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  • April 28, 2020

Zoom si avvale di Oracle per aiutare le scuole e le imprese a rimanere in funzione e le persone a mantenere il contatto con amici e famiglie

Guest Author

di Barb Darrow, Senior Communications Director, Oracle

Non è forse esagerato dire che la pandemia di COVID-19 ha completamente stravolto il modo in cui, ovunque, la gente lavora, socializza, mangia e, in una parola, vive. L’obbligo di restare a casa e e la sospensione dei grandi eventi pubblici hanno cambiato tutto.

Ma Zoom, con Oracle come suo nuovo partner Cloud, ha reso molto più facile per le persone continuare a partecipare alle attività quotidiane comuni - dalla riunioni di lavoro, alle lezioni scolastiche fino alla pratica dello yoga e persino all’aperitivo online - di fronte a questa minaccia, dove il distanziamento sociale è una misura chiave. In alcuni Paesi, poi, Zoom viene anche utilizzato per discutere cause civili e penali.

In aprile, il numero giornaliero di partecipanti alle riunioni via Zoom è salito a 300 milioni, con un aumento del +50% rispetto ai 200 milioni del mese precedente. Uno dei motivi di questa crescita è stato il fatto che l'azienda, fondata nel 2011 con un'attenzione particolare per gli utenti aziendali, è cresciuta per supportare anche docenti e studenti, con un servizio gratuito.

Con il diffondersi della pandemia, poi, Zoom ha anche deciso di eliminare il limite di 40 minuti per le scuole primarie e secondarie. Tutto ciò ha comportato, per l'azienda di San José, aumentare la sua capacità cloud per supportare l'ulteriore flusso di videoconferenze. Ed è per questo che si è messa in contatto con Oracle, che è stata rapidamente coinvolta in questo impegno.

Il team dei tecnici Oracle ha lavorato rapidamente, implementando Zoom sull’infrastruttura  Oracle Cloud (OCI, Oracle Cloud Infrastructure)  e garantendo che Zoom avesse una capacità cloud sufficiente per servire le centinaia di migliaia di nuovi utenti che affluivano al suo servizio. E quando questo flusso si è trasformato in milioni di studenti, insegnanti e altre persone, Zoom è stata in grado di far scalare facilmente la sua capacità cloud per soddisfare questa esigenza.

Riuscire ad aiutare Zoom a soddisfare l'impennata della domanda dimostra anche la robustezza e l'affidabilità del cloud di seconda generazione di Oracle, costruito per gestire senza problemi le esigenze più stringenti delle comunicazioni video e di altre applicazioni di broadcasting.

Quando il COVID-19 ha colpito, i servizi di Zoom erano già collaudati in ambito aziendale; ma è stato fin da subito chiaro che le sue comunicazioni video di semplice utilizzo potevano facilitare la vita anche agli utenti non aziendali, ad esempio le famiglie e i genitori che ora devono svolgere doppi e tripli compiti come insegnanti, allenatori e infermieri, il tutto senza rinunciare alla loro vita professionale. I membri di famiglie lontane possono anche “visitarsi” l'un l'altro utilizzando Zoom, secondo le linee guida raccomandate per il distanziamento sociale.

Intanto, il nome dell'azienda si è trasformato in un sostantivo e in un verbo. Frasi come "Ci zoomiamo?" sono entrate nel gergo sia in ambito lavorativo che sociale. Zoom ha persino reso possibili veglie funebri e matrimoni.

Visto tutto questo, si può dire che il servizio di videocomunicazione di alta qualità di Zoom sta aiutando centinaia di milioni di persone - molte delle quali ancora confinate nelle loro case - a sentirsi un po' meno sole, un po' più legate l'una all'altra. E Oracle, con la sua moderna infrastruttura Oracle Cloud di seconda generazione, è entusiasta di contribuire a far ‘sì che ciò accada.

 

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