X

Recent Posts

La security aziendale parte dalla gestione delle identità di chi accede a dati e applicazioni

Oggi l’adozione del cloud in azienda - accelerata anche dalla necessità di far fronte all’emergenza sanitaria con il lavoro da casa, la possibilità di utilizzare sempre più applicazioni mission-critical in cloud, la varietà e la facilità di cyberattacchi sempre più frequenti e subdoli e le questioni di conformità, compliance e privacy dei dati – ha aumentato la necessità di un’attenta gestione delle identità e degli accessi alle reti aziendali (credentials di autenticazione e sign-in etc) – ovvero il cosiddetto Identity Access Management. Molte ricerche dimostrano infatti che la sicurezza dei dati e delle risorse aziendali parte proprio dalla gestione delle identità di chi vi accede più facilmente e frequentemente, specie da remoto: dipendenti, partner, clienti. Oracle – con la sua più che trentennale esperienza nella gestione dei dati aziendali mission-critical - ha messo a punto sistemi che consentono di facilitare i compito di chi in azienda si occupa di questi temi, sia che si tratti di sistemi on-premise, nel datacenter aziendale, sia di sistemi ibridi, che stanno virando verso il cloud per i motivi già detti, sia di cloud pubblico tout court, con le implicazioni di sicurezza e di digital transformation che ben conosciamo.  L’obiettivo finale è che la gestione dell’identità moderna – per dipendenti, clienti, partner e fornitori – diventi totalmente trasparente a prescindere dal grado di “cloudizzazione” del sistema IT aziendale.  Per saperne di più e discutere di questi interessanti e attualissimi temi, Oracle Italia ti invita a un webinar interattivo il 15 settembre, presentato e moderato dall’esperto e imprenditore di security Dario Forte, Founder e CEO di DFLabs (nella foto a fianco) con gli specialisti di Oracle Angelo Bosis e Fabrizio Zarri. Non perdere questa occasione, iscriviti qui!

Oggi l’adozione del cloud in azienda - accelerata anche dalla necessità di far fronte all’emergenza sanitaria con il lavoro da casa, la possibilità di utilizzare sempre più applicazioni mission-critica...

Resilienza e ritorno alla crescita: così Oracle aiuta i team Finance aziendali

di Rondy Ng, Sr. VP Applications Development, Oracle I Chief Financial Officer e i Responsabili Finanziari aziendali stanno affrontando la sfida più grande della loro carriera. Per aiutarli a costruire dei business resilienti e flessibili e prospettare un ritorno alla crescita per l’azienda, Oracle ha apportato importanti aggiornamenti nelle sue suite applicative ERP ed EPM Cloud: Oracle Fusion Cloud Enterprise Resource Planning (ERP) e Oracle Fusion Cloud Enterprise Performance Management (EPM).  Questi importanti aggiornamenti sfruttano tecnologie tra cui l'intelligenza artificiale (AI), gli assistenti digitali e l’analytics per migliorare la produttività, ridurre i costi e migliorare il livello di controllo del business. Inoltre nuove soluzioni verticali per i settori Oil & Gas, Manufacturing e aziende ad alta intensità di asset consentiranno di migliorare i processi aziendali e ottenere un più rapido time to value.  Ecco alcune delle nuove capacità di AI e di machine learning, di analisi e di sicurezza per le soluzioni ERP ed EPM Cloud di Oracle: - Pianificazione predittiva: aiuta le organizzazioni a identificare e sfruttare le tendenze e i modelli nei dati finanziari e operativi. Con l'accesso alle previsioni al momento del caricamento dei dati, le organizzazioni possono individuare tempestivamente le variazioni rispetto alla precedente pianificazione, identificare i modelli di varianza e fare al volo delle revisioni sul piano per migliorare la qualità e la tempestività delle decisioni. La pianificazione predittiva è ora disponibile in EPM. - Intelligent Code Defaulting: aiuta le organizzazioni a migliorare l'accuratezza e l'efficienza dell'elaborazione delle transazioni di ciclo passivo, sfruttando l'apprendimento automatico per dare suggerimenti sui parametri da utilizzare nella registrazione delle transazioni (codici materiali, conti contabili, etc). L'algoritmo si adatta in base alle azioni passate per evolvere con i cambiamenti di business.  - Riconoscimento intelligente dei documenti: migliora l'accuratezza e l'efficienza dell'inserimento di informazioni finanziarie da PDF e altri formati di documenti finanziari più diffusi per ridurre (o addirittura eliminare) l'inserimento manuale delle fatture. Il sistema impara nel tempo e si adatta ai cambiamenti all'interno dei formati delle fatture per aumentare l'accuratezza - Assistente digitale per l'inserimento dei fogli presenza e dell’avanzamento dei progetti: aiuta le organizzazioni a ridurre lo sforzo richiesto per presentare e rivedere i fogli di presenza, tenere traccia dello stato dei progetti e ridurre i problemi di inserimento dei tempi e di gestione dei progetti. La nuova interfaccia utente di tipo conversazionale migliora l'esperienza utente e aumenta l'efficienza aziendale.   - Gestione integrata degli incidenti: aiuta le organizzazioni a migliorare la protezione dei dati con flussi di lavoro intuitivi e integrati per la segnalazione degli incidenti, i per condurre indagini, creare azioni e monitorare e aggiornare lo stato degli eventuali incidenti.    Per assistere ulteriormente i clienti in questo periodo di crisi, Oracle ha anche reso disponibile gratuitamente ai propri clienti, per 12 mesi, un modulo di pianificazione finanziaria, che include la modellazione strategica – il tutto fornendo guide e tutorial online per poter trarre il massimo valore da queste funzionalità gratuite.  Queste ultime innovazioni sono state progettate appositamente per aiutare i team del Finance aziendale ad adattarsi rapidamente all'attuale clima economico, esplorare nuovi modelli di business, migliorare il processo decisionale strategico e preparare il ritorno alla crescita.  Anche se non esiste una soluzione semplice alle sfide odierne, ci vogliamo impegnare ad aiutare i clienti ad adattarsi al meglio e a pianificare il futuro, quale che sia.

di Rondy Ng, Sr. VP Applications Development, Oracle I Chief Financial Officer e i Responsabili Finanziari aziendali stanno affrontando la sfida più grande della loro carriera. Per aiutarli a costruire...

Oracle Cloud VMware solution, creata da Oracle e validata da VMware, porta agevolmente in cloud carichi di lavoro VMware

Per  perseguire con decisione l’obiettivo di offrire ai clienti la flessibilità e la scalabilità di cui hanno bisogno, a ogni stadio del loro percorso di trasformazione cloud, Oracle ha reso disponibile la nuova soluzione Oracle Cloud VMware Solution, un ambiente VMware dedicato e cloud-native che permette alle aziende di migrare facilmente i carichi di lavoro in produzione VMware sull’infrastruttura Oracle Cloud (OCI, Oracle Cloud Infrastructure).  L'annuncio è stato fatto congiuntamente da Larry Ellison e Pat Gelsinger - e commentato da Clay Magouyrk. Oracle Cloud VMware Solution offre ai clienti la stessa esperienza che hanno utilizzando soluzioni VMWare on-premise, e si integra in modo fluido con l’infrastruttura cloud di seconda generazione Oracle. Oracle Cloud VMware è disponibile in tutte le cloud region pubbliche di Oracle e nelle istanze cloud dei clienti che usufruiscono della Dedicated Region Cloud @ Customer Solo con la Oracle Cloud VMware Solution i clienti accedono a un ambiente VMWare completo, sotto il loro controllo, pensato per gestire applicazioni di produzione enterprise in cloud, senza compromessi. Oltre all’integrazione con Oracle Autonomous Database e altri servizi cloud di Oracle, la soluzione offre ai clienti controllo sulle versioni di vSphere utilizzate, strumenti di security e servizi di automazione. I clienti possono anche migrare applicazioni e database Oracle esistenti da vSphere on-premise su Oracle Cloud VMware Solution per sfruttare le opportunità di scalabilità offerte dal cloud. Possono anche effettuare il provisioning e distribuire il set di funzionalità e capacità core di VMware Cloud Foundation sull’infrastruttura Oracle Cloud, utilizzando gli stessi strumenti VMware che già conoscono, per ottimizzare il loro ambiente, effettuarne l’upgrade e applicarvi patch – e usarlo anche per i carichi di lavoro in produzione più critici. La soluzione Oracle Cloud VMware è validata da Vmware come “VMware Cloud Verified”, il che dà ai clienti la sicurezza di poter usare il set completo delle funzionalità VMware in modo coerente, performante e interoperabile per i loro carichi di lavoro VMware. Il servizio si basa su VMware Cloud Foundation, e fornisce VMware vSphere, NSX, vSAN e management integrato, e un cluster di elaborazione da tre nodi che può scalare fino a 64 nodi per cluster e in cluster multipli all’interno dello stesso ambiente. Avendo un accesso completo all’ambiente host e VMware sottostante, i clienti possono usare servizi di grande valore, non disponibili su altri cloud pubblici, come ad esempio VMware Host Client for ESXi management. Oltre al pieno controllo sul loro servizio VMware, i clienti hanno accesso a più di 50 servizi Oracle Cloud che spaziano dall’elaborazione, networking e storage a Containers, Kubernetes e Assistenti Digitali che supportano la modernizzazione e lo sviluppo delle applicazioni. I punti salienti della soluzione Oracle Cloud VMware: - Semplice migrazione – Le applicazioni basate su VMware possono essere spostate sul cloud Oracle, senza necessità di modifiche. Evita le attività di porting delle applicazioni, il refactoring del codice o la risoluzione delle differenze di configurazione. - Disponibile nella tenancy del cliente – I clienti controllano completamente l’accesso e i servizi di gestione. - Termini commerciali unificati – Un solo contratto per tutti i servizi, che può essere usato per rispondere agli impegni commerciali UC esistenti - Supporto unificato – Oracle offre un servizio di supporto completo per tutto l’ambiente incluso il servizio per VMWare. - Nessuna necessità di nuova formazione – Permette di sfruttare i software, le competenze e gli strumenti esistenti che le aziende già utilizzano on-premise tra cui vSphere, vCenter, ESXi, vSAN e NSX. - Estensione di ambienti VMware al cloud – Configura un ambiente cloud corrispondente a quello on-premise e li mantiene sincronizzati. Oracle supporta le versioni 6.5 e 6.7 di vSphere. - Uso di soluzioni validate VMware – Supporto istantaneo per migliaia di applicazioni VMware-Ready, inclusi tool di management molto diffusi creati da terze parti. - Disaster recovery dove necessario – Replica o effettua il back-up in qualsiasi Oracle Cloud Region commerciale o governativa, in tutto il mondo. - Controllo totale – Pieno controllo amministrativo sull’ambiente VMware nella tenancy del cliente, con possibilità quali controllo delle versioni su ESX, accesso ai sistemi operativi host e a tutti gli altri diritti amministrativi on-premise. - Supporto hardware potente– Le istanze di calcolo mettono a disposizione dei clienti 156 core in 3 nodi, come punto di partenza, potendo scalare fino a 64 nodi per cluster su cluster multipli, fornendo quindi la scalabilità enterprise necessaria per le soluzioni VMware in cloud. La soluzione Oracle Cloud VMware è commercializzata da Oracle e dai suoi Partner. I Clienti Oracle consumano la nuova soluzione in cloud utilizzando i loro Universal Credit esistenti e ricevono un’unica fattura..Possono utilizzare VMware vCenter per gestire sia i loro cluster on-premise che gli SDDC basati sul Cloud Oracle da un’unica dashboard - e possono distribuire questa nuova soluzione negli stessi datacenter cloud globali e all’interno delle stesse reti cloud virtuali utilizzate per distribuire qualsiasi servizio Oracle Cloud. La soluzione Oracle Cloud VMware ospita più versioni di VMware nella stessa tenancy Oracle Cloud, con la gestione del ciclo di vita delle applicazioni. Tra i primi commenti positivi di Clienti e Partner ci sono Accenture e Deloitte:   “L'aggiunta di VMware all'arsenale di soluzioni standard del settore di Oracle Cloud Infrastructure, in costante crescita, rappresenta un altro entusiasmante passo avanti", ha dichiarato Chris Pasternak, Global Oracle Cloud Infrastructure Lead di Accenture. "Ora i nostri clienti dispongono di un'altra opzione per spostare rapidamente i carichi di lavoro Oracle su Oracle Cloud Infrastructure grazie alla semplicità di strumenti come vMotion. Inoltre, poiché si tratta di un servizio gestito dal cliente, possiamo procedere con le attività di patching, upgrade e manutenzione della proprietà VMware alle condizioni dei nostri clienti. È incredibile". "Deloitte lavora con una serie di clienti aziendali globali che utilizzano VMware per ottenere una maggiore flessibilità IT, molti dei quali utilizzano anche Oracle per alimentare le loro applicazioni mission critical", ha commentato Jeffrey Davis, chief commercial officer, Oracle Business, Deloitte Consulting LLP. "La soluzione Oracle VMware è in grado di offrire ai nostri clienti un percorso verso il cloud che assicura la flessibilità necessaria per costruire e gestire un'offerta VMware completa, che gira sull'infrastruttura cloud di seconda generazione di Oracle. In qualità di Partner leader nell'infrastruttura cloud di Oracle, Deloitte è lieta di aiutare i clienti ad accelerare il processo di trasformazione digitale grazie a questa nuova soluzione".  

Per  perseguire con decisione l’obiettivo di offrire ai clienti la flessibilità e la scalabilità di cui hanno bisogno, a ogni stadio del loro percorso di trasformazione cloud, Oracle ha reso...

Oracle trasforma la Supply Chain in un fattore chiave per la resilienza e la crescita

di Rick Jewell, Senior Vice President, Applications Development, Oracle Durante il 2020, le catene di fornitura globali sono state soggette a un importante “stress test” ed è probabile che questa tendenza perduri nei prossimi mesi. Per supportare i nostri clienti nell’affrontare le sfide quali interruzioni della catena di fornitura, volatilità del mercato, modifiche dei modelli commerciali globali e delle aspettative dei clienti, in Oracle abbiamo lavorato alacremente per apportare degli aggiornamenti della nostra suite Oracle Fusion Cloud Supply Chain & Manufacturing (Oracle Cloud SCM).  Grazie alle ultime novità introdotte in Oracle Cloud SCM, siamo in grado oggi di supportare al meglio i nostri clienti nell’implementazione di processi di operations resilienti, che sono oggi un fattore imprescindibile per una crescita sostenibile. Ci siamo concentrati su alcuni punti chiave, apportando importanti aggiornamenti:  •    Replenishment Planning (lett.te “pianificazione dei rifornimenti”): Molte organizzazioni hanno subito enormi fluttuazioni della domanda quest'anno. Il modulo di Replenishment Planning consente alle organizzazioni di prevedere i consumi e pianificare ed eseguire il replenishment in modo efficiente e gestibile. Replenishment Planning è una nuova funzionalità in Oracle Demand Management. •    Backlog Management (“gestione dell’arretrato”): Per aiutare i nostri clienti nel passaggio da un modello “first-come, first-served” a un modello capace di gestire priorità e quindi soddisfare prima gli ordini più importanti, abbiamo rilasciato, in Oracle Supply Chain Planning, la nuova funzionalità Backlog Management.  •    Depot Repair (“riparazioni di scorte”): Mantenere i livelli del servizio clienti, in momenti di estremo, cambiamento può essere incredibilmente difficile. Con Depot Repair, che abbiamo introdotto in Oracle Field Service, le organizzazioni possono riparare e restituire rapidamente e facilmente le risorse dei propri clienti, fornire informazioni sul lavoro svolto e fatturare correttamente i servizi resi.  •    Project-Driven Supply Chain (“catena del valore a progetto”): Questa soluzione E2E, parte di Oracle Fusion Cloud Enterprise Resource Planning (Oracle Cloud ERP), consente ai clienti di acquisire, fatturare e capitalizzare i materiali, i costi di produzione e manutenzione relativi al progetto, in modo completamente integrato. •    Channel Revenue Management (“gestione del fatturato del canale”): Per aiutare i clienti ad affrontare la sfida del cambiamento dei modelli di business e gestire in modo efficiente i propri programmi commerciali, Channel Revenue Management, nuova funzionalità in Oracle Cloud SCM, automatizza l'elaborazione e il processo degli acconti commerciali in cloud. Ciò consentirà ai clienti di semplificare i processi aziendali, aiutandoli al contempo ad aumentare entrate, profitti e quote di mercato complessivi. Siamo profondamente consapevoli che non esiste una bacchetta magica per vincere tutte le sfide che le organizzazioni si trovano ad affrontare, tuttavia siamo certi che i nuovi aggiornamenti forniranno gli strumenti necessari per creare supply chain efficienti e resilienti.  E indipendentemente da ciò che verrà dopo, in Oracle ci impegniamo sempre a fondo per aiutare i nostri clienti e partner a reinventare le loro supply chain per tornare a far crescere il loro business in modo sostenibile.  

di Rick Jewell, Senior Vice President, Applications Development, Oracle Durante il 2020, le catene di fornitura globali sono state soggette a un importante “stress test” ed è probabile che...

