avanguardia sul raccoglimento e l'analisi dei dati. Un business che riesca a sfruttare i dati nel giusto contesto e ad utilizzarli in momenti strategici del processo di ingaggio del cliente, può trarne enormi vantaggi. L'esempio di realtà come Amazon, Netflix e Zappos è emblematico non solo per descrivere quanto le aspettative sulla customer experience stiano decollando ma, soprattutto, per incentivare le aziende ancora poco data driven, sia a comprendere l'enorme potenziale dei dati sia a prendere misure per scongiurare future difficoltà competitive. E' ormai raro, difatti, a prescindere dal settore in considerazione, trovare leader di mercato che non agiscano in funzione dei dati e della loro interpretazione. Tuttavia, anche tra le organizzazioni data-driven, esiste un fattore differenziante: il tempo. Le organizzazioni data-driven di successo, infatti, non si fermano ad un'analisi dei dati ex-post rispetto al loro raccoglimento ma utilizzano tecnologie che, nel medesimo momento, sono in grado di acquisire le informazioni, processarle, interpretarle e infine usufruirne per creare esperienze ricche e personalizzate, in tempo reale. E' proprio questo il confine fra il più vasto insieme dei big data e il sottoinsieme, più specifico, dei real-time data: pur risultando utile per la tagretizzazione del mercato e l'ottimizzazione del processi, il primo gruppo contiene informazioni, il più delle volte, storiche. Al contrario, i dati raccolti in tempo reale, se utilizzati strategicamente nella creazione di offerte altamente personalizzate e localizzate, possono aumentare esponenzialmente le probabilità sia di retenzione, sia di acquisizione di nuovi clienti.  Il processo di generazione di customer experience in real-time, segue questi tre step: 1. Acquisizione in tempo reale dei dati Un enorme volume di dati viene generato ogni secondo da milioni di dispositivi, interazioni e applicazioni. Riuscire ad acquisire questi dati instantaneamente, può tradursi in benefici importanti: posizione, preferenze, interazioni con i social media e dati demografici, sono tutte informazioni sfruttabili strategicamente, e in tempo reale, per offrire una customer experience esemplare. 2. Analisi in tempo reale dei dati Acquisire e salvare tutte le informazioni nei sistemi aziendali, pur essendo di fondamentale rilevanza, è soltanto il punto di partenza. Per trarre vantaggio dai dati raccolti, è altamente consigliato, dove possibile, analizzarli in tempo reale per attribuirne un senso e, soprattutto, per contestualizzarli. Questo passaggio, inoltre, vede spesso i dati acquisiti in real-time, essere complementati da dati aggiuntivi provenienti da altre fonti, come ad esempio sistemi di legacy, con lo scopo di aggiungere valore all' offerta finale. 3. Elaborazione degli insights in tempo reale I dati acquisiti e analizzati dai sistemi devono essere, a questo punto, quanto più reattivi alle interazioni con il cliente. Queste informazioni sono incredibilmente efficaci nell'offrire al cliente esperienze altamente personalizzate, al posto e al momento giusto. Ciò può avvenire tanto attraverso canali digitali, quanto attraverso canali tradizionali del servizio clienti: il vero fattore indispensabile per dare forma a queste ambizioni è l'adozione di tecnologie ad-hoc per l'analisi dei dati e la traduzione degli stessi in azioni concrete.  Adottare strumenti in grado di creare customer experience ricche, solide ed efficaci è una condizione indispensabile per fidelizzare i propri clienti ed evitare decrementi di valore. Scegliere architetture in grado di distinguere i real-time data dai più generici big data, e, allo stesso tempo, abili nello sfruttarne il potenziale tenendo conto delle differenze, può rivelarsi di estrema importanza nella riduzione del time-to-develop, in un utilizzo più efficiente delle risorse e, soprattutto, nel rimanere competitivi in mercati sempre più ostici. Pensare e agire in maniera pragmatica è importante, affidarsi ad architetture complete e affidabili è, invece, indispensabile.   Potrebbe interessarti anche:  I 10 Investimenti più Remunerativi per Digitalizzare il tuo Business

L'importanza dei dati, sia che riguardino persone, sia che vengano prodotti da macchine, è indiscutibile. Ad essere innegabile, inoltre, è anche la crescita esponenziale della produzione degli stessi:...

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HR Transformation nel settore Bancario e Assicurativo

Il banchiere e l’assicuratore sono figure che da sempre seguono le tappe essenziali della nostra vita: prima automobile, prima casa, primo figlio, primo lavoro…nei momenti importanti sappiamo di poter contare su di loro. Eppure, grazie ai nuovi modi di comunicare e all’evoluzione tecnologica nel settore bancario e assicurativo, anche in questo caso le modalità di interazione e il rapporto con loro cambia continuamente. Banche e Assicurazioni al passo con il digital La trasformazione digitale sta incidendo pesantemente sulle banche che stanno ripensando velocemente il proprio modello di business, comprese le agenzie sul territorio. La banca digitale deve rispondere in modo efficace alle esigenze dei clienti, mantenendo i servizi sicuri e semplici da usare. Sicurezza e fiducia sono due parole chiave. L’innovazione tecnologica è sempre più strategica in questo settore: molte banche stanno già collaborando con gruppi tecnologici e finanziari investendo in FinTechs innovative (start-up specializzate in tecnologia finanziaria). A prescindere dal digitale, dal momento in cui nasciamo e fino alla pensione, le tappe essenziali della nostra vita rimangono invariate e le decisioni finanziarie rimangono tali. Ciò che cambia è il modo in cui assumiamo queste decisioni, utilizziamo i servizi e interagiamo con la nostra banca. Secondo uno studio della European Banking Federation, entro il 2018 più del 50% dei ricavi incrementali in quasi tutti i prodotti bancari in Europa Occidentale dovrebbe essere Digital. Negli ultimi 12 mesi, il 79% delle persone che hanno utilizzato il mobile banking ha acquistato un prodotto utilizzando il proprio dispositivo mobile. Uno studio Accenture sul mercato delle Assicurazioni sostiene che il settore stia "entrando in un periodo di cambiamenti senza precedenti". La tecnologia digitale è percepita dalla maggior parte degli assicuratori come un fattore che trasformerà il mercato entro i prossimi cinque anni: il 43% dei 141 manager di compagnie assicurative di 21 paesi intervistati, ha già acquisito una start-up o sta progettando di farlo; mentre il 68% ha già investito nel settore delle comunicazioni e applicazioni mobile e il 54% nel monitoraggio dei social media. L’84% osserva che la digitalizzazione sta cambiando le aspettative dei clienti e l’80% pensa che le nuove tecnologie cambieranno radicalmente i processi tradizionali. L’importanza strategica del digital nel settore bancario e assicurativo è ormai una realtà. L’evoluzione del Servizio Clienti, l’esperienza digital, l’innovazione, la fiducia sono obiettivi centrali e bisogna ricordare che stiamo parlando di un servizio. Non si tratta soltanto di diffondere nuove soluzioni tecniche per soddisfare queste nuove aspettative, ma si tratta soprattutto di trasformare il business model aziendale e il ruolo di ciascun dipendente è importante per raggiungere questo nuovo obiettivo. La trasformazione delle HR è quindi centrale se vogliamo che la trasformazione digitale dell’azienda sia un successo.   HR Transformation: semplicità, efficienza e coerenza. Ma concretamente, come organizzano questa trasformazione in ambito HR le aziende nel settore bancario e assicurativo? Durante un evento di Deloitte e HR Community, ho avuto il piacere di ascoltare Giacomo Silvestri, Group Head of Organization in Generali. Semplicemente, Silvestri ha presentato il progetto di trasformazione globale di Generali. Come in altri settori, la trasformazione di Generali è stata spinta da un’esigenza economica. La costruzione di un modello organizzativo era una vera e propria necessità, soprattutto perchè un gruppo con più di 80 000 dipendenti non aveva funzioni centrali volte a monitorare l’attività globale dell’azienda. Silvestri ha condiviso con noi la costruzione di una vision, di una mission e di valori comuni dove la semplificazione, l’efficienza e la coerenza erano d’obbligo. Infatti, la funzione HR deve infondere questa base di conoscenza per coinvolgere i dipendenti su un progetto comune dove la trasformazione e il digitale sono semplicemente dei mezzi e mai il fine. Secondo Silvestri, la funzione HR deve essere un acceleratore del cambiamento e deve stimolare le persone nel farsi carico della loro crescita. E questo l’ha capito anche Cesare Cucci, Head Direction HR di Cariparma, primo gruppo straniero in Italia. In un periodo economico difficile, l’azienda ha ripensato la sua strategia HR per allinearla alla strategia aziendale; ridisegnando i processi HR e promuovendo la cultura digitale a tutti i livelli dell’organizzazione. Nel caso Generali come in quello Cariparma, i temi della gamification, l’evoluzione del processo formativo, il people centric sono temi operativi dove il digital crea una vera opportunità aziendale per coinvolgere i talenti con un progetto e valori comuni. Il settore bancario e assicurativo ha quindi trasformato una situazione economica difficile che aveva colpito in pieno il settore per rinnovarsi e diventare uno dei settori più innovativi dove la funzione HR può svolgere un ruolo chiave come acceleratore strategico del progetto di trasformazione dell’azienda. Generali, Cariparma, UBS, Société Generale, AXA hanno scelto Oracle HCM Cloud. ​Scopri la video testimonianza di AXA: Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud. Leggi altri articoli sulle tendenze HR in Italia sul nostro Infowall Seguimi su Twitter: @mhacheb

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I 10 Investimenti più Remunerativi per Digitalizzare il tuo Business

Il potenziale dell'era digitale è infinito. Tecnologie all'avanguardia come artificial intelligence, machine learning e internet of things stanno ponendo le basi per una trasformazione senza precedenti. Le organizzazioni che operano sul mercato già da tempo, quelle meno mature, così come le new entrance, possono ormai sfruttare processi di digitalizzazione potenti, rivoluzionari e soprattutto personalizzabili: dare nuova forma al proprio business, diversificare, cambiare rotta o sconvolgere il proprio paradigma, non è mai stato così semplice. I fattori ostili all'innovazione sono, da sempre, due: l'inelasticità della struttura interna e, nei casi più estremi, la riluttanza al cambiamento. Un business che presenta queste caratteristiche avrebbe avuto, fino a qualche anno fa, un margine di sopravvivenza drasticamente superiore. Al giorno d'oggi, tuttavia, condizioni di mercato più severe come clienti mediamente più esigenti e tasso di competizione in impennata, ne avrebbero compromesso, sin da subito, la stabilità. Un ulteriore grande ostacolo, particolarmente diffuso, è rappresentato da quelle situazioni in cui un'azienda, pur essendo "psicologicamente" pronta all'adozione di nuove tecnologie, non ha un quadro chiaro su: Ciò che il mercato offre; Come realmente cominciare. Queste due ragioni rendono parzialmente giustificabile la resistenza al cambiamento: l'implicita complessità della tematica, il numero e la velocità con cui le tecnologie digitali compaiono sul mercato e l'incertezza riguardo al ROI potenziale, possono effettivamente intralciare gli investimenti in digitalizzazione. Questo articolo è finalizzato ad illustare le aree di investimento mostratesi più remunerative e, nello specifico, a fornire una visione più trasparente dei pilastri fondamentali su cui costruire una trasformazione solida ed efficace. 1. Eliminare le barriere all'adozione del Cloud Il cloud computing è ad oggi la tecnologia in assoluto più dominante. La flessibilità che conferisce in termini di costo, innovazione e agilità la rende un must-have, a prescindere dalla tipologia di business. Secondo l' "Enterprise Cloud Report" (Accenture, 2015), l'82% delle aziende al mondo riconosce al cloud computing un ruolo di primaria importanza nella propria strategia IT; Il CEO di Oracle, Marc Hurd, prevede che, entro il 2025, l'80% delle applicazioni per la produzione, (virtualmente) tutti i dati aziendali e il 100% dei test sullo sviluppo delle applicazioni, opereranno sul cloud. Le barriere all'adozione di questa tecnologia come, ad esempio, incertezze in merito alla sicurezza, all'affidabilità e alla conformità, stanno progressivamente cedendo alle dimostrazioni, sempre più concrete, dei benefici ottenibili. 2. Comprendere il vero potenziale del Cloud I software, le piattaforme e le infastrutture cloud sono, senza dubbio, meno dispendiose rispetto ai loro cugini on-premise. I veri benefici trasformazionali, tuttavia, non risiedono soltanto in questo, ma in un aumento straordinario dell'agilità operativa e in un time-to-innovation altrettanto accellerato. Il cloud computing è uno degli abilitatori fondamentali per quelle aziende/organizzazioni motivate a traslare la spesa IT dai loro attuali sistemi di supporto e manutenzione, verso sistemi IT innovativi di più alto livello, che possano fidalizzare il cliente e aumentare rapidamente volumi di vendita e margini. 3. Prendere confidenza con le tecnologie Data Analytics  All'incirca 2.5 exabytes di dati sono prodotti ogni giorno: il potenziale dei cosìdetti "big data" è talmente grande, da essere ormai definiti come "the new oil". Il vero successo, tuttavia, più che nel semplice ottenimento di dati, si registra quando si è abili nello "spogliare" gli stessi dai silos in cui sono localizzati e nel trasformarli in preziose informazioni: ciò consente non solo di anticipare con estrema efficacia i bisogni dei clienti e i trend del mercato, ma di identificare nuovi prospect e canali di vendita con effetti importanti sulla bottom-line ("Insight-driven organizations" è la denominazione che Deloitte conferisce ai business effettivamente in grado di operare in questo modo). Fino a qualche tempo fa, la maggior parte dei progetti riguardanti l'analisi dei "big data", richiedeva personale altamente qualificato ed esperto: oggi, invece, grazie a tecnologie all'avanguardia, questi processi sono alla portata di tutti e direttamente accessibili da manager di prima linea. 4. Soffermarsi sull'importanza del Mobile Secondo il report "Predictions 2016: The Mobile Revolution Accellerates" (Forrester, November 2015) solo il 18% delle aziende intervistate hanno dichiarato di utilizzare tecnologie "mobile" per trasformare l'esperienza dei loro clienti. Che si parli di un resort per le vacanze, di un ospedale o di una catena di ristoranti, le mobile apps hanno un incredibile potenziale nel rendere la customer experience più ricca. Il deficit di apps, inoltre, sembra riguardare non soltanto quelle per il cliente finale: dal sondaggio che ha analizzato 690 membri del gruppo "Oracle User", solo il 18% ha affermato che le organizzazioni di cui sono parte, fanno un significativo utilizzo di mobile apps aziendali. 5. Aumentare il focus su Internet of Things Nel 2015, Accenture ha rilasciato dati contrastanti sulla predisposizione aziendale all'adozione dell' "IoT: L'84% dei business leader intervistati hanno affermato che le loro aziende sono pronte ad investire nell' "IoT" industriale per creare nuovi servizi; Solo il 73% ha poi avviato iniziative concrete; Solo il 7% ha poi effettivamente definito una strategia "IoT" chiara e integrale. Ciò nonostante, Accenture stima che l' "IoT" industriale può potenzialmente portare $14 trilioni all'economia mondiale entro il 2030. Oggi, un'alta percentuale degli investimenti in questa tecnologia si pone come scopo il miglioramento della produttività e la riduzione dei costi, tuttavia, i benefici vanno ben oltre: grazie all' "IoT", i clienti potranno godere di esperienze totalmente rivoluzionate.  6. Definire una strategia Social Nonostante, ad oggi, solo una minoranza dei clienti utilizza i social media per interagire con un'azienda e il suo brand, le aspettative per il futuro sono altissime. In un sondaggio del 2015 (Boston Consulting Group/NICE), è evidenziato come solo il 28% degli utenti di servizi finaziari, di telecomunicazione o assicurativi intervistati, utilizzano canali social per ricevere assistenza; In un altro sondaggio del 2016 per "The Social Habit Report" viene descritto come, fra le persone che hanno tentato di contattare un brand tramite social media per ricevere supporto, solo il 32% si aspetta una risposta entro 30 minuti, mentre l'altro 42%, invece, entro 60 minuti; Intrattenere conversazioni reali con i propri clienti attraverso i social media, presuppone un vero e proprio cambiamento di mentalità: "bisogna sforzarsi per essere un'azienda social e non un'azienda che si limita ad utilizzare i social".  7. Ragionare sul modello di acquisizione e sviluppo interno dei Talenti Secondo un sondaggio sulla digital strategy condotto da Deloitte nel 2014, fra le aziende con poca maturità digitale solo il 19% alloca risorse per lo sviluppo di skills digitali, mentre, fra le aziende con molta maturità digitale, solo il 76% possiede effettivamente queste risorse. Costruire un'unità digitale indipendente, potrebbe rappresentare un buon approccio iniziale, tuttavia, per trasformarsi radicalmente, le competenze e le strategie digitali devono propagarsi lungo tutta l'organizzazione. Una maturità digitale, inoltre, svolge un ruolo di primaria importanza nel reclutamento del personale: più del 70% degli impiegati intervistati da Deloitte, ha affermato di ritenere le digital-skills della loro azienda, estremamente importanti. 8. Agire in ottica di Agilità e Velocità L'agilità e la velocità sono componenti essenziali per una metamorfosi completa e sono necessari per rispondere efficacemente alle aspettative crescenti dei clienti. L'acquirente di una macchina potrebbe non aver problemi ad usare la sua auto per otto anni, ciò nonostante, avrà importanti attese riguardo all'aggiornamento periodico del suo software e alla sua modernizzazione. Lo stesso accade quando i clienti comprano un prodotto connesso ad internet e, successivamente, chiedono assistenza per un problema allo stesso: come è giusto che sia, si aspetteranno che il fornitore conosca in dettaglio il prodotto e che offra un supporto su misura rispetto a quell'esigenza. Essere agili, non si limita soltanto a fornire supporto al cliente, ma a farlo nel minor tempo possibile, quanto più efficacemente. 9. Rivedere la porzione di budget dedicata alla Spesa in IT Uno degli indicatori più importanti per verificare la qualità degli sforzi fatti in ottica di digitalizzazione è comprendere che percentuale della spesa IT è destinata a tecnologie in grado di creare un vantaggio competitivo. Più alta è la spesa destinata alla gestione di server, sistemi e data center sottoutilizzati, maggiori sono le probabilità di rimanere immobili al punto di partenza. Rivedere, in dettaglio, la porzione di budget dedicata all' IT è condizione necessaria affinchè il business possa effettivamente trasformarsi. 10. Comprendere che priorità è data alla digital transformation da parte del management La digital transformation è uno sport di squadra e richiede il contributo di tutta l'organizzazione: pensare di poter innovare radicalmente semplicemente assumendo un nuovo impiegato o creando un'organizzazione "digitale" indipendente, potrebbe risultare fallimentare. Una vera trasformazione trova le sue radici in un cambiamento culturale: Mark McDonald, uno dei principali digital strategist di Accenture afferma "così come le piccole realtà innovatrici stanno aprendo nuovi sentieri e stabilendo, sul percorso, nuove regole, anche gli attuali grandi player del mercato hanno l'opportunità di farlo. Tuttavia, l'unico modo che hanno per riscuotere successo è dare massima priorità alla trasformazione. La strategia digitale deve essere una parte integrante e fondamentale del business e non una mera copertura".   Potrebbe interessarti anche: Digital Transformation e CX: il binomio indispensabile per il futuro del tuo business     Source: The Oracle Digital Transformation Assessment      

Il potenziale dell'era digitale è infinito. Tecnologie all'avanguardia come artificial intelligence, machine learning e internet of things stanno ponendo le basi per una trasformazione senza...

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4 nuove guide per leader HR verso la workforce experience del futuro

Vi siete mai chiesti se state realmente promuovendo una workforce experience di qualità attraverso l’intero ciclo di vita del dipendente che vi permetta di attrarre, fidelizzare e far crescere i migliori talenti? I vostri dipendenti sono brand advocate per la vostra organizzazione? Dovreste riflettere su questo, perché se volete condurre la trasformazione delle vostre risorse umane dovete concentrarvi su 4 aree fondamentali che potrete approfondire in queste 4 nuove guide per leader HR che abbiamo creato per facilitare la trasformazione e accompagnarvi verso la workforce experience del futuro. È necessario considerare che un modello operativo agile in grado di offrire miglioramenti continui fa parte del processo da seguire per guidare la trasformazione delle risorse umane. Inoltre, dovrete trarre vantaggio dagli analytics, sfruttarli appieno, per fornire informazioni utili agli executive sui loro dipendenti. Stiamo affrontando l'epoca dell’iperpersonalizzazione, dando la massima importanza a un'esperienza digitale personalizzata e unica in cui i dipendenti possono assumere il controllo delle loro carriere e sfruttare al meglio il loro potenziale. Tenendo sempre presente l'importanza di una cultura collaborativa che favorisca l'innovazione, il coinvolgimento e la fedeltà dei dipendenti. Oracle vi accompagnerà in questo viaggio con quattro guide, in cui è possibile trovare informazioni per offrire la migliore esperienza alla forza lavoro. Nella prima troverete le chiavi per gestire, sviluppare la carriera professionale dei vostri dipendenti e prepararli a realizzare il proprio successo. Nella seconda guida, abbiamo evidenziato l'importanza degli HR Analytics per fornire al board aziendale insight azionabili sulle dinamiche relative alla forza lavoro. La terza guida ha come focus principale la gestione della cultura aziendale da parte dei responsabili HR. Infine, la quarta contiene informazioni per mantenere agili le vostre risorse umane di fronte a questo cambiamento e prepararle alla trasformazione. Cliccate qui per leggere le 4 guide e cominciare la trasformazione oggi stesso.

Vi siete mai chiesti se state realmente promuovendo una workforce experience di qualità attraverso l’intero ciclo di vita del dipendente che vi permetta di attrarre, fidelizzare e far crescere i...

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Digital Transformation e CX: il binomio indispensabile per il futuro del tuo business

Cos'è cambiato? Clienti, comportamenti, aspettative, il modo in cui comunichiamo e viviamo le nostre vite: tutto è cambiato, e il modo di fare business non fa eccezione. Solo le aziende mostratesi in grado di adottare lo stato dell’arte delle tecnologie digitali e di anticipare drasticamente il tempo di risposta verso il mercato, hanno cavalcato, con successo, l’onda della trasformazione. Qual è il comune denominatore di queste realtà? Il cliente finale e, più nello specifico, l'agire principalmente in funzione della sua esperienza con il brand, quindi, della sua soddisfazione. La sfida Al giorno d'oggi, l'individuo medio utilizza più dispositivi e lo fa servendosi di una moltitudine di canali. Questa "ramificazione" rende estremamente difficile per le aziende l’interazione con i propri clienti e, se non affrontata con mezzi appropriati, potrebbe recare danno non soltanto alle vendite, ma anche alla loyalty e alla percezione del brand. Gli investimenti che sottovalutano il ruolo della multicanalità e tutti gli aspetti ad essa legati, sono da ritenere potenzialmente dannosi per il business: la creazione di valore per il cliente va supportata da investimenti, al contrario, focalizzati su customer journey non più separate e indipendenti ma consistenti e connesse. L’abilità nell’integrare canali digitali e canali tradizionali per offrire al cliente un’esperienza sempre più integrata e multicanale, si configura oggi come una delle sfide più impegnative. Come adattarsi alla trasformazione? Il focus sulla multicanalità trova riscontri tanto positivi quanto più consistenti sono gli investimenti nei meccanismi di customization: le aspettative dei clienti non sono mai state così alte e cresceranno più che proporzionalmente già nel breve periodo. Il vero ingrediente per rispondere reattivamente ai cambiamenti del mercato, risiede nella capacità di raccogliere dati e informazioni rilevanti e, successivamente, di utilizzarli per generare esperienze iper-personalizzate e raccomandazioni in real-time. Lo sforzo richiesto alle aziende è di identificare ogni cliente come un’entità a sè stante e di instaurare una relazione che risponda ai bisogni dello stesso, al posto e al momento giusto. Le tecnologie su cui investire Conoscere le tecnologie sulle quali investire e quelle da evitare, può davvero fare la differenza fra strategie di successo e strategie fallimentari: una piattaforma integrata costruita su sistemi cloud-based e focalizzata sulla customer experience, è in grado di fornire al tuo brand tutti i mezzi per rispondere reattivamente ai nuovi standard di mercato. Oggi, ad esempio, consentire ai clienti di accedere ai servizi di un brand 24/7, ovunque si trovino e tramite qualsiasi dispositivo, può risultare fondamentale per incrementare sia l'acquisizione di nuovi clienti, sia la loyalty di quelli già esistenti. Quanto detto finora necessita di un supporto tecnologico non indifferente: le suite focalizzate sulla customer experience possono rivelarsi estremamente efficaci nel mitigare il rischio di customer churn, supportando i team aziendali che più influiscono sull'esperienza del cliente: Marketing team: aumenta la customer engagement  + aumenta la customer acquisition + giustifica ROI Sales team: aumenta le vendite + tiene sotto controllo il costo del venduto Service team: riduce i costi + aumenta la customer satisfaction Commerce team: aumenta le vendite online + aumenta i margini + aumenta il valore medio delle vendite online   In un mercato soggetto ad una metamorfosi senza precedenti, è fondamentale abbraciare quanto prima un’infrastruttura CX data-driven e connessa: iper-personalizzazione, chatbots, canali organici, IoT e Adaptive Intelligence possono sembrare tecnologie irraggiungibili per la tua azienda. Oracle può aiutarti: agendo velocemente e pensando in modo pragmatico, non solo aumenterai la loyalty dei tuoi clienti già esistenti, ma presto, ne conquisterai di nuovi. Rivoluziona il tuo brand con Oracle CX.   Potrebbe interessarti anche: 3 Innovazioni per offrire esperienze multicanale connesse con Oracle Eloqua

Cos'è cambiato? Clienti, comportamenti, aspettative, il modo in cui comunichiamo e viviamo le nostre vite: tutto è cambiato, e il modo di fare business non fa eccezione. Solo le aziende mostratesi in...

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Incoraggi o freni il tuo Team di Vendita?

Non è certo una novità che le modalità di acquisto dei consumatori siano cambiate. Anche le vendite, quindi, devono cambiare! Cosa vuol dire cambiare? Significa passare da un modello “go-to-market” tradizionale nel quale i venditori vendono i loro prodotti secondo i loro obiettivi di vendita, ad un modello nel quale i team di vendita sono in grado di capire le effettive esigenze del cliente e fornire indicazioni e consigli personalizzati. Come puoi aiutare il tuo team di vendita a raggiungere i propri obiettivi vendendo in modo più efficiente? Se il team dedica 3 giorni e mezzo alla settimana a rispondere alle email e a ricercare le informazioni sui clienti? Se dati incompleti o non accurati bloccano inaspettatamente la chiusura dei contratti? Se meno del 50% delle conversazioni con i prospect diventa poi produttivo? Per fare lavorare in modo efficace ed efficiente il tuo team di vendita devi assicurarti che lavori al meglio anche in mobilità, che sia in grado di recuperare informazioni dai sistemi velocemente e ovunque si trovi e che possa sfruttare strumenti di collaboration. Devi creare processi efficienti che permettano al team di essere reattivo nel modo più veloce e più semplice possibile. Per aiutarti a innovare i processi di vendita e rendere il tuo team più produttivo abbiamo creato una serie di Webcast dal titolo “Le 5 regole per una Forza Vendita di successo”, che ti faranno comprendere come superare le problematiche comuni che ostacolano il processo di vendita: gestire il business da ogni device e accedere facilmente a tutte le informazioni utili sui clienti dedicare più tempo alla vendita invece di occuparlo per risolvere aspetti amministrativi identificare opportunità future e avere una visione più completa del ciclo di vendita scoprire i reali bisogni dei clienti, prima dei tuoi competitor chiudere più trattative e più velocemente Non farti scappare l’opportunità di rivoluzionare il modo in cui il tuo tema vende, di migliorare la soddisfazione dei tuoi clienti e di aumentare i profitti. Registrati ora!   Se vuoi conoscere di più sulle soluzioni Oracle di Customer Experience, clicca qui. Potrebbero interessarti anche: Modern Sales for Modern Sales Organization: Focus on Mobile&Productive Le 5 fasi della trasformazione digitale Come integrare in modo smart processi di vendita e produzione?

Non è certo una novità che le modalità di acquisto dei consumatori siano cambiate. Anche le vendite, quindi, devono cambiare! Cosa vuol dire cambiare? Significa passare da un modello “go-to-market”...

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3 innovazioni per offrire esperienze multicanale connesse con Oracle Eloqua

Non importa quale articolo sul marketing stai leggendo, quale thought leader stai seguendo o a quale conferenza stai partecipando, oggi tutti parlano della necessità di offrire ai clienti esperienze connesse. I clienti moderni interagiscono con le aziende tramite piattaforme e dispositivi diversi. I responsabili marketing hanno capito che per distinguersi dalla concorrenza devono adottare una vera strategia multicanale, indipendentemente dal dispositivo o dalla piattaforma utilizzata. Tuttavia, sono ancora poche le aziende in grado di farlo. Solo l'11% dei CMO ritiene di aver implementato con successo una strategia omnichannel sofisticata. Ne deriva che solo 1 acquirente su 3 si sente davvero compreso dal fornitore o dall'azienda con cui si relaziona. Sappiamo che offrire ai clienti una vera esperienza multicanale è più facile a dirsi che a farsi, per questo motivo abbiamo deciso di presentare tre innovazioni utili per creare e offrire esperienze connesse attraverso le piattaforme più diffuse attualmente. Un tesoro da 1,86 miliardi di profili Con 1,86 miliardi di utenti attivi e 5 nuovi profili creati ogni secondo, Facebook è attualmente la community più estesa sui social media. In passato, i responsabili marketing cercavano di raggiungere il pubblico principalmente in modo organico attraverso i post, ma con un aumento superiore al 50% degli inserzionisti su Facebook, i responsabili marketing sono alla ricerca di alternative più efficaci per coinvolgere i clienti. Oracle Eloqua consente ai responsabili marketing di scoprire questo tesoro di oltre 1,8 miliardi di utenti, offrendo soluzioni moderne per catturare lead di alta qualità da Facebook e farle maturare su grande scala. Mediante Facebook Lead Ads, i responsabili marketing possono inviare contenuti personalizzati a un pubblico specifico, oltre a catturare facilmente i dati contenuti nei profili tramite appositi moduli. Una volta estratti da Facebook, i dati di contatto sono utilizzabili immediatamente all’interno della campagna Eloqua più appropriata, consentendo ai responsabili marketing di gestire e curare le esperienze. Migliora i risultati dell'account-based marketing LinkedIn ha attualmente 467 milioni di utenti, il 40% dei quali accede ogni giorno per entrare in contatto con colleghi, condividere contenuti, cercare lavoro e così via. Per i moderni responsabili marketing B2B, LinkedIn è un ottimo modo per entrare in contatto con clienti e prospect e realizzare efficaci strategie di account-based marketing. Grazie alla potente sinergia di LinkedIn Campaign Manager e Oracle Eloqua, i responsabili marketing possono fare leva sui dati demografici e account-based estratti da LinkedIn per inviare annunci su misura a destinatari specifici. LinkedIn Lead Gen Forms consente ai responsabili marketing di rendere note su grande scala audience prima sconosciute, oltre a integrare dati di alta qualità direttamente in Oracle Eloqua. I dati così convertiti si possono quindi utilizzare per raggiungere nuovamente i clienti che sono già stati coinvolti tramite specifici annunci digitali grazie a LinkedIn Matched Audiences.  Comunica con i tuoi clienti più lontani I responsabili marketing esperti nel trattare con acquirenti cinesi sanno ormai che l'e-mail è un canale quasi del tutto inutile in questa regione. Il numero di utenti con un indirizzo e-mail personale sta infatti diminuendo. Qual è quindi il canale realmente utilizzato? La risposta: WeChat. Con oltre 700 milioni di utenti (e un incremento annuale del 29%), WeChat sta spopolando in Cina, dove è utilizzato dalla maggior parte della popolazione. Dato che WeChat consente agli utenti di fare anche acquisti all'interno dell'app, sono già 200 milioni coloro che hanno collegato una carta di credito al proprio account. Oracle Eloqua consente ai responsabili marketing di comunicare con i clienti cinesi sul loro canale preferito, grazie a un'integrazione diretta con WeChat. I responsabili marketing possono acquisire i dati di contatto da WeChat e orchestrare esperienze personalizzate e pertinenti mediante Oracle Eloqua Campaign Canvas. Consentire ai responsabili marketing di interagire con i propri clienti indipendentemente dalle piattaforme o dai dispositivi da loro utilizzati è la missione di Oracle Marketing Cloud. I nostri continui investimenti in tecnologie emergenti, come Facebook, LinkedIn e WeChat, offrono alle aziende gli strumenti per estendere la propria portata e coinvolgere clienti e prospect attraverso contenuti personalizzati e pertinenti sui loro canali preferiti. Articolo originale di Nard Linders sul Modern Marketing Blog. Potrebbero interessarti anche: I segnali digitali che non puoi più ignorare Le 5 fasi della trasformazione digitale

Non importa quale articolo sul marketing stai leggendo, quale thought leader stai seguendo o a quale conferenza stai partecipando, oggi tutti parlano della necessità di offrire ai clienti esperienze...

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Nuovo Webcast: eliminare le barriere alla Talent Acquisition

Sono passati alcuni giorni da quando abbiamo avuto l’opportunità di partecipare al live webinar (ora disponibile On Demand) di Oracle, in collaborazione con LinkedIn, indirizzato a professionisti HR e dedicato alla Talent Acquisition. Il filo conduttore del webinar è basato sul contenuto di questa Guida al Marketing HR, che ci dà chiare indicazioni su come agire come un recruiter, pensando come un esperto di Marketing, attraendo così i migliori talenti verso la nostra azienda. In questo webinar, potrai ascoltare gli interventi dei seguenti esperti: Mervyn Dinnen: Analista in Talent Acquisition, supporta diverse aziende in tema di Recruiting, Head Hunting, Risorse Umane e tecnologie sulle ultime novità riguardanti i processi di selezione, retention e coinvolgimento dei dipendenti. È un blogger conosciuto che collabora con diverse aziende sulle loro strategie di Content Marketing ed è autore del libro “Exceptional Talent”. Anne Dobey: È Head of Media Solutions di LinkedIn per l’Europa del Nord. Negli ultimi 4 anni ha sviluppato l’”Employer Branding Business” per LinkedIn in Europa del Nord e ha lavorato con molte aziende leader a livello globale aiutandole a sviluppare il loro Employer Branding. Bill Boorman: Con 35 anni di esperienza, attualmente lavora nell’area innovazione e tecnologia di RecruitingDaily LLC. Collabora anche con multinazionali come Oracle, BBC Naspers, Hard Rock Café sull’utilizzo della tecnologia e dei metodi di lavoro. Partecipa spesso a webinar in qualità di speaker. Andy Campbell: Da 20 anni è parte del team Oracle ed è a capo della ricerca per le Risorse Umane (HR) e la Thought Leadership in EMEA. È anche in contatto con i team orientati ai clienti che stanno attuando iniziative di digital transformation. Di cosa si parla in questo webinar? Durante il webinar, della durata di circa un’ora, vengono trattati diversi temi di grande interesse come il flusso dei talenti che attualmente avviene dal sud al nord Europa e quali effetti questo fenomeno sta generando sulle aziende; la connessione esistente tra la digitalizzazione, l’automazione e la globalizzazione; la necessità propria dei nostri giorni di essere coinvolti nel “Job Design”; o il cambiamento aspirazionale dei dipendenti, che non desiderano più restare in un’azienda per tutta la vita, senza affrontare nuove sfide professionali e il cambiamento continuo. Ma cosa influenza oggi i processi di selezione e le aziende? L’impatto delle attività dei dipendenti sui social network è cresciuto esponenzialmente. Ora, le persone sono più aperte a parlare della loro esperienza professionale, della cultura aziendale o a interagire con il brand, perciò definire una buona strategia di “Employer Branding” è indispensabile. Per questo, bisogna identificare le nuove sfide e comprendere che impatto hanno sui processi di selezione. Cosa devono considerare i recruiter per il futuro? D’ora in poi, un recruiter che guarda al futuro dovrebbe seguire le seguenti indicazioni: Gestire le aspettative Definire quali sono le competenze e i ruoli necessari nell’organizzazione Non restare ancorato al passato e non continuare a seguire i processi di selezione come si è fatto per anni Ripensare la strategia di retention, ora che i dipendenti sono più inclini al cambiamento Dar maggior importanza al processo di Onboarding dei nuovi dipendenti Comprendere che l’Employer Branding è cruciale Questo webcast sarà per voi di grande interesse se i vostri obiettivi per le Risorse Umane (HR) sono finalizzati ad attrarre e fidelizzare i migliori talenti, permettere all’azienda di continuare ad avanzare e scoprire nuovi modelli e strategie per attrarre candidati eccezionali e definire un buon Talent Management. Potere ascoltare il webcast QUI! Non perdetevelo!  

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Le infinite possibilità dell’Italia Digitale – I risultati della ricerca

A che punto è il processo di digitalizzazione delle aziende italiane? Per rispondere a questa domanda, Oracle in collaborazione con IAB e EY ha raccolto in una ricerca dal titolo "Le infinite possibilità dell'Italia Digitale" le opinioni di oltre 400 manager e operatori del settore del digital advertising in Italia. Dalla ricerca è emerso che all’interno del mercato digitale italiano si stanno verificando dei cambiamenti importanti. Siamo finalmente entrati nella fase in cui le aziende non si limitano a parlare di digitale ma fanno cose digitali. Il mobile è il secondo argomento di maggiore interesse tra le aziende italiane Le attività di comunicazione digitale che stanno suscitando il maggior interesse tra le aziende italiane sono il programmatic advertising (argomento top per il 51% degli intervistati), seguito da mobile (44%), social (37%) e big data (31%). I ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari online, insieme e-commerce e altri ricavi digitali, ammontano a 53 miliardi di € e rappresentano il 3,3% del PIL. Dal punto di vista delle risorse umane, si stima che complessivamente il mercato delle nuove figure professionali legate al digitale occupi in Italia circa 220 mila persone. Nuove assunzioni sono previste soprattutto nelle aziende che dimostrano di essere già avanti nel processo di digitalizzazione. Tra le competenze richieste: capacità di lettura e interpretazione dei dati, capacità di gestire la clientela e i suoi bisogni attraverso social media e altri canali digitali, comprensione delle tecnologie digitali e abilità commerciali. Il lessico della trasformazione digitale Scarica la ricerca per approfondire questi e altri dati e per leggere le interviste ai protagonisti del mondo della comunicazione italiana.

A che punto è il processo di digitalizzazione delle aziende italiane? Per rispondere a questa domanda, Oracle in collaborazione con IAB e EY ha raccolto in una ricerca dal titolo "Le infinite...

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Come le aziende di successo utilizzano la data intelligence per vincere sul mercato

Al giorno d’oggi, ogni azienda deve essere in grado di gestire l’impatto della digital disruption. I clienti hanno a disposizione più scelta rispetto al passato e si aspettano esperienze personalizzate lungo un percorso di acquisto sempre più complesso. Le aziende che non sfruttano gli analytics e che non hanno a disposizione tecnologie moderne non saranno in grado di stare al passo con questo cambiamento. Uno studio di Harvard Business Review Analytics Services in collaborazione con Oracle ha riscontrato che solo un terzo delle aziende intervistate nutre fiducia nelle proprie capacità di tenere il passo con la velocità dei cambiamenti in atto, e molte aziende non hanno ancora investito in nuove tecnologie a supporto delle vendite. Quali sono i processi fondamentali che permettono alle organizzazioni di vendita odierne di raggiungere il successo? E’ sufficiente affidarsi all’intuizione per prendere decisioni commerciali importanti? La ricerca ha rilevato che le funzionalità sofisticate di data intelligence e le tecnologie a supporto delle vendite sono i tratti caratteristici delle organizzazioni di vendita che battono la concorrenza. L’integrazione completa di dati e funzioni tra front e back office offra un vantaggio aziendale significativo. Tali tecnologie tendono infatti a produrre insight aziendali preziosi, che promuovono a loro volta il miglioramento continuo dei processi. Le strutture commerciali best-in-class utilizzano gli insight provenienti dai dati nelle loro decisioni strategiche, in sostanza utilizzano la data intelligence per testare l’intuizione. E’ fondamentale a riguardo una maggiore collaborazione tra le vendite e le altre aree aziendali, marketing, IT e customer service, per avere una visione completa e accurata dei clienti che permetta loro di definire la strategia più corretta nella gestione del portfolio clienti. Scarica il report di HBR “Superare le prestazioni del mercato grazie a data intelligence e tecnologie a supporto delle vendite” per saperne di più sull’arte (e la scienza) del successo nelle vendite.

Al giorno d’oggi, ogni azienda deve essere in grado di gestire l’impatto della digital disruption. I clienti hanno a disposizione più scelta rispetto al passato e si aspettano esperienze...

Finance

CFO Summit 2017 – Il ruolo del CFO come Corporate Strategist

Giovedì 8 giugno si è tenuto il CFO Summit 2017, evento organizzato da Business International e punto di riferimento ormai da anni per la community dei CFO in Italia. Perché abbiamo partecipato? Per sottolineare ancora una volta grazie all'intervento di Alessandro Evangelisti, Finance and Supply Chain Cloud Evangelist, il ruolo strategico del CFO in azienda. Alessandro nel suo intervento ha sottolineato come tradizionalmente le aziende devono combinare sistemi, processi e persone ma oggi esiste un quarto elemento rappresentato dai dati. Oltre ai tre elementi tradizionali, la gestione dei dati e la capacità di utilizzarli in tempi utili è un importante asset di differenziazione e un fattore di competitività. Si sta creando sempre più un modello operativo nuovo che cerca di utilizzare il dato per inserirlo in un contesto operativo ed esecutivo. In parole povere, oggi il CFO ha il compito di rendere i big data "small".   Il CFO di un’azienda lean è un Lean CFO che guarda avanti, è un forward looking. Ciò vuol dire avere una capacità analitica sufficientemente tempestiva in grado di prevenire determinate azioni dannose per l'azienda. Il CFO è in un certo senso colui che può aiutare a capire quali siano i modelli interpretativi, le direzioni che l'azienda deve intraprendere in base alla strategia. Nel mercato, chi possiede un’azienda lean si trova avvantaggiato nell’affrontare la trasformazione industry 4.0 perché riesce a dare uno scopo ai big data. Questo gli consente di creare dei modelli decisionali in grado di accelerare le decisioni aziendali. Per dare il giusto potere ai decision maker, i CFO hanno il compito di fornire delle linee guide su cosa fare e non fare. È necessario oggi più che mai quindi che il CFO sia Lean e Corporate Strategist. Semplificare business e operations e applicare concetti lean accounting vuole dire avere chiara la strategia dei prossimi anni, aspetto fondamentale in un mercato fortemente competitivo. Oracle sta sviluppando sistemi più liquidi per permettere ai dati di transitare in maniera più fluida e di poter essere analizzati, arricchiti e declinati all’interno delle varie funzioni aziendali. Per maggiori info sulle soluzioni di Oracle per i CFO, visita la pagina dedicata alla Finance Digital Transformation.