Edge Computing e infrastrutture IT: cosa ci riserva il futuro? Un report di IDC

All’ IDC Digital Forum “Future of Infrastructure” Oracle ha partecipato per dare la sua visione sulla redifinizione ottimale delle infrastrutture IT in un percorso verso l’edge computing, un punto cardine della trasformazione digitale di molte aziende oggi.   Focus principale dell'evento è stato il “digital reach”, ovvero la capacità di gestire servizi digitali ovunque il business lo richieda. Secondo la visione di IDC sarà proprio il digital reach l'elemento differenziante che influenzerà positivamente il grado di competitività delle aziende nella cosiddetta nuova normalità, resa ancora più urgente dall'emergenza sanitaria che sta caratterizzando questo 2020. Un requisito fondamentale per garantirlo riguarda l'estensione dell'infrastruttura IT dal core all’edge.  La ragione di questo spostamento è riconducibile alla velocità con cui aziende, persone ed oggetti devono raccogliere, gestire e analizzare dati per trasformarli in valore e conseguenti azioni che generino differenziazione rispetto alla concorrenza. La capacità di distribuire rapidamente le risorse IT laddove vengono generati i dati migliora infatti il time-to-market e la flessibilità operativa anche in situazioni di grave emergenza.  I problemi legati alla latenza di accesso rappresentano il primo, ma non l'unico, aspetto che lo sviluppo dell'edge computing ambisce a risolvere, soprattutto quando il real-time è il principale elemento. Altro aspetto fondamentale è il rispetto degli ambiti normativi riguardo al trattamento dei dati, e in particolare alla sovranità o residenza del dato stesso: l'analisi in loco ridurrebbe naturalmente la necessità di movimentazione di dati sensibili, ad esempio verso un cloud pubblico che potrebbe essere gestito al di fuori del Paese nel quale i dati vengono generati e raccolti. Inoltre, la riduzione del traffico di rete tra core ed edge avrebbe come impatto immediato anche una riduzione dei costi legati alla trasmissione dei dati. Ecco perchè sempre più aziende stanno gradualmente trasferendo le attività di analisi dei dati dai datacenter aziendali verso altri "luoghi" più prossimi a dove il dato nasce, deve essere analizzato e deve tornare.  In questo caso di parla di “edge datacenter”, dove le imprese impiegano sempre più spesso infrastrutture iperconvergenti per rispondere con maggiore precisione, efficacia, agilità e soprattutto velocità agli stimoli provenienti dall'ambiente circostante. Questo tempo di risposta dipende sia dai volumi d’informazione che dalla profondità delle analisi richieste.   Le infrastrutture iperconvergenti di Oracle, come ad esempio Oracle Exadata Database Machine, contemplano già nativamente le ultime innovazioni in tema di piattaforme database, Machine Learning, Business Intelligence, In-memory Analytics, e raggiungono performance elevate, capaci di garantire la migliore accelerazione possibile di tutti i processi edge. L'integrazione con algoritmi avanzati di machine learning consente di sviluppare funzionalità di automazione sempre più sofisticate garantendo allo stesso tempo la massima sicurezza, sino ad arrivare al concetto di "Autonomous Database" (self-repairing, self-driving, self-securing) oggi disponibile anche in modalità Exadata Cloud at Customer. Questi e altri spunti di riflessione sono emersi durante l’intervento di Oracle al “Future of Infrastructure” di IDC, leggi qui il report completo (3 pagine).  

All’ IDC Digital Forum “Future of Infrastructure” Oracle ha partecipato per dare la sua visione sulla redifinizione ottimale delle infrastrutture IT in un percorso verso l’edge computing, un...

Quattro cambiamenti importanti per i CFO, in questo periodo

Le ultime settimane e gli ultimi mesi hanno probabilmente rappresentato la sfida più grande nella carriera della maggior parte dei CFO e direzioni amministrative e finanziarie. Senza quasi nessun preavviso, milioni di aziende – indipendentemente da dimensioni o importanza - sono improvvisamente passate dal cosiddetto “business as usual” ad affrontare enormi sfide sotto il peso dell'incertezza.   Di fronte ad avversità senza precedenti, i Chief Financial Officer, responsabili di amministrazione, controllo e finanza aziendale, devono diventare i gestori del futuro del business. Quando l'incertezza globale si accompagna a un maggiore richiesta di controllo da parte di CEO, consigli di amministrazione, investitori, dipendenti e clienti, ogni loro mossa è fondamentale.  Con queste sfide da affrontare e decisioni difficili da prendere, il CFO è al centro di un'economia in rapido cambiamento. Le quaatro sfide principali Ci sono quattro aree in cui il CFO sarà sempre più fondamentale: gestire il flusso di cassa, investire nella supply chain, lavorare a stretto contatto con le risorse umane e concentrarsi sui clienti. Esploreremo come il CFO possa affrontare queste sfide a testa alta, apportare cambiamenti importanti dove è necessario, ed essere un buon amministratore in caso di crisi.  La sfida più immediata è la gestione del flusso di cassa. Molte aziende, pur essendo intrinsecamente redditizie, si sono trovate a far quadrare i conti a fatica, con un capitale circolante insufficiente per rimanere solvibili. Questa mancanza di resilienza economica richiede tagli a breve termine, ma si basa anche su decisioni intelligenti che mantengano l'azienda sana a lungo termine. La seconda area di intervento è la catena di fornitura, ovvero la supply chain. Per decenni "lean", agile, è stato il motto di quest’area. Ma le catene di fornitura agili e just-in-time hanno faticato a fronteggiare la crisi globale. Per rimettersi in carreggiata e pianificare il futuro, sarà fondamentale investire per fare in modo che le supply chain siano robuste e resistenti, non solo agili. Bilanciare il taglio dei costi con la sicurezza che il business possa ancora funzionare in modo efficace è vitale, soprattutto quando il più grande asset aziendale – le Risorse Umane - è anche la fonte di spesa più importante. Per mantenere questo delicato equilibrio e garantire che ogni decisione presa aiuti a salvaguardare la continuità del business e la sua sopravvivenza, il CFO dovrebbe lavorare più vicino che mai alla direzione delle Risorse Umane. Insieme, possono analizzare e gestire i dati della loro azienda per vedere dove le competenze e le risorse sono più necessarie nell’immediato, pianificando al tempo stesso ciò che il futuro può portare.  Un approccio orientato alle persone è di vitale importanza, e non solo quando si tratta di personale e dipendenti, ma anche di clienti. Garantire una buona esperienza ai clienti è sempre importante, ma in questo momento il fatto che i CFO e i team finanziari siano più vicini che mai ai clienti - e anche ai fornitori - è ciò che può fare la differenza. Dimostrare di poter bilanciare le loro esigenze con quelle dell'azienda conferma ai clienti di essere il partner di cui possono fidarsi per guidarli in tempi incerti, ora e in futuro.  Saper rinunciare allo status quo Il CFO non è più solo il responsabile dei “cordoni della borsa” e di far tornare i conti. Essere un gestore affidabile del business aziendale significa anche allontanarsi, se necessario – come lo è ora – dallo status quo. Si tratta anche di essere determinati a guidare il cambiamento dove conta di più. E’ necessario avere visione su come l'amministratore delegato e il consiglio di amministrazione possano cambiare il modo in cui la loro azienda viene gestita per potersi riprendere da eventuali momenti di crisi e sapere cosa ci vorrà per andare avanti. Questo richiede resilienza, pensiero a lungo termine ed empatia.  L’interesse degli azionisti oggi non è tutto, bisogna pensare a quello di tutti gli stakeholder, perchè lo scopo è soddisfare i clienti, sostenere la redditività e avere successo a lungo termine. Le aziende che adottano standard più elevati ora, e che faranno bene a lungo termine hanno una cosa in comune: dei CFO capaci di abbracciare e guidare il cambiamento, agendo da veri leader.   

Le ultime settimane e gli ultimi mesi hanno probabilmente rappresentato la sfida più grande nella carriera della maggior parte dei CFO e direzioni amministrative e finanziarie. Senza quasi nessun...

La strategia cloud di Oracle nei nuovi annunci di Larry Ellison

Quando prende la parola Larry Ellison, fondatore, chairman e CTO di Oracle, si tratta di solito di grandi annunci strategici. Questa volta, in una diretta streaming ai primi di luglio, ha reso note a livello mondiale la disponibilità di Oracle Dedicated Region Cloud@Customer e la disponibilità di Oracle Autonomous Database su Exadata Cloud @ Customer.  (Qui il video andato "live" di Larry Ellison che riassume questi due grandi lanci di Oracle) La prima è una regione cloud completamente gestita che porta TUTTI i servizi cloud di seconda generazione di Oracle nel datacenter del cliente, a partire da un impegno di soli 500.000 dollari al mese per tre anni, con un modello di pagamentto a consumo (pay-per-use). Si tratta di una soluzione unica, progettata da Oracle per le aziende che devono mantenere alcune applicazioni in sede per la residenza dei dati o per requisiti di latenza stringenti, mentre possono utilizzare il cloud pubblico per tutto il resto. Vale la pena, anzitutto, di ricordare il percorso di Oracle nella costruzione di un “cloud di seconda generazione”, perchè è proprio questo che continua a far evolvere l'offerta Cloud@Customer di Oracle.   Le imprese hanno trovato costoso e difficile passare a un'infrastruttura cloud di prima generazione a causa dello squilibrio intrinseco tra le architetture applicative tradizionali e l'architettura cloud: ci sono carichi di lavoro che non possono passare al cloud pubblico, e dunque le aziende hanno accesso solo a un piccolo sottoinsieme di servizi cloud on-premise, spesso con un insieme limitato di funzionalità e capacità rispetto a quanto è disponibile nel cloud pubblico.  Per questo motivo abbiamo sviluppato Oracle Cloud Infrastructure (OCI) – un’infrastruttura cloud di seconda generazione che continua a offrire i vantaggi del cloud di prima generazione (self-service, facilità d'uso, scalabilità, provisioning just-in- time), ma consente al contempo di far girare i carichi di lavoro più complessi e impegnativi un'infrastruttura cloud ai più alti livelli di sicurezza del settore, e con un rapporto prezzo/prestazioni a oggi ineguagliato.  A quel punto, alcuni grandi clienti che non potevano spostare alcuni carichi di lavoro sul cloud pubblico ci hanno richiesto che l'infrastruttura cloud di seconda generazione di Oracle venisse fornita in loco.  Così, a partire dal 2019, abbiamo reso disponibile la soluzione “Exadata Cloud@Customer Gen 2”, portando le eccezionali prestazioni e l'affidabilità del sistema ingegnerizzato hw + sw di Oracle, la Exadata “Database Machine”. come servizio gestito da Oracle direttamente nel datacenter del cliente. Grandi banche, fornitori di servizi sanitari, compagnie assicurative e farmaceutiche (per citare alcuni settori) sono state in grado di modernizzare la loro infrastruttura dati utilizzando un modello OPEX, ridurre i costi di manutenzione e il TCO anche del -47%, il tutto mantenendo i dati in locale, per conformarsi alle normative e alle policy interne. Fornire un singolo servizio di alto valore come Exadata o servizi selezionati (come il calcolo e l'archiviazione) non è però sufficiente alla maggior parte delle grandi imprese. Molti clienti, soddisfatti della nostra offerta Exadata Gen 2 Cloud@Customer, ci hanno chiesto di avere l'esperienza completa del cloud pubblico on-premise, per aiutarli a consolidare intere applicazioni su infrastrutture cloud di seconda generazione, con l'accesso on-premise a TUTTI i moderni servizi cloud in modo da poter innovare al ritmo dell'innovazione Oracle. Un'osservazione chiave, durante la costruzione del nostro cloud di seconda generazione, è stata che i clienti sono disposti ad adottare nuove tecnologie quando hanno il controllo e la flessibilità necessari per ridurre i rischi. Portando i moderni servizi cloud on-premise, i clienti possono far funzionare le applicazioni legacy in modo efficace e dare a molte applicazioni le migliori possibilità di essere aggiornate in modo incrementale, in modalità pay-for-what-you-use, con le stesse garanzie e gli stessi SLA del cloud pubblico. Oracle Dedicated Region Cloud@Customer porta TUTTI i servizi cloud di seconda generazione di Oracle on-premise, a partire da un impegno basato sul consumo di soli 500K$/mese. Con Oracle Dedicated Region Cloud@Customer i clienti mantengono il controllo della sicurezza dei dati e della sicurezza fisica e ottengono nuove funzionalità e aggiornamenti di sicurezza nel momento in cui vengono resi disponibili nelle regioni cloud pubbliche Oracle. Inoltre Oracle Dedicated Region Cloud@Customer è certificata per eseguire senza problemi i prodotti Oracle SaaS come ERP e Financials, HCM, & SCM, rendendolo l'unico prodotto ad offrire un'esperienza cloud completamente integrata per i software IaaS, PaaS e SaaS on-premise. Con centinaia di implementazioni Exadata Gen 2 Cloud@Customer di successo, i clienti ci hanno progressivamente richiesto un maggior numero di infrastrutture cloud di seconda generazione Oracle on-premise. E ci hanno detto che altri fornitori di cloud non sono riusciti a soddisfare le loro aspettative. Con AWS e Azure, ad esempio, hanno accesso a un numero limitato di servizi cloud on-premise, spesso con capacità molto ridotte rispetto a quelle disponibili nel loro cloud pubblico. Oracle Dedicated Region Cloud@Customer consente ad esempio ai clienti del settore pubblico – per cui  archiviare ed elaborare in modo sicuro i dati nel cloud pubblico (specie se basato non nel proprio Paese)  non sarebbe un'opzione percorribile - di gestire un intero portafoglio IT su un'infrastruttura cloud a singolo locatario con controllo fisico dell'infrastruttura e dei dati per contribuire a soddisfare i requisiti più esigenti in termini di sovranità/residenza dei dati.  L’altro grande annuncio che Larry Ellison ha fatto è stato quello della disponibilità di Oracle Autonomous Database su Exadata Cloud@Customer, che porta le funzionalità di autogestione, autoprotezione e autoriparazione di Oracle Autonomous Database ai clienti Exadata Cloud@Customer. Oggi è disponibile sia tramite Oracle Dedicated Region Cloud@Customer, sia come offerta a sé stante, che può essere acquistata solo per Exadata Cloud@Customer. Le aziende possono ora portare le funzionalità pionieristiche di Autonomous Database a carichi di lavoro in locale, che non possono passare al cloud pubblico per motivi normativi e di latenza. Con questa soluzione abbiamo reso disponibili le capacità di database più avanzate (potenziate da AI e ML e frutto di 40 anni di esperienza Oracle nella costruzione e gestione di database per le applicazioni più difficili e complesse)  che vanno sotto il nome di “Autonomous Database” con le prestazioni e l'affidabilità leader di settore di Exadata, ma come servizio gestito nel datacenter del cliente. Oracle Autonomous Database su Exadata Cloud@Customer consente, tra l’altro, il provisioning autonomo e la manutenzione non solo dell'infrastruttura ma anche del livello di gestione dei dati - consentendo ai team IT  aziendali di spostare la loro attenzione dalla pura gestione dei dati alla “estrazione di valore” dai dati memorizzati nei sistemi gestiti da Oracle. Ecco alcuni dei principali vantaggi che si possono ottenere utilizzando Oracle Autonomous Database su Oracle Exadata Cloud@Customer: 1.    Autonomous Database su Exadata Cloud@Customer offre un servizio cloud (pay-per-use, elasticità e modello operativo cloud) on-premise per aiutare i clienti a soddisfare i requisiti più esigenti in termini di residenza dei dati, privacy e latenza. 2.    La scalabilità dinamica delle risorse database, sia verso l'alto che verso il basso, in base alle richieste di carico di lavoro in tempo reale, combinata con la tariffazione del consumo al secondo, allinea i costi ai requisiti del carico di lavoro e riduce il TCO, da oggi anche in ambiente Exadata Cloud @ Customer  3.    I clienti possono consolidare un maggior numero di database e raggiungere una dimensione totale di database gestiti  fino a 7 volte superiore e farli funzionare 25 volte più velocemente della media dei servizi cloud erogati on-premise dalla concorrenza  4.    Ricercatori indipendenti hanno scoperto che Exadata Cloud at Customer offre un ROI del 256% e un break-even a sei mesi. I ricercatori hanno anche scoperto che Exadata Cloud at Customer aiuta le aziende ad accelerare il time-to-market del +40% e a ridurre il TCO del -47%. 5.    Riduce i costi di gestione dell'infrastruttura dei clienti fino al -80% e i costi di gestione dei database fino al -90%, perché i clienti devono concentrarsi solo su come utilizzare i dati all'interno dei loro database, e non sulla gestione dell'infrastruttura dei database. Qui il video registrato dal "live" di Larry Ellison, che in circa mezz'ora riassume questi grandi annunci.  

Quando prende la parola Larry Ellison, fondatore, chairman e CTO di Oracle, si tratta di solito di grandi annunci strategici. Questa volta, in una diretta streaming ai primi di luglio, ha reso note a...

La formazione Oracle gratuita continua anche in estate: è l’ora degli sviluppatori con Oracle Kubernetes Engine

Nel mese di luglio, Oracle chiama a raccolta sviluppatori, team di sviluppo operativo, IT e enterprise architect per scoprire le potenzialità di Oracle Kubernetes Engine (OKE), la piattaforma creata da Oracle per gestire al meglio l’”orchestrazione dei container” - realizzati con l’omonimo software.  Detta così, la descrizione fa pensare al mondo dei trasporti, e per certi versi un’analogia c’è: come infatti nei container si “raggruppano” tutti insieme le merci per trasportarle, nei container software si riuniscono tutti i servizi necessari a sviluppare applicazioni.  Con i container si realizza un nuovo modello che accelera incredibilmente la capacità di creare innovazione in cloud, perché gli sviluppatori non hanno bisogno ogni volta di ricreare tutta l’architettura software necessaria a supportare l’applicazione; possono creare dei “pacchetti” che contengono al loro interno solo i servizi necessari e riutilizzarli facilmente ogni volta che servono. Questo snellisce molto i processi di sviluppo, consentendo di agire con rapidità e precisione, come richiesto dalla continua evoluzione delle esigenze delle aziende che scelgono un approccio al 100% e nativamente cloud.    Il primo appuntamento è previsto il 14 luglio dalle ore 10 alle 12 ed è dedicato ad esplorare, con un approccio “hands-on”, tutto il tema delle Applicazioni Cloud Native con Oracle. Seguirà, una settimana dopo, il 21 luglio, sempre dalle ore 10 alle ore 12, un secondo webinar dedicato alla scoperta delle funzionalità del Service Mesh applicato su infrastruttura Oracle Cloud (OCI – Oracle Cloud Infrastructure), che consentono di gestire a livello architetturale e non di singole applicazioni funzionalità quali gestione del traffico, attuazione delle policy di accesso e autenticazione, telemetria – il tutto scrivendo poche righe di codice.   Seguendo i due webinar si potrà quindi capire come Oracle Container Engine for Kubernetes (OKE) risponde alla necessità di creare, gestire e utilizzare velocemente tutti i container creati in modo leggero, senza installare e manutenere complesse infrastrutture dedicate; si vedrà poi come con il Service Mesh si semplifica l’implementazione di complesse funzionalità su un gran numero di applicazioni. C’è anche un altro aspetto da sottolinare rituardo a Oracle Container Engine for Kubernetes, l’uso della piattaforma è gratuito e gli utenti pagano solo per le risorse di calcolo, archiviazione e rete di cui si servono.  E un ultimo, fondamentale vantaggio: appoggiandosi all’implementazione della piattaforma realizzata da Oracle, ci si garantisce un elevato livello di resilienza e si ottengono automaticamente gli aggiornamenti alle nuove versioni di Kubernetes, senza tempi di inattività.   Registrati ai link dei due webinar subito, se vuoi avere un momento di formazione impagabile – e gratuito: Applicazioni Cloud Native. Oracle in azione - 14 luglio Service Mesh su Oracle Kubernetes Engine - 21 luglio

Nel mese di luglio, Oracle chiama a raccolta sviluppatori, team di sviluppo operativo, IT e enterprise architect per scoprire le potenzialità di Oracle Kubernetes Engine (OKE), la piattaforma creata...