Giovedì 8 giugno si è tenuto il CFO Summit 2017, evento organizzato da Business International e punto di riferimento ormai da anni per la community dei CFO in Italia. Perché abbiamo partecipato?...

Risorse Umane

Trasformazione delle Risorse Umane: 3 obiettivi per beneficiare dell'era digitale.

Il mondo delle risorse umane è in continuo movimento, temi come la trasformazione digitale e i Millennials sono al centro del dibattito. Il passo successivo è dare un senso di concretezza a questi temi. E’ quanto sostiene Mariano Corso, noto Professore del Politecnico di Milano e Responsabile scientifico dell'Osservatorio Digitale dell’Innovazione HR dello stesso Osservatorio con il quale lavoriamo ogni anno all’elaborazione di uno studio che ha come focus la digitalizzazione dei processi HR. In questo lavoro vengono intervistate 200 aziende italiane di tutti i settori e dimensioni dalle PMI alle multinazionali. Questo studio ci dimostra che il ruolo del Direttore HR si è evoluto: da HR Business Partner a HR Business Enabler. Al di là del gioco di parole, "enabler" colui che dà la capacità contro il 'partner' uno che lavora con qualcuno, rafforza l'idea che la funzione HR deve svolgere il ruolo di attore strategico nel business. L'osservatorio Politecnico sostiene che la funzione HR deve impostare i seguenti tre obiettivi per beneficiare dell'era digitale. - Il recupero dei dati - La funzione HR deve essere in grado di identificare e creare indicatori che contribuiscono allo sviluppo dell’azienda. Si nota incidentalmente che la nostra funzione ha l'opportunità di gestire - a seconda dell’impostazione - uno dei più grandi centri di produzione o di costo. Selezionare degli indicatori, piuttosto che subire una scelta, è fondamentale per comprendere la centralità del ruolo in questo momento. - L’uso della tecnologia e gli strumenti digitali per migliorare i processi interni. Non è solo una questione di efficacia! Avere il coraggio di cambiare le cose, per citare Ford: "Se avessi chiesto ai miei clienti quello che volevano, avrebbero chiesto cavalli piu potenti". Gli strumenti a disposizione ci permettono di pensare in modo diverso e rivitalizzare le nostre organizzazioni. - Sviluppare le competenze trasversali. Quali sono queste nuove competenze che diventeranno essenziali per noi? Ad esempio il data specialist, una figura professionale sempre più strategica in quanto sarà in grado di comunicare e analizare i nostri dati HR con quelli della finanza o di marketing. Concretamente, immaginiamo di aver investito in un programma di formazione, che si lega alla prestazione del singolo che è stato addestrato; se poi immaginiamo che il tirocinante è un venditore, analizzerò l'evoluzione del mio fatturato, correlato con le azioni HR. Un altro esempio di ruolo trasversale è quello del marketing. Questa funzione migra tra le risorse umane e la comunicazione, è necessario investire su questo argomento per non perdere il controllo del nostro employer branding . La gente ha bisogno di senso di trasparenza. HR ha molto da guadagnare dotandosi di competenze chiaramente marketing per legittimarsi e rendersi sempre più indipendente. Per concludere diamo ancora un dato: il 61% delle 200 aziende intervistate prevedono nuove iniziative digitali per la funzione HR nel prossimo anno. E’ ben piu’ di un trend! Non esitare a cliccare sulla nostra demo online Scopri il nostro Canale Oracle HCM Cloud       

Il mondo delle risorse umane è in continuo movimento, temi come la trasformazione digitale e iMillennials sono al centro del dibattito. Il passo successivo è dare un senso di concretezza a questi...

Risorse Umane

Con Oracle HCM World, Chicago capitale di #Engagement #EmployeeExperience #Inspiration

Più di 2000 Direttori delle Risorse Umaneprovenienti da tutto il mondo si sono incontrati a Chicago per confrontarsisulle migliori pratiche HR all’insegna di #Engagement #EmployeeExperience e#Inspiration #Engagement: la gestione dei talenti è senza dubbio lasfida più importante per la funzione HR: la capacità di attrarre, reclutare,integrare, formare, sviluppare e mantenere i talenti a bordo è la sfida che hannodi fronte. Infatti, la funzione HR non può essere focalizzata esclusivamentesulle informazioni di gestione delle risorse umane, come la gestione del tempoe le informazioni amministrative relative al personale. Nel contesto diottimizzazione dei costi, la produttività dell'azienda è legata allaproduttività delle persone; infatti anche in base a uno studio di Oracle/Opinium research i dipendenti più coinvolti sono anche i piùproduttivi. Il coinvolgimento dei dipendenti è la chiave del successo perl'azienda e chi, se non la funzione HR può giocare un ruolo centrale inquest’ambito? Per soddisfare questa esigenza, Oracle ha sviluppato "Myvolunteering", una nuova applicazione di Oracle Work Life Solutions, unmodulo di Oracle HCM Cloud. L’obiettivo è quello di valorizzare le attività divolontariato del dipendente nel suo percorso di sviluppo aziendale e dare unvalore reale al singolo impegno. #EmployeeExperience: nella gestione dei talenti bisogna sempre valorizzare l’esperienza della persona. Il dipendente è anche un consumatore sempre più consapevole ed evoluto. Proporre un'employee experience che dà la possibilità al dipendente stesso di scegliere le informazioni, il canale di comunicazione e di avere un'esperienza personalizzata è diventato sempre più indispensabile. Fondamentale la semplificazione e l'unificazione dei sistemi HR, l'uso dei dati per conoscere in dettaglio il suo cliente interno, e anche una strategia People Centric, con un approccio agile, sono diventati essenziali per la funzione HR. Per affrontare questa sfida, Oracle ha sviluppato una nuova applicazione Oracle HR Help Desk (HRHD Cloud) per dare sopporto alla funzione HR in modo da personalizzare l'esperienza dei dipendenti e offrire una visione a 360 gradi della forza lavoro, con una capacità di ricerca avanzata. Inoltre, la nuova soluzione offre una funzionalità di gestione e di escalation dei casi che consentono a professionisti delle risorse umane di risolvere i problemi e fornire ai dipendenti servizi di qualità con un costo conveniente. #Inspiration: HCM World è stato anche un momento di scambi con keynoter che sono stati fonte di ispirazione: Peter Cappelli di Wharton che demistifica i millennials e riposiziona le priorità HR; Adam Grant sempre di Wharton che spiega come utilizzare i dipendenti i più originali; o Debbie Sterling, CEO di Goldieblox che condivide la storia della sua start-up un’azienda di giocattoli al servizio del #girlpower. L'ispirazione viene anche da momenti formali o informali, da condivisione nel corso di una serata al Field Museum o durante la presentazione di clienti Oracle come Axa, SGS, Xerox, Pearson o Macy che condividono la loro esperienza nel cloud. #Engagement #EmployeeExperience #Inspiration 3 hastag per riassumere Oracle HCM World, ma anche la perfetta sintesi del ruolo strategico della funzione HR.  

Più di 2000 Direttori delle Risorse Umane provenienti da tutto il mondo si sono incontrati a Chicago per confrontarsi sulle migliori pratiche HR all’insegna di #Engagement #EmployeeExperience e#Inspira...

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Ecco perchè porre il Welfare Aziendale al centro della strategia d’azienda

La legge di stabilità 2016 estende ancora di più il numero di prestazioni di welfare aziendale non tassate. Ma perchè il Welfare aziendale è una grande opportunità per la funzione HR e per la gestione dei talenti? Torniamo un momento al report di Deloitte che indicava quali erano le sfide della funzione HR: per il 35% l’attrazione, la motivazione e la carenza di talenti erano le questioni principali. Se incrociamo i dati con il report Oracle-Opiniun Research che indica che il 56% dei dipendenti ritiene che un maggiore coinvolgimento aumenti la loro produttività ecco che ci rendiamo subito conto che introdurre pratiche di Welfare è solo nell’interesse dell’azienda. Per mantenere coinvolti e motivati e quindi produttivi i suoi talenti, la funzione Risorse Umane non può sempre dare una risposta a livello retributivo, è necessario un approccio di “total rewards”, dove il welfare aziendale ha un ruolo centrale e diventa la strategia d’azienda. Il Welfare aziendale introduce un sistema di compenso e prestazioni non monetarie per il dipendente. Al di là dell’ottimizzazione fiscale consentita dalla norma TUIR art.51 - art.100, il welfare aziendale permette di sviluppare una vera politica di Work Life Balance. Questi servizi messi a disposizione del dipendente, permettono di migliorare il clima sociale, di sviluppare una cultura aziendale più forte e di creare un nuovo modo di coinvolgimento del dipendente. Gli esempi di servizi per i dipendenti sono vari, possono essere nell’ambito della cultura, della salute, dei finanziamenti; ogni azienda deve scegliere e costruire un programma che sia allineato alla cultura e alla strategia aziendale e approfittare del welfare per migliorare l’esperienza del dipendente in azienda. Come identificare i benefici o i servizi che avranno un impatto significativo sull’esperienza dei dipendenti? Per creare un programma di Welfare aziendale efficace, bisogna semplicemente mettersi nei panni del dipendente: capire i suoi bisogni, identificare i momenti critici e creare un programma ad hoc. Questo lavoro di rifllessione può svolgersi con metodi innovativi di design thinking come per esempio l’Employee Experience Journey Mapping. Il welfare aziendale deve diventare una vera e propria strategia HR dove il talento viene messo al centro dell’azienda. Tenendo sempre presente che i risultati e la produttività dell’azienda non sono altro che un insieme di comportamenti e attitudini che risultano dalle esperienze che vive il dipendente; se miglioriamo quest’esperienza con una politica di Welfare aziendale adatta, miglioreremo anche i risultati. La funzione HR deve dunque utilizzare il welfare aziendale come nuovo tool di coinvolgimento e di produttività dei talenti. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud  Leggi altri articoli sui trend HR in Italia sul nostro Infowall Seguimi su Twitter: @mhacheb      

La legge di stabilità 2016 estende ancora di più il numero di prestazioni di welfare aziendale non tassate. Ma perchè il Welfare aziendale è una grandeopportunità per la funzione HR e per la gestione...

Risorse Umane

La funzione HR e il futuro del lavoro

L’innovazione e il digitale sono parole e trend che un professionistaHR deve seguire per essere considerato top of mind. L’innovazionein quanto tale, non è un’arma segreta, ma rappresenta un’energía che nasce daun’attitudine che facilita il percorso di trasformazione di una strategia HR. Secondo Perry Timms noto blogger inglese, la funzione HR ha bisogno divedere l’impatto sul futuro di quello che accade oggi. Sempre nella consapevolezzadel futuro, Cesare Cucci, HR Director Cariparma conferma che il cambio disistema gestionale HR sta aiutando l’azienda ad allinearsi alle futureaspettative del lavoro. In quello stesso futuro, Perry Timms ci propone nuovefigure HR: l’analista, l’antropologo, l’imagineer e l’esploratore. Nel futurodel lavoro, le sfide sono tante, le aspettative alte e le idee non sembranomancare... Durante il convegno European HR Summit di Milano, i numerosi relatori di aziendeprovenienti da diversi settori industriali, hanno dato un quadro di come l’HR puòposizionare l’innovazione in azienda: in che ambito, con quale obiettivo, conquali aspettative. Un’innovazione che deve essere concreta, pragmatica e adeguata. Nei vari mercati europei vediamo che il comportamento del consumatore ècambiato e l’impatto economico è rilevante: le aspettative e le attitudini deiconsumatori sono cambiate con modelli istantanei, semplici ed efficaci.Possiamo citare gli ormai famosi Uber, Airbnb, Blablacar e altre. Questi cambiamenti hanno anche una conseguenzasul livello di engagement dei dipendenti. Come sottolineato da Marco RussomandoFVP e Global HRBP presso Unicredit, le aspettative tipo "una moglie, unmarito, una casa, un lavoro" non coincidono più con la realtà e le aspirazionidegli individui. Siamonell’era della flessibilità dove il lavoro può cambiare, come si può cambiaremacchina, casa, e anche moglie. In questo contesto, l’engagement diventa rarocome ci ha confermato Cucci. Non è un sentimento, è una realtà: solo il 35% deilavoratori europei si sentono coinvolti sul lavoro per la maggior parte delloro tempo (fonte Oracle/Opinium Research). Raggiungere un livello diengagement sufficiente per far si che l’azienda sia produttiva e competitiva èuno degli obiettivi delle HR. Per coinvolgere i dipendenti, l’HR ha a disposizione nuove pratiche come loSmart Working, il job sharing dove la flessibilità è l’elemento centrale. Parlandodel Jobs Act, Il Professore Checci, Economista del Lavoro, ci spiega che questariforma deve “redistribuire una forma di flessibilità a tutti”. Andrea DelChicca, Direttore Risorse Umane di Ansaldo Energia aggiunge che “il futuro lavorodelle risorse umane in questo ambito sarà quello di gestire un mix dicompetenze” sia per i dipendenti, che per i propri team HR. Infatti, di frontea cambiamenti nell’ambito lavorativo, i direttori HR devono preparare da subitoi propri team ad affrontare e gestirequesti cambiamenti. Emilio Zampetti, Direttore Risorse Umane Elica, conferma che“il direttore HR moderno deve lavorare sulla cultura, perchè dalla culturaparte tutto”, l’engagement, i valori da condividere, i quadri lavorativi. Sapergestire la cultura dell’azienda, assicurarsi che sia condivisa è un elementoche facilita il coinvolgimento dei dipendenti. E di cultura aziendale convalori forti, ne ha proprio discusso Sergio Spinelli Human Resources andOrganization Director di Juventus Football Club: “la passione per la maglia èun paradosso per la funzione HR”. Spinelli ha dovuto gestire una cultura, un Brand aziendale molto forte etrasferire all’interno di un club di calcio, metodologie tipiche di un’aziendaclassica. Il mentoring utilizzato in AnsaldoEnergia o il job sharing collegato al welfare aziendale per Elica, ogni aziendatrova il proprio percorso per istigare soluzioni innovative ma che corrispondanoa una tempistica che rispetti le aspettative interne e la cultura aziendale, eche abbiano un impatto positivo sulle capacità produttiva dell’azienda. Ecome detto da Jon Ingham, stratega HR inglese, “HR are the people that caninnovation happen”. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud  Leggi altri articoli sulle tendenze HR in Italia sul nostro Infowall Seguimi su Twitter: @mhacheb

L’innovazione e il digitale sono parole e trend che un professionista HR deve seguire per essere considerato top of mind. L’innovazionein quanto tale, non è un’arma segreta, ma rappresenta...

Risorse Umane

Wellness: buzzword o realtà

Il Wellness nell'ambitolavorativo è un po' come le "competenze digitali", tutti ne parlano eabbiamo quasi capito che l’azienda potrebbeessere un attore in questo campo. Il quasi è da mettere in evidenza inquanto non c’è ancora la piena consapevolezza che il valore del wellness inazienda non è solo uno slogan, ma una vera sfida per le Risorse Umane. Un’opportunità digitale Il tema del benessere inazienda può diventare una fonte di innovazione e un vero link per la creazionee il coinvolgimento dei dipendenti. Oggi infatti, il dipendente non aspetta lasua HR per anticipare e identificare i fattori e i rischi legati allo stress sullavoro. L'avvento di oggetti connessi, il cosidetto quantified self e l'uso di smartphone permette a tutti di fare attivitàfisica in modo semplice, divertente e istantaneo e condividere i dati (numerodi passi, la frequenza cardiaca...) con gli amici su social network. Il settoresanitario è anche destinato a diventare il principale vettore di sviluppo deglioggetti connessi attraverso una vera e propria discussione sul ruolo delleassicurazioni in questo nuovo mercato. Inoltre, secondo uno studio PWC, il 70% delle persone sarebbe disposta a utilizzare un oggetto connesso fornito dal datore di lavoro per comunicare i dati anonimamente, in cambio di benefici per la loro assicurazione sanitaria. Un'occasione per la funzione HR C’è quindi un’opportunità per la funzione HR di essere innovativa nel modo in cui trattare gli obblighi di legge connessi a rischi psicosociali utilizzando oggetti connessi e soluzioni digitali nelle sue azioni di prevenzione. Con i dispositivi collegati e le applicazioni cloud quali ad esempio Work Life Solutions di Oracle HCM Cloud, la funzione HR può diffondere raccomandazioni per la prevenzione dei rischi legati allo stress o alla fatica di alcuni ruoli. E’ in grado ionoltre di creare sfide sportive interne per ingaggiare i dipendenti, massimizzare l'interazione e la collaborazione attraverso una semplice esperienza utente prendendo a modello le reti sociali, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati. Queste innovazioni che incoraggiano la collaborazione e gli scambi tra i dipendenti hanno anche un altro impatto significativo sul coinvolgimento dei collaboratori. Secondo uno studio di Oracle, oltre il 50% dei dipendenti europei, si sente coinvolto grazie ai colleghi non grazie ai propri manager o ai professionisti HR. Così tutte le iniziative e le azioni della funzione HR che consentono un migliore scambio e la collaborazione tra pari avranno un influsso positivo sul coinvolgimento dei dipendenti e quindi sulla qualità della vita lavorativa. Il benessere in azienda è una realtà e soprattutto un modo strategico per la funzione HR per infondere innovazione e influire sul coinvolgimento in un campo dove è urgente avviare azioni misurabili e concrete. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud  Leggi altri articoli sulle tendenze HR in Italia sul nostro Infowall Seguimi su Twitter: @mhacheb

Il Wellness nell'ambito lavorativo è un po' come le "competenze digitali", tutti ne parlano e abbiamo quasi capito che l’azienda potrebbe essere un attore in questo campo. Il quasi è da mettere in...

Risorse Umane

La Digital Workforce experience: un’opportunità per talenti sempre più dinamici

Digital Workforce experience: un’opportunità per talenti sempre più dinamici. Rendere digitale la forza lavoro assicura una nuova esperienza per il dipendente e permette una gestione migliore delle risorse umane e un aumento delle performance aziendali.Prima di tutto, il digitale non è piu una tendenza ma un elemento che è entrato pienamente nel quotidiano degli Italiani. Come ci mostra quest’infografica di Forrester, l’uso dei social networks è una realtà e l’Italia è ben posizionata. Non si può più dire che i Social Network sono riservati alla fascia di età 15-25: in Italia l’età media su Facebook è di 41 anni, 44 su Linkedin e 32 su Twitter.Ormai, il dipendente ha integrato il digitale nell'ambito privato e ha aspettative simili per l’ambito aziendale. D’altra parte, i talenti in azienda tornano a valori essenziali come la condivisioni di know how tecnici comuni, valori e passioni. Un nuovo valore è anche apparso nell'ambito lavorativo: il wellness. Introdurre il wellness in azienda favorirebbe l’innovazione. L’individuo deve poter contribuire, instaurare un dialogo. Non c’è più un vero confine tra l’azienda e il mondo esterno: le persone possono cercare fonti d’ispirazione e soluzioni sia all’interno, sia all’esterno dell’organizzazione.Per rispondere a queste nuove esigenze e avere una strategia vincente di attrazione dei talenti, l’azienda deve adattarsi e centrare la sua strategia per le risorse umane intorno all’individuo. Questo approccio "People Centric" è facilitato dalla tecnologia e dall’uso del mobile. Ma da che parte si inizia? Ripensare la strategia e considerare il dipendente come un cliente. Aziende come Uber, Google, AirBnB hanno cambiato i modelli economici. Ma hanno soprattutto cambiato il posizionamento del cliente. Ormai, il cliente ha sviluppato una consapevolezza e innalzato le proprie esigenze. Questo particolare cliente, che è anche un dipendente, ha le stesse attese nel mondo professionale. All’azienda spetta il compito di evitare che non si crei un gap tecnologico tra il mondo privato e il mondo aziendale.Il dipendente ha svillupato nuove esigenze grazie alla tecnologia: accessibilità, instantaneità, semplicità, flessibilità. I dipartimenti per le risorse umane devono offrire una qualità di servizio e un modello flessibile che possa rispondere a queste nuove esigenze: incorraggiare l’uso dei device mobili, dare accesso ai dati personali in modo facile e istantaneo, proporre soluzioni collaborative online, integrare l’uso dei social network, promuovere l’innovazione in modo interattivo…. Può sembrare complesso, ma oggi, con gli ultimi sviluppi tecnologici, la funzione HR può realizzarlo in pochi mesi soprattutto grazie alla flessibilità garantita dal Cloud. Oracle ha sviluppato soluzioni Cloud che permettono alla funzione HR di infondere uno spirito creativo e innovativo, dove la vita lavorativa diventa un’esperienza aziendale costruttiva e moderna. All VIP:Bisogna essere chiari, quest’approccio "People Centric" non è riservato a una certa parte dei dipendenti quali i manager o i key talent. La strategia HR deve essere pervasiva su tutti i dipendenti, dal primo livello ai dirigenti, con interazioni e aspettative diverse, ma con una strategia aziendale unica dove ognuno può contribuire, condividere e far parte di un progetto aziendale. Migliorare l’esperienza del talento in azienda:Per essere certi che la strategia HR sia adatta alle aspettative dei dipendenti, la funzione HR deve mettersi nei panni del dipendente. Questa tappa essenziale permette di assicurarsi che la strategia sarà un successo e un reale vantaggio per tutti. L’esperienza vissuta dal dipendente in azienda crea un valore positivo, un engagement che contribuirà a sviluppare il suo contributo in ambito lavorativo. Prima di avviare un progetto di trasformazione, bisogna però avere il tempo di valutare le priorità e assicurarsi dell’esperienza che crea questo nuovo dispositivo. Oracle mette a disposizione una metodologia provata e semplice, l’Employee Experience Journey Mapping, dove nel giro di mezza giornata, il team aziendale si mette nei panni del dipendente e stabilisce la strategia più adatta.In sostanza, la guerra dei talenti e la tecnologia danno l’opportunità di ripensare una strategia delle risorse umane. L’esperienza del dipendente in azienda, la capacità di costruire un approccio centrato sul individuo con la flessibilità del cloud sono punti chiave che faranno emergere nuove aziende leader in ogni settore. Grazie all’esperienza nel campo HR e alla soluzione Oracle HCM Cloud, Oracle è il partner delle aziende innovative e moderne. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud Seguimi su Twitter: @mhacheb

Digital Workforce experience: un’opportunità per talenti sempre più dinamici. Rendere digitale la forza lavoro assicura una nuova esperienza per il dipendente e permette una gestione migliore...

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Passare dal foglio Excel al Cloud, per costruire una funzione HR al centro del business dell’azienda

Passare dal foglio Excel al Cloud, per costruire una funzione HR al centro del business dell’azienda: l’esempio WAXIE Spesso si pensa che la trasformazione HR nel Cloud richieda già un altissimo livello di digitalizzazione dei processi aziendali o almeno una Direzione HR che abbia già un approccio digitale. L'esempio WAXIE ci dimostra il contrario. Waxie Sanitary Supply è un’azienda familiare americana con 800 dipendenti che si occupa di pulizia industriale. Ha sempre gestito le risorse umane in modo tradizionale con documenti cartacei e diversi sistemi informatici non collegati tra loro. L’avvento del Cloud ha consentito a Waxie non solo di modernizzare le applicazioni, ma soprattutto di rivedere e trasformare i propri processi. L’azienda ha così introdotto una maggiore collaborazione e ha dato migliore accesso ai dati HR ai propri dipendenti. Partendo da un sistema prevalentemente cartaceo con più interlocutori, Waxie ha deciso di migrare il sistema HR centralizzato e il suo sistema di valutazione verso la soluzione Oracle Cloud HCM. Questo progetto ha reso più semplici e automatiche le attività quotidiane. Un caso emblematico è quello dell'aggiornamento di un indirizzo di un dipendente: questo semplice compito poteva essere non lungo e noioso, ma anche rischioso in quanto dovevano essere aggiornati vari tipi di file e l’intervento di diverse persone moltiplicava le possibilità di errori e la qualità e l'affidabilità dei dati dal servizio HR. Il passaggio al Cloud e alle nuove applicazioni ha anche facilitato il lavoro dei manager durante periodi di valutazione, con un approccio più semplice e l'accesso ai dati strutturati attraverso un'interfaccia per dispositivi mobili. Nel complesso, secondo Melissa Halverson, Benefits & HRIS Manager di Waxie Sanitary Supply, la migrazione verso Oracle HCM Cloud ha contribuito a cambiare la percezione del reparto risorse umane all'interno dell'azienda. Grazie a questo progetto, la Direzione HR è ora percepita come creatore di valore e come una funzione creativa, piuttosto che come un unico centro di costo. Per realizzare il suo progetto, Waxie ha naturalmente consultato diversi vendor. Waxie ha scelto la soluzione Oracle HCM Cloud per la sua flessibilità a lungo termine.Passare dal foglio Excel al Cloud, per costruire una funzione HR al centro del business dell’azienda: questa è una realtà con Oracle HCM Cloud. Guarda il video di Melissa Halverson, Benefits & HRIS Manager di Waxie Sanitary Supply, cliccando sul link sottostante.https://www.youtube.com/watch?v=sbj44Ekb3fE Per scoprire la soluzione innovativa HR Oracle HCM Cloud clicca qui. Seguimi su twitter: @mhacheb

Passare dal foglio Excel al Cloud, per costruire una funzione HR al centro del business dell’azienda: l’esempio WAXIE Spesso si pensa che la trasformazione HR nel Cloud richieda già un altissimo...

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Big Data e Risorse Umane: da dove iniziare?

Da Eugenie Millet - HCM Consulting, David Lefranc - Business Intelligence Development Manager, Melanie Hache-Barrois - HCM Strategy Director South Europe Oggi agli Amministratori Delegati e ai Direttori delle Risorse Umane è sempre più richiesto di creare valore per l’azienda attraverso l’uso dei dati. I leader HR sono alla ricerca di nuovi modi per comprendere sempre meglio i trend in atto. Saper leggere i dati consente di prendere le giuste decisioni a vantaggio dell’organizzazione. La difficoltà risiede nel fatto di poter accedere ai dati di un altro reparto aziendale e di collocare il tutto in una singola applicazione. I nuovi attori aziendali chiedono l’accesso ai dati: Business Leader, HR, tutti i dipendenti. Le domande sono le più varie: "Qual è il trend di fatturato della nostra azienda / e quello di una specifica Business Unit?" "Di che tipo di dati abbiamo bisogno per soddisfare le nostre nuove sfide in ambito HR?" Solo per fare alcuni esempi... E se 9 aziende su 10 dichiarano di concentrare la loro attenzione sui Talent Analytics per assicurarsi della qualità del reporting, è fondamentale insistere sul fatto che un terzo degli executive HR ha difficoltà nel valutare i dati di cui ha veramente bisogno. Le aspettative sono di poter utilizzare tutti i dati messi a disposizione, che siano strutturati o meno e di creare relazioni tra loro (attività di cross-LOB, ecc). Di conseguenza, quasi 2 aziende su 3 stanno investendo in soluzioni di analisi dei dati in modo da supportare la strategia dei dipartimenti HR. Inoltre, si ha anche la necessità di aggiungere nuovi tipi di dati alle analisi per migliorare l'efficienza complessiva. A titolo di esempio, il 31% delle aziende ha assunto personale aggiuntivo nei propri team di analisi. Su una cosa siamo tutti d'accordo: il Big data è fondamentale e promette di rivoluzionare l’approccio e la strategia delle risorse umane. Il punto è come avviare con successo un progetto Big Data in quest’ambito. Proviamo e esemplificare un approccio per tappe: Siate chiari e precisi Non abbiate fretta, identificate con calma il tipo di dati di cui avete realmente bisogno. Molto spesso nel campo HR ci sono delle data islands. Un data island ha una connettività esterna inesistente o limitata. Questo limita la capacità dell'utente di sincronizzarsi o copiare i dati tramite altri dispositivi. Questa pratica non è proprio adatta a una strategia Big Data. Questo progetto vi dà l’opportunità anche di definire una strategia per integrare o fare un reset del contenuto. Poi, dovete decidere che tipo di dati è essenziale per la vostra strategia HR. Per fare un esempio, se la vostra azienda vuole migliorare la mobilità interna, deve assicurarsi che sia possibile raccogliere i dati rilevanti o come si potrebbero raccogliere questi dati. Un'unica interfaccia per tutti Come vengono raccolti i tuoi dati? Questa è una questione fondamentale. Bisogna evitare le pratiche "copia-incolla" ed essere sicuri che i dati vengano raccolti automaticamente e siano integrati in un'unica interfaccia. Meno si esegue questo processo manualmente e più i vostri dati saranno affidabili. Siate semplici ed efficaci  Dopo avere scelto i tipi di dati necessari, il modo e dove si raccolgono, bisogna decidere di che tipo di analisi si ha bisogno. Siete semplici! Il potere del Big data è nelle analisi predittive e si possono ottenere risultati incredibili. Questa è ormai una realtà e rappresenta una grande risorsa per le risorse umane. Per essere efficaci, iniziate con una semplice correlazione o analisi, per capire il meccanismo e che tipo di risultati si possono ottenere, l'uso di dati di grandi dimensioni migliorerà il contributo delle risorse umane.  Siete pronti? Ora che i dati sono a disposizione, come avere una visibilità più puntuale per prevedere e mappare le prestazioni dell’organizzazione? Come ridurre al minimo i costi, i tempi e i rischi delle nuove iniziative HR? La soluzione consente di capire come sviluppare e mantenere una forza lavoro produttiva? Si può stabilire esattamente come la forza lavoro sta contribuendo al business quantificando il ROI? Esiste una fonte unica d’informazione per un unico Business Dashboard? Oracle offre una soluzione - HR Analytics - per aiutare le aziende a trasformarsi e ad avere una visione strategica e precisa dell’attività dell’azienda. Questa soluzione consente di: • Sostenere le performance di business, quindi meglio comprendere i propri dipendenti e guidare le strategie risorse umane, per prevedere non solo la performance ma anche il rischio di perdita dei talenti e quindi poter determinare le azione correttive.   • Valorizzare il Capitale Umano come vantaggio, con diversi KPIs relativi ai dipendenti, come la performance, il potenziale e l’allineamento delle competenze con la strategia dell’azienda.   Infine, l'interfaccia utente è un elemento chiave per poter analizzare meglio i dati. Oracle propone una soluzione visiva per sfruttare al massimo i dati. Attraverso il Big data per le HR, sarete in grado di creare profonde correlazioni tra i dati e migliorare l'efficienza aziendale. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud  Follow me su Twitter: @mhacheb

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Ripensare la gestione dei talenti per un welfare più soddisfacente

Melanie Hache-Barrois, HCM Strategy Director Southern Europe, Oracle Porre le persone al centro di unsettore pubblico europeo innovativo Moltiritengono che l'innovazione e la pubblica amministrazione non sianocompatibili. Tanto che l'idea che un'istituzione del settore pubblico possaessere innovativa rasenta l'impossibile, particolarmente se confrontata con leorganizzazioni del settore privato. Tuttavia, nessun settore ormai può evitarela trasformazione digitale e ciò vale in modo particolare per leistituzioni pubbliche europee. L'Italia,per esempio, sta trasformando il proprio servizio di previdenza socialenazionale: l'INPS e il suo nuovo Direttore generale Massimo Cioffi hannoriconosciuto subito l'importanza dell'innovazione digitale per questatrasformazione. Amio parere, sono due i fattori di innovazione per l'INPS e per altreistituzioni del settore pubblico in tutta l'Unione Europea: la promessa dicosti di esercizio più bassi e la capacità di servire meglio il pubblico. Poichéil costo della previdenza sociale per lo stato è molto elevato (il 20% del PILdella UE), è facile capire perché i governi europei tendano a ridurre al minimoi costi della pubblica amministrazione. Tuttavia, un beneficio molto importante della trasformazione del settorepubblico va oltre il contenimento dei costi: i governi e gli enti pubblicipossono migliorare e personalizzare i servizi forniti. Nelsettore privato, i vantaggi dell'innovazione digitale sono visibili ovunque. Iservizi personalizzati sono stati adottati su larga scala dai consumatorigrazie ad aziende innovative come Airbnb, Facebook e Uber. Altre aziende delsettore privato iniziano ora a muoversi in questa direzione, facilitandol'accesso ai dati e semplificando il modo di lavorare al proprio interno pertenere il passo dell'economia digitale. Ègiunto il momento per le istituzioni pubbliche di iniziare a operare a livellisimili. Conquesto non intendo dire che le organizzazioni pubbliche devono abbandonaretutto e trasformarsi in una start-up di San Francisco, e magari avere saleriunioni con i tavoli da ping-pong. Tuttavia, devono iniziare a ripensare ilmodo in cui lavorano per porre le persone al centro delle loro operazioni. Tuttociò si riassume in una migliore gestionedei talenti e in una gestionedei processi di business più orientata al cliente. Massimo Cioffi ha compreso perfettamente questo punto: nel corso diun recente evento a Milano, l'ho ascoltato descrivere i suoi piani per creareuna nuova struttura di ruoli per i dipendenti, adattata alle esigenze degliutenti dell'INPS. Questo è un chiaro esempio di gestione dei talenti messa alservizio delle persone che davvero contano: i consumatori finali (in questocaso, i pensionati INPS). Queste pratiche innovative per il settoreHR iniziano a diffondersi in tutta Europa. In Belgio, per esempio, l'istitutodi previdenza sociale nazionale ha lanciato la sua campagna di trasformazioneinterna nominando il primo Chief Happiness Officer, Laurence Vanhée. Letrasformazioni intraprese sotto la sua guida hanno aiutato a migliorare ilcoinvolgimento dei dipendenti, ad aumentare la produttività e a ottimizzare iprocessi interni favorendo il coinvolgimento degli altri collaboratori. E senzabisogno di tavoli da ping-pong. Un approccio centrato sulle persone è allabase delle operazioni moderne, indipendentemente dal settore. Dai dipendentiche lavorano in ufficio fino ai cittadini che usufruiscono dei servizi, leorganizzazioni in tutta Europa iniziano a comprendere che il successo nell'eradigitale è strettamente legato a una migliore interazione tra le persone.

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“Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò”

A volte vale la pena richiamare allamemoria i detti di un tempo, gli antichi proverbi e i cliché. Questo proverbiocinese è diventato sempre più attuale nell’era del push-pull marketing. Nelbotta e risposta del business quotidiano,dove la premura regna e le tecnologie vanno e vengono, i fondamentali ”Il contenutoè re e la creatività è regina”, “Il Cliente ha sempre ragione”, “I mercati sonoconversazioni”, “Go Viral”, sono degli ottimi reminder sul perchè siamo qui ecosa dovremmo fare. Si riduce tutto al coinvolgimento, all’interazione e allapartecipazione. I clienti sono cambiati. E tu? Mentre i clienti si sono adattativelocemente alle nuove tecnologie, molti marketer fanno fatica a stare alpasso. Per avvicinarsi alla digital disruption – quella inarrestabile forza costituitada elementi come social, real time e mobile – bisogna cambiare radicalmentel’esecuzione delle campagne. I clienti vanno dove vogliono, quando vogliono –sanno cosa cercano e sono pronti a provare qualsiasi brand per trovarlo. Tuttiparlano di marketing integrato ma, per integrare davvero, i brand devono primadi tutto promuovere i messaggi nella forma più adatta. Questo significa esserecoscienti dell’esperienza multicanale e multipiattaforma che i clienti siaspettano di vivere. I clienti decidono dove (il canale) e come (il contenuto)il tuo brand deve coivolgerli. L’abilità di fondere insieme canalitradizionali e online con i contenuti più appropriati è fondamentale. Anche seil digitale ha il suo peso, a un certo punto i clienti si devono interfacciarecon le persone. Il marketing deve mettere assieme l’orchestra e assicurarsi chefunzioni in modo armonico. Non si può più solo promuovere ipropri prodotti con una mail. Il contenuto deve essere considerato unostrumento per dare voce ai messaggi chiave che vuoi trasmettere e amplificarli:proprio per questo è essenziale che il messaggio arrivi ai clienti al momentogiusto e nel formato corretto. Sia i nuovi canali che quelli tradizionalidevono essere supportati da materiale adeguato per assicurarsi che performinoal meglio. Il tono e lo stile cambieranno radicalmente a seconda che si stiautilizzando un canale social, una mail o un adv. Di conseguenza anche ilformato deve variare se lo strumento utilizzato è un cellulare, un computer o un commerciale. Il cliente deve essere sempre al centro dei tuoi pensieri. Oggi i consumatori sono alla ricercadi soluzioni ed esperienze personalizzate e coinvolgenti, sempre e in tutti icanali. Essere nel posto giusto al momento giusto è la sfida quotidiana per chifa marketing, ma oggi a questo devi aggiungere una maggiore personalizzazione.Forse è sempre stato così. Dopotutto la segmentazione deriva dalle analisi deidati di marketing. Ma i tuoi clienti e prospect si aspettano molto più che unacustomizzazione basata sul settore o sul consumatore tipo. I clienti si aspettano che insight,offerte, promozioni si palesino in tempo reale a seconda delle azioni checompiono. E’ naturale che la funzione marketing della tua azienda deverispondere in modo appropriato al singolo individuo più che alla massa. Devipuntare a coinvolgere l’acquirente in modo ampio, così che si sentapersonalmente investito dal singolo brand. Questo genera fedeltà e non esisteuna metrica sulla conversione più efficace di un acquisto ripetuto. Sicuramente investire il tempo inuna strategia di coinvolgimento solida e ben costruita ti porterà retention eacquisizione di clienti. Dai voce ai tuoi ambassador E’ un’incombenza della funzionemarketing coinvolgere un business più ampio in tutte le aree e comprendere icomportamenti. Le campagne marketing di successo – siano esse orientate albusiness o ai consumatori – spesso hanno caratteristiche comuni. Una delle piùfondamentali è l’allineamento tra processi interni e campagne esterne. Idipendenti come brand ambassador? Questodovrebbe essere scontato. Quello che non è scontato è se glistakeholder interni capiscano quanto il marketing sia un abilitatore delbusiness e attore fondamentale nel funnel della conversione. Per scoprire di più su come dare unruolo attivo ai tuoi clienti per differenziarti e darti un vantaggiocompetitivo, leggi questo articolo nel CustomerConcepts magazine!

A volte vale la pena richiamare alla memoria i detti di un tempo, gli antichi proverbi e i cliché. Questo proverbio cinese è diventato sempre più attuale nell’era del push-pull marketing. Nelbotta e...

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Cosa significa PaaS? E perché mai dovrebbe interessare le risorse umane?

Cosa significa PaaS? Eperché mai dovrebbe interessare le risorse umane? Il modello Platform as aService mette a disposizione una serie di servizi a tutti coloro che sonocoinvolti nelle web app. Se usato correttamente, può essere anche messo afrutto dai professionisti HR. Oracle ha recentemente annunciato la disponibilità di un nuovo tipo diproposta Cloud, il PaaS, sigla che significa Platform-as-a-Service e che indicala possibilità per i clienti di sviluppare, eseguire e gestire le applicazioniweb senza la complessità legata alla creazione e manutenzionedell'infrastruttura tipicamente associata allo sviluppo e al lancio di una app. Sembra una cosa molto tecnica... perché mai le risorse umane dovrebberointeressarsi al modello PaaS? L'era del software on-premise Prima dell'avvento delle soluzioniSaaS (Software-as-Service), il software enterprise veniva installatoon-premise. I clienti acquistavano la licenza del software e l'hardware(server) su cui farlo girare, trovavano lo spazio per installare i serverall'interno degli uffici e quindi assumevano il personale per gestire il tutto:un sistema pensato assai prima che arrivasse Internet. Anche se costose, le soluzionion-premise offrivano la flessibilità per personalizzare le applicazioni in basealle specifiche esigenze dei clienti - da qui il sempre diffuso termine"customizzazione". I clienti apprezzavano la possibilità dipersonalizzare le applicazioni come desideravano, ma dovevano poi scontrarsicon un’involontaria conseguenza: al momento di passare a una nuova versione delsoftware, tutte quelle customizzazioni rendevano l'aggiornamento estremamentecomplesso, lungo e costoso. Per questo molti preferivano continuare autilizzare vecchie versioni anziché effettuare gli aggiornamenti. In altre parole,le personalizzazioni rendevano impossibile il passaggio alle nuove versionidelle applicazioni. L'avvento del modello SaaS Poi è arrivato il SaaS. Anziché faracquistare una licenza a ogni cliente, il SaaS permette di pagare unabbonamento per utilizzare il software via Internet: una soluzione rivelatasiassai più conveniente dal punto di vista economico, eliminando la necessità diacquistare e mantenere i server e riducendo la quantità di personale necessarioa gestire le applicazioni. Il modello SaaS ha permesso anche di velocizzarel'innovazione dal momento che i clienti non dovevano più occuparsi di gestireimpegnativi aggiornamenti periodici. Il vendor SaaS gestisce tutti gliaggiornamenti e il cliente ottiene automaticamente le nuove funzionalità e imiglioramenti più rapidamente. Ma poiché più clienti risiedono sulla stessaapplicazione, molti si sono chiesti che fine potessero fare lepersionalizzazioni. I vantaggi delle prime soluzioni SaaS, infatti, andavano ascapito dell'impossibilità di apportare customizzazioni o di realizzarnepochissime. L'unico modo con cui un clientepoteva personalizzare le applicazioni SaaS era per mezzo delle configurazioni.Questo non era necessariamente un elemento negativo, dal momento checostringeva le aziende ad adottare le best practice di processo che i providerSaaS integravano nelle loro applicazioni. Ciò nonostante, molti volevano ancoraaggiungere funzionalità custom alleproprie applicazioni SaaS. Arriva il PaaS In genere, quando un cliente SaaSaveva bisogno di una funzione specifica doveva richiederne l'implementazione alvendor sperando poi che un numero sufficiente di clienti facesse lo stesso perconvincerlo a muoversi di conseguenza. Con il PaaS, invece, i clienti possonocreare nuove funzioni da sé. Se un cliente desiderasse unafunzione non presente nel proprio prodotto HCM base, per esempio una soluzionea supporto di un programma "impiegato del mese", il modello PaaS glipermetterebbe di crearla e aggiungerla alla app. Ancor meglio, per poterlo farel'IT non ha bisogno di mettere le mani nel codice HCM, quindi la funzione custom non impedisce l'implementazionedegli aggiornamenti futuri. I clienti possono ora sostituire lepersonalizzazioni che erano abituati ad apportare ai sistemi on-premise, e iproblemi di aggiornamento che spesso ne derivavano, con una combinazione diconfigurazioni SaaS ed estensibilità PaaS. E perché le risorse umane dovrebberointeressarsi al modello PaaS? Perché significa che la funzione HRpuò ora disporre del meglio quando si tratta di sistemi software: del modelloSaaS può sfruttare i vantaggi finanziari del meccanismo di abbonamento,dell'alleggerimento dell'IT, della presenza di best practice di processointegrate e dell'accesso più veloce alle nuove funzionalità, mentre grazie aPaaS può continuare a estendere le applicazioni perché rispondano alle proprieesigenze specifiche. Scropri le Risorse Umane Moderne Oracle HCM Cloud  Seguimi su Twitter: @mhacheb  Maggioriinformazioni su Oracle Cloud PaaS

Cosa significa PaaS? E perché mai dovrebbe interessare le risorse umane? Il modello Platform as a Service mette a disposizione una serie di servizi a tutti coloro che sonocoinvolti nelle web app. Se...