La catena Panino Giusto si affida a Oracle per offrire una nuova esperienza di ristorazione

La tecnologia per dare nuovamente il benvenuto ai clienti in tutta sicurezza, qualità ed efficienza   Panino Giusto è un punto fermo del panorama della ristorazione italiana dal 1979, un marchio che ha  contribuito con orgoglio a divulgare la cultura del panino “all’italiana” nel mondo. Attualmente opera in cinque paesi, ha un locale in quasi tutte le principali zone di Milano e prevede di incrementare significativamente il suo business nei prossimi anni. Nel gennaio 2020 Panino Giusto ha ricevuto la certificazione B® Corporation, prima azienda italiana nel settore della ristorazione ad averla ottenuta. L’Italia è stata una delle regioni più colpite dalla crisi sanitaria, ma finalmente i ristoranti sono stati autorizzati a riaprire, lentamente e tra pesanti restrizioni. Panino Giusto si è allora rivolta alla tecnologia, scegliendo Oracle Food and Beverage, con la soluzione Simphony e il sistema MICROS POS (Point-of-Sale) per ripartire e offrire ai clienti un'esperienza più sicura e piacevole.  "La nostra missione è sempre stata quella di portare a tutti un assaggio di vita italiana nel rispetto dell'individuo e dell'ambiente. Ora più che mai vogliamo proteggere i nostri clienti e il nostro personale", ha dichiarato Antonio Civita, CEO di Panino Giusto. "La tecnologia ci sta aiutando a ripensare i nostri ristoranti e l'esperienza dei nostri clienti senza perdere la qualità e il calore che hanno imparato a conoscere e ad apprezzare". Grazie al sistema Simphony che agisce come hub centrale per i dati, Panino Giusto sta introducendo molte nuove opzioni e modelli operativi per incrementare il fatturato, preservare i margini e offrire un’esperienza di elevata qualità ai propri clienti. Oracle ha collaborato con Smart Technologies Limited, Get Your Bill e TAS Group per aiutare Panino Giusto a ripensare ogni parte della sua attività, dai processi di consegna che utilizzano in modo intelligente il personale interno o aggregatori in base a obiettivi commerciali, fino alle molteplici opzioni di pagamento e ritiro senza contatto, in modo da ridurre al minimo i tempi di attesa. Il primo passo è stato quello di creare un'app - My Panino Giusto – che da sola permettesse ai clienti di  ordinare, pagare e “fidelizzarsi”, contabilizzando i loro punti fedeltà con un singolo strumento. Un progetto di tale portata normalmente avrebbe richiesto mesi, ma Oracle con Smart Technologies e gli altri partner lo hanno completato in poche settimane. "Oracle ha agito rapidamente per mobilitare una rete di partner che ci ha permesso di affrontare la crisi e di prepararci alla ripresa", ha aggiunto Civita. "I clienti abituali potranno ora ordinare e pagare in anticipo per la cena nel locale o per il take away, e al pagamento saranno associati dei token, in modo che i clienti possano essere identificati in base al programma fedeltà per accumulare o riscattare i punti accumulati senza alcuno sforzo aggiuntivo. Non avremmo potuto farlo così velocemente senza l'incredibile supporto e assistenza di Oracle e degli altri partner".  Gli ordini provenienti dall'app vengono gestiti direttamente nel sistema Simphony, garantendo che vengano evasi velocemente e in base alla consegna o al ritiro - tenendo  anche conto della distanza dal locale Panino Giusto da cui l'ordine verrà consegnato.  La fase successiva nell'evoluzione dell’ esperienza cliente sarà quella di consentire ai clienti di prenotare tavoli e ordini per garantire un servizio facile, senza contatto e in rispetto del distanziamento fisico, sulla base delle linee guida locali. Tutto questo aiuta Panino Giusto a gestire al meglio i costi di inventario e di preparazione del cibo, acquisendo dati più approfonditi su ciò che i clienti ordinano - e quando.  E' stata anche avviata una collaborazione con Estrima, società ideatrice e proprietaria di Birò, la mini-car (vedi immagine di apertura) nata per semplificare la mobilità cittadina in modo sostenibile - per dar luogo a un sistema di private delivery che consentirà a Panino Giusto, prima B-Corp italiana della ristorazione, di sviluppare un servizio a domicilio in linea con la sua mission “rendere il mondo più giusto attraverso un panino”.

La tecnologia per dare nuovamente il benvenuto ai clienti in tutta sicurezza, qualità ed efficienza   Panino Giusto è un punto fermo del panorama della ristorazione italiana dal 1979, un marchio che ha ...

La nuova mobilità sostenibile in Oracle Italia: progetto #iovadoinbici - con Trek

Fino al maggio 2021 Trek fornirà a Oracle  ben 8 city e-bike, 4 presso la sede di Milano e 4 nella sede di Roma: biciclette a pedalata assistita in stile urban, messe a disposizione dei dipendenti per promuovere gli spostamenti in sella Il mondo è cambiato, e la vita, lavorativa e non, delle persone deve oggi misurarsi con strumenti nuovi e scelte innovative. Prendiamo ad esempio il settore dei trasporti: la capacità di metrò, autobus e tram è stata dimezzata per permettere il rispetto delle norme di distanziamento fisico ed è facile prevedere che gli spostamenti individuali in auto non saranno una soluzione sostenibile nel lungo periodo. La nostra società è quindi chiamata a una riorganizzazione generale per far fronte a questa nuova normalità. In un mondo quindi che vedrà la sostenibilità come principio fondamentale per lo sviluppo e la salute personale nasce la partnership fra Trek Italia, brand di riferimento nel campo delle biciclette, e Oracle Italia. In due delle cinque sedi italiane, a Milano (Cinisello Balsamo) e a Roma zona EUR: è partito il progetto che promuove l’e-biking, #iovadoinbici. «Questo progetto si colloca esattamente nella nostra mission che vuole cambiare il mondo portando più persone possibili a usare la bicicletta – ha dichiarato Davide Brambilla, amministratore delegato di Trek Italia – e il fatto che Oracle, da sempre sensibile ai temi della sostenibilità e del green, abbia abbracciato questo nostro obiettivo non fa che dare un impulso ancora più forte all’azione di una mobilità realmente alternativa». “Ci stiamo da tempo impegnando sul fronte della sostenibilità con tanti progetti che hanno come obiettivo principale quello di sensibilizzare tutti alle tematiche di rispetto dell’ambiente e non solo. Questo con Trek è un tassello che non poteva mancare.” afferma Maria Teresa Sica, HR Director e responsabile del progetto Oracle Green Cloud. «Quello del bike sharing è un esperimento che sta già riscuotendo grande interesse tra i nostri colleghi – aggiunge Simone Marchetti, Business Development Manager e promotore dell’iniziativa Bike Sharing in Oracle Italia  – Stiamo anche lavorando allo sviluppo di una app che permetterà di gestire le prenotazioni delle otto biciclette e monitorarne gli spostamenti. Grazie a questi dati potremo quindi stabilire il risparmio in termini di inquinamento che i nostri “ciclisti” avranno contribuito a realizzare e dimostrare ancora una volta la nostra capacità di fare innovazione».  

Fino al maggio 2021 Trek fornirà a Oracle  ben 8 city e-bike, 4 presso la sede di Milano e 4 nella sede di Roma: biciclette a pedalata assistita in stile urban, messe a disposizione dei dipendenti per...

Il Cloud Oracle per costruire futuro, guardando oltre la crisi

Da: Il Sole 24 Ore del 21 maggio 2020 Agilità aziendale e visibilità su dati e processi per reagire rapidamente e adattarsi al cambiamento sono fattori chiave per il business nei momenti di incertezza, ma anche “superpoteri” da sfruttare per costruirsi un solido futuro. Superpoteri che, nella visione Oracle, si possono ottenere adottando in modo intelligente e integrato il Cloud. Con le moderne piattaforme la flessibilità e la scalabilità, da sempre punti chiave nella scelta del cloud, vanno ben oltre l’aspetto IT e dei costi: il cloud diventa il fattore su cui fare leva per facilitare un cambiamento organizzativo, una cultura aziendale nuova che rende le imprese più pronte ad affrontare le sfide, specie quando – come stiamo forzatamente imparando negli ultimi mesi – si verificano cambiamenti imprevedibili di portata globale, capaci di spingere interi settori economici a riconsiderare i loro modelli di business e operativi. È in questi momenti che emerge il valore chiave di potersi concentrare meno sulla complessità tecnologica – contando su risorse e supporto disponibili “as a service” – e molto più sulle persone e sui processi; emerge anche il vantaggio dell’apertura consentita dal cloud in ottica di condivisione di informazioni, continuità del business e agilità di riconfigurazione. Persone, clienti, fornitori: stakeholder della trasformazione I dipendenti sono i protagonisti del cambiamento: la loro capacità di affrontare e gestire la trasformazione è essenziale, così come è essenziale dare loro strumenti che li facilitino in questo. Con le applicazioni in cloud le aziende possono adattare processi amministrativi, formativi, operativi relativi alle risorse umane – ma anche garantirsi la possibilità per i dipendenti di accedere in modo sicuro a sistemi e servizi necessari per il loro lavoro, ovunque e in qualunque modalità. Una marcia in più che ha fatto la differenza per le aziende che hanno dovuto attivare lo smart working su larga scala e con il cloud hanno potuto agire rapidamente, ritrovandosi un patrimonio da spendere anche in futuro, ad esempio offrendo stabilmente questa possibilità, apprezzata da tantissimi lavoratori. I clienti: risposte efficaci nel momento del cambiamento, un patrimonio per il futuro Nel giro di poco abitudini di vita, acquisto, fruizione di servizi sono state stravolte. Interi settori hanno dovuto riconfigurarsi, e in aree quali turismo, cultura, viaggi sarà necessario un ripensamento nel lungo periodo, per andare incontro a un’utenza che manifesterà esigenze mai previste prima. Le aziende che hanno improntato i processi di customer experience, marketing, vendite su piattaforme cloud – magari potenziate da tecnologie quali l’Intelligenza Artificiale – e puntato sull’omnicanalità hanno potuto affrontare il cambiamento contando su maggiori visibilità, informazioni e flessibilità nel riorientare il customer journey (ad esempio spingendo sui canali virtuali) mantenendo un’esperienza soddisfacente per il cliente, e acquisendo importanti dati per immaginare nuovi modelli per il futuro. La supply chain: affrontare il cambiamento come ecosistema Mai come in questi mesi è emerso il valore strategico di un approccio di ecosistema nella supply chain, che si può realizzare soltanto attraverso la condivisione efficace di informazioni su processi e operatività, e allo stesso tempo rispettosa della protezione dei dati critici. Con modelli di Digital Supply Chain Management in cloud si può attuarla e dotarsi della flessibilità necessaria per individuare in tempo reale squilibri tra domanda e offerta, snodi critici, colli di bottiglia potenziali – anche a livello dei trasporti – e poter riadattare processi e operatività in funzione di scenari temporanei o di lungo periodo.  

Da: Il Sole 24 Ore del 21 maggio 2020 Agilità aziendale e visibilità su dati e processi per reagire rapidamente e adattarsi al cambiamento sono fattori chiave per il business nei momenti di incertezza,...

Oracle offre ai propri clienti strumenti gratuiti di pianificazione finanziaria e di modellazione di scenari per aiutarli ad adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato

di: Hari Sankar, Vice-President Oracle EPM Cloud Nessuno sa come sarà il mondo post COVID-19 e non esistono due settori o due aree geografiche che vivano la stessa realtà: l'unica certezza è che ogni organizzazione ha bisogno di bilanciare le esigenze urgenti e critiche a breve termine con le priorità strategiche a lungo termine.  In questa situazione, la pianificazione degli scenari e la modellazione strategica sono diventate essenziali per i team aziendali che si occupano di Finance, poiché devono valutare un'ampia gamma di possibili risultati, prevedono entrate e liquidità e devono reiterare le simulazioni e previsioni a breve e medio termine. Ed è per questo motivo che Oracle ha deciso di offrire accesso gratuito a Oracle Financial Statement Planning,  che include anche la modellazione strategica, a tutti i clienti esistenti di Oracle Planning Cloud per i prossimi 12 mesi (fino alla fine di aprile del prossimo anno). Oracle Financial Statement Planning aiuterà i clienti a gestire scenari dettagliati "what-if" per un'ampia gamma di possibili situazioni economiche, tra cui ritardi nei pagamenti, fluttuazioni delle scorte e interruzioni delle forniture. Contribuirà inoltre ad aumentare l'accuratezza della previsione dei ricavi e dei flussi di cassa e della modellazione degli scenari di composizione del capitale, oltre ad aiutare a rispettare le clausole contrattuali bancarie e quelle per i finanziamenti e a calcolare il credit rating. Con l'accesso gratuito a queste funzionalità uniche, si potrà beneficiare di questi vantaggi: - Maggiore agilità aziendale e miglioramento del processo decisionale: Le nostre capacità di simulazione con il metodo MonteCarlo vi aiuteranno a migliorare sostanzialmente l'agilità aziendale e a mitigare i risultati negativi, consentendovi di testare una serie di probabili risultati e di pianificare le potenziali risposte. - Modelli di liquidità accurati: La modellazione del bilancio diventa fondamentale quando l’obiettivo è la liquidità. La nostra capacità integrata di "ricerca obiettivo" vi aiuterà a eseguire controlli periodici per decidere quali variabili operative devono essere modificate per un'efficace gestione dei costi e per l'ottimizzazione della liquidità. - Reporting e analisi semplici ma approfondite: È fondamentale in una modellazione non solo comunicare i numeri, ma anche il pensiero che sta dietro ai numeri. L'analisi in tempo reale e la distribuzione dei report sono disponibili in diversi formati, e sia la reportistica che l'analisi sono possibili utilizzando un browser web e SmartView per Microsoft Office. Come si presenta la pianificazione degli scenari? Prendiamo l’esempio del mondo retail, il cui settore ha visto una significativa interruzione del traffico all'interno dei punti vendita. -Molti rivenditori al dettaglio – negozi di vario genere – devono considerare la riapertura graduale delle sedi fisiche, oltre ad anticipare i continui cambiamenti nel mix di ricavi online e in-store. Devono anche considerare i cicli di spesa dei consumatori, in cui gli articoli di base avranno probabilmente una percentuale maggiore dei ricavi rispetto agli articoli di lusso. Questo è solo un esempio. Sappiamo che ogni singolo settore avrà un impatto diverso, ed è per questo che stiamo anche fornendo ulteriori risorse formative per aiutare i team della funzione Finance. Abbiamo reso disponibili tutorial online e una guida che passo-passo permette di configurare e sfruttare facilmente queste funzionalità gratuite. Inoltre, molti dei nostri partner sono pronti ad assistere i nostri clienti nell'implementazione di questi nuovi moduli, tra cui Accenture, Deloitte, KPMG, ecc e naturalmente Oracle Consulting. Nessuno ha la sfera di cristallo, ovviamente, ma indipendentemente da ciò che accadrà nei prossimi mesi, rinnoviamo il nostro impegno ad aiutare i nostri clienti. Sappiamo che pèr i CFO e i leader finanziari di tutto il mondo i prossimi mesi rappresenteranno la loro più grande sfida professionale. Siamo qui per sostenerli e la supereremo insieme!  

di: Hari Sankar, Vice-President Oracle EPM Cloud Nessuno sa come sarà il mondo post COVID-19 e non esistono due settori o due aree geografiche che vivano la stessa realtà: l'unica certezza è che ogni...