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JD Edwards - Il cuore pulsante delle imprese italiane

JDE –Italian Core è il viaggio nel cuore pulsante del Made in Italy di successo,dove le idee delle imprese incontrano soluzioni innovative nella gestione deiprocessi aziendali. Se ci seguirai,tappa dopo tappa, scoprirai, attraverso le testimonianze di alcune tra leeccellenze dell’industria italiana, come JD Edwards abbia potenziato evalorizzato le esigenze peculiari di ognuna di esse, favorendo crescita einnovazione grazie a un sistema modulare, flessibile ed integrabile. Quali sarannoi temi più innovativi e le novità delmondo JD Edwards che verranno presentate? Velocitàdi implementazione Capacitàdi adattarsi nel tempo alle soluzioni tecnologiche più avanzate Semplicitàdi utilizzo, rendendo facile e intuitiva la gestione dei prodotti Oracle Possibilitàdi accedere a soluzioni disponibili in Cloud per mantenere l’agilità deiprocessi aziendali con un occhio al futuro Saranno momenti importanti dove, grazie anche ai Partner che ci stanno supportando, andremo a fare un'esperienza unica, un vero e proprioviaggio attraverso l’Italia produttiva che toccherà alcuni dei settoritrainanti dell’industria: dall’alimentare al fashion, dall’automotive fino alfarmaceutico e molti altri ancora che caratterizzano il tessuto economicoitaliano. Come abbiamo detto più volte nei nostri post nonperdere l’occasione di scoprire come potenziare il valore della tua azienda! Iscriviti qui.

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Non dimentichiamo l’interazione faccia a faccia

I sondaggi dimostrano che per i clienti B2B, anche nell’era digitale, leinterazioni personali con i rappresentanti commerciali rappresentano, tra idiversi punti di contatto, il fattore determinante. In un mondo connesso la crescita della digitalizzazione e dell’automazionedei processi consentono diversi benefici per il tuo business. Ma rimane di vitaleimportanza non trascurare la più antica tecnica di vendita: l’interazionefaccia a faccia. Come bilanciare l’automazione con il tocco personale che può esserepercepito solo tramite una interazione personale? 1. 1. Pretendi PIU’ tempo per l’interazione faccia a faccia Pensi di non avere abbastanza tempo per gestire leinterazioni di persona? Ripensa di nuovo. Rendendo automatici i processi silibera del tempo importante da dedicare ai tuoi clienti. 2. 2. Ottieni il GIUSTO tempo per l’interazione faccia a faccia Le analisi predittive ti permettono di apprenderevelocemente i comportamenti dei clienti per scoprire relazioni e modelli cheprima non erano chiari. Oramai sta diventando una pratica molto utilizzata e, graziea una tecnologia intuitiva, non sono necessari costosi data scientist perinterpretare i dati. Sfruttare e contestualizzare i volumi di dati presenti nelle organizzazioniti garantisce di sapere quale sarà la prossima mossa dei tuoi clienti primaancora che lo sappiano loro. 3. 3. L’interazione faccia a faccia deve avereun tocco PERSONALE Leinformazioni sui tuoi clienti sono solide, accurate e integrate dalleconoscenze dei diversi team. Ora il tuo team può conoscere i clienti primaancora che avvenga la prima interazione fisica. Quando uno dei rappresentanticommerciali si siede con un potenziale cliente sa già esattamente che cosa ilcliente sta cercando: è qui che entra in gioco il tocco personale. Per approfondire ognuno di questi punti, immergiti nelnuovo Customer Concepts magazine!

I sondaggi dimostrano che per i clienti B2B, anche nell’era digitale, le interazioni personali con i rappresentanti commerciali rappresentano, tra i diversi punti di contatto, il fattore determinante. I...

Risorse Umane

Alla ricerca di un Happy Welfare

Innovazione ePubblica Amministrazione. No, queste due parole non sono sempre incontraddizione anche quando Pubblica Amministrazione significa enteprevidenziale. E’ possibile innovare anche in quel contesto! In quest’ambito delsettore pubblico si sta compiendo una profonda trasformazione. Durante un evento aMilano, ho avuto l’opportunità di ascoltare il primo intervento ufficiale diMassimo Cioffi, appena nominato direttore generale dell'INPS. L'INPS è tra i piùgrandi e complessi enti previdenziali in Europa e, come noto, gestisce la quasitotalità delle pensioni italiane. Il Dottor Cioffi, ex Manager ENEL, ha lamissione di guidare un progetto di trasformazione complesso all'interno diquesta grande istituzione. Una bellasfida, il suo compito e la sua ambizione sono quelli di cambiare il modello dellerelazioni tra l'INPS e i suoi utenti. Questa necessità diripensare l'interazione tra l'ente previdenziale e i suoi utenti non è unaspecificità italiana. Nel Regno Unito, inFrancia, in Italia e in Belgio, due sono i denominatori comuni che spingono questeistituzioni a trasformarsi: la riduzione dei costi e l’adattamento dei servizialle esigenze degli utenti. Infatti, i costidella previdenza sociale sono enormi per lo Stato: il 22% del PIL per laFrancia, il 17,9% * per l’Italia, 16,1% per il Regno Unito, il 13% per laSpagna, con una media del 20% nell'UE 25. In un contesto economico complesso,il controllo dei costi della previdenza sociale è dunque diventato unimperativo in molti paesi europei. Il welfare state è stato promosso in una logica diequità sociale in un contesto economico e geopolitico ben diverso da quelloattuale: dopo la guerra, nel Regno Unito, in Belgio e Francia, negli anni '30in Italia. Il posizionamento e il funzionamento degli enti previdenziali devonoessere ristrutturati per stare al passo con le nuove sfide. E' ragionevoledire che il primo obiettivo di riduzione dei costi è un’opportunità pertrasformare profondamente queste istituzioni ma bisogna andare oltre. Lapersonalizzazione dei servizi, l'accesso alle informazioni e la semplicitàsono caratteristiche comuni dei nuovi modelli di business come Airbnb,Facebook, o Uber. Caratteristiche pienamente integrate dalla società dei consumie sono sempre più integrate nel settore privato. Anche il pubblico deve trarreispirazione da quei contesti per raggiungere i propri obiettivi di efficienzama anche per ridurre il divario digitale. Non è questionedi trasformare agenzie statali in nuove start-up californiane, ma si tratta diintrodurre un caposaldo: l'individuo deve essere al centro del dispositivo. E questo Cioffi loha capito bene. Per l’INPS, vuole creare una nuova mappatura di ruoli, adeguataalle aspettative dei cittadini; una trasformazione basata sulla professionalitàdei dipendenti che deve tendere a una sempre maggior soddisfazione deicittadini. Quest’approccio è nuovo. La cultura del risultato ci proviene dalmondo del privato e in questo contesto, la riduzione dei costi e l’ottimizzazionedelle attività imposta per esigenze di bilancio, diventano essenziali. La situazioneche affronta Cioffi è molto simile a quella vissuta dalla Francia: l'ente diprevidenza sociale deve essere "ripensato dall'organizzazione di unprocesso generatore di valore per i beneficiari", secondo Les Echos.  "La secu" come la chiamano ifrancesi pensa al lean management, aicontributi del digital, alla collaborazione, all’informazione bottom-up del suopersonale. In breve, una trasformazione è necessaria per la costruzione di una nuovastruttura in cui i beneficiari sono al centro. Nel Regno Unito,la previdenza sociale è stata una delle questioni essenziali nelle recentielezioni. "Il National Healthcare Service è come i gioielli della corona,non si tocca!" ha scritto LeParisien. La situazione non è facile nel Regno Unito, dove il deficit dell'NHS èin crisi da decenni. Anche grandi cambiamenti sono necessari per ristabilire unlivello di servizio che si è deteriorato progressivamente negli anni. Il peoplecentric, l’ottimizzazione dei processi entrano nella pubblica amministrazione. L'esempio della previdenzasociale belga che ha creato la posizionedi Chief Happiness Officer ci dimostra questa strategia del people centric. FocusRH ci presenta Laurence Vahnée, Chief Happiness Officer presso il Ministerodella previdenza sociale belga. Spiega come la trasformazionedell'organizzazione ha incrementato la motivazione e l'engagement deidipendenti. La signora Vahnée ci parla di agilità, di engagement, di trasformazione, e di valori. Abbiamo quasidimenticato che il contesto è pubblico. Questa trasformazione ha anchemigliorato i problemi di prestazioni e le questioni finanziarie. Troviamo anche lì l'ambizione del risultato,mettendo in discussione le aspettative degli utenti e il ruolo dei dipendenti. Ciliegina sulla torta, il Ministero è stato riconosciuto great place to work da due gruppi editoriali. "La sfida èquella di far capire allo Stato che non si gestisce un ente previdenziale, comead esempio un dipartimento o un municipio, ma come un fornitore di servizi",dice Massimo Cioffi. La signora Vahnée in Belgio sembra essere giunta a un puntointeressante della trasformazione dell’ente previdenziale belga. Non ci restache augurare al Direttore Cioffi e ai suoi omologhi europei di trovare lapropria versione del Happy Welfare. *fonteINSEE

Innovazione e Pubblica Amministrazione. No, queste due parole non sono sempre in contraddizione anche quando Pubblica Amministrazione significa enteprevidenziale. E’ possibile innovare anche in...

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Trasformazione Digitale: l’Innovazione per il mondo Finanziario

Riporto l’intervistarilasciata da Giovanni Ravasio,Applications Country Leader in occasione della partecipazione di Oracle allaseconda edizione dell’evento Mega Trends for Finance del mese scorso. Ing. Ravasio, come sta cambiando – a suo parere – ilmondo dei sistemi finanziari in seguito agli enormi e recenti progressi tecnologicianche indotti dai social media? Il cambio di paradigma introdotto dalle innovazioni digitali ha abbassatole barriere all’ingresso, dando spazio a nuovi player sul mercato. Si sono inseriti– nell’ambito dei servizi finanziari - anche i retailer, ovvero chi si occupava finora di pagamenti per l’e-commercee le banche di nuova concezione. Spesso si tratta di startup o di nuove aziende, nate online, che hanno unaforte attenzione al servizio verso il cliente. Come può dunque attrezzarsi una bancatradizionale per rimanere al passo?  Ponendo al centro della sua azione le esigenze dei propri clienti,ascoltando e   intercettando i loro desideri - anche attraverso l’analisi dei lorocomportamenti social - e, inoltre,mettendo a punto una strategia per individuarli preventivamente, tracciarli edelevare la loro Customer Experience. A questo proposito: quanto conta, in che misura,la Customer Experience nel  settore finanziario e bancario? Questa esigenza è molto sentita dalle banche tradizionali, tanto che l’80%dei Top Manager intervistati da Oracle, a livello mondiale, dichiara che laCustomer Experience è in cima alla loro strategia, ma spesso lo fanno in modopoco organico. Questo e’ quanto si evince anche dall’analisi del report di PwC “RetailBanking 2020”: il 75% delle banche sta investendo al fine di diventare CustomerCentric, ma solo il 17% pare lo stia facendo efficacemente. Il mercato registrainoltre che circa il 50% dei clienti lascia il proprio istituto bancario dopouna cattiva esperienza e il 45% di essi diventa ambasciatore negativo suisocial network. Quanto il rapporto con il cliente è ancora legatoal territorio e quanto invece sta cambiando in favore di altre modalità quali –in primo luogo - il web? La capillarità delle banche sul territorio è sempre meno efficace e lafedeltà al proprio istituto bancario è in diminuzione. Per raggiungere iclienti è necessario essere presenti nei luoghi che frequentano. Il dinamismo èsovrano perché per il consumatore le opportunità di migliori servizi, minoricosti, performance più elevate sono all’ordine del giorno. Si tratta di unfenomeno tangibile che non interessa soltanto il rapporto con il mondofinanziario. D’altra parte c’e’ un dato che lo afferma inequivocabilmente: il34% dei nuovi prodotti finanziari non vengono acquistati presso la propriabanca di riferimento. Il mercato è online e gli istituti che non evolvonoperdono business e clienti. Quale apporto Oracle riesce a fornire al settorefinanziario in questa fase di transizione così complessa e delicata? Gli applicativi di Oracle per i servizi finanziari hanno l’obiettivo diaiutare le banche a gestire la complessità e la dinamicità del mercato. Oracle aiutai manager a trarre valore dal patrimonio informativo che la banca ha,supportando la strategia da loro definita in termini di Customer Experience.Inoltre, permette di aumentare la consistenza dei dati sui clienti, analizzando i loro comportamenti social, sulweb, on e offline. E, attraverso l’OracleMobile Digital Platform, riesce a fornire un accesso sicuro in mobilità,per poter rendere fruibili i servizi finanziari in qualsiasi momento attraversoqualsiasi device. ==== Quiper guardare l’intervista video fatta durante l’evento

Riporto l’intervista rilasciata da Giovanni Ravasio, Applications Country Leader in occasione della partecipazione di Oracle alla seconda edizione dell’evento Mega Trends for Finance del mese scorso. In...

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X-Men, negozietti di quartiere, disguidi e ricordi – riesci a trovare delle similitudini?

Ok, potrebbe non essere immediatamente chiaro cosa hanno in comune isupereroi e i negozietti di quartiere, ma in questa edizione di CustomerConcepts parleremo di come il crescente potere di un super-CSR (CustomerService Representative) con molteplici capacità e che si adatta ad ogni servizioofferto, sta facendo sembrare un X-Men più simile ad Alice nel paese dellemeraviglie che a un vero e proprio supereroe. Questa nuova caratteristica del CSR sarà la nuova frontiera del CustomerService e, considerato che i reclami diventano sempre più visibili allacomunità a causa dei social network, permetterà di agire prontamente, adesempio rispondendo ai reclami attraverso strumenti flessibili come unaComplaint App. Siamo abbastanza sicuri che doterai di armi appropriate i tuoisuper-agenti che dovranno fronteggiare con estrema precisione le attività diService Engagement. Gli agenti di prima linea sono sicuramente degli elementi differenziantiche garantiscono ai clienti una Service Experience eccellente. Ma che cosaabbiamo imparato dai piccoli negozietti di quartiere dove il cliente era alcentro di tutto e i servizi offerti erano completi? Dobbiamo tenere a mentequando il proprietario della drogheria sapeva perfettamente chi eravamo, cheprodotti preferivamo e, in effetti, era anche una ricca fonte di informazionisu tutta la comunità. Quello che i negozi di una volta erano capaci di fare, e alcuni di essi losono ancora, era creare esperienze memorabili, situazioni piacevoli da raccontare:che fosse ascoltare le nostre richieste e agire di conseguenza, o semplicementefare un piccolo sconto, i negozianti di una volta avevano l’abilità di farcisentire clienti speciali e viziati, tutte qualità che non andrebbero maitralasciate, indipendentemente dalla grandezza del vostro business. Dopotutto gli X-Men e i negozianti di una volta non sono così distanti comepotrebbe sembrare! Per sapere di più su cosa questi super-eroi sono in grado difare e come le aziende dovrebbero imparare dai commercianti locali, leggil’ultimo numero di CustomerConcepts Magazine.

Ok, potrebbe non essere immediatamente chiaro cosa hanno in comune i supereroi e i negozietti di quartiere, ma in questa edizione di CustomerConcepts parleremo di come il crescente potere di un...

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Un approccio moderno alle HR. Semplificato.

E’ circolatauna previsione che sostiene che entro il 2020 ci sarà una carenza, a livelloglobale, di 30-40 milioni di persone laureate: la battaglia per conquistare (eper fidelizzare) i talenti migliori non può che inasprirsi. I responsabili delle Risorse Umane per vincere questa battaglia devono necessariamentedotarsi di tecnologie moderne che permettano loro di fronteggiare lesfide di oggi e di creare una strategia di business focalizzata sui talenti chestimoli una cultura della collaborazione e un'esperienza migliore per idipendenti. L’obiettivo delnuovo e -book, Modern HR for Dummies, è proprio quello di avvicinare i Responsabili HR a quelle moderne tecnologie in grado di aiutarlinel difficile compito di individuare e trattenere i migliori talenti. La lettura dell’e-bookti porterà a scoprire: I 10 trend alla base del concetto di Risorse Umane Moderne e il modo in cui influenzeranno le tue strategie Come i big data siano in grado di aiutare le organizzazioni HR a trarre informazioni e valore aggiunto da dati già presenti nei sistemi aziendali Come dotare i dipendenti di quelle applicazioni che desiderano essi stessi usare Come sfruttare le potenzialità del social e del mobile per promuovere una cultura nuova basata sulla collaborazione Le risorse umane stanno cambiando più rapidamente di quanto si creda. Scaricaora l'e-book per non perdere tutti i vantaggi che la Digital Disruption puòoffrire anche alle Risorse Umane.

E’ circolata una previsione che sostiene che entro il 2020 ci sarà una carenza, a livello globale, di 30-40 milioni di persone laureate: la battaglia per conquistare (eper fidelizzare) i talenti...

Risorse Umane

La trasformazione digitale in Sud Europa: Social e Performance per l’Italia, analisi e sicurezza dei dati per la Francia , ristrutturazione per la Spagna

La trasformazionedigitale in Sud Europa ha degli impatti sulla funzione HR. Questi impattivariano a seconda della cultura del paese e della maturità della funzione HR. Italia: le nuove competenze digitali, una realtà In Italia, la Digital Transformation è ormai un fenomeno che riguarda leimprese di ogni settore. D’altra parte, questa digital transformation faemergere delle nuove competenze che purtroppo non sono ancora disponibili sulmercato del lavoro. Le aziende non hanno altra scelta che produrre oidentificare queste nuove competenze all’ interno delle imprese. SecondoMariano Corso, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio, questo gap èconfermato anche da una ricerca di Empirica (“e-Skills for jobsin Europe”) chestima che nel 2020 saranno 176mila le figure con competenze digitali che, nonsolo nell’ICT, ma sempre più anche nelle diverse Line of Business, rischiano dirimanere scoperte. Gli impatti maggiori per la funzioneHR sono per primo di poter identificare queste nuove competenze all’internodell’azienda: promuovere i talenti interni, creare nuovi tipi di percorsi in linea con queste nuove attese. D’altra parte, deve ripensare la propriafunzione e le interazioni interne integrando la dimensione digitale. Questenuove sfide richiedono un livello di agilità nei progetti e nella gestione delcapitale umano che diventerà sempre più importante. La ricerca ci svela anche che le Direzioni Aziendali che all’interno delleorganizzazioni richiedono maggiormente alla Direzione HR nuove professionalitàe competenze da inserire oppure sviluppare al proprio interno sono: il Marketingper il 48% del campione, l’Information Technology (47%) e la Direzione RisorseUmane stessa (47%). Il 2015 sarà decisamente l’anno che vedrà emergere nuovefigure professionali con una forte dimensione digitale come il DigitalMarketing Officer (per 14% delle aziende), il Profiling Manager (17%) e ilChief Innovation Manager (14%). Queste cifre ci danno una prova evidente cheormai il digitale non è più una tendenza ma una vera e propria realtà nelleaziende. Francia: la gestione dei dati al centro dellatrasformazione Per la Francia, latradizione di regolamentazione francese traduce questa trasformazione digitalein modo diverso: le sfide per la funzione HR in Francia riguardano leanalisi predittive, la sicurezza dei dati, la social collaboration e il multidevice.Queste tendenze incentratesu soluzioni pragmatiche sono il risultato di una volontà di disporre di datioperativi affidabili per la gestione delle risorse umane. E anche laconseguenza di cambiamenti delle attese dei dipendenti, con nuovi modi di collaborazioneche provengono dalla loro esperienza personale in quanto consumatori. Perposizionarsi come un partner strategico e consentire all'organizzazione diattrarre talenti, la Direzione HR deve essere dotata di soluzioni che soddisfino taliaspettative. Secondo uno studio Markess, il 75% dei decision maker HRpercepisce l'uso di soluzioni di collaborazione come un'opportunità per la funzione HR di esserepiù efficiente, il 69% dei manager intervistati pensa di potere migliorare la gestione aziendale e il 52% degli HR francesiritiene che i strumenti di analisi permettono di ottimizzare la gestione dei processi. Per stare al passo con il tempo di elaborazione dell’azienda, il Cloud rimane un elemento forteche permette l'elaborazione di progetti agili. Tuttavia, il Cloud ha ancora bisognodi convincere i decision maker HR sulla privacy e la sicurezza dei dati ospitati nelcloud: sempre secondo Markess, il 52%dei decision maker HR esprime preoccupazione per la riservatezza dei dati HR in cloud e il 48% per la sicurezza degli scambi. Spagna: una funzione HR che si sta ristrutturando. La Spagna è un paeseparadossale, all'avanguardia per adozione del telelavoro e ottimizzazionedegli spazi di lavoro: il 71% di spagnoli lavora in Open Space contro il 17%dei francesi, ma il paese è ancora lontano dalla gestione dei talenti con un approccio Talent Centric. Ineffetti, la trasformazione digitale non sembra ancora essere oggetto dipreoccupazione per gli HR in Spagna. La trasformazione digitale ha avuto soprattuttoun impatto sui "clienti" delleaziende, con l'integrazione di strategia digitale e social media. La riflessione sulla gestione dei talenti inmodo digitale è in fase diconsapevolezza collettiva delle risorse umane. Gli HR spagnoli han, fin dalla crisidel 2008, avuto una priorità diottimizzazione dei costi e delle risorse. Questo può spiegare in parte i lorobuoni progressi sui temi del telelavoro e degli open-space. La situazioneeconomica sembra ancora fortemente influenzare le decisioni di business equindi le HR: il 97% degli HR ritiene chela situazione economica sia il primo fattore di impatto nel processo decisionaledell’azienda. Le modifiche legislative arrivano al secondo posto con l'81%. ICT arriva in ​​4a posizione. In termini di fattori interni,l'innovazione tecnologica si colloca solo all’ottavo posto dietro al temadella ristrutturazione dell'organizzazione. I temi prioritari per le HR inSpagna sono, nell'ordine: la formazione e la gestione di talenti interni, la ristrutturazioneorganizzativa ed i suoi processi e, infine, il rinnovo del compensation andbenefits per collegare la produttività e la retribuzione. La funzione HR si staristrutturando e riorganizzando per trovareun modello efficace ed agile. Va notato, tuttavia, che il 18% delle aziendeprevede di aumentare il budget HR. Questo dato suggerisce che, dopo unariorganizzazione, la funzione HR sarà in grado di lanciare un progetto ditrasformazione digitale che si concentrerà sui talenti. Da una prospettiva internazionale, se prendiamo comeesempio le principali priorità dellafunzione HR vediamo per esempio che nelRegno Unito hanno come priorità assoluta la social collaboration, i millennials,l’engagement, e la gestione dei dati (con analisi predittive), però in un contesto diverso, dove la riduzione delle risorse e lariallocazione interna sono una priorità. Per quanto riguarda la Francia, iltalent management è ancora riservato ad un'élite: solo il 40% delle aziendefrancesi ha un approccio “All VIP” cioé una gestione globale dei talenti inazienda. In Italia, l’identificazione dei talenti potenziali e lo sviluppodelle risorse sono una priorità. Lagestione dei talenti sembra guardare all'interno dell'organizzazione, mentre in Regno Unito l'identificazione dei potenziali talenti si fa all'esterno, soprattutto durante la fase di selezione. Perquanto riguarda l’aspetto social collaboration, l’Italia ha integratoprestissimo il valore economico e il potenziale dei social network. E su questopossiamo dire che l’Italia va al passo con i tempi anglossassoni. In Francia,solo il 13,5% delle aziende ha una reale strategia HR sui social media. C’èun fatto sorprendente: il telelavoro inItalia è compreso fra il 2,3% e il 5% contro il 20% inFrancia, il  29% in Spagna e tra il 20 e il 35% nei paesi del Nord Europa. Questoritardo italiano è sorprendente ma si spiega in parte con una cultura di unmanagement presenziale, dove si lavora con un obiettivo di mezzi e un valoreorario in ufficio. Questa cultura spiega anche i tempi italiani ditrasformazione per un performance management con valutazioni e obiettivi basatisui risultati ecc., che rappresentanoun cambiamento importante nelle aziende. Sul performance management possiamoaffermare che gli obiettivi sono,ora, di accorciare i tempi divalutazione. La generazione Y rappresenterà oltre il 50% della forzalavoro nel 2020. Questi millennials aspettano un ritorno continuo, del manager o del collega, con processisemplici e interattivi. Bisogna quindi proporre uno scambio continuodella performance con challenge e competizione in azienda con l’uso di soluzioni collaborative basate sulle interazionidigitali. La trasformazione digitale ha cambiato le attese e le relazionimanageriali, bisogna integrare questi dati e proporre ai dipendenti dellesoluzione full digital, come per incorragiare il telavoro, la social collaboration eun performance management continuo e personalizzato. In questo campo, lafunzione HR italiana puo avere un vero vantaggio: deve utilizzare la sua conoscenza dei social media per costruire unperformance management intorno a queste interazioni digitali. Le HR francesi incorporeranno questenuove tendenze, integrando la collaborazione come un mezzo per produrre analisipredittive con dati non strutturati e generare dati critici per la gestionedell’azienda . Scopri le RisorseUmane moderne con OracleHCM Cloud .Inseguimi suTwitter: @mhacheb Fonti : Markess 2015, Osservatorio Politecnico Milano 2015, Eurostat2014, " e-Skills pour l'Europe Jobsin " 2014, Forbes 2013,Garrigues,CSA

La trasformazione digitale in Sud Europa ha degli impatti sulla funzione HR. Questi impatti variano a seconda della cultura del paese e della maturità della funzione HR. Italia: le nuove competenze...

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Il mondo che vorrei…qualità della vita lavorativa e performance

Il famoso brano «Il mondo che vorrei» di Vasco Rossiavrebbe potuto essere l’inno di Philippe Tixier, Direttore dell’azienda franceseLe Cedre e testimone durante una mattinata dedicata alla qualità della vitalavorativa e performance organizzata dall’ANDRH**** P. Tixier si è preso il rischiodi lanciare l’innovazione collaborativa nella sua florida azienda di uncentinaio di dipendenti. Obiettivo: innalzare la qualità della vita lavorativa ecreare un nuovo patto social con i propri collaboratori. Certamente un bell'esempio che dimostra che il tema qualità della vita lavorativa non deve essereun argomento leggero, ma un argomento di business. Certo, bisogna fareattenzione alla sindrome che il sociologo Denis Monneuse definisce «della gabbiadorata», dove il benessere premia le performance e dove i dipendenti diventanoostaggi della situazione. Ma perche’ ledirezioni risorse umane devono preoccuparsi cosi tanto della qualità della vitanell’ambito lavorativo? In primo luogo, il dipendente trascorre gran partedella sua vita al lavoro. O dovremmo dire che trascorreva la maggior parte delsuo tempo? Infatti, la vera domanda è se piuttosto c'è ancora un posto dilavoro che l'azienda sarebbe in grado di regolare e organizzare. E' ragionevole pensareche attraverso la trasformazione digitale, l'azienda vivrà sempre di più al difuori delle sue mura. I dipendenti stanno sempre più sfruttando le possibilitàofferte dalla digitalizzazione come il telelavoro. Anche se in Italia l’incidenza è ancora bassa (frail 2,3%  quandola media Europea e’ tra il 20 e il 30%...), il trend è in aumento. In Francia adesempio, il 92% dei lavoratori vorrebbe lavorare due giorni alla settimana aldi fuori dell’ufficio così come cresce l’interesse per i Massive Open OnlineCourses che poi non sono altro che l’evoluzione dell’eLearning. La realtà è che ilDirettore del Personale non organizza più l’ambiente fisico di lavoro; ilconcetto di benessere va al di fuori delle mura aziendali. "Back to basics, tornare proprio alla gestione del lavoro dove i processi e gli strumenti hanno creato strati manageriali a distanza", dice O.Meuriaux dell’ ANACT. Secondo Denis Monneuse, "dobbiamo rimettere il lavoro al centro della società", un oggetto di confronto. "Promuovere" le prerogative e la comprensione è un cocktail che consente ai dipendenti di essere efficienti. Infine, la funzione HR ha bisogno di concentrarsi sulle capacità individuali e collettive per fornire un lavoro di qualità. Deve riconoscere il contributo individuale e collettivo alle performance aziendali. Infatti, uno studio recente* indica che più del 70% dei dipendenti ha scelto la gratificazione (non solo economica) come primo fattore che influenza la qualità della vita lavorativa contro il 4% per i servizi offerti dall’azienda (servizio concierge, palestra...). E' quindi importante concentrarsi sulla qualità del lavoro e meno sulla qualità della vita al lavoro, per soddisfare le aspettative dei dipendenti. Dobbiamo quindi capire e analizzare la missione di ciascuno per potere anticipare i cambiamenti e introdurre la flessibilità in azienda con un ascolto continuo del suo cliente interno ossia il dipendente e introdurre la gratificazione della qualità del lavoro quale centro di attenzione.Così lasciamo perdere il calcio balilla in ufficio, e concentriamoci sul fattore umano per riconquistare l’engagement dei dipendenti e stimolare la loro performance in un mondo sempre molto dinamico. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud Inseguimi su Twitter: @mhacheb * Citrix  2015**Studio Deloitte ** fonte / Cadremploi 2015 ***dati Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano)**** Association Nationale Directeurs Ressources Humaines

Il famoso brano «Il mondo che vorrei» di Vasco Rossi avrebbe potuto essere l’inno di Philippe Tixier, Direttore dell’azienda franceseLe Cedre e testimone durante una mattinata dedicata alla qualità...

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Social Media e talenti interni: le forze della Digital trasformation all’italiana

L’Osservatorio HRInnovation del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della ricerca “HR Digital Leadership: nuovecompetenze e professionalità per guidare la trasformazione digitale”. Questa ricerca svoltapresso 100 imprese che operano in Italia ha cercato di individuare le nuove figureprofessionali di cui le aziende intendono dotarsi, l’impatto dell’innovazionedigitale sul profilo di competenze della Direzione HR e l’evoluzione deimodelli e degli strumenti di Talent Management. Oracle, in quanto azienda leaderattiva nelle soluzioni per la Gestione del Capitale Umano, ha sostenuto questaricerca. La Digital Transformation è ormai un fenomeno cheriguarda le imprese di ogni settore. L’impatto è ormai assolutamente rilevantee fa emergere la necessità di dotarsi di nuove competenze che purtroppo nonsono ancora disponibili sul mercato del lavoro. Le aziende non hanno altrascelta che cercare di formare queste risorse al proprio interno. SecondoMariano Corso, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio, questo gap è confermatoanche da una ricerca empirica (“e-Skills for jobs in Europe”) che stima che nel2020 saranno 176mila le figure con competenze digitali che, non solo nell’ICT,ma sempre più anche nelle diverse Line of Business, rischiano di rimanerescoperte. Le principali sfide per le direzioni HR sono per primo di potereidentificare queste nuove competenze all’interno dell’azienda e, di conseguenza, crearenuovi tipi di percorsi di carriera adeguati alle loro esigenze e aspettative. D’altraparte, la Direzione HR stessa deve ripensare la propria funzione e le interazioniinterne integrando la dimensione digitale. Queste nuove sfide richiedono unlivello di agilità nei progetti e nella gestione del capitale umano che diventeràsempre più importante. La ricerca ci svela anche che le Direzioni Aziendali che all’interno delleorganizzazioni richiedono maggiormente alla Direzione HR nuove professionalitàe competenze da inserire oppure sviluppare al proprio interno sono: il Marketing (per il 48% del campione), l’Information Technology (47%) e la stessa DirezioneRisorse Umane (47%). Il 2015 sarà decisamente l’anno che vedrà emergere nuovefigure professionali con una forte dimensione digitale come il DigitalMarketing Officer (per 14% delle aziende), il Profiling Manager (17%) e ilChief Innovation Manager (14%). Queste cifre ci danno una prova evidente cheormai il digitale non è più una tendenza ma una vera e propria realtà. Per riuscire a identificare queste nuove competenze all’interno dell’azienda, la funzione HR deve potere analizzare le soft skill dei dipendenti ecreare una mappatura delle competenze. Queste nuove competenze richieste dalleorganizzazioni sono chiaramente incentrate sull'individuo - People centric. Per altro, queste soft skill non si sviluppano sempre in ambito lavorativo: con l’uso dei social media, i dipendenti possonosviluppare le loro competenze sia in azienda che all’esterno; con le nuovetecnologie l’ambito lavorativo non ha più come limite le pareti dell'ufficio. Quindi,per potere costruire una mappatura, un’analisi di queste nuove competenze,bisogna che la Direzione HR integri l’aspetto social. Per fare un paragone, chepotrà sembrare esagerato, l’uso dei dati social nel campo HR è paragonabile all’arrivodi excel negli anni 90. Chiaramente, oggi analizzare dati provenienti dai social media per crearemappature delle competenze è possibile e indispensabile se si vuole avere un’analisiche sia efficace e al passo con le nuove esigenze. La soluzione OracleHCM Cloud ha un approccio Talentcentric, cioè, il talento è al centro e quindi i dati social sono naturalmenteintegrati alla soluzione. Conoscere l'impatto social del suo dipendente, lecommunity che frequenta e i temi di cui è esperto, la reputazione, il suolivello di engagement, tutto ciò ci dà una mappatura delle competenze dellapersona e di come potrebbe continuare a sviluppare queste competenze e passioni inazienda. L’importante è che questi strumenti siano semplici eagili: il cloud ci dà questa flessibilità. Semplicità per dare alla DirezioneHR autonomia sulla gestione dei suoi dati e per poter gestire le competenze e italenti con analisi predittive. L’autonomia di gestione dei dati HR darà alleHR un posizione e un valore strategico. La ricerca del Politecnico fotografa la situazioneitaliana, ma da una prospettiva internazionale è interessante notare ilposizionamento dell’Italia nei confronti degli altri paesi europei. Se prendiamo come esempio leprincipali priorità della funzione HR vediamo che nel Regno Unito priorità assolute sono: la socialcollaboration, i millennials, l’engagement e la gestione dei dati (con analisipredittive). Siamo, tuttavia, in un contesto diverso, dove la riduzione delle risorse ela riallocazione interna sono una priorità. Per quanto riguarda la Francia, iltalent management è ancora riservato a un élite: solo il 40% delle aziendefrancesi ha un approccio “All VIP” cioé una gestione globale dei talenti inazienda. In Italia, l’identificazione degli alti potenziali e lo sviluppo dellerisorse sono una priorità. La gestione dei talenti sembra guardare all'interno delle organizzazioni,in confronto al Regno Unito dove si è concentrativerso l’esterno. Per quanto riguarda l’aspetto social collaboration, l’Italiaha da subito valorizzato molto il valore economico e il potenziale dei socialnetwork. E su questo possiamo dire che l’Italia è al passo con Il mondo anglossassone.In Francia, solo il 13.5% delle aziende hanno una reale strategia HR sui socialmedia. C’è un fatto sorprendente: il telelavoro in Italia è compreso fra il 2,3%  e il 5% contro il 20% inFrancia e tra il 20 e il 35% nei paesi del Nord Europa. Questo ritardo italiano è moltolegato all’aspetto culturale. Un ritardo che poi si riflette anchesull’applicazione di sistemi di performance management evoluti cherappresentano un cambiamento importante nelle aziende. Sul performance management possiamo affermare che gli obiettivi sono di accorciare i tempidelle valutazioni. Bisogna proporre uno scambio continuo della performance conchallenge e competizione in azienda attraversol’uso di soluzioni collaborative basate sulle interazioni digitali. La trasformazionedigitale ha cambiato le attese e le relazioni manageriali, bisogna integrarequesti dati e proporre ai dipendenti delle soluzione full digital, come OracleHCM Cloud per incoraggiareil telelavoro, la social collaboration e un performance management continuo e personalizzato. In questo campo, la funzione HR italiana può avere un vero vantaggio: deveutilizzare la sua conoscenza dei social media per costruire un performancemanagement intorno a queste interazioni digitali. Scopri le RisorseUmane moderne con OracleHCM Cloud  Seguimi suTwitter: @mhacheb

L’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della ricerca “HR Digital Leadership: nuove competenze e professionalità per guidare la trasformazione digitale”. Questa...

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Ridefinire i social: non concentrarti sulle app!

La popolarità del termine 'socialmedia' continua a crescere, perciò è importante rimarcare che le due parolepossono esistere anche l’una senza l’altra, e lo hanno fatto per generazioni. Anche se spudoratamente copiata da un cartello stradale di Denver sulla distrazione alla guida, si tratta di un'indicazione perfetta per iniziare a parlare di social e risorse umane. Come tutto ilresto del mondo, anche le risorse umane hanno ceduto al richiamo delle sirenedi strumenti e siti social derivati da internet. Siamo arrivati a considerare“social” esclusivamente il mondo delle app e delle piattaforme online. Ci siamoanche uniti a coloro che diffusamente e costantemente accoppiano le parole “social”e “media,” come se da sole non avessero alcun significato. È sicuramente veroche molti strumenti social media portano un beneficio effettivo alla nostraattività, poiché ampliano la nostra possibilità di accedere a potenzialicandidati e forniscono vari percorsi di interazione. Ma esattamente così come Al Gore NON hainventato internet, quest’ultima NON ha inventato il “social”. Il social osociale esiste da generazioni, nelle risorse umane e come realtà culturale. Camere dicommercio, circoli di bowling, organizzazioni di ex-alunni, associazioniprofessionali e commerciali, gruppi filantropici; questi erano (e continuano aessere) sistemi sociali consolidati precedenti al mondo online. La forma onlinedel sociale è semplicemente una manifestazione nuova e più ampia di schemisociali di lunga data. Perciò, perché è importante che le Direzioni Risorse Umanelo sappiano e se ne rendano conto? Perché, per poter ottimizzare e sfruttare lerelazioni social, dobbiamo fare marcia indietro e iniziare a valutare che cosail termine social significa per le nostre organizzazioni e definire cosavogliamo ottenere. In una certa misura, forse abbiamo messo il proverbialecarro davanti ai buoi buttandoci nella “mischia” del social online, senzaaverci pensato sufficientemente. Sono 3 gli aspetti critici chel’azienda deve prendere in considerazione per utilizzare in modo corretto i “social”: 1. Comunità – Il “social” parte da qui. Non esiste social senzacomunità. Ed è necessario stabilire in primo luogo quali comunità stiamocercando di raggiungere e perché. Si tratta del punto di partenza per stabilirei passaggi successivi. A chi interessa e perché? Gruppi interni ed esterni,dipendenti, ex-dipendenti, scuole superiori locali, università e istituticommerciali, società professionali, team di progetto, fornitori, contractor,tirocinanti: queste comunità presentano tutte opportunità uniche di relazione. Sonotutte pertinenti per noi? Quali altre comunità sono ugualmente importanti o più importanti?Cosasperiamo di ottenere da ciascuna… referenze, candidati, idee creative, commenti?Le comunità con cui dobbiamo interfacciarci sono attive online? Le aziende hannoinvestito energia, tempo e denaro in piattaforme social online popolari, soloper scoprire che i loro principali candidati provengono da fonti completamentediverse. Dobbiamo conoscere il gioco finale prima di iniziare a giocare nelcampo del social. In caso contrario potremmo trovarci sul campo sbagliato, portandoavanti attività che non portano alcun risultato. 2. Comunicazione – Come impostiamo e agevoliamo lecomunicazioni verso le comunità in target per arrivare ai risultati desiderati?Cosa cerchiamo ottenere in termini di risposta? Abbiamo bisogno di esserepresenti sul campo e di interagire di persona per creare delle relazioni opossiamo essere più efficaci online? Se online, quali strumenti specificipermetteranno di accedere in modo efficace alle comunità che desideriamo? Lacomunicazione è diversa per ogni canale o aspiriamo a un look and feel comune? Qualè il ritmo della comunicazione per trovare il giusto equilibrio e non stressarele proprie comunità? Costruire strategie di comunicazione attente e rilevantiper gruppi diversi è parte integrante di iniziative social di successo. 3. Collaborazione - Social significa molto più di appe icone focalizzate sulle assunzioni. Una spinta importante nelle attivitàsocial oggi è la collaborazione condivisa. Le aziende stanno ottenendo notevolibenefici, consentendo e favorendo l'interazione sociale (di solito online)all'interno e tra i team dei dipendenti, ed esternamente con i clienti. Ilprocesso di generazione di idee creative viene accelerato, la condivisionedelle informazioni viene promossa e più facilmente raggiunta e l’accesso agli“esperti” tramite comunità online è più rapido. Per questi motivi, glistrumenti per la collaborazione social stanno rapidamente diventando unmust-have critico per le organizzazioni che vogliono evolvere. Mentre nuovi strumenti e funzionalità continuano aevolvere nel mondo social, rimarrà fondamentale per le direzioni risorse umane"alzare lo sguardo" da applicazioni e icone che competono perattirare la nostra attenzione. Abbiamo bisogno di tracciare accuratamente ilnostro percorso e aver ben presente la nostra destinazione, prima di sceglierei migliori mezzi social per raggiungerla. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud  Inseguimi su Twitter: @mhacheb

La popolarità del termine 'social media' continua a crescere, perciò è importante rimarcare che le due parole possono esistere anche l’una senza l’altra, e lo hanno fatto per generazioni. Anche se spud...