Zoom si avvale di Oracle per aiutare le scuole e le imprese a rimanere in funzione e le persone a mantenere il contatto con amici e famiglie

di Barb Darrow, Senior Communications Director, Oracle Non è forse esagerato dire che la pandemia di COVID-19 ha completamente stravolto il modo in cui, ovunque, la gente lavora, socializza, mangia e, in una parola, vive. L’obbligo di restare a casa e e la sospensione dei grandi eventi pubblici hanno cambiato tutto. Ma Zoom, con Oracle come suo nuovo partner Cloud, ha reso molto più facile per le persone continuare a partecipare alle attività quotidiane comuni - dalla riunioni di lavoro, alle lezioni scolastiche fino alla pratica dello yoga e persino all’aperitivo online - di fronte a questa minaccia, dove il distanziamento sociale è una misura chiave. In alcuni Paesi, poi, Zoom viene anche utilizzato per discutere cause civili e penali. In aprile, il numero giornaliero di partecipanti alle riunioni via Zoom è salito a 300 milioni, con un aumento del +50% rispetto ai 200 milioni del mese precedente. Uno dei motivi di questa crescita è stato il fatto che l'azienda, fondata nel 2011 con un'attenzione particolare per gli utenti aziendali, è cresciuta per supportare anche docenti e studenti, con un servizio gratuito. Con il diffondersi della pandemia, poi, Zoom ha anche deciso di eliminare il limite di 40 minuti per le scuole primarie e secondarie. Tutto ciò ha comportato, per l'azienda di San José, aumentare la sua capacità cloud per supportare l'ulteriore flusso di videoconferenze. Ed è per questo che si è messa in contatto con Oracle, che è stata rapidamente coinvolta in questo impegno. Il team dei tecnici Oracle ha lavorato rapidamente, implementando Zoom sull’infrastruttura  Oracle Cloud (OCI, Oracle Cloud Infrastructure)  e garantendo che Zoom avesse una capacità cloud sufficiente per servire le centinaia di migliaia di nuovi utenti che affluivano al suo servizio. E quando questo flusso si è trasformato in milioni di studenti, insegnanti e altre persone, Zoom è stata in grado di far scalare facilmente la sua capacità cloud per soddisfare questa esigenza. Riuscire ad aiutare Zoom a soddisfare l'impennata della domanda dimostra anche la robustezza e l'affidabilità del cloud di seconda generazione di Oracle, costruito per gestire senza problemi le esigenze più stringenti delle comunicazioni video e di altre applicazioni di broadcasting. Quando il COVID-19 ha colpito, i servizi di Zoom erano già collaudati in ambito aziendale; ma è stato fin da subito chiaro che le sue comunicazioni video di semplice utilizzo potevano facilitare la vita anche agli utenti non aziendali, ad esempio le famiglie e i genitori che ora devono svolgere doppi e tripli compiti come insegnanti, allenatori e infermieri, il tutto senza rinunciare alla loro vita professionale. I membri di famiglie lontane possono anche “visitarsi” l'un l'altro utilizzando Zoom, secondo le linee guida raccomandate per il distanziamento sociale. Intanto, il nome dell'azienda si è trasformato in un sostantivo e in un verbo. Frasi come "Ci zoomiamo?" sono entrate nel gergo sia in ambito lavorativo che sociale. Zoom ha persino reso possibili veglie funebri e matrimoni. Visto tutto questo, si può dire che il servizio di videocomunicazione di alta qualità di Zoom sta aiutando centinaia di milioni di persone - molte delle quali ancora confinate nelle loro case - a sentirsi un po' meno sole, un po' più legate l'una all'altra. E Oracle, con la sua moderna infrastruttura Oracle Cloud di seconda generazione, è entusiasta di contribuire a far ‘sì che ciò accada.  

di Barb Darrow, Senior Communications Director, Oracle Non è forse esagerato dire che la pandemia di COVID-19 ha completamente stravolto il modo in cui, ovunque, la gente lavora, socializza, mangia e,...

Oracle e CRUI: partenariato per il futuro del sistema universitario e della ricerca

Infrastrutture, formazione, trasferimento di competenze per l'innovazione sul territorio - al cuore di una collaborazione triennale Oracle e CRUI - la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane -, hanno siglato di recente una partnership che rafforza ulteriormente l’impegno dell’azienda come partner tecnologico e abilitatore di competenze e innovazione per il mondo accademico italiano. Oracle, in particolare, collaborerà con CRUI per sviluppare soluzioni tecnologiche volte a innovare – con una particolare attenzione alla sostenibilità – le infrastrutture per l’ICT e per la ricerca scientifica, nell’ottica di realizzare nuovi paradigmi di “università digitale”, oggi più importanti che mai; parallelamente si lavorerà sul versante delle competenze, per valorizzare nei confronti del mercato l’eccellenza espressa dal mondo universitario italiano, rafforzandone il ruolo nell’ecosistema di innovazione sul territorio con il lancio di nuove iniziative.  Inoltre, attraverso CRUI, Oracle supporterà la creazione di centri di competenza che consentano agli studenti universitari di affiancare al proprio percorso formativo opportunità di apprendimento extracurriculare e di ottenere certificazioni Oracle diffuse in tutto il mondo e altamente richieste nel mondo del lavoro – per le nuove esigenze legate a database, big data, cloud, sviluppo applicativo, tecnologie emergenti. L’accordo siglato tra Oracle e CRUI ha una durata triennale, fino al 2022 e comporta, tra le altre opportunità, accesso a crediti per l’utilizzo di infrastrutture cloud Oracle (IaaS, PaaS) e condizioni di particolare favore per l’acquisizione di servizi e applicazioni "as a service" e per l’accesso a percorsi formativi della Oracle University; opportunità che si estendono a tutto il sistema universitario e della ricerca rappresentato dalla Conferenza dei Rettori. Oggi più che mai, dunque, la partnership con CRUI rappresenta il modo in cui Oracle intende la collaborazione tra pubblico e privato, contribuendo a 360 gradi all’obiettivo comune di sfruttare tutto il potenziale della digitalizzazione, fondamentale per la ripresa.  

Infrastrutture, formazione, trasferimento di competenze per l'innovazione sul territorio - al cuore di una collaborazione triennale Oracle e CRUI - la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane -...

Oracle offre gratuitamente l'apprendimento online e la certificazione per Oracle Cloud Infrastructure e Oracle Autonomous Database

di Raghu Viswanathan, Vice President,  Education Products & Delivery, Oracle University Da fine marzo fino al 15 maggio 2020, Oracle offre l'accesso gratuito ai contenuti eLearning e alle certificazioni per Oracle Cloud Infrastructure e Oracle Autonomous Database. Qualsiasi utente – tra cui sviluppatori, professionisti, tecnici, solution architect, studenti e insegnanti - potrà accedere rapidamente e facilmente a più di 50 ore di formazione online e a 6 esami di certificazione, il tutto gratuitamente.  Oracle University dà quindi accesso a una vasta libreria di materiali per Oracle Cloud Infrastructure e Oracle Autonomous Database, ma anche a contenuti extra relativi ad argomenti quali Data Science, Machine Learning (apprendimento automatico) e al funzionamento di ambienti multi-cloud come l'integrazione con Microsoft Azure.  Stiamo rendendo disponibili ovunque e in qualsiasi momento risorse video di alta qualità, accesso a esperti in materia e dimostrazioni registrate di laboratori pratici, in modo che i professionisti IT possano accelerare il loro apprendimento e acquisire le competenze necessarie. Per alcuni Paesi e lingue è già disponibile anche la traduzione automatica (sottotitoli ai video) - cinese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo.  Mentre i nostri clienti affrontano nuove sfide e devono progressivamente adattarsi a un panorama digitale in rapida evoluzione, Oracle sta intensificando i suoi sforzi per contribuire a costruire le competenze tecniche critiche nel cloud di cui hanno bisogno per guidare l'innovazione. Crediamo che le certificazioni aiutino i professionisti a sviluppare competenze on-demand, ad abbreviare i tempi di consegna dei progetti dei clienti, a migliorare la loro esperienza e anche ad avanzare nella propria crescita professionale e carriera, migliorando al contempo le loro prestazioni lavorative complessive.  Per ottenere la certificazione bastano tre semplici passi: Fase 1: Ottenere un account Oracle Single-Sign-On (SSO) gratuito. Se avete già un SSO, andate al punto 2  - Effettuate il login al sito di Oracle Education (v. angolo destro della pagina). - Selezionate "Crea un account" e compilate i campi richiesti. - Verificate l'account via e-mail. Fase 2: Accedete ai percorsi di apprendimento attraverso i link sottostanti: Oracle Autonomous Database Specialist Oracle Cloud Infrastructure Foundation Associate Oracle Cloud Infrastructure Cloud Operations Associate Oracle Cloud Infrastructure Developer Associate Oracle Cloud Infrastructure Architect Associate Oracle Cloud Infrastructure Architect Professional Fase 3: Registratevi e sostenete l'esame di certificazione gratuito. Se avete un account PearsonVue, effettuate il login. In caso contrario, scegliete "Crea un account Web" sul lato destro della pagina e seguite le istruzioni. NB Questa iniziativa si basa su un recente annuncio di Oracle relativo alle risorse di formazione gratuita per gli sviluppatori di cloud. Per saperne di più su Oracle University consultate Oracle Education dove potrete trovare tutte le informazioni su corsi e certificazioni riguardanti la tecnologia Oracle.    

di Raghu Viswanathan, Vice President,  Education Products & Delivery, Oracle University Da fine marzo fino al 15 maggio 2020, Oracle offre l'accesso gratuito ai contenuti eLearning e alle...

Il content marketing durante una crisi o un evento su scala mondiale

Chi fa marketing in azienda tende a pensare in modo ottimistico quando pianifica strategie, campagne ed eventi. E’ un lavoro duro, di grande dedizione e attenzione per cercare di coprire ogni dettaglio possibile. Tuttavia, chi lo compie pensa che alla fine questo lavoro darà i suoi frutti e se ne vedranno i risultati. Si può sempre fare un passo falso o avere una battuta d'arresto, ma è poi possibile riorganizzarsi e fare gli aggiustamenti del caso alla pianificazione. Poi, una volta finito, si possono esaminare i risultati e usare i numeri per analizzare ciò che ha funzionato meglio e ciò che non ha funzionato e usare queste informazioni, o questi insight come si dice in gergo, per migliorare le promozioni future. Tuttavia possono verificarsi avvenimenti che sfuggono al controllo di un team di marketing. Degli eventi su scala mondiale, una crisi interna, o una calamità con conseguenze disastrose possono sempre accadere, e a quel punto un buon numero di piani e di promozioni si fermano o per lo meno devono essere modificati o riconsiderati. Ci si può aspettare che gli eventi di marketing siano rinviati, riprogrammati, a volte trasformati in eventi virtuali o cancellati del tutto. Molto dovrà essere rivalutato anche nel modo di muoversi del team di marketing. Il team stesso potrebbe dover lavorare solo da remoto (se prima non lo faceva già), e sarà necessario considerare quali sono le priorità in quel momento. Diventerà più importante semplicemente “esserci”, per i propri clienti. piuttosto che concludere una vendita difficile o introdurre un nuovo prodotto, servizio o offerta. Allora, come cambia il content marketing in un periodo come questo? Anzitutto, non si può semplicemente far finta che si tratti di “business as usual”. Se sta succedendo qualcosa, bisogna riconoscerlo e tenerne conto, in qualche modo, anche solo indirettamente. Allo stesso tempo, potrebbero esserci già alcuni progetti in cantiere che semplicemente non si possono abbandonare o di cui il team aziendale (e il Brand) alla fine avranno bisogno. Naturalmente, bisognerà anche prestare molta attenzione al “tono” della comunicazione, indipendentemente dal progetto, e al fatto che alcuni contenuti potrebbero non essere appropriati per il momento. Ma come decidere? Non c'è una risposta facile o univoca su cosa fare in una situazione del genere. Molto dipenderà da voi, dalla situazione, da ciò di cui il vostro team ha bisogno e da ciò di cui hanno bisogno i vostri clienti. E’ opportuno operare con il miglior giudizio possibile, specie in circostanze difficili e confuse. Tenendo presente tutto questo, ecco alcune linee guida generali che possono essere d'aiuto: Allentare la tensione: Bisogna abbassare ogni tono auto-celebrativo. Non è il momento di “vestire a festa” la comunicazione di marketing e di renderla il più appariscente possibile - e apparire così come irrispettosi o superficiali. Prendete sul serio gli eventi che si stanno verificando e lasciate che i vostri contenuti lo riflettano. Inoltre, cercate di non puntare troppo sulla vostra thought leadership in un certo mercato o settore, come se non fosse cambiato nulla.  In alcuni casi, il business può continuare in qualche forma, e molti potrebbero gradire un po' di normalità, il che significa poter mettere a punto e utilizzare dei nuovi contenuti. Tuttavia, in questo momento, i vostri contenuti dovrebbero concentrarsi maggiormente su come potete aiutare i vostri clienti con qualsiasi sfida o problema stiano vivendo durante questo particolare momento. Qualità vs. quantità: Qualunque sia il contenuto che pubblicherete durante un momento di crisi, dovreste focalizzarlo sull'essere utile e di alta qualità. Non pubblicate troppi contenuti insieme, soprattutto se non sono rilevanti e sapete che il vostro pubblico ha altre cose per la testa e forse non è nello stato d'animo giusto per quello che avete pubblicato. Tono della comunicazione: Il vostro tono dovrebbe riflettere la situazione in cui vi trovate. Se la questione è seria, dovreste trattarla come tale nel vostro modo di scrivere dei contenuti. A volte un po' di spensieratezza e di umorismo potrebbero aggiungere leggerezza e rallegrare la giornata a qualcuno, ma è necessario porre grande attenzione e assicurarsi che il contenuto sia appropriato. Non bisogna infatti dare l'impressione che, mentre da qualche parte le persone si trovano davvero in difficoltà e sofferenza, la vostra azienda prenda la cosa con leggerezza o la sminuisca. Soprattutto, il tono deve rimanere calmo e composto e il vostro messaggio essere il più chiaro possibile, poiché è questo ciò di cui i clienti hanno bisogno, in un momento come questo. Empatia e sensibilità: Quando scrivete un contenuto, mettetevi sempre nei panni dei vostri clienti. Pensate a quello che stanno facendo e a come il vostro contenuto potrebbe aiutarli. Cosa potrebbero trovare irrispettoso o irrilevante durante un momento di crisi? Quali informazioni li metterebbero più a loro agio? Ricordate di essere anche sensibili. Una crisi potrebbe colpire alcuni settori e professioni in modo peggiore o in modo diverso rispetto ad altri. Cercate di essere sempre attenti alle parole, ai messaggi e persino alle immagini che usate. Chiedete un feedback ai vostri colleghi: Non siete soli. Avete un intero team a cui chiedere contributi e feedback sui vostri contenuti. Se non siete sicuri del tono, della pertinenza e dell'adeguatezza, altri possono darvi un’opinione e guidarvi nella giusta direzione. Inoltre, se la vostra azienda ha un team di PR o di comunicazione, staranno senza dubbio lavorando su una strategia adeguata di messaggi e comunicazione per affrontare la crisi. Se vi si chiede di passare i vostri contenuti a questo team - o a un altro ente interno di approvazione - per verificare che i vostri messaggi si inseriscano in tale strategia, fatelo prontamente. Non è mai una cattiva idea avere un altro paio di occhi sui contenuti, ed è quanto mai opportuno essere cauti e attenti al massimo, in un momento difficile nella vita di tutti. Usate il buon senso e ricontrollate tutto anche due o tre volte per assicurarvi che sia tutto ok.  Ricordate sempre che molte persone potrebbero trovarsi in difficoltà in questo momento, e saranno necessarie pazienza e comprensione.

Chi fa marketing in azienda tende a pensare in modo ottimistico quando pianifica strategie, campagne ed eventi. E’ un lavoro duro, di grande dedizione e attenzione per cercare di coprire ogni...

L'impegno di Oracle verso i Clienti durante la crisi COVID-19

Mentre in tutto il mondo  si continua a navigare nell'incertezza di COVID-19, Oracle desidera ribadire il suo impegno a sostenere le aziende e il loro business durante il corso di questa pandemia e a fornire continuità di servizio in ogni momento.  Ci rendiamo conto che in questo momento di crisi è fondamentale dare alle aziende la possibilità di continuare le proprie attività di business e aiutarle a far fronte alle richieste particolari a cui potrebbero dover rispondere. Oracle è ormai da diversi decenni sul mercato, e la sua tecnologia sta alla base delle migliori aziende di telecomunicazioni che operano per mantenere la connessione tra le persone, degli operatori retail che forniscono cibo e altri beni di prima necessità, degli ospedali e dell’assistenza sanitaria, delle compagnie aeree, delle banche e delle assicurazioni e dei servizi finanziari in genere, delle Pubbliche Amministrazioni che operano per la sicurezza, l’informazione e il welfare delle persone, delle utility che assicurano l’energia e i servizi di pubblica utilità, e di molte altre funzioni critiche in ogni settore. Da sempre ci concentriamo sulla fornitura di software e hardware quanto mai affidabili, scalabili e sicuri, con un supporto senza pari. In questo momento cruciale, desideriamo far sapere ai nostri Clienti che possono contare sulla nostra presenza e sul nostro sostegno. Il Leadership Team di Oracle si riunisce regolarmente per valutare e rispondere in modo appropriato alla situazione, man mano che si evolve, per adeguare le attività al fine di mantenere la continuità di business e al contempo salvaguardare la sicurezza e la salute di coloro che ne subiscono l’impatto maggiore. Inoltre, Oracle opera in conformità con le linee guida dei Governi delle nazioni in cui opera e delle autorità sanitarie pubbliche di tutto il mondo. Naturalmente, la salute e il benessere sia dei nostri che dei vostri dipendenti rimangono una priorità. Abbiamo messo in atto molte azioni restrittive che si traducono in una riduzione della potenziale trasmissione del virus. Disponiamo di ampie capacità di collaborazione online per consentire ai nostri dipendenti di comunicare a distanza tra loro, con voi e con i nostri fornitori. Lavoriamo instancabilmente per mantenere la sicurezza di tutti  e allo stesso tempo continuare a servirvi. Il team locale di Oracle è a disposizione per ulteriori domande e dubbi. Di seguito, le risposte alle domande più frequenti che abbiamo ricevuto in merito ai nostri piani di business continuity.  Domande Frequenti 1. Qual è il Business Continuity Plan di Oracle? Oracle mantiene un solido programma di gestione della continuità operativa, rivisto su base annuale. Le singole linee di business di Oracle hanno piani specifici basati sulla natura degli impatti possibili per le operazioni commerciali. Oracle adotta un approccio alla gestione della continuità operativa basato sull'impatto, progettando piani di preparazione e risposta che riguardano la disponibilità della nostra forza lavoro, dei luoghi di lavoro, delle tecnologie e delle interdipendenze critiche. Le dimensioni della popolazione dei dipendenti Oracle e la diversificazione geografica offrono un vantaggio intrinseco, in termini di resilienza. Anche gli uffici con chiusure obbligatorie hanno mantenuto i processi aziendali essenziali e l'assistenza ai clienti, senza che ciò abbia finora causato interruzioni del servizio. 2.  I miei servizi cloud subiranno un impatto? Oracle si impegna a rispettare i propri accordi sul livello di servizio per i nostri servizi cloud. Abbiamo progettato la nostra infrastruttura cloud di seconda generazione e le applicazioni SaaS  - che sono leader del settore – con la massima disponibilità e resilienza. Disponiamo inoltre di un solido processo di gestione della capacità per fornire la scalabilità dei servizi cloud. Al momento, non ci aspettiamo alcuna interruzione della disponibilità dei servizi cloud a causa del virus COVID-19. 3. Ci saranno ritardi nella supply chain di Oracle a causa di COVID-19? Oracle si impegna a rispettare i termini e gli accordi stabiliti con la vostra azienda. Manteniamo una strategia di multisourcing per la maggior parte dei nostri componenti e lavoriamo costantemente per evitare ritardi che abbiano un impatto sui clienti. Per prodotti o componenti forniti prevalentemente da Paesi ad alto rischio, stiamo ampliando le nostre opzioni di forniture alternative per ridurre al minimo le potenziali interruzioni future. 4. Che impatto sta avendo COVID-19 sui tempi di consegna dell'hardware? Se COVID-19 continua ad intensificarsi, i tempi di consegna possono aumentare. Oracle sta lavorando con la massima diligenza per ridurre al minimo il potenziale ulteriore allungamento dei tempi di consegna: vi terremo informati su qualsiasi impatto che possa influenzare il vostro business. 5. Quale sarà l'eventuale impatto sulle parti di ricambio?Al momento non ci aspettiamo problemi nella fornitura di parti di ricambio. Attualmente, gli unici ritardi che stiamo riscontrando sono con la consegna ai clienti che hanno un accesso limitato ai loro siti o dove ci sono ritardi di trasporto. 6. Avete qualche preoccupazione riguardo al supporto o al personale per le sostituzioni di hardware o le installazioni per i clienti? La numerica della popolazione dei dipendenti Oracle e la varietà geografica forniscono un vantaggio intrinseco alla continuità del nostro hardware e dei nostri servizi a livello globale. Ci impegniamo a rispettare i nostri accordi durante tutta questa situazione, in modo che la vostra attività possa continuare a funzionare normalmente. 7. Come posso ricevere aggiornamenti su COVID-19 da Oracle? Oracle vi informerà di tutte le notifiche di servizio importanti attraverso i vostri contatti normali di account e i canali di comunicazione. Se avete domande o dubbi in merito a COVID-19,  per favore fateli pervenire a Oracle attraverso i vostri team di Account Management o di Service, che utilizzate per tutte le comunicazioni di routine.  NB Qui la pagina web originale  - sempre aggiornata - da cui è tratto questo post:  https://www.oracle.com/corporate/covid-19.html   

Mentre in tutto il mondo  si continua a navigare nell'incertezza di COVID-19, Oracle desidera ribadire il suo impegno a sostenere le aziende e il loro business durante il corso di questa pandemia e a...