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HR & Talent Forum :I talenti, vero valore della crescita aziendale ?

Il 19 maggioscorso si svolgeva a Milano il HR& Talent Forum presso il Gruppo 24 ORE.Nella tavola rotonda molti manager hanno condiviso punti di vista ed esperienzesulla gestione dei talenti e in particolare sul valore dell’eccelenza e deltalento per la crescita aziendale Le discussione ciha fatto capire ancora una volta che ci sono valori fondamentali che permettonoai talenti di emergere e crescere: come la condivisione di Know how tecnici comuni,valori e passione. Marco Coccagna Chief Executive Officer ENI CorporateUniversity ha dimostrato l’importanza dei valori, del know-how comune chepermette un’integrazione dei talenti. Il know how tecnico comune e le competenze relazionali permettonole interazione in un team. Nel caso ENI, che è un’organizzazione globale,bisogna promuovere un management locale piuttosto che centrale. Bisogna anche investire pesantemente nellaformazione professionale per garantire questi valori e un know how comune. L’interventodella Dottoressa Simonetta Iarlori Chief Operating Officer di Cassa Depositi ePresiti, ha evidenziato le aspettative della cosidetta generazione Y. Sono piùalte specialmente nell’ambito delle relazioni interpersonali e dello «star bene»al lavoro. E qui entriamo in un altro aspetto che diventa valore nel ambitolavorativo: il wellness. Introdurre il wellness in azienda favoriscel’innovazione. Per Elisabetta Caldera Direttore Risorse Umane eOrganizzazione Vodafone Italia, i modelli sono cambiati. L’individuo deve poter contribuire, instaurare undialogo. Non c’è piu un vero confine tra l’azienda e il mondo esterno: lepersone possono cercare fonte d’ispirazione e di soluzioni all’interno e alesterno dell’organizzazione. Caldera sottolinea che un‘azienda chiusa su sestessa, narcisista, si sdoppia ma non evolve . Per evitare questo tipo di situazione, la condivisionedei talenti può essere una soluzione. Ce lo ha raccontato Marina MontinoriErnst and Young People Services citando l’esempio dell’associazione degliamministratori delegati messi a disposizione di diverse aziende. Quest’esperienzaarrichisce le competenze e fa emergere profili diversi. Sempre sulargomento del arrichirsi dall’esterno, Emilia Rio,Direttore Risorse Umane e Organizzazione di A2A, ci ricorda che la socialcollaboration, le comunità, i gruppi di lavoro in rete sono un modo perliberarsi dai vincoli e far emergere i nuovi talenti. Caldera e Iarlori condividono questo tema: lacollaborazione sui social svolge un ruolo importantissimo all’interno di questinuovi modelli agili non gerarchici. Per consolidare questa socialcollaboration, questi valori comuni, c’è la necessità di costruire unacorporate culture adatta a questi nuovi modelli secondo Coccagna. Una corporateculture ispirata sia dai valori interni che esterni per garantire una fedeltàdei talenti: in questa corporate culture ci deve essere il giusto mix tradivertimento e attenzione alle prestazioni, ci dice Montinori. Ma nel contesto attuale, è possibile parlaredi fun nel ambito lavorativo? Secondo Iarlori, i giovani devono sentire che ilpaese li valorizza. Allora qualsiasi valore positivo sia il fun, ol’innovazione deve aiutarci a trattenere i talenti e a motivarli affinchè sviluppinola loro carriera in Italia. Per concludere,Caldera ci ricorda l’importanza fondamentale della capacità di ascolto.Ascoltarsi di più, collaborare, è cosi che le aziende potranno fare emergerenuovi talenti e fare crescere l’azienda. Infine, aprescindere dal fatto che siamo tutti d’accordo nel dire che la gestione deitalenti è al centro delle preoccupazioni, siamo anche tutti d’accordo nel direche qualcosa sta accadendo e cambiando nel ambito della gestione del personale.Avere preoccupazioni è legittimo, ma cercare di anticipare, costruire e considerarei talenti come fondamentali per la crescita aziendale, è una tendenza nuova, magiusta. Nel vortice della trasformazione digitale e dei nuovi modellieconomici, investire sui talenti favorisce l’eccelenza e il valoredell’azienda. Scopri le Risorse Umane moderne con Oracle HCM Cloud  Inseguimi su Twitter: @mhacheb

Il 19 maggio scorso si svolgeva a Milano il HR& Talent Forum presso il Gruppo 24 ORE. Nella tavola rotonda molti manager hanno condiviso punti di vista ed esperienzesulla gestione dei talenti e in...

Finance

Reinventare il narrative reporting

I processi di reporting(in particolare l’annual report e il management reporting) stanno cambiandorapidamente nell’era della comunicazione digitale. Le richieste informativedegli stakeholders sono sempre più articolate, orientandosi verso una disclosureche consenta di comprendere e interpretare meglio qualità e sostenibilità delleperformance dell’impresa. Il vantaggio competitivo delle aziende risultacollegato ad un processo di creazione di valore che conferisce crescenterilevanza alla dimensione degli intangible assets, sovente non valorizzati adeguatamentenel financial statement. Non sorprende quindi che la capacità del management dicomunicare chiaramente – commentando e fornendo adeguate chiavi interpretativeper i dati economico-finanziari – sia più importante che mai. Crescente domanda di narrativereporting – le implicazioni interne ed esterne per le aziende Dal punto divista interno, le aziende devono dotarsi di processi affidabili e tempestiviper la raccolta, convalida e comunicazione di un'ampia varietà di informazioni –alcune delle quali potrebbero non essere ancora stati acquisite o comunicate all’esterno. Dal punto divista esterno, la relazione con gli azionisti e gli altri stakeholder si spostasu di un nuovo piano, in cui la trasparenza e la credibilità della strategiadell'azienda è un fattore fondamentale di vantaggio competitivo. Un processocollaborativo integrato Se l’annualreport è tradizionalmente stato il regno del CFO e del suo Finance Team, lacrescente ampiezza e varietà dell’informazione che si desidera comunicarerichiede il contributo di un grande numero di ruoli e funzioni: strategia, risorseumane, R&D, marketing, etc. La sfida è allora quella di far cooperare in modo armonioso le diverse fonti informative strutturando egestendo un processo collaborativo integrato. Non solo annual report... Anche se finorala maggior parte dell’attenzione si è rivolta verso i processi esterni (annualreport, chiusure trimestrali, reporting civilistico e note integrative,reporting di sostenibilità...) oggi la disponibilità di ambienti collaborativiper il narrative reporting offre anche la possibilità di aumentaresignificativamente la produttività e la qualità in altri processi di reporting,per esempio nell’area del reporting gestionale, del budget e pianificazione oper la preparazione di presentazioni direzionali. Per esempio, quale manager non desidererebbe di poter disporre in un unico ambiente di numeri e commenti esplicativi, per poter comprenderepiù facilmente una proposta di budget? Ma, non a caso, moltedelle caratteristiche del processo di budget sono quelle tipiche degli altri processi di reporting: proliferazione di fogli elettronici(dati strutturati); presenza di una forte componente non strutturata necessariaad integrazione e chiarimento della parte numerica; partecipazione di una più omeno grande platea di attori operanti verso un obiettivo comune... Non sorprende quindi che si pensi di poter adottare un'unica soluzione a supporto delle esigenze che si riscontrano nei diversi processi di reporting. Oracle Enterprise PerformanceReporting Cloud Service Forte dellapropria esperienza nell’ambito del performance management reporting, Oracleoffre oggi una soluzione – unica nel suo genere – a supporto del narrativereporting. Parte dell’offerta Oracle Cloud, la nuova soluzione di chiama OracleEnterprise Performance Reporting Cloud Service (EPRCS) e offre un ambiente sicuro,collaborativo e guidato per la definizione, creazione, revisione e pubblicazione di report perstakeholder interni ed esterni. Vuoi saperne di più? EnterprisePerformance Reporting Cloud DataSheet Infografica

I processi di reporting (in particolare l’annual report e il management reporting) stanno cambiando rapidamente nell’era della comunicazione digitale. Le richieste informativedegli stakeholders sono...

Customer Experience

Il Customer Service è il nuovo Marketing?

Davvero interessanti i datiche emergono da una ricerca che Customer Experience Factory, con il sostegno diOracle, ha condotto nel mese di gennaio 2015 sul tema del Customer Service. I dati possono essere riassunti così. I responsabilidella relazione con il cliente ritengono a larghissima maggioranza (96%) cheoffrireun buon servizio al cliente sia: a. una leva importante per la fidelizzazione eb. un elemento che può distinguere un marchio (82%) rispetto alla concorrenza. Purtroppo però 8 manager su 10 affermano che le aziende non investonoin modo sufficiente in almeno una delle trearee strategiche del Customer Service: la responsiveness, cioè la prontezza e la capacità dientrare in contatto empatico con il cliente l'integrazione dei touch point fisici e digitali l'utilizzo dei feedback per migliorare i processiaziendali ed eliminare i disservizi tanto che addirittura il 23% ritiene che tutti i tre gli aspetti venganotrascurati. Le aziende hanno, quindi, unproblema: da un lato c’è la necessità di innovarsi e di trasformarsi verso unalogica “customer-centrica” ma dall’altro, ahimè, gli investimenti non sostengonoquesto momento di passaggio e di trasformazione. “La relazioneazienda-cliente è radicalmente cambiata in considerazione di un consumatore sempre piùinformato, digitale, mobile e social” commenta Giovanni Ravasio, Country Leader Applications Oracle Italia. “Per rapportarsi con questo moderno utentesempre più padrone dei canali dicomunicazione con i brand, le aziende hanno necessità di trasformare il modo di approcciarsi alcliente con l’adozione di tecniche di modern marketing per l’individuazione di profili clientesempre più raffinati, una gestione integrata di tutti i canali di comunicazioneonline ed una venditasupportata da soluzioni in mobilità, sempre più informata sul profilo di ogni singolo cliente.In particolar modo, nel customer care, il cliente deve sentire che le suerichieste sono valutate eesaudite velocemente e con precisione. La risposta a questo processo è nell’adozione disoluzioni di Customer Experience a 360 gradi, semplici e veloci daimplementare, che garantiscanoun'elevata e consistente esperienza utente”. Per maggioreinformazioni su metodologia, campione, e altri risultati scrivetemi.

Davvero interessanti i dati che emergono da una ricerca che Customer Experience Factory, con il sostegno di Oracle, ha condotto nel mese di gennaio 2015 sul tema del Customer Service. I dati possono...

Cefla Aumenta del 25% la Produttività delle aree Finanziaria, Produzione, Logistica e Customer Care e Riduce del 30% i Tempi di Manutenzione IT

Cefla è società cooperativa nata ad Imola nel 1932, specializzata in impianti elettrici e termoidraulici. Negli anni’50, l’Azienda inizia un processo di differenziazione in nuove aree di business, rendendo operative tre divisioni: impiantistica tecnologica civile e industriale, allestimenti di punti vendita per la moderna distribuzione e impianti di verniciatura ed essiccazione delle vernici su legno. Nel 1990, la società entra nel settore dentale, creando una quarta divisione industriale. Oggi Cefla è una realtà multibusiness operante a livello mondiale, orientata all’innovazione continua dei propri prodotti e servizi. Oltre alla sede italiana, Cefla ha società negli Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, India, Cina e Russia. SFIDERidurre i costi di gestione IT e migliorare la produttività con una piattaforma JDE multilocalizzata e multilingua, come unica soluzione per la sede italiana e le sedi straniere del Gruppo, per gestire clienti, attività e prodotti dei settori arredamento, dentale, finishing e impianti industrialiRispondere più velocemente agli ordini dei clienti riguardanti forniture per negozi, prodotti tecnologici, materiali dentali e vernici e verificare gli approvvigionamenti di materie prime e le disponibilità di merci nel magazzinoOttimizzare il tempo che il personale IT può dedicare a prodotti strategici in modo da aumentare il business sulle quattro linee produttive aziendali, riducendo così le spese di gestione ITAumentare la produttività di manager e impiegati dei settori arredamento, dentale, finishing e impianti industriali grazie ad un sistema di reportistica automatizzato che fornisce un quadro completo del businessMigliorare l’immagine aziendale, uniformando e affinando il layout grafico delle fatture e dei documenti di reportisticaSOLUZIONI ...ne vuoi sapere di più? Vai alla pagina dedicata al caso CEFLA

Cefla è società cooperativa nata ad Imola nel 1932, specializzata in impianti elettrici e termoidraulici. Negli anni’50, l’Azienda inizia un processo di differenziazione in nuove aree di business,...

Customer Experience

Digital Disruption: il tuo Customer Service è pronto alla trasformazione?

Come la DigitalDisruption e il Service possono aiutare le aziende a crescere. Oggi semprepiù clienti scelgono il Web perinteragire con aziende come la sua. Per un cliente, sapere che il Supporto è a portata di un clic è un valoreunico. Ad esempio, integrando un servizio di chat al sito aziendale, èpossibile risolvere subito i problemi di acquisto dei clienti e rispondere alleloro domande dell'ultimo minuto, migliorando la loro soddisfazione e riducendoil tasso di abbandono del carrello. Partecipa aquesto webcast per scoprire come: · Ridurre il costo per contatto offrendo lo stessolivello del servizio o Inmedia, il costo per contatto di un agente di call center è di 6$ contro 0,10$utilizzando una strategia Web Self Service. Allo stesso tempo, il 72% deiclienti preferisce il Web Self Service1. · Aumentare i tassi di fidelizzazioneporta amaggiori ricavi o Il94% dei clienti che non hanno avuto difficoltà ad interagire con il customerservice sono maggiormente propensio ad acquisti ripetuti2. · Facilitare la ricerca di informazioni o Soloil 52% dei clienti trovano esattamente le informazioni di cui hanno bisognoonline. Nell’era digitale, rendere le informazioni disponibili ovunque ed inqualsiasi momento, offrire un’esperienzasemplice e senza frustrazioni riduceil carico di lavoro del ContactCenter abbassando drammaticamente i costi migliorando, allo stesso tempo,la Customer Experience. Partecipa e scopri di più! Note: 1Forrester, Web Sites That Don’t Support Customers’ Goals Waste Millions, 21 Aug2012. 2CEB, Delighting Customers Doesn'tPay, Making Their Lives Easier Does, 10 Oct 2013 3TSIA Technology Insight, The State of UnassistedSupport: 2012, 1 Jul 2012

Come la Digital Disruption e il Service possono aiutare le aziende a crescere. Oggi sempre più clienti scelgono il Web per interagire con aziende come la sua. Per un cliente, sapere che il Supporto è a...

Risorse Umane

European HR Forum

Concluso lo scorso 6 novembre a Milano il convegno di Business International – Fiera Milano Media rivolto ai Direttori Risorse Umane italiani ed europei: una 2 giorni di confronto e interazione che ha visto la presenza di circa 250 partecipanti, 35 relatori, 15 sponsor e ospiti internazionali. All’interno dell’evento, anche alcuni workshop di approfondimento su temi specifici, quali l’Engagement, la Retention, il Reward e le Tecnologie a supporto della gestione HR. Fil rouge delle due giornate è stato il tema della funzione risorse umane a supporto del business aziendale, in un’ottica di confronto tra strategie e pratiche italiane ed europee. Diversi gli stimoli emersi e gli approfondimenti condivisi, a partire da quelli sollecitati dallo speaker Jesus Vega, autore del testo "La Empresa Sensual", il quale ha chiesto alla platea: “C’è qualcuno di voi innamorato in sala? Come vi sentite in questa condizione? Energici, entusiasti ed appassionati? Bene, questa è la condizione che dovrebbe cercare di ottenere una impresa sensuale”. Significativo anche l’intervento sul tema del Change Management del relatore Nimalan Nadesalingam, Associate Director and Senior Global Change Management Consultant del Corporate Centre di una grande multinazionale internazionale. Nadesalingam afferma infatti che le organizzazioni operano processi di cambiamento operativi, tecnologici e culturali, da una situazione di partenza A, attraverso un Change Journey “detto B”, per arrivare ad una condizione migliore “detta C”. L’operazione di cambiamento può essere definita di successo se riesce a raggiungere l’obiettivo C, rispettando la deadline ed il budget prefissi; questo risultato (secondo una ricerca della General Electrics) viene mancato da circa il 70% delle iniziative di cambiamento. Oracle ha partecipato con un intervento nella parallela dedicata "ai nuovi modi di lavorare" con un interessante intervento di Gessica Chies sulle soluzioni di HCM in mobilità. Nel video alcuni momenti salienti dell'evento

Concluso lo scorso 6 novembre a Milano il convegno di Business International – Fiera Milano Media rivolto ai Direttori Risorse Umane italiani ed europei: una 2 giorni di confronto e interazione che ha...

Customer Experience

Service Everywhere, Milano 11/12/2014

DigitalDisruption + Customer Behaviour = ? Come laDigital Disruption e il Service possono aiutare le aziende a crescere. L’ennesimoevento sull’importanza di diventare Customer Centric? Ma le aziende nonlo sanno già? Sembrerà sorprendente, ma è raro imbattersi in un servizio clientieccellente. Si potrebbe pensare che le aziende si siano già attrezzate arispondere a clienti sempre più esigenti, ma è ancora un’eccezione e non laregola. Considera questo: la maggior parte dei clienti ti offre UNA solapossibilità di rispondere in modo coerente e corretto alla richiesta di aiuto.Se sbagli i clienti hanno molte opzioni da scegliere: una di queste?Abbandonarti... oppure lamentarsi sui social! La proliferazione di questi canali, insieme alla tecnologia sempre più spinta,sta mettendo a dura prova il ruolo del Customer Service. Questo incontrovuole essere l’occasione per affrontare insieme le criticità dovute alla DigitalTransformation e per capire come sfruttare la Digital Disruption etrasformarla in opportunità reali di business. Clienti, Partner ed Esperti Oracle ti invitano a partecipare a questaconversazione per cogliere diversi spunti di riflessione sul perchè: abbiamo la necessità di pensare prima di tutto “digital” dobbiamo affrontare rapidamente i cambiamenti (interni ed esterni all'azienda) la “disruption” può essere considerata un’opportunità per combattere la concorrenza e la “digital” disruption un forte motivo per differenziare il proprio Servizio Tra tutte learee aziendali il Customer Service è quella che sente la voce delcliente in modo forte, chiaro e diretto. L’obiettivo dell’incontro è quellodi capire come trasformare questa posizione privilegiata in vantaggiostrategico!

Digital Disruption + Customer Behaviour = ? Come la Digital Disruption e il Service possono aiutare le aziende a crescere. L’ennesimo evento sull’importanza di diventare Customer Centric? Ma le aziende...

Customer Experience

Modern Sales for Modern Sales Organization: Focus on Mobile&Productive

L’accessoalle informazioni: la chiave dell’efficienza commerciale. Partecipa anche tu a questo webcast il 25 Novembre alle h 12, scoprirai comela forza vendita può ribaltare le dinamiche di approccio con i propri clientigrazie agli strumenti giusti. E’ ormai cosa ben nota che solo il 22% del tempo a disposizione dei Sales è dedicato alla Vendita, mentre il restante 78% è utilizzato per ricercare informazioni. Il risultato? L’attività di vendita sta perdendo sempre di più la sua importanza all’interno del processo di decisione d’acquisto, in quanto il 70% di questo processo avviene senza nessun tipo di contatto tra acquirente e venditore. Quali sono, quindi, le sfide dei Modern Sales e i principi che permettono alle organizzazioni di vendita di avere successo malgrado operino in un mondo, senza dubbio, in mano ai consumatori? Mobile & Productive. La mobilità guida i risultati delle vendite Insight driven. Potenti analitics ottimizzano le performance delle Vendite Collaborative. Comunicazione integrata, attività di coaching e di team selling guidano la produttività Pipeline-Building. Strumenti moderni di vendita che operano su tutti i canali Fast & Easy. Facile da sviluppare, facile da usare, facile da cambiare Partecipa a questo breve webcast, con l’aiuto di Cegos e degli esperti Oracle scopri come affrontare queste sfide e quali sono gli strumenti che permettono alle organizzazioni di Vendita di farlo in modo semplice e veloce. Per registrarti clicca QUI, ti invieremo una mail con i riferimenti per poter poi accedere al webcast!

L’accesso alle informazioni: la chiave dell’efficienza commerciale. Partecipa anche tu a questo webcast il 25 Novembre alle h 12, scoprirai comela forza vendita può ribaltare le dinamiche di approccio...

MODERN CLOUD FOR A MODERN BUSINESS - un sommario

In occasione dell’evento Modern Cloud for Modern Business, realizzato in collaborazione con i docenti del Politecnico di Milano, Oracle ha presentato la propria visione e l’offerta cloud più completa, sicura, connessa e personalizzata del mercato. Una completezza sia funzionale dal punto di vista applicativo (Software as a service) sia tecnologica con la disponibilità del Platform as a service (Paas) recentemente annunciata nel corso di Oracle OpenWorld 2014 e già disponibile per i clienti italiani. Nel definire il percorso verso la Real Time Enterprise, Giovanni Ravasio, Country Leader Oracle Applications, ha delineato vantaggi e opportunità di tale ricco portafoglio di servizi cloud pubblici secondo i modelli SaaS, PaaS, DaaS (Data as a Service) e IaaS (Infrastructure as a Service). Oracle Cloud è l'unico cloud a proporre un’ampia gamma di servizi integrati nelle aree dati, applicazioni, piattaforma e infrastruttura. La digital innovation è un percorso obbligato e non più rimandabile per le imprese italiane, come hanno testimoniato nel corso dell’evento - che ha visto la presenza di circa 500 partecipanti - aziende che hanno fatto dell’innovazione la propria forza, in primis Facebook, e i tanti partner e clienti che hanno dimostrato come le soluzioni Oracle Cloud si indirizzino sia a grandi sia a medie aziende quali ad esempio Ringo Mobile, operatore di telefonia mobile che - primo in Italia - ha adottato le applicazioni Oracle Cloud ERP, e SETEC Group, azienda italiana con oltre 40 anni di esperienza nell'automazione meccatronica, che ha adottato la soluzione Sales Cloud per automatizzare i processi che riguardano la forza vendita. Nel pomeriggio, gli stessi temi sono stati affrontati attraverso approfondimenti e testimonianze in 20 sessioni parallele con Accenture, Deloitte, Enigen, Reply, TechEdge, Sopra Group e TAS, e presentate case history quali l’esperienza di SORIN, multinazionale italiana nell’ambito dei dispositivi medicali che ha introdotto soluzioni Oracle per lo Human Capital e Talent Management; Danieli leader nella produzione di impianti siderurgici che ha scelto Oracle per il Project Portfolio Management e TBS Group azienda attiva nei servizi integrati di ingegneria clinica, e-Health e e-Government che ha portato in Cloud la piattaforma per la gestione delle performance finanziarie.

In occasione dell’evento Modern Cloud for Modern Business, realizzato in collaborazione con i docenti del Politecnico di Milano, Oracle ha presentato la propria visione e l’offerta cloud più completa,s...

Ringo Mobile: scegliere il cloud con naturalezza

Ringo Mobile è un nuovo operatore di telefonia mobile, chesi rivolge - in particolare - a tutti coloro che per cultura o stile di vitahanno l’esigenza di comunicare a livello internazionale, offrendo soluzionisemplici, trasparenti e flessibili, che soddisfano al meglio le esigenze diognuno, e garantendo un servizio di elevata qualità. Ringo Mobile fa parte di ICS Group, gruppo fondato nel 2008da Berbesh Ramy che oggi ha attività anche in Svizzera e in Egitto. RingoMobile si accinge a lanciare sul mercato italiano la sua offerta di servizi mobile innovativi che saranno propostiattraverso punti vendita, distributori e il sito www.ringomobile.it. I primi quattro negozi RingoMobile saranno aperti a breve a Milano. L’azienda si propone di espandere lasua presenza in Italia e nei programmi della holding c’è anche la creazione dinuove filiali in altri paesi europei. Il Cloud per accompagnare la crescita di un nuovo business Per un’impresa inserita in una realtà distribuita a livellointernazionale e destinata a crescere, gestire i processi aziendali in modosemplice, efficiente ma soprattutto flessibile attraverso strumenti in grado diadattarsi modularmente alle future esigenze, rappresenta un importantevantaggio. In risposta a questa necessità, Ringo Mobile ha scelto – frale prime aziende in Europa e a pochi giorni dall’annuncio della disponibilità – le applicazioni Oracle ERP Cloud. Ciòconsentirà di integrare in una unica soluzione cloud la gestione dei processidi amministrazione finanziaria e dicollegarvi anche il sistema di billing delle centrali dati utilizzate pergestire il traffico telefonico. L’applicazione sarà implementata in Italia, conl’obiettivo futuro di poterla estendere anche alle altre aziende che compongonola holding. Luca Bignone, CEO diRingo Mobile, spiega : “Scegliere il cloud per noi è stato un passaggionaturale; lo suggeriva la natura distribuita del nostro business. Abbiamo giàuna cultura aziendale orientata a comprendere il valore aggiunto delleapplicazioni as-a-Service. Business Reply, il partner Oracle checi ha seguiti nella scelta e realizzerà il progetto, ha saputo comprenderechiaramente le nostre esigenze proponendoci una soluzione che hacaratteristiche adeguate alle nostre esigenze locali e allo stesso temposupporta un approccio multi-country, che è quello che ci servirà in futuro perunificare gli ERP della holding. Adottare una applicazione ERP Cloud, inoltre, ci ha consentito didotarci subito di uno strumento importante per il nostro business: abbiamo potuto investire il giusto, sapendodi disporre di una soluzione modulabile che potremo ampliare nel tempo senzaproblemi”.

Ringo Mobile è un nuovo operatore di telefonia mobile, che si rivolge - in particolare - a tutti coloro che per cultura o stile di vitahanno l’esigenza di comunicare a livello internazionale,...

Customer Experience

SETEC Group: il Cloud per una forza vendita 2.0

SETEC Group - con oltre 40 anni di esperienzaconsolidata nell'automazione meccatronica - produce e distribuisce una gamma completadi prodotti di moto applicata ai più svariati settori industriali ed è in gradodi fornire ai costruttori tutto il know-how necessario in fase di analisiingegneristica per la realizzazione di macchine innovative, rispettosedell’ambiente e sempre più performanti.Con l’obiettivo di ottimizzare e automatizzare letrattative di business del personale di vendita, ridurre il ciclo di gestionedel processo di vendita e i relativi tempi per il reperimento delle informazionie infine, per evitare la perdita di dati businesscritical in caso di turn over di personale,Setec Group ha deciso di lanciare un progetto di automatizzazione della forza vendita. Dopo approfondite analisi, per la prima volta inazienda si è deciso di andare in cloud, soprattutto in considerazione di unagovernance della soluzione che sarà certamente più semplice e flessibile e peril fatto che non sono richiesti ingenti investimenti IT per modificare orinnovare la propria infrastruttura tecnologica. Per contro, è necessariosviluppare una cultura orientata alla digitaltransformation. Dalla software selection èrisultata vincente la soluzione OracleSales Cloud proposta dal partner Oracle Enigen. Tra le motivazioni, certamente la capacità di offrire un’interfacciautente semplice e intuitiva molto simile a una classica App consumer che siscarica su smartphone e tablet personali, per la disponibilità di un motore dianalytics molto potente e, non ultima, per il rapporto prezzo-prestazioniparticolarmente competitivo. Ulteriori fattori che hanno influitosulla scelta sono stati la possibilità di usufruire di un cloud fortemente personalizzabile,di facile utilizzo e accessibile su ogni dispositivo, ed estendibile attraverso Oracle Cloud Marketplace e le altre componenti diOracle Customer Experience Suite. Setec è anche interventuta in occasione dell'ultimo evento Oracle dedicato al Cloud più completo del mercato: "A Modern Cloud for a Modern Business", che si è svolto lo scorso 21 Ottobre a Milano. Ha discusso insieme a Paolo Cordero, Director e Partner di Enigen, di queste motivazioni presentando nello specifico la nuova strategia del gruppo.FabioSeminatore, Direttore Generale di SETEC Group dichiara: “Quando il progetto sarà a regime saremo ingrado di tracciare e catalogare i dati da tutte le entità di business in modocentralizzato per l’analisi degli stessi e utilizzando KPI e report specifici cheforniranno indicazioni sulle dinamiche del mercato e del team di agenti, di stabilirestrategie e politiche di gestionedel processo di vendita e del marketing e, infine, di effettuare un controllodei risultati capace di identificare, laddove necessario, relative azioni di followup sulla forza vendita”.

SETEC Group - con oltre 40 anni di esperienza consolidata nell'automazione meccatronica - produce e distribuisce una gamma completadi prodotti di moto applicata ai più svariati settori industriali ed...

INVITO: A Modern Cloud for a Modern Business, Milano 21 Ottobre

Evolvere, Crescere e Innovare con il Cloud.Il Cloud non è più un fenomeno tecnologico ma un abilitatore strategico di business.I benefici derivanti dalla sua adozione sono evidenti in tutte le aree aziendali, dalle Risorse Umane al Marketing, dalle Vendite al Finance, dal Service agli Acquisti, al Project Management, ed in tutti i settori merceologici, dal Pubblico ai Servizi al Commercio.Riduzione dei costi di gestione delle applicazioni di Business, fruibilità facilitata ed abilitata al mobile, integrazione con il mondo Social sono alcuni dei vantaggi che il Cloud può portare nelle aziende pubbliche e private italiane, molte delle quali hanno che già hanno iniziato a coglierne i vantaggi.Oracle ti invita ad una giornata di approfondimento ed aggiornamento sul Modern Cloud per un business moderno che vuole crescere, evolvere ed innovarsi. Potrà conoscere: • Le nuove indicazioni strategiche raccontate dai docenti del Politecnico di Milano • Le proposte Oracle Cloud per le aziende italiane • I clienti che con successo hanno già adottato il Cloud • Le soluzioni dei Partner Oracle • Demo on demand per toccare con mano le soluzioni In un solo giorno potrete scoprire perchè il Cloud Computing è diventato un modello strategico di riferimento per il business che vuole evolvere, crescere e innovare!Per ulteriori informazioni clicca qui: http://bit.ly/MCMB14

Evolvere, Crescere e Innovare con il Cloud. Il Cloud non è più un fenomeno tecnologico ma un abilitatore strategico di business. I benefici derivanti dalla sua adozione sono evidenti in tutte le areea...

Ecco i 5 buoni motivi per i quali i CEO dovrebbero amare il Coud

I CEO oggi devono affrontare un’ardua sfida: trovare il giusto equilibro tra investimenti in nuove potenti tecnologie orientate al cliente per coinvolgerlo e fidelizzarlo eliminando al contempo i costi improduttivi sostenuti dalle loro aziende. Ritengo che il cloud computing, un approccio sempre più efficiente e collaudato, possa aiutare enormemente i CEO a trovare questo bilanciamento; il cloud ha completato la sua evoluzione trasformandosi da trend tecnologico a fenomeno in grado di offrire opportunità strategiche per il business. CIò è confermato dalla sua rapida adozione in tutti i settori operativi: dalle risorse umane al marketing, dalle vendite ai servizi finanziari e altre applicazioni essenziali per ogni impresa. Cosa è cambiato rispetto a pochi anni fa, quando il cloud non sarebbe stato neanche preso in considerazione per le funzioni essenziali per il business? Vorrei evidenziare tre fattori principali: Primo: i nostri clienti ci dicono che i prodotti cloud di Oracle hanno raggiunto o superato i requisiti da loro richiesti per quel che concerne funzionalità, sicurezza e affidabilità. Secondo: le imprese e altre grandi organizzazioni sono stanche di dover spendere milioni euro - in alcuni casi anche decine di milioni o centinaia di milioni di euro - per integrare applicazioni, sistemi e reti male assortite. Esse ritengono che il cloud computing possa contribuire a eliminare costi così elevati, che offrono molto poco in termini di valore aggiunto. Terzo: i nostri clienti sanno che devono diventare più veloci e reattivi nel rispondere alle mutevoli esigenze dei clienti e a condizioni di mercato turbolente, e ritengono che la nostra tecnologia cloud possa aiutarli ad accelerare. Molti dei nostri clienti hanno installato e iniziato a utilizzare nuove applicazioni in cloud nel giro di settimane anziché di mesi. Così i CEO oggi hanno la possibilità di modificare significativamente il modo in cui le loro aziende utilizzano la tecnologia, facendo in modo che una parte sempre maggiore del budget IT sia dedicato a realizzare opportunità di crescita orientate al cliente, e sempre meno denaro sia intrappolato da investimenti in infrastrutture IT, difficili da gestire, incapaci di restare al passo degli odierni scenari di business. I CEO di tutto il mondo mi dicono che le loro aziende non hanno un problema di spesa IT - "Spendiamo molti soldi nell’IT," mi dicono, "ma semplicemente non li investiamo nel modo giusto". Affermano di spendere troppo per sistemi obsoleti che sono poco flessibili e costosi da mantenere, troppo su applicazioni di vecchio stampo che non supportano il social o il mobile, e di gran lunga troppo su progetti di integrazione, che sembrano non finire mai e raramente forniscono reale valore aggiunto e indicazioni utili per il business. Come antidoto a così tanta complessità, costi e confusione, il cloud computing può aiutare i CEO a trasformare il business grazie a una più intima comprensione di clienti acquisiti e potenziali; rende più pronti a investire in nuove opportunità di mercato non appena emergono, ad accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti, ad assumere e far crescere in azienda le persone più dotate di talento. Inoltre, i CEO che hanno iniziato ad abbracciare con entusiasmo il cloud si stanno rendendo conto che è essenziale disporre di un fornitore cloud principale, piuttosto che replicare l'approccio IT tradizionale che prevedeva l’acquisto di componenti da decine o addirittura centinaia di fornitori, finendo poi per spendere enormi quantità di tempo e denaro per cercare di integrare tutti quegli elementi così diversi fra loro. Rivolgendosi a un unico fornitore, i CEO si aspettano di muoversi più velocemente, spendere meno, e avere a che fare con sistemi e processi che siano molto meno complessi. In questo contesto, ecco la mia lista di cinque validissimi motivi per cui i CEO dovrebbero amare il cloud: 1. 1. Semplificare l’IT. Nell'approccio tradizionale, i player tecnologici immettono sul mercato migliaia di componenti separati, e si attendono che i clienti passino mesi o anni per portare a termine l’integrazione dell’IT, impiegando centinaia o migliaia di persone di staff chiamate a valutare, acquistare, assemblare, configurare, collaudare, mettere a punto, rilasciare patch, aggiornare, monitorare tutto. Noi pensiamo che i nostri clienti meritino qualcosa di meglio: riteniamo che il settore IT debba assumersi il costo e la responsabilità di creare prodotti che funzionino insieme, in modo che non debbano essere i nostri clienti a doverci pensare. 2. 2. Riprogettare la spesa per l’IT. Nel tradizionale approccio all’IT, tutto questo lavoro complesso ma in fin dei conti di basso valore erode dal 70% all’80% del budget IT totale, lasciando ben poco alla ben più necessaria attività di innovazione. Il cloud computing offre ai CEO un'elegante alternativa al caos attuale, perché permette loro di concentrarsi sul proprio core business e sulle priorità invece di disperdere tempo ed energie per l’IT. Inoltre, il budget che i CEO riescono a risparmiare grazie al Cloud può essere investito in attività e innovazioni orientate al cliente, richieste da un mercato sempre più social e mobile. 3. 3. Accelerare e ottimizzare i processi aziendali. Molte aziende oggi utilizzano ancora applicazioni core che sono state installate 20 o anche 25 anni fa. Queste applicazioni obsolete continuano a fare ciò per cui erano state progettate; il problema è, semplicemente, che queste applicazioni non possono gestire tutte le innovazioni che sono state introdotte negli ultimi anni e che tutti noi oggi diamo per scontate: esperienze social di qualità, consumo “mobile first”, interfacce facili da usare, video, ricerche istantanee di dati strutturati e non strutturati, introduzione costante, ma non intrusiva, di aggiornamenti. Al contrario, le moderne applicazioni SaaS sono costruite appositamente per sfruttare al meglio tutte quelle innovazioni e funzionalità da cui dipendono sempre più aspetti del lavoro in azienda. 4. 4. Stimolare l'innovazione. Il modello cloud consente ai CEO di riallocare preziose risorse e personale IT da operazioni di integrazione costose, di scarso valore e dispersive, su iniziative di maggior valore. Per esempio: • mettere a disposizione dei team di vendita, sui loro dispositivi mobili, informazioni in tempo reale • unificare la catena della domanda e la supply chain • eliminare la latenza da processi antiquati • dotare i nuovi prodotti e servizi di sensori e software intelligenti per l'utilizzo nel nostro mondo sempre più interconnesso. 5. 5. Garantirsi livelli di sicurezza e compliance di altissimo livello. I CEO dovrebbero aspettarsi che le aziende di cloud-computing forniscano loro funzionalità di sicurezza e conformità di livello mondiale, senza eccezioni. Per i CEO delle aziende che continuano a utilizzare approcci tradizionali all’IT, questi temi cruciali sono elementi aggiuntivi rispetto al proprio core business; per Oracle, invece, sono una priorità assoluta a cui sono dedicate enormi risorse e per cui sono stati creati team di lavoro e processi unici al mondo. Negli ultimi 12 mesi, i CEO di tutti i settori hanno iniziato ad abbracciare con entusiasmo il Cloud, smettendo di considerarlo come la più “brillante” e recente offerta del settore IT, bensì come una tecnologia veramente strategica e di trasformazione, che può aiutarli a ridurre i costi improduttivi e a investire in innovazione contemporaneamente. Inoltre, gli stessi CEO si rivolgono al cloud per potenziare molto più delle loro funzioni HR e marketing. Vediamo aziende molto grandi che si affidano al cloud per ottenere migliori performance in sistemi fondamentali quali la pianificazione finanziaria, la gestione delle supply chain, l’assistenza ai clienti e molto altro ancora. Per i CEO che desiderano semplificare l'IT, stimolare l'innovazione, tagliare i costi dell’IT a basso valore e accelerare l’operatività, il cloud computing è un modello strategico per il quale i tempi sono maturi. Traduzione del post su LinkedIn di Mark V. Hurd, President Oracle Corp

I CEO oggi devono affrontare un’ardua sfida: trovare il giusto equilibro tra investimenti in nuove potenti tecnologie orientate al cliente per coinvolgerlo e fidelizzarlo eliminando al contempo i...

#TheSocialInfluencer: Discover the “Publish” Phase!

Content vs Channel: Fase 3! Il progetto #TheSocialInfluencer è approdato alla terza fase: il pubblico avrà l'occasione in questo momento di scoprire informazioni privilegiate che li aiuteranno a diffondere al meglio i loro contenuti marketing e ad imparare ad identificare quali canali sono i più appropriati per il loro marchio. Condividi i nuovi contenuti tramite gli account Social Oracle e/o il vostro social network! LinkedIn #TheSocialInfluencer campaign is now in the Publish phase - So where should you publish? When are the best times to publish? Which are the best tools? Find out more over the coming four weeks. #TheSocialInfluencer http://bit.ly/1muNFzNTwitterYou have LISTENED you have CREATED so what is next? Well it’s time to PUBLISH! Find out more here #TheSocialInfluencer http://bit.ly/1muNFzN Segui i nostri sei social champion: UK: Steven Welsh @stevewsocialmed  & Lilach Bullock @lilachbullock        France: Gregory Pouy - @gregfromparis        Nordics: Henrik Sandberg @HenrikSandberg2         Germany: Ira Reckenthäler @Freizeichen20        Benelux: Dick Raman - @DickRamanStay tuned per la fase finale "Influence"(live in 4 settimane)! Per maggiori informazioni su tutta la campagna, clicca QUI

Content vs Channel: Fase 3! Il progetto #TheSocialInfluencer è approdato alla terza fase: il pubblico avrà l'occasione in questo momento di scoprire informazioni privilegiate che li aiuteranno a...

Customer Experience

Social Business Forum – 1&2 Luglio 2014, Milano

Oracle ha sponsorizzato come Diamond Sponsor questa 7° edizionedel SocialBusiness Forum, l'evento leader in Europa sulla employeeempowerment, customer engagement e collaborative innovation.Abbiamo avuto l'occasione di intervenire con uno speech eseguito da RichardBeattie, EMEA Applications Senior Director, Marketing Cloud &Social Cloud, nella sessione plenaria del primo giorno dimanifestazione, con più di 900 persone nel pubblico. Solo qualche numero: - Più di 1000 partecipanti- 6 seminari - 1 zona exihition - 19 case history presentati direttamente dalle aziende - Più di 40 speakers- 2 articoli (copertura media) circa Oracle lo stesso giorno dellamanifestazione - 1 incontro 1to1 con Richard Beattie e un Key Account Grazie mille a Richard (tw @RichardLeRosbif) per il keynote eccezionale e moltoapprezzato!Se volete leggere un ulteriore approfondimento sui temi che Richard Beattie ha affrontato, leggete l'articolo pubblicato su LaStampa.it: 10 cose che abbiamo imparato al Social Business Forum 2014, pubblicato da Valerio Mariani. L'evento, vertendo sui temi social, ha visto un grosso movimento su Twittere sui canali social dedicati: molti post sono stati pubblicati in realtime durante la manifestazione, denotando un grande interesse perqueste tematiche! Per maggiori informazioni: SilviaValgoi (tw @Svalgoi)

Oracle ha sponsorizzato come Diamond Sponsor questa 7° edizione del Social Business Forum, l'evento leader in Europa sulla employee empowerment, customer engagement e collaborative innovation.Abbiamo...