Tradizione e tecnologia: il "blend" che rende il caffè illy unico al mondo

Come nel sogno del suo fondatore Francesco Illy - quello di offrire “il migliore caffè al mondo” - illy offre un solo blend di caffè fin dal 1933, suo anno di fondazione, a Trieste. Attentamente perfezionata nel corso degli ultimi otto decenni, derivata da nove tipi di caffè di pura Arabica,.il blend illy delizia oggi 8 milioni di persone a casa, negli uffici, negli alberghi, nei ristoranti e nei bar.  L'azienda vende infatti il suo caffè e i suoi accessori online e in 259 negozi e caffè, e altri 100.000 rivenditori servono o vendono caffè illy, in 140 Paesi. Lo scorso anno illycaffè ha registrato un fatturato record di 483 milioni di euro, in crescita del +3,5% rispetto all'anno precedente, e un EBITDA in crescita del +10,7% rispetto all'anno precedente. Per continuare a servire il miglior caffè al mondo, illy si è rivolto alla tecnologia – sia per gestire al meglio la sua forza-lavoro – che conta oggi circa 1.300 dipendenti  in tutto il mondo - sia le relazioni con i suoi clienti. illy conta sui suoi dipendenti per mantenere stretti rapporti con i produttori di caffè, aiutandoli a rimanere redditizi e supportandone al contempo pratiche di crescita sostenibile. Il mantenimento di questi rapporti personali è fondamentale per il successo continuo in un ambiente altamente competitivo. L'azienda utilizza Oracle Human Capital Management (HCM) Cloud per garantirsi degli elevati standard di politiche e gestione del personale in tutte le sedi – perchè offre pacchetti retributivi e benefit standard e coerenti in tutte le aree geografiche, aiuta a identificare i dipendenti di talento per il personale delle nuove sedi e a fornire ai manager un'unica fonte di informazioni dettagliate su ogni membro della sua “famiglia allargata”.  illy ha completato l'implementazione della suite HCM Cloud - tutte le funzioni HR e la gestione dei talenti - in meno di due anni, mettendo così le basi per una futura ulteriore crescita internazionale. Inoltre, quando illy ha sostituito il suo sito web di ecommerce orientato al prodotto con un sito incentrato su un'esperienza più orientata al cliente, ha incrementato il fatturato aziendale del +24% nei primi 18 mesi. E ci si aspetta che avrà ancora più “appeal” una volta aggiunto un chatbot costruito con la tecnologia Oracle Digital Assistant. I clienti più “digitalmente esperti” di illy si divertiranno a inviare le loro domande sulle caratteristiche del prodotto, la disponibilità e i prezzi al chatbot attraverso il portale. Gli agenti umani del servizio clienti risponderanno poi a tutte le domande a cui il chatbot non può rispondere. Con 8 milioni di tazze di caffè illy servite ogni giorno ai propri clienti, illy - uno dei leader del settore - oggi ha deciso di sfruttare le potenzialità della soluzione Responsys all’interno della suite Oracle Customer Experience (CX) per soddisfare al meglio le loro richieste. Responsys cattura i dettagli delle interazioni con i clienti su tutti i canali, incluse le conversazioni chatbot e di persona e le e-mail, e riassume il feedback in modo che i manager dell'azienda possano rispondere avendo tutte le informazioni utili per farlo.   "Tutto ciò che ruota attorno alla tecnologia è un fattore abilitante. La tecnologia ci permette di ridurre l'incertezza e ci fornisce dati più utili in minor tempo, in modo da poter fornire un servizio rilevante e tempestivo, all’interno e all’esterno dell’azienda", ha commentato Massimiliano Pogliani, CEO di illy - che è stato recentemente protagonista sul palco con la CEO di Oracle, Safra Catz all'edizione europea di Oracle Open World.

Come nel sogno del suo fondatore Francesco Illy - quello di offrire “il migliore caffè al mondo” - illy offre un solo blend di caffè fin dal 1933, suo anno di fondazione, a Trieste. Attentamente...

L'intelligenza artificiale in azienda: come non subire un technoshock

Tutti i processi aziendali, a partire dall’Enterprise Resource Planning (pianificazione delle risorse) aumentano il loro valore strategico e potenzialità con l’automazione - e l’intelligenza artificiale che la sviluppa - ma è cruciale gestire il cambiamento. “Quando la tecnologia cambia e le persone non tengono il passo, si rischia un technoshock: la conseguenza di una trasformazione non gestita, che dobbiamo evitare assolutamente dato che l’AI, ma anche altre innovazioni – penso al 5G -  stanno emergendo con tutto il loro potenziale dirompente”. Gianfranco Caimi, Cloud Applications & ERPM Country Leader di Oracle Italia, ha le idee chiare su come abbracciare il cambiamento. “Bisogna alimentare e potenziare le soluzioni tecnologiche per i processi aziendali chiave, a partire da quelli cruciali come l’ERP, con le tecnologie emergenti – ma soprattutto preparare i dipendenti a sfruttare al meglio le opportunità”.  In qualsiasi settore, perché oggi la strada per l’Impresa 4.0 è aperta.  Riscrivere le regole del business I processi di pianificazione delle risorse aziendali (ERP) sono da sempre il cuore pulsante dell’azienda e ne riflettono le caratteristiche ed esigenze anche a livello applicativo, spesso portandosi dietro un forte tasso di personalizzazione che può rappresentare un ostacolo al cambiamento. La soluzione non può essere riscrivere tutto, con costi enormi; dev’essere, piuttosto, adottare un sistema capace di superare gli ostacoli che fanno fallire l’innovazione – legati alla mancanza di dati e all’uso di strumenti poco intuitivi, che ostacolano la capacità di visione e comprensione del business. E’ qui che entra in gioco un nuovo tipo di cloud, alimentato dall’intelligenza artificiale – che fortunatamente offre anche i mezzi per affrontare le sfide che crea. Un cloud a cui tutti i dati sono ricondotti per essere monitorati e gestiti, con una maggiore qualità e capacità previsionale grazie alla possibilità di automatizzare le operazioni di aggiornamento e riparazione e alla capacità di adattarsi e reagire al feedback degli utenti creando via via nuove regole, senza fermare tutto.  Le persone al centro dell’innovazione Al di là dell’aspetto tecnologico, la vera sfida è però aiutare le persone a lavorare con i nuovi sistemi. Tutti – dal consiglio di amministrazione in giù – possono mettere a frutto strumenti e applicazioni AI ma devono saper adattare il proprio ruolo a un contesto in cui l’automazione si occupa di funzioni quotidiane anche importanti. Devono avere chiaro che l’AI non va in sostituzione, ma va ad aumentare la capacità delle persone.  “Il vero valore dell’AI sta nell'aiutare i dipendenti ad aumentare la loro conoscenza dei dati aziendali, dai quali erano precedentemente scollegati. Grazie a questa comprensione, possono vedere in anticipo le opportunità e prendere decisioni migliori, di valore strategico” spiega Caimi. E’ quindi utile facilitare la transizione scegliendo soluzioni che offrono all’utente aziendale esperienze intuitive e semplificate, con cui interagire in modo naturale, ad esempio con il riconoscimento vocale e/o il supporto di assistenti digitali.   Sarà così possibile sfruttare le potenzialità trasformative a lungo termine dell’automazione, incidendo non solo sull’efficienza ma anche sulla capacità delle persone di contribuire strategicamente al business, qualunque sia il loro ruolo in azienda.    

Tutti i processi aziendali, a partire dall’Enterprise Resource Planning (pianificazione delle risorse) aumentano il loro valore strategico e potenzialità con l’automazione - e l’intelligenza...

Data Protection, Data Privacy: ci teniamo veramente?

La giornata della protezione dei dati personali (Data Protection Day, nota anche come giornata della data privacy, Data Privacy Day) del 28 gennaio pone l'accento su importanti rischi legati ai nostri dati e ai dati che le aziende - compresi i datori di lavoro - raccolgono e gestiscono. Ma non possiamo permettere che la nostra guardia si abbassi per gli altri 364 giorni dell'anno.  Dobbiamo trattare la protezione dei nostri dati con la stessa vigilanza e regolarità che usiamo quando ci puliamo i denti - lo facciamo ogni giorno, come parte non negoziabile della nostra vita, altrimenti ci saranno danni, costi enormi dal dentista e spesso anche problemi di salute connessi. Questa vigilanza non è attualmente una realtà. Meno della metà delle aziende a livello globale è sufficientemente preparata per un attacco alla sicurezza informatica, secondo un rapporto di PricewaterhouseCoopers che ha intervistato 3.000 top manager d'azienda di oltre 80 paesi. E nessuno può dimenticare la spaventosa violazione dei dati di Capital One che ha esposto 106 milioni di dati personali dei clienti nel marzo 2019. In effetti, nel 2020 sono già accadute diverse importanti violazioni, tra cui le informazioni sui passaporti... e siamo solo a gennaio. L'utilizzo dei dati attraverso la tecnologia ha permesso alle organizzazioni di innovare e realizzare gli obiettivi più rapidamente, ma presenta anche delle sfide. Nonostante l'adozione massiccia delle tecnologie emergenti, i dati continuano ad essere una risorsa e al contempo un rischio. I fatti fondamentali da sapere In tutto il mondo abbiamo visto nascere una serie di regolamenti, tra i quali il più importante è il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell'Unione Europea (GDPR), che ha fatto fare un passo indietro alle organizzazioni e ha fatto ‘sì che queste ultime si assumessero maggiori responsabilità per il modo in cui proteggono e utilizzano i dati dei clienti. Le multe per violazione del GDPR hanno avuto conseguenze enormi per le organizzazioni, per un valore – solo l'anno scorso – di oltre 200 milioni di euro. L'impatto sulle imprese è innegabile e sicuramente è destinato ad aumentare. Il CCPA – ovvero il California Consumer Privacy Act, entrato in vigore il 1° gennaio 2020 - aggiunge un altro livello di complessità in quanto dà dei diritti ai consumatori e impone degli obblighi alle aziende che non sono completamente allineati con il GDPR. Proteggere andando al cuore dei dati 1)  Implementare controlli avanzati sui dati I dati dei clienti sono fondamentali per tutte le organizzazioni. Le organizzazioni possono ridurre la loro esposizione al rischio fermando gli aggressori che tentano di accedere a questi dati direttamente dal database, utilizzando soluzioni di cifratura come la Transparent Data Encryption. Cifrando i dati, gli aggressori non saranno in grado di decifrarli anche se riescono a penetrare nella banca dati. Ciò è estremamente prezioso e riduce il rischio per le organizzazioni che detengono informazioni di identificazione personale (PII).  Quando si usano i dati per specifici casi in ambito aziendale, è necessario prendere in considerazione anche la correzione dei dati per ridurre ulteriormente l'esposizione al rischio. La Crittografia trasparente dei dati e la “Data Redaction” (ovvero “rimozione” od “oscuramento dei dati”) sono entrambe offerte come parte di Oracle Advanced Security.  2) Regolamentare l'accesso eccessivo ai dati Sviluppatori, tester e partner spesso hanno bisogno di accedere a dati realistici dei clienti per svolgere le loro mansioni. Ciò mette a rischio le organizzazioni e tale rischio si moltiplica con la continua copia dei dati. Le aziende che cercano di aumentare l'efficienza riducendo i rischi e migliorando la conformità dovrebbero prendere in considerazione il Data Masking (lett.te: mascheramento dei dati) che consente agli utenti di eseguire lavori di sviluppo e test su un database che mantiene l'integrità dei dati, proteggendo al contempo le informazioni dei clienti. I dati sensibili vengono sostituiti con dati oscurati che hanno la stessa struttura dei dati veri e sono quindi altrettanto validi per gli sviluppatori o i tester, ma senza il rischio eccessivo di creare ulteriori copie di dati reali e sensibili dei clienti. Il Data Masking viene offerto come parte dell’Oracle Data Masking e Subsetting Pack. Mettendo in atto il principio del cosiddetto “minor privilegio possibile” (cioè di limitare al minimo i permessi per accedere ai dati), le organizzazioni possono soddisfare meglio le loro esigenze di privacy dei dati. Oracle Database vault aiuta a prevenire modifiche dannose o accidentali ai dati critici e semplifica la compliance impostando controlli e autorizzazione multifattoriale per l'accesso ai dati e separazione dei compiti. Si riduce così il rischio di un attacco da parte di una minaccia esterna con credenziali compromesse o di un insider malintenzionato - e quindi di una violazione dei dati. Nell'odierna economia basata sui dati, è importante sviluppare una cultura per prevenire la manipolazione e l'uso improprio dei dati. La Giornata della Data Privacy  è una buona opportunità per sollevare questioni e cercare soluzioni per affrontare le sfide future, in un mondo iperconnesso.

La giornata della protezione dei dati personali (Data Protection Day, nota anche come giornata della data privacy, Data Privacy Day) del 28 gennaio pone l'accento su importanti rischi legati ai nostri...

Sicuro che, stando fermo, non rischi di rimanere indietro?

di Gianfranco Caimi, Applications Country Leader "Chi lascia la strada vecchia per la nuova..." è un detto che conosciamo tutti. Ma è davvero sempre cosi? Siamo sicuri che star fermi non ci faccia correre il rischio di rimanere indietro? Scegliere il proprio sistema ERP è un po' come trovare la casa dei propri sogni. Sulla carta, si tratta di soddisfare una serie di requisiti: casa indipendente, con garage, open space, camera padronale…. Ma in realtà non si sceglie se comprare o meno una casa sulla base di un elenco, non è una pura questione di logica. Alla fine, spesso è una specie di "colpo di fulmine" che ci porta a prendere la decisione finale. Ne siamo consapevoli. Naturalmente, la lista che abbiamo preparato per favorire la scelta è utile: prezzo, velocità di implementazione, tempo di ritorno sull’investimento, livello di innovazione, esperienza utente intuitiva. Se si pensa a quanto, in un’azienda, dipenda dalla tecnologia, non sorprende che il rischio di “prendere la strada nuova e lasciare quella vecchia” possa spaventare; ma fino a che punto, invece, mantenere lo status-quo, ovvero star fermi, non rappresenta un rischio ancora più grande? In molte realtà, il sistema ERP è la spina dorsale dell’azienda. Si è investito tempo, impegno, un budget significativo perché sia affidabile e permetta di essere sempre operativi. Se ha dei difetti, li si conoscono e ci si adegua, perché il cambiamento è motivo di preoccupazione. Il tempo e gli sforzi necessari per un’eventuale migrazione, peraltro, sono solo una parte del problema. E se il nuovo sistema non mantenesse le promesse? Non si vuole certo fare notizia per una svalutazione o per perdite di bilancio! Oggi, però, viviamo in un mondo molto dinamico.  La volatilità del mercato e l’arrivo di nuovi concorrenti spingono ai margini anche aziende ben consolidate, sempre più spesso. Quando si festeggia un’azienda che si quota in borsa sull’indice FTSE MIB, bisognerebbe ricordare che in questo listino entra un numero limitato di aziende: per ogni nuovo ingresso c’è un protagonista dei tempi passati che esce perché non si è evoluto.  Aziende che, spesso, hanno cercato di colmare le loro lacune: che magari hanno apportato delle modifiche, ma non sono state abbastanza veloci da lanciare nuovi prodotti; o non hanno saputo offrire un’esperienza multi-canale soddisfacente ai loro clienti; oppure non hanno sfruttato a proprio vantaggio la trasformazione radicale che le nuove tecnologie consentono. Avere dei sistemi legacy da gestire può essere uno dei motivi, ma non una scusa.  Le aziende sanno ciò che devono fare. Ma spesso sono intrappolate in un'infrastruttura complessa, che richiede tempo per evolvere ed è difficile da integrare. Fino a quando, magari, i limiti noti di un sistema diventano improvvisamente responsabili di una situazione che fino ad allora avevano solo minacciato di creare. In realtà, oggi la decisione di evolvere verso un sistema ERP in Cloud – di fatto, a un insieme integrato di applicazioni in cloud –  non richiede più un atto di fede. Non si tratta  di avere abbastanza fiducia da scegliere di corriere un rischio. Oggi in realtà potrebbe essere più rischioso mantenere la propria piattaforma o restare con lo stesso fornitore, che però propone una migrazione al cloud complessa e costosa. È giunto il momento di guardare cosa c’è sul mercato. Il panorama delle applicazioni cloud è cambiato e ora offre soluzioni mature che aziende come Oracle e Netsuite sviluppano da tempo. I nostri concorrenti sono ben lungi dall'aver raggiunto questo livello di maturità, alcuni di loro non hanno ancora finito di costruire i loro sistemi, offrendo semplicemente servizi di hosting mentre faticano a costruire la loro infrastruttura dal basso verso l'alto. Maturità significa proporre sistemi creati nativamente insieme, perché lavorino insieme: non un insieme di software sviluppati su diverse architetture. Questo aspetto è centrale per le aziende, perché permette alle diverse funzioni di lavorare in modo integrato. L'integrazione delle funzionalità di gestione delle risorse umane, della supply chain e della relazione con i clienti con una struttura dati coerente per tutte le applicazioni è sempre più spesso un fattore essenziale per il back-office di un’impresa. Per questo in Oracle collaboriamo con i nostri clienti per ottenere i migliori risultati; sviluppiamo applicazioni basate sul feedback dei clienti e sui modelli di utilizzo, non con un approccio unico e uguale per tutti. Questa proposta integrata permette di abbattere i silos aziendali e migliorare le prestazioni e il coinvolgimento degli utenti, fornendo a tutte le linee di business uno stesso livello di accesso alle informazioni a loro necessarie. Ma c’è un aspetto ancora più importante: in questo modo, si possono usare dati diversi per avere una visione d'insieme in tempo reale di quanto sta accadendo in azienda e, soprattutto, con i clienti. Adottare sistemi che consentano tutto questo è ottimo, ma potrebbe semplicemente essere un modo per mettersi su un piano di parità con i nuovi concorrenti che si affacciano al mercato. Per superarli e vincere, bisogna che le aziende guardino alla tecnologia che oggi fa notizia, in quanto reale motore di crescita: l’intelligenza artificiale. Più complessità = più costi? Sì, ma solo se viene implementata come tecnologia a sé stante, isolata. Ecco perché Oracle ha standardizzato l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale (AI) e del machine learning in ogni sua applicazione, senza costi aggiuntivi. Ciò significa che tutti i nostri clienti possono beneficiare delle più recenti innovazioni nelle interfacce conversazionali, nell’elaborazione in linguaggio naturale, nella blockchain, nell’IoT - e l'elenco si allunga.  Altri sistemi ERP non possono offrire questo livello costante di innovazione perché le loro piattaforme e infrastrutture cloud non sono sufficientemente mature per supportarlo. Ciò significa che i clienti ci rimettono e le aziende perdono il loro vantaggio competitivo. Coloro che decidono di fare questo “salto” e cambiare la logica con cui guardano ai propri investimenti in ERP, sono un passo avanti. Creano organizzazioni in grado di affrontare il cambiamento e il futuro, possono diventare motori di innovazione nella della propria azienda e stimolare la collaborazione tra i diversi dipartimenti. La decisione che a prima vista può sembrare ragionevole e priva di rischi, quella di rimanere con lo stesso fornitore, in realtà significa preferire caratteristiche obsolescenti all'innovazione, e seguire le emozioni invece che la logica. Cambiare il proprio sistema ERP, così come trovare una nuova casa, non sarà mai una cosa scontata; è solo necessario capire se stare sulla strada vecchia, invece che lasciarla per la nuova, sia davvero sempre la soluzione più saggia e lungimirante.

di Gianfranco Caimi, Applications Country Leader "Chi lascia la strada vecchia per la nuova..." è un detto che conosciamo tutti. Ma è davvero sempre cosi? Siamo sicuri che star fermi non ci faccia...

A cosa servono i dati? Ecco tre esempi

I dati, come spesso si dice, possono essere considerati il nuovo petrolio - ma hanno bisogno di un motore per diventare carburante. Molte organizzazioni si ritrovano infatti come perse nel mare magnum dell’incertezza del mercato, colpite da (e)venti contrari. Si muovono su un oceano di dati, ma non hanno la capacità di trasformarlo in valore. Le decisioni basate sui dati, tuttavia, consentono alle organizzazioni di innovare, competere e raggiungere i loro obiettivi di business. In definitiva, ciò che conta non è il possesso dei dati di per sè, ma il modo in cui li si usa.. Ecco solo tre esempi - molto diversi tra loro - di come le tecnologie Oracle Cloud e Oracle Autonomous Database vengono oggi utilizzate dalle organizzazioni per analizzare e comprendere i propri dati e sbloccarne le potenzialità contenute. Dati per navigare acque inesplorate In agosto, sei squadre in rappresentanza di sei nazioni si imbarcheranno nella tappa britannica (e pià tardi, in settembre, in quella finale francese) dell'innovativa regata velica “SailGP”. Durante la regata, 1.200 sensori collegati all'imbarcazione e i membri di ogni equipaggio trasmetteranno in streaming fino a 45 megabyte di dati su una macchina Oracle Exadata, prima di essere caricati su Oracle Cloud per l'analisi. Questi dati servono a molte preziose funzioni: vengono trasmessi in streaming ai team velici, fornendo loro preziose informazioni sulle condizioni di navigazione. Con informazioni sulla velocità del vento, l'altezza delle onde e i parametri vitali dell'equipaggio, i team possono reagire per migliorare le prestazioni. Questi dati saranno anche trasmessi in streaming al pubblico per arricchire la loro esperienza. SailGP racchiude e spiega la potenzialità dei dati in azienda. Di giorno, ogni team affronterà grandi avversità nello stesso modo in cui le aziende affrontano la grande complessità del mercato. Eppure i dati li aiutano a superarle, dando loro le basi decisionali per competere e vincere. Si stanno già cercando altri modi per sfruttare al meglio i dati raccolti con SailGP – probabilmente c’è ancora molto da vedere e da scoprire. Dati per sopravvivere e prosperare nell'alveare intelligente Le api sono la chiave della sopravvivenza umana come specie, ma il loro numero è in rapido declino, per motivi sconosciuti. Eppure è impossibile agire senza aver prima capito qual è la motivazione di questo problema e come risolverla. Per scoprirlo, Oracle sta collaborando con il World Bee Project per creare la prima rete mondiale di alveari connessi. I dati raccolti da 'The World Bee Project Hive Network' sono inseriti nel Cloud di Oracle, che utilizza AI e visualizzazione dei dati per offrire nuovi insight sulla relazione tra le api e il loro ambiente. Utilizzando i dati sulla temperatura, l'umidità e la produzione di miele, i ricercatori possono monitorare da vicino le colonie di api e proteggerle. Nel corso del tempo, il progetto permetterà di capire le condizioni necessarie per il successo delle arnie. Queste condizioni potranno poi essere riprodotte in altri alveari in tutto il mondo, arginando il declino della specie. Il potere...fisico della comprensione dei dati Gli scienziati del CERN stanno letteralmente cercando di capire l'universo. Dal 2008, l'organizzazione analizza masse di dati provenienti dal più grande acceleratore di particelle del mondo per approfondire la nostra comprensione della fisica. Eppure questi sforzi non esistono nel vuoto. Il progetto riceve 1,1 miliardi di dollari da 22 stati, ma presto la cifra potrebbe non essere più sufficiente per avere la potenza di memorizzazione e di calcolo necessaria per la continua crescita del volume dei dati. Di conseguenza, la potenza del cloud è diventata vitale. Il successo dipende dall'efficienza e dalla protezione degli asset fisici e dei dati del CERN. Ecco perché si utilizza la piattaforma Oracle Big Data Discovery, per analizzare le informazioni tecniche e ingegneristiche prodotte dai 50.000 sensori e dispositivi di misurazione. Con questi insight, il CERN può capire quali investimenti tecnici e infrastrutturali produrrebbero i migliori risultati. Nel tempo, la sua infrastruttura IT diventerà più scalabile, sicura ed economica. Con le tecnologie più corrette, i dati possono aiutarci a rispondere ad alcune delle nostre domande più profonde e anche alle sfide del business. Il potenziale dei dati per risolvere i problemi e ottenere un vantaggio competitivo è illimitato.  

I dati, come spesso si dice, possono essere considerati il nuovo petrolio - ma hanno bisogno di un motore per diventare carburante. Molte organizzazioni si ritrovano infatti come perse nel mare magnum ...

Per rendere sicura la trasformazione digitale, AI, machine learning e Autonomous Database sono le armi vincenti

Tratto da Economia del Corriere, inserto settimanale del Corriere della Sera  Quando un’azienda progetta la propria trasformazione digitale, una delle principali preoccupazioni riguarda la sicurezza: la connettività, il cloud, il moltiplicarsi di sistemi e applicazioni portano grandi vantaggi, ma allo stesso tempo allargano l’area da proteggere. Inoltre, aumentano la quantità e il tipo di dati – sensibili, critici, dinamici – da preservare rispettando normative sempre più stringenti, come la GDPR.  La sicurezza costa, ma costa ancora di più metterla a repentaglio: in termini di operatività e perdita di fatturato, nel breve e, cosa ancor più grave, di reputazione aziendale, nel medio-lungo periodo. Molti casi di cronaca evidenziano rischi e costi degli attacchi informatici e circolano ampiamente dati allarmanti – come ad esempio il 38% in più di attacchi gravi rilevati in Italia dal Clusit*. Eppure, le aziende fanno fatica ad adeguare i propri sistemi di difesa con le sole risorse umane e competenze a loro disposizione. Fortunatamente la tecnologia, oltre a creare nuove sfide, genera anche soluzioni che aiutano le imprese ad abbracciare in modo più sicuro la digitalizzazione.  Un esempio sono le tecnologie “autonome” – di cui Oracle è pioniera, avendo introdotto intelligenza artificiale e machine learning nella sua offerta di soluzioni per la sicurezza, la gestione e la protezione dei dati e, soprattutto, avendo lanciato nel 2018 un nuovo tipo di database – l’Autonomous Database – capace di autoproteggersi, autoaggiornarsi e autoripararsi, tenendo al sicuro tutti i tipi di dati e transazioni aziendali al suo interno. Con le tecnologie autonome Oracle ha creato un nuovo tipo di difesa, che aumenta anche le prestazioni. Trattandosi di “software che gestisce software”, è una difesa – per dirla con le parole di Larry Ellison, “guru” e fondatore di Oracle - che schiera macchine, o robot, contro i robot che sferrano gli attacchi digitali più pericolosi, per ottenere la rapidità, la visibilità e la capacità e prontezza di reazione che gli umani da soli non potrebbero garantire.  È un sistema che gestisce in modo autonomo i dati, scoprendo automaticamente le minacce e riparando eventuali danni; applica immediatamente gli aggiornamenti di sicurezza, man mano che vengono resi disponibili, senza tempi di latenza e senza interrompere l’operatività; mantiene i dati sempre protetti e criptati. In questo modo, molte delle attività più ripetitive e manuali  – come ad esempio la manutenzione – e spesso soggette a errore umano sono affidate alla tecnologia, con un ulteriore vantaggio: eliminare le preoccupazioni e liberare le risorse IT affinchè possano concentrarsi su servizi a più alto valore aggiunto per il business e l’innovazione. Il mercato sta già premiando questo nuovo approccio per la gestione dei dati e la loro sicurezza. Di recente Oracle ha comunicato che solo negli ultimi tre mesi dell’anno fiscale 2019 (marzo-maggio) oltre 5.000 aziende hanno iniziato a sperimentare Oracle Autonomous Database in tutto il mondo, e anche in Italia. Società del calibro di CNP Vita (settore bancario-assicurativo), Sisal (giochi e servizi di pagamento), Coca-Cola Bottling HBC (imbottigliatore e distributore) lo stanno già utilizzando per “estrarre valore” da quello che oggi è unanimemente riconosciuto come il principale asset aziendale, i dati – in tutta sicurezza. *associazione italiana per la sicurezza informatica

Tratto da Economia del Corriere, inserto settimanale del Corriere della Sera  Quando un’azienda progetta la propria trasformazione digitale, una delle principali preoccupazioni riguarda la sicurezza:...

Oracle: dal cloud un’innovazione fatta di semplicità

Tratto da Corriere Innovazione, inserto mensile del Corriere della Sera La tecnologia non è complessità, è capacità di innovare: la parola chiave è “cloud”, motore e abilitatore della trasformazione digitale Spesso, quando si parla di tecnologia, si riportano i punti di vista più radicali: quelli di chi guarda all’innovazione con fiducia incondizionata o al contrario quelli di chi, a fronte del ritmo incessante del cambiamento, solleva dubbi su processi sempre più difficili da capire e governare, o su macchine ...troppo intelligenti, che aspirano a prendere il posto dell’uomo. In mezzo si colloca una maggioranza di imprese, organizzazioni che, quotidianamente, si confrontano con la sfida di trasformare il digitale, così pervasivo nell’economia e nella società, in opportunità di crescita per le persone e per il business.   A loro si rivolge un gran numero di fornitori di tecnologia, ognuno con le sue “parole chiave” che promettono di aprire ogni porta e una ricchezza di alternative che può mettere in difficoltà, rischiando di generare complessità proprio al momento di avviare il percorso di digitalizzazione. La posizione di Oracle è molto chiara. Secondo Oracle, la tecnologia non deve mai essere associata alla complessità, bensì alla capacità di innovare in modo rapido, fluido ed efficace; la parola chiave è “cloud”, come motore e abilitatore della trasformazione digitale. Il cloud permette di cambiare con una ritrovata semplicità, fatta di obiettivi chiari, strumenti flessibili e proposte che consentono alle aziende di adottare un modello sempre nei propri termini: che si tratti di mantenere anche sistemi on-premise, di scegliere al contrario un cloud nativo, o anche di riversare nel datacenter aziendale il potenziale del Cloud Oracle con il “cloud at customer”.   Con hardware e software completamente integrati e ottimizzati, Oracle propone un’offerta di servizi di infrastruttura di seconda generazione altamente automatizzati – tra cui anche Oracle Autonomous Database. A ciò si accompagna una suite completa di applicazioni cloud dedicate a tutti gli aspetti del business - vendite, servizi, marketing, risorse umane, finanze, supply chain, produzione – che permettono di sperimentare immediatamente anche le tecnologie emergenti: IoT, intelligenza artificiale, blockchain. La tecnologia che apre nuove strade di competitività: dall’innovazione alla fiducia Ci sono termini che d’improvviso conquistano tutte le conversazioni tech. Uno di questi è blockchain: parola che dal mondo delle valute virtuali è via via entrata nei contesti più diversi, in quanto la sua peculiarità di piattaforma con cui registrare e archiviare in modo univoco le transazioni che avvengono in una rete ha dato forma a un concetto – quello di fiducia – su cui si fonda la relazione di ogni tipo di aziende con il proprio mercato.  Sulla blockchain si può “connettere” un’intera filiera, garantendo che tutte le fasi dei processi siano tracciate e verificate – anche quando si tratta di filiere complesse, come quella alimentare. Un esempio lo abbiamo proprio qui in Italia: Certified Origins, produttore di olio di oliva extra vergine, utilizza la blockchain per supportare Bellucci EVO – marchio commercializzato negli USA ma prodotto con frutti coltivati da piccole aziende agricole italiane. Con il tracciamento del prodotto, dall’imbottigliamento allo sbarco della merce nel porto di arrivo, fornisce ai consumatori la garanzia del valore aggiunto di qualità e provenienza che pagano.  Questo è possibile grazie a Oracle Blockchain Cloud Service,  piattaforma creata per semplificare l’introduzione della tecnologia blockchain sui sistemi esistenti nelle aziende e nei diversi nodi della supply chain. Pronti all’uso: l’intelligenza artificiale al cuore del business Un’altra tecnologia “sulla bocca di tutti” è l’intelligenza artificiale (IA, o AI in inglese), che molti conoscono tramite applicazioni già presenti nella vita quotidiana:  assistenti vocali, chatbot, raccomandazioni che ci guidano nell’uso dei più diversi servizi.  L’AI può interagire in modo molto profondo anche con i processi di un’impresa: purché sia messa a disposizione in modo semplice e conveniente. Questa è la strada scelta da Oracle: “iniettare” intelligenza nelle applicazioni cloud che offre ai suoi clienti, compresi processi aziendali critici come l’ERP – che riguarda finanza e gestione del business. Non si tratta solo di intervenire su quel 40% di attività finanziarie ripetitive che secondo McKinsey Global Institute possono essere automatizzate; grazie alla disponibilità delle applicazioni cloud, l’AI si nutre dei dati e delle analytics disponibili per entrare nei processi previsionali e decisionali, con un impatto immediato sul business.    E’ così che nascono le soluzioni - innovative ma semplici da usare - che rispondono alla richiesta di trasformazione delle aziende italiane: da Generali che ha trasformato i suoi processi HR al marketing innovativo di Poste Pay, fino all’ERP Cloud di nuova generazione adottato da Amplifon. Con il supporto di Oracle, nasce infatti la tecnologia che lavora “con” l’uomo e non al posto dell’uomo, e che ne aumenta il potenziale (non a caso si parla oggi di Augmented Intelligence): una tecnologia che, liberando le risorse di tempo delle persone, crea lo spazio per dedicarsi alle attività capaci di generare creativamente un vero valore aggiunto, ovvero – in una parola – innovare.

Tratto da Corriere Innovazione, inserto mensile del Corriere della SeraLa tecnologia non è complessità, è capacità di innovare: la parola chiave è “cloud”, motore e abilitatore della...

Positive Business Award 2019 della Palo Alto Business School: and the winner is...

Oracle Italia ha vinto il premio annuale della prestigiosa Scuola per la sua "Positive Future Vision" esemplificata dalla nostra Proxima Smart City, una “creazione Made in Italy" replicata in 18 Paesi del mondo Oracle. Come ormai si sa, il modello di Proxima concretizza - in una città miniaturizzata e funzionante costruita in Lego - i vantaggi dell'uso di tecnologie cloud, AI e machine learning per grandi e piccoli centri urbani più intelligenti e sostenibili..  Proxima è stata ideata e realizzata dall’Innovation Team di Oracle Italia, composto dai migliori professionisti dello sviluppo cloud - Gabriele Provinciali, Corrado de Bari, Fabrizio Marini, Luca Postacchini e Luigi Saetta – e guidato da Maria Costanzo.  Con il supporto di questa squadra tutta italiana, il progetto è stato replicato da Oracle in altri 18 Paesi del mondo. “Un team eccezionale ha permesso di ottenere riconoscimenti come questo e risultati di grande valore per Oracle Italia. Siamo orgogliosi che tanti nostri colleghi di tutto il mondo abbiamo apprezzato il valore di questo progetto per concretizzare in modo visibile ed efficace i benefici di intelligenza artificiale, machine learning e cloud attraverso un modello di città intelligente miniaturizzata, che consente di diffondere anche verso il grande pubblico, in modo intuitivo, le opportunità positive delle smart city” ha commentato Maria Costanzo,  Il premio è stato consegnato nel corso della cerimonia di premiazione dei Palo Alto Positive Business Award 2019, che si è tenuta a Milano presso lo  Spazio Gessi. Per Oracle Italia ha ritirato il premio Maria Teresa Sica, nostra Responsabile HR Technology per Italia, Francia e CIS. Proxima Smart City ha ricevuto il riconoscimento in quanto dimostra come si possa mettere la tecnologia al servizio del ben-essere, offrendo molte opportunità. Affidarsi alle energie rinnovabili (smart energy): tecnologie di controllo e analisi permettono di alimentare con continuità con energie green l’illuminazione stradale, la segnaletica, i semafori, i sensori IoT e di trasformare al bisogno i punti di consumo in punti di erogazione di energia. Vivere la mobilità elettrica pubblica e privata (smart transport), con sistemi intelligenti che promuovono il suo utilizzo, ad esempio segnalando via app se le colonnine di ricarica sono libere nei posteggi - che sono a loro volta “intelligenti” Riciclare (smart waste): cassonetti “smart” dell’immondizia segnalano il proprio stato così da essere svuotati al bisogno - per un maggior decoro - e aiutano i cittadini a riciclare correttamente, perchè si aprono solo negli orari per conferire in modo specializzato i diversi tipi di rifiuti Stare bene (smart citylife): una rete di sensori IoT rileva la qualità dell’aria (inquinamento, polveri sottili, radon) per allertare e/o attivare interventi proattivi da parte del Comune. Per osservare il modello di Proxima Smart City in azione è possibile guardare questo video:   

Oracle Italia ha vinto il premio annuale della prestigiosa Scuola per la sua "Positive Future Vision" esemplificata dalla nostra Proxima Smart City, una “creazione Made in Italy" replicata in 18 Paesi...

I "magnifici sette" fattori chiave per aumentare produttività ed efficienza di business con le tecnologie giuste? Li svela una nuova ricerca

Processi decisionali data-driven; flessibilità e capacità di accogliere il cambiamento; cultura imprenditoriale;  visione condivisa del digitale; capacità di pensiero critico e di mettersi in discussione; cultura orientata all’apprendimento; processi di comunicazione aperti e collaborativi: senza questi sette catalizzatori l’efficienza di business aumenta solo di un quinto (+20%), anche se si adottano in azienda la tecnologia giusta.  E' quanto emerge dall'analisi dei dati di una nuova ricerca realizzata da Oracle e WHU - Otto Beisheim School of Management, dal titolo "The Adaptable Business", che dimostra come l’efficienza del business aumenti invece di ben due terzi - quasi +65% - quando si abbracciano le tecnologie giuste, tenendo conto dei "magnfici" sette fattori chiave. Secondo lo studio, infatti, molte aziende hanno investito correttamente in tecnologia, ma al loro interno mancano la cultura, le competenze e i comportamenti necessari a coglierne realmente i vantaggi. La ricerca è stata realizzata tra agosto e settembre 2018, coinvolgendo aziende con almeno 250 dipendenti e collaboratori full-time, in 23 Paesi di tutto il mondo, con un panel globale di 850 direttori delle risorse umane e ben 5.600 dipendenti - per capire come le organizzazioni sappiano adattarsi in modo da ottenere un vantaggio competitivo nell’era digitale.   E’ emerso che ottenere l’efficienza di business è essenziale per diventare agili, così da poter tenere il passo con il cambiamento; nel 42% delle aziende coinvolte, infatti, una volta ottenuta l’efficienza nel business, si è registrato anche un incremento prestazionale dell’organizzazione nel suo complesso di oltre il +25%.  “Stare al passo del cambiamento non è mai stato così importante come oggi” ha commentato Wilhelm Frost, del Dipartimento di Organizzazione Industriale e Microeconomia di WHU - Otto Beisheim School of Management. “Adattabilità e agilità sono estremamente importanti per le aziende che vogliono rimanere competitive e offrire al mercato proposte vincenti. Essere adattabili significa saper supportare al meglio i clienti: è necessario per rispondere alle loro esigenze, ma è anche un fattore molto importante per attrarre e trattenere in azienda persone che abbiano le competenze giuste per far crescere il business. Le imprese che non sono pronte semplicemente non saranno in grado di competere efficacemente sul mercato delle skill digitali”.  La ricerca ha evidenziato poi che un terzo degli interpellati, a livello mondiale, ritiene che la propria azienda non stia ancora attualmente operando in modo da poter attrarre talenti o competere per accaparrarseli.  In alcuni mercati come India, Brasile, Cile, questo dato supera il 50%, ma anche in economie mature come USA e Germania arriva al 30%. D’altro canto, un quarto dei 5.600 dipendenti interpellati a livello mondiale teme di poter perdere il proprio posto di lavoro perché sostituito/a da una macchina. “Questo studio mette in luce un’opportunità che oggi le risorse umane possono cogliere, facendosi avanti per guidare la trasformazione della forza lavoro e fare così in modo che i vantaggi di produttività apportati dalla tecnologia si concretizzino” ha commentato Joachim Skura, Direttore Strategia per le Applicazioni HCM di Oracle. “Troppe organizzazioni stanno adottando tecnologie senza integrarle in modo adeguato nel business. Le persone temono ancora la sfida “uomo-macchina”, quando in realtà la crescita avviene solo se uomini e macchine lavorano insieme. Ogni volta che si implementano tecnologie bisogna creare un cambiamento nella cultura digitale e dare nuove competenze alle persone così che possano dare il meglio. Sono queste skill digitali a creare i sette fattori necessari a realizzare appieno i vantaggi di qualsiasi tecnologia, e rendere l’azienda capace di adattarsi”. Scarica qui lo studio completo di Oracle e WHU sui sette fattori chiave per diventare un'azienda capace di adattarsi.   

Processi decisionali data-driven; flessibilità e capacità di accogliere il cambiamento; cultura imprenditoriale;  visione condivisa del digitale; capacità di pensiero critico e di mettersi in...

Il voto del futuro: più sicuro, affidabile, sostenibile?

(NB articolo di Michele Cosmi, DX Practice Director, Oracle Consulting Italia) Si sono appena chiuse le elezioni europee 2019, ed è giunto il momento di fare una riflessione su come la tecnologia digitale, in questo campo, potrebbe davvero aiutarci... In un mondo, infatti, in cui quasi tutto ormai è a “portata di pollice” sul nostro telefono, quanto a lungo potrà ancora resistere l’idea che per esprimere una preferenza in un contesto che conta - qualsiasi esso sia - servano per forza la nostra presenza fisica, dei registri di carta e una penna? Non sarebbe tempo che le modalità di voto evolvessero in modo da rimanere al passo con il resto della società moderna, con un processo affidabile, sicuro, accessibile da tutti, in qualunque luogo ci si trovi? Senza contare il vantaggio in termini di sostenibilità: niente spostamenti, niente tonnellate di carta (per ogni elezione, in Italia, si è tenuti a stampare per sicurezza il 30% in più di schede rispetto ai votanti, schede che possono andare poi al riciclo solo 5 anni dopo), grande risparmio dei costi per allestimento seggi e pagamento scrutatori, niente fermo delle scuole... Grazie alle nuove tecnologie digitali sarebbe possibile già ora cambiare, per sempre, il modo in cui esprimiamo una preferenza per un candidato a un’elezione o per come un ente non-profit debba spendere i propri soldi. Votare in mobilità e in sicurezza, da un semplice smartphone, è già possibile. Quando una preferenza conta, molte persone sono ancora emozionalmente legate all’idea che mostrare un documento e mettere una firma su una scheda o un registro sia più affidabile e sicuro che utilizzare una app. La realtà è diversa: qualsiasi processo di conteggio manuale implica intrinsecamente dei margini di errore, oltre a essere dispendioso in termini di tempo e, in alcuni casi, mettere in forte difficoltà persone che, per motivi come disabilità o trasferte, hanno difficoltà a spostarsi. Oracle Italia, con i team della divisione Consulting che si occupano di Digital Experience (DX) e di Blockchain, ha già dimostrato la realtà dell’e-voting in due eventi a Roma attraverso un’esperienza a cui il pubblico ha potuto partecipare direttamente sui propri smartphone, attraverso una semplice card dotata di un chip, un QR Code e un codice personale. La tecnologia Blockchain, alla base di questo prototipo di soluzione, garantisce non solo l’immutabilità del voto e delle relative regole, ma anche l’anonimizzazione dello stesso attraverso la segregazione fra l’identità del/la votante e il voto espresso. La possibilità di accedere alle statistiche del voto, in tempo reale e direttamente dalla app (su una dashboard interattiva o tramite una chatbot) e, a votazione chiusa, ai risultati, ha creato nei partecipanti moltissima curiosità ed entusiasmo. Se pensiamo al fatto che molte di quelle persone utilizzano regolarmente il loro internet banking, verrebbe davvero da dire che il futuro è dietro l’angolo. La tecnologia è matura, Oracle l’ha già dimostrato: ora serve solo lavorare per rimuovere le nostre barriere psicologiche o culturali.       

(NB articolo di Michele Cosmi, DX Practice Director, Oracle Consulting Italia) Si sono appena chiuse le elezioni europee 2019, ed è giunto il momento di fare una riflessione su come la tecnologia...

Eurovision 2019: ecco la prima canzone "powered by" Oracle AI, ML e Cloud

Sarà forse questa la novità più originale dell’edizione 2019 di Eurovision, a Tel Aviv (Israele)? Se sì, uno dei suoi protagonisti è...Oracle! “Blue Jeans and Bloody Tears” è infatti la prima canzone Eurovision creata con l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, grazie al Cloud Oracle, e la canta Izhar Cohen, il primo vincitore israeliano di Eurovision (1978).    Si tratta di un duetto sull'amore deluso tra il cantante Izhar Cohen e un computer, scritto da un computer e cantato da Izhar Cohen insieme a...un computer.  Una canzone che aspira a essere l'inno ufficioso di Eurovision 2019 e che potrebbe fare storia come primo successo Eurovision scritto da una macchina... I computer hanno già sconfitto il campione del mondo di scacchi e il campione del gioco da tavolo più antico del mondo, GO. Può allora un computer vincere anche il concorso canoro Eurovision, scrivendo e cantando una sua canzone? Questo straordinario progetto tecnologico-musical-artistico sta cercando di rispondere a questa domanda.  Può esserci uno speciale DNA che caratterizza ogni hit di successo del festival Eurovision?  Cosa rende memorabile la canzone? ...il vincitore?  "Twelve Points for Artificial Intelligence" è un progetto ambizioso che mira a vedere se l'AI (con enfasi sul deep learning) ci fa progredire sull’argomento. Il team Oracle del progetto ha inserito centinaia di canzoni delle passate edizioni dell'Eurovision - melodie e testi - in una rete neuronale e l’algoritmo di deep learning ha “macinato” e poi prodotto migliaia di nuove melodie e  di versi, da cui poi alcune unità musicali sono state accuratamente selezionate e "saldate" in una canzone. Il risultato è costituito interamente da materiale scritto e composto da  Intelligenza Artificiale, e si chiama Blue Jeans & Bloody Tears.  La canzone celebra l'Eurovision – la sua atmosfera tra il melodrammatico e il kitsch, il suo ambiente da vacanza estiva, non senza umorismo e un po’ di “fronzoli”. ..E chi meglio di Izhar Cohen, indiscusso re del primo Eurovision vinto da israele, poteva prestare la sua voce ala canzone, proprio quest’anno?   Naturalmente questo progetto è fatto con spirito , ma ci invita a riflettere sui limiti della tecnologia dell'AI nel processo creativo e sul ruolo che gli esseri umani giocano nel valorizzarla e aumentarla, anzichà esserne sostituiti - come spesso si dice. ...e ora ecco a voi Blue Jeans and Bloody Tears  ma attenzione: il motivetto è davvero orecchiabile, di quelli che rimangono in testa...ci si può ritrovare a canticchiarlo fino a sera! ;-)  

Sarà forse questa la novità più originale dell’edizione 2019 di Eurovision, a Tel Aviv (Israele)? Se sì, uno dei suoi protagonisti è...Oracle! “Blue Jeans and Bloody Tears” è infatti la prima...

Ireti: mettere il dato aziendale al centro genera energia per il business

Lo scenario in cui operano le utilities rende ancor più imprescindibile la Digital Transformation. Necessità di industrializzazione dei processi e rispetto della compliance e della normativa su raccolta e uso dei dati impongono un’attenzione alla gestione delle informazioni, alla velocità e trasparenza con cui devono essere disponibili e alla loro qualità. Per non parlare di controllo dei costi senza compromessi in efficienza dei servizi erogati, il che significa continuità operativa e, soprattutto, sicurezza. Questo, in sintesi, l’ambizioso percorso compiuto da Ireti, Società del Gruppo  Iren e uno dei principali gestori e distributori nazionali di energia elettrica, gas e acqua che ha visto nell’integrazione di uno strumento di Work Force Management – basato su Oracle Service Cloud e Oracle Field Service Cloud – una tappa fondamentale verso una profonda trasformazione aziendale. Con più di 1,5 milioni di clienti in ambito energia elettrica (715mila aziende e 820mila abitanti serviti con gas e GPL) e oltre 200 milioni di metri cubi di acqua immessi in rete, Ireti svolge un ruolo di primaria importanza nella fornitura di servizi essenziali a una vastissima area del territorio nazionale. “Il nostro obiettivo è mettere il dato al centro delle decisioni aziendali.  E per far questo abbiamo investito su tecnologie all’avanguardia e sulla formazione del nostro personale, per favorire un approccio culturalmente diverso all’uso dei nuovi strumenti”, dichiara Giuseppe Pinelli, Direttore Distribuzione Gas di Ireti, Gruppo Iren. Al centro di questa strategia si colloca il progetto di integrare un sistema di Work-Force e Asset Management evoluto per efficientare i processi di conduzione e manutenzione di reti e impianti, ottimizzare la forza lavoro in campo e migliorare il processo di gestione degli interventi per le oltre 600 chiamate di emergenza al giorno. Ireti ha infatti attivato una piattaforma basata su Oracle Service Cloud e Oracle Field Service Cloud che consente la gestione automatizzata del pronto intervento e della schedulazione ed esecuzione delle attività. Un progetto imponente che coinvolge più di mille persone del personale operativo, 200 tecnici, 1500 impianti, 2mila apparati di tele-gestione, 3mila punti di misura sul territorio su oltre 40mila km di reti. Oggi Ireti è in grado di sfruttare e incrociare i dati su clienti, apparati e reti per ottimizzare gli interventi di manutenzione delle squadre e gestire tutti gli aspetti delle missioni – operativi e amministrativi – tramite Cloud. Dalla chiamata alla georeferenziazione del punto in cui intervenire alla consuntivazione, il sistema permette il controllo completo e informatizzato dell’operatività. Gli operatori stessi, dotati di tablet, aggiornano il sistema con i dati sugli interventi, che così sono resi subito disponibili e consultabili in tempo reale. “I dati hanno un valore intrinseco che, combinato con il resto delle informazioni, aumenta esponenzialmente” conclude Pinelli. “Tutto ciò è fondamentale per contare su strategie predittive e permette un apprendimento empirico che consente via via prestazioni sempre migliori”. A questo si aggiungono i miglioramenti dovuti a operazioni più efficienti, ottimizzazione dell’organizzazione degli interventi, riduzione dei costi, gestione efficace delle squadre sul campo e una generale automazione dei processi.  

Lo scenario in cui operano le utilities rende ancor più imprescindibile la Digital Transformation. Necessità di industrializzazione dei processi e rispetto della compliance e della normativa su...

Bit dopo bit, il nostro percorso nella One Amplifon Transformation

di Gabriele Chiesa, Global CIO di Amplifon Group   Abstract in italiano; clicca qui per la versione originale integrale, in inglese   In inglese si dice: “It’s all about the journey, not the destination”. In italiano potremmo tradurre con “Non conta dove devi arrivare, ma come ci arrivi”. Ecco perchè qui desidero raccontare in breve il percorso della trasformazione digitale di Amplifon, che come Global CIO sto guidando, nei 22 Paesi in cui operiamo. E spiegherò come, grazie alla fedeltà dei nostri clienti e alla dedizione dei nostri partner, stiamo adottando la tecnologia cloud per ottimizzare il nostro business e anche come, personalmente, dopo soli 9 mesi in Amplifon, sono riuscito – con un pizzico di fortuna – a portare la Società di qualche passo più avanti, su sentieri mai battuti in precedenza. Basta guardarci indietro di qualche anno per vedere quanto è cambiata Amplifon. Il nostro team, i nostri clienti e la nostra rete sono cresciuti. Digitalizzando la nostra attività, abbiamo migliorato l'esperienza dei nostri clienti e il modo in cui lavoriamo e collaboriamo tra noi. Ma questo è solo l'inizio della nostra trasformazione. In qualità di Chief Information Officer di Amplifon, infatti, uno dei miei principali obiettivi è quello di garantire che il nostro tempo sia gestito in modo più efficace con strumenti digitali, che fanno parte della nostra One Amplifon Transformation. One Amplifon Transformation (1AT), la nostra Oracle Fusion Platform, sfrutta una tecnologia cloud all'avanguardia per semplificare e integrare i processi aziendali. Del resto, è soltanto lavorando come società integrata - con una visione unitaria a lungo termine - che possiamo creare le basi corrette per poter crescere ulteriormente. Oracle Fusion Platform è il cervello che sta dietro, o se si preferisce dentro, la trasformazione globale di Amplifon.  Ecco i principali motivi per cui, personalmente, sono un grande sostenitore della tecnologia Oracle: • migliora l'allineamento tra i vari Paesi attraverso un unico punto di vista sulle metriche e sui KPI (Key Perfomance Indicators) dell’azienda • migliora la visibilità delle funzionalità avanzate di analisi e di rilevamento dei dati • è incentrata su funzionalità di tipo self-service • evita di creare silos verticali in azienda, riunendo tutti in un sistema aperto L'utilizzo di questa soluzione cloud aiuta anche a standardizzare il nostro modello di business: ad esempio, ora abbiamo nel Procurement un processo unitario del ciclo di vita degli acquisti, nella Finanza un modello finanziario centralizzato per eseguire analisi di business basate su metriche comuni e nelle Risorse Umane un modello di valutazione delle prestazioni standardizzato e coerente.  Un altro grande vantaggio è l’impegno di Oracle per la sicurezza dei dati, ovvero la compliance con HIPAA in America e con GDPR in Europa: lavorare su piattaforma Oracle ci garantisce il rispetto dei protocolli di sicurezza per garantire che i dati dei dipendenti e i dati dei clienti siano completamente al sicuro. Ma la piattaforma 1AT non riguarda solo tecnologie e processi. Riguarda anche le persone. L'automazione di alcune attività riduce drasticamente il rischio di errori e rielaborazioni, ottimizza l'esecuzione e aiuta le persone a concentrarsi su attività più importanti, e permette loro di sviluppare nuove capacità. Inoltre, un modello di governance comune, con ruoli e responsabilità chiari consente una migliore collaborazione tra colleghi, nonché migliori interazioni con clienti e fornitori. Con Oracle Fusion il mio dipartimento IT ha contribuito a migliorare l'efficienza in tutte le aree aziendali: il nostro obiettivo ora è di continuare a migliorarle, ascoltando i feedback che ci vengono dati su come e dove possiamo contribuire ulteriormente a far risparmiare tempo e lavoro. Amplifon ha già iniziato a ottenere riconoscimenti da terze parti in tutto il mondo per la sua implementazione di questa soluzione. Recentemente abbiamo vinto un premio agli Oracle Excellence Awards annuali, a San Francisco, proprio per il nostro utilizzo di Oracle Cloud Platform per accelerare l'innovazione e guidare la trasformazione del business. E non intendiamo rallentare! Attendiamo con trepidazione di compiere i prossimi passi della nostra Digital Transformation e quello che il futuro dell'IT ci porterà. Gabriele Chiesa   https://careers.amplifon.com/it/global

di Gabriele Chiesa, Global CIO di Amplifon Group   Abstract in italiano; clicca qui per la versione originale integrale, in inglese   In inglese si dice: “It’s all about the journey, not the destination”...

La nuvola (vera) del caffè è quella di Zanetti-Segafredo - con Oracle

Di Simona Menghini In Italia il caffè è una cosa seria. Ristretto o macchiato, in tazza grande o al vetro, la passione nostrana per l’“oro nero” è famosa in tutto il mondo. Già, perché nel preparare un caffè gli italiani ci mettono il cuore e una gestualità unica, due elementi che hanno trasformato l’espresso in uno dei simboli del nostro paese… soprattutto all’estero. Oggi vogliamo parlare di chi il “nostro” caffè lo produce e lo commercializza in tutto il mondo, con un marchio di indiscussa qualità, sinonimo di eccellenza del Made in Italy: si tratta Massimo Zanetti Beverage Group (MZBG), proprietario del notissimo caffè Segafredo e di altri 40 brand globali, che ogni giorno serve ben 43 milioni di tazzine al mondo. Per affrontare in modo più efficace le moderne sfide della globalizzazione e della trasformazione digitale, oggi Zanetti ha deciso di portare tutta la gestione dei suoi marchi nella “nuvola”, scegliendo le soluzioni ERP Cloud di Oracle. Quotata in Borsa a Milano da qualche anno, con quasi un miliardo di euro di ricavi nel 2017, MZBG vende i propri prodotti in più di 110 Paesi, vanta una presenza molto forte negli Stati Uniti, Italia, Francia, Portogallo, Finlandia, Germania e Austria e sta vedendo un grande sviluppo anche nell’area APAC – ad esempio in Thailandia, Cambogia, Malaysia, Indonesia e Australia. Il Gruppo Zanetti presidia l'intera catena del valore del caffè tostato – che va dall'approvvigionamento della materia prima alla torrefazione, per poi proseguire con il confezionamento e la logistica dei prodotti, fino alla loro successiva commercializzazione – per garantire il più alto livello di qualità e soddisfazione del cliente: l’arte della tostatura infatti ha luogo nelle sue moderne e grandi torrefazioni – 18 in 4 continenti –, a cui fa seguito la commercializzazione in tutto il mondo attraverso la capillare rete di oltre 50 società operative dirette e di concessionari esclusivi, senza contare le catene internazionali della grande distribuzione. La filiera si completa con un network globale di caffetterie in franchising in costante espansione. In sintesi, quale era la sfida che il nostro Cliente voleva vincere? Non tanto e non solo puramente tecnologica ma soprattutto, in ottica di crescita, quella di promuovere un cambiamento culturale globale, con una semplificazione e una rivisitazione dei processi, grazie all’adozione di una soluzione Cloud ERP “unificatrice”.   Lo sviluppo del gruppo MZBG infatti si è articolato nel corso degli anni lungo un percorso di acquisizioni, in continua evoluzione – in cui ogni società acquisita, coerentemente con le proprie esigenze, si era già precedentemente dotata di sistemi informativi idonei a livello locale. Dotarsi di un unico sistema ERP in Cloud potrà dunque portare enormi vantaggi e promuovere l’evoluzione del Gruppo attraverso la creazione di un linguaggio comune per supportare la velocità delle decisioni. “La soluzione Cloud di Oracle porta una serie di vantaggi che semplificano la gestione, riducono i costi e ci permettono di essere sempre aggiornati all’ultima versione della tecnologia. Senza contare che l’adozione di tecnologie d’avanguardia come quelle di Oracle stimolerà di certo l’innovazione in tutte le aree.” Ha concluso Massimo Zuffi, CIO e Controller del Gruppo MZBG.        

Di Simona Menghini In Italia il caffè è una cosa seria. Ristretto o macchiato, in tazza grande o al vetro, la passione nostrana per l’“oro nero” è famosa in tutto il mondo. Già, perché nel preparare un...

Cloud

Proxima Smart City: la smart city del futuro fatta di cloud, dati aumentati e intelligenza artificiale di Oracle

  di Simona Menghini   Come deve essere la smart city del futuro? Lo saprete se verrete a Oracle Cloud Day, il 22 novembre, al MiCo di Milano!   Scherzi a parte, l’abbiamo già presentata al Maker Faire di Roma lo scorso ottobre, ed è stato un successo, con molte demo richieste dai visitatori della fiera.   In breve: una città intelligente proiettata verso il domani è certamente caratterizzata dalla capacità di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini, semplificandone la vita. In attesa che le nostre città si trasformino in vere e proprie smart city, Oracle ha realizzato Proxima Smart City, un modello di città intelligente di nuova generazione.     Il progetto è stato realizzato in Lego, cablato e connesso con sensori e gateway open source (Arduino, Raspberry PI) collegato a servizi cloud di Oracle. Ma oltre a essere un modello da esposizione, Proxima Smart City è una vera e propria piattaforma tecnologica aperta e autonoma su cui realizzare servizi realmente innovativi.   Il protagonista della demo guidata alla Proxima Smart City, un robottino, vede migliorata la sua quotidianità grazie a una serie di soluzioni che lo aiutano da quando esce per andare al lavoro fino al ritorno a casa. Fra i tanti servizi a disposizione del nostro cittadino robotizzato:    un Digital Assistant che interrogando un’applicazione basata sul machine learning è in grado di indicare la disponibilità di parcheggio sistemi di computer vision che aumentano la sicurezza strumenti per monitorare i parametri ambientali, ma anche per gestire in modo più efficace il ritiro dei rifiuti sensori che permettono di regolare l’illuminazione stradale al passaggio delle vetture applicazioni che integrano informazioni turistiche, commerciali, sui trasporti per migliorare la qualità della vita…  e molto altro ancora   A Proxima Smart City ogni servizio è erogato attraverso una piattaforma cloud “autonoma”, capace di apprendere, auto gestirsi e auto ripararsi grazie alle possibilità offerte dal machine learning e dall’intelligenza artificiale. Sono solo in parte “futuristiche”, ma si basano su casi d’uso reali, già oggi realizzabili.   In ogni caso, per chi si fosse perso Proxima Smart City a Maker Faire, niente paura: la città del futuro di nuova generazione sarà presente all’Oracle Cloud Day 2018, in programma il prossimo 22 novembre al MiCo di Milano. Un’attesa dunque non troppo lunga, ma del resto il futuro è giusto dietro l’angolo.     

  di Simona Menghini   Come deve essere la smart city del futuro? Lo saprete se verrete a Oracle Cloud Day, il 22 novembre, al MiCo di Milano!   Scherzi a parte, l’abbiamo già presentata al Maker Faire di...

Larry Ellison: il machine learning al centro della strategia per le applicazioni cloud del futuro

Di Simona Menghini, Nel suo secondo keynote, Larry Ellison si concentra sulle applicazioni SaaS, e su come Oracle sia in prima linea per rendere più semplice ed efficace utilizzarle con una voice application o con un digital assistant. Ad esempio il nuovo Oracle Digital Assistant permetterà di chiedere ad Alexa i risultati di vendita di un business o i dati un altro indicatore.   “In ambito SaaS, i nostri concorrenti non hanno una piattaforma di base solida come la nostra – afferma Larry – quindi non possono avere lo stesso grado di sicurezza.”   Con le Fusion Application di Oracle si può essere sicuri della privacy perché, come già detto, i dati delle applicazioni non sono condivisi con i Cloud Control Computer. Inoltre i dati si possono prendere anche da applicazioni concorrenti come SAP, Salesforce, ecc.   Ellison sottolinea come il machine learning sia una tecnologia rivoluzionaria quanto internet stessa. Permette di imparare in modo umano, proprio come un bambino che deve vedere tanti gatti prima di riconoscere il gatto e chiamarlo con il suo nome.   Sul palco il CTO di Oracle si cimenta anche in una demo live del Digital Assistant, utilizzato con l’interfaccia Alexa, per dare una dimostrazione di quelle che saranno le interfacce utente del futuro. Larry inizia chiedendo di fare una telefonata a Steve Miranda in Germania (il passo successivo sarà sentirsi rispondere che il fuso orario non è quello giusto per chiamare…) per poi chiedergli i risultati di vendita, o quante offerte sono state fatte e accettate nello scorso trimestre.   Attività impensabili fino a qualche tempo fa, ma che in futuro saranno possibili grazie alle nuove generazioni di interfacce utente, che integreranno il machine learning, le tecnologie mobile e i chat bot.   Poi Ellison passa a un’altra demo live, interessante quanto la prima ma di certo più divertente visto che riguarda lui stesso e la sua nota spese!  Grazie a un Expense Bot, gli basta solo inserire la foto della ricevuta della cena al ristorante per ricevere un riassunto di tutti i dati e per... farsi fare le pulci sull’ammontare dello scontrino e della mancia pagati al Nobu. “Messo alle strette” Larry gli risponde che il Nobu, un noto ristorante della zona, è... di sua proprietà!   Nella parte finale del suo intervento Larry Ellison fa il punto di quanto detto, sottolineando che con le Fusion Application in Cloud, grazie ai digital assistant e alla voice recognition basati su machine learning e AI, ci sono elevati guadagni in termini di produttività. Inoltre la loro applicazione è davvero ampia: si possono usare nella finanza, nella gestione del capitale umano e in moltissimi altri settori. Strumenti preziosi, dunque, in grado di rendere più semplici e accessibili molte attività – sempre in totale sicurezza e privacy dei dati: del resto questo è l’obiettivo principale della tecnologia.      

Di Simona Menghini, Nel suo secondo keynote, Larry Ellison si concentra sulle applicazioni SaaS, e su come Oracle sia in prima linea per rendere più semplice ed efficace utilizzarle con una voice...

Il “talk show” Mark Hurd tra previsioni, battute e tanti ospiti

Di Simona Menghini   Mark Hurd, CEO di Oracle, ha un approccio diverso da Larry Ellison, molto business-style. Oggi però sembra più un anchorman televisivo: si presenta infatti sul palco seduto, in stile talk show, pronto per intervistare i “suoi ospiti”. Durante il suo keynote sono frequenti le battute che la platea prontamente raccoglie: Mark ha un buon senso dell’umorismo e prende in giro persino se stesso, scherzando sulle sue capacità predittive da vero e proprio  ”Oracolo”.   Il primo ospite è Ian Bremmer, noto politologo di Eurasia Group, collegato in video, con il quale Mark Hurd si intrattiene sugli aspetti tecnologici della geopolitica, oggi sempre più importanti. Questo vale soprattutto per le potenze economiche, come la Cina ad esempio, che sta investendo moltissime risorse proprio  in innovazione.   Il CEO di Oracle ripercorre brevemente quanto detto da Larry Ellison nel suo keynote, soffermandosi sul fatto che, in un’epoca di disruption continue, la tecnologia può essere il fattore differenziante, per vari motivi. Alcuni esempi?   I dati aziendali sono un asset chiave da possedere, gestire, analizzare e utilizzare – e mantenere al sicuro; gli asset virtuali saranno presto valutati come superiori alle risorse fisiche; il futuro è dei cyber team; il cloud e le tecnologie in esso integrate, come ad esempio l’intelligenza artificiale, aiutano le organizzazioni a far diminuire i costi, a spingere avanti l’innovazione e a incrementare la produttività   Si passa poi a rivisitare le previsioni fatte proprio dal palco di Oracle Open World, che nell’arco di un paio d’anni si sono rivelate vere: analisti Gartner e Forrester oggi confermano che l’80% delle app saranno in cloud nel 2025, che il numero di data center aziendali privati diminuirà e che l’80% dei budget IT sarà investito in tecnologie cloud. Tuttavia Mark rivendica la “primogenitura” nell’aver previsto tutto molto prima, in tempi non sospetti, e scherza dicendo che il fee per partecipare all’evento OOW è dunque ben speso.   Seguono alcune chiacchierate sul divano, con importanti CIO di aziende che sono passate al cloud grazie a Oracle: Sherry Aaholm, CIO di Cummins, un’azienda metalmeccanica fondata nel 1919, Thaddeus Arroyo, CIO di AT&T, e Navindra Yadav, fondatore di Tetration Analytics, azienda che ora fa parte di Cisco.      Alla fine del suo intervento, Mark Hurd si lancia in nuove previsioni per il 2025: tutte le applicazioni cloud integreranno intelligenza artificiale, l’85% delle relazioni con i clienti saranno automatizzate e almeno il 60% dei ruoli IT sarà nuovo (in quanto si tratta di persone che dovranno dedicarsi ad attività che oggi non esistono ancora). Ma in questo caso si creeranno nuovi posti di lavoro, dice Mark, e alcuni di quelli già esistenti cambieranno, adeguandosi alle nuove tecnologie. “Vedremo poi se anche stavolta gli analisti confermeranno queste previsioni... tra un paio d’ anni!” chiosa con ironia.        

Di Simona Menghini   Mark Hurd, CEO di Oracle, ha un approccio diverso da Larry Ellison, molto business-style. Oggi però sembra più un anchorman televisivo: si presenta infatti sul palco seduto, in...

Oracle OpenWorld 2018 – Day 1: Larry Ellison annuncia la Gen 2 Cloud

Di Simona Menghini L’atmosfera è quella dei grandi eventi, quasi un concerto rock, con 6 schermi, una sala enorme, e la musica “a palla”. Fuori c’è ancora una folla oceanica a fare la coda ai controlli di sicurezza.   A fare gli onori di casa è la Chief Marketing Officer, Judith Sim, che dal palco racconta quello che accadrà nei prossimi giorni a OpenWorld 2018, con particolare riferimento al keynote del CTO Larry Ellison, all’intervento del CEO Mark Hurd e a Oracle Code One, la conferenza per sviluppatori, novità di quest’anno.   L’arrivo di Larry Ellison fa calare di colpo il silenzio in sala. Il tema che intende affrontare è la necessità di un nuovo approccio alla sicurezza all’interno delle aziende, attraverso la Cloud Computing Generation 2 di Oracle, una nuova architettura in grado di proteggere – in modo “autonomous” – le strutture dei dati.   Ellison parla della scarsa sicurezza garantita ai clienti da AWS, perché condividono lo stesso computer per il cloud control e la gestione dei dati del cliente. In realtà tutta la presentazione è ricca di esempi comparativi, che mirano a dimostrare la superiorità – in termini economici, prestazionali e di sicurezza – dei servizi Cloud Oracle rispetto a quelli di AWS.   Gli “autonomous robot” di Oracle Cloud Infrastructure Gen 2 individuano le minacce, per una vera “Core to Edge security”, una sicurezza che va dal centro alla periferia. Il servizio Oracle Cloud Gen 2 è davvero serverless, in quanto si paga solo quello che si usa, quando lo si usa. “Garantiamo di poter far pagare ai clienti di AWS la metà della fattura che ricevono oggi da Amazon” aggiunge Larry Ellison, il quale annuncia anche l’Autonomous Database Cloud @ Customer, per chi vuole usufruire dei servizi cloud pur restando nel perimetro del proprio data center.   Con la Gen 2 Cloud di Oracle, il cloud control computer non sarà mai condiviso con i dati del cliente, perché verrà gestito su una rete diversa, isolata e naturalmente sarà basato su macchine Exadata.     Entro l’estate poi, i clienti Oracle che gestiscono le proprie attività in Gen1 Cloud potranno passare a Gen2 senza ulteriori spese, questa è stata la promessa di Larry Ellison.   Oracle non fa pagare il download dei dati dal cloud più di quanto chieda per caricarli, a differenza di quanto fanno altri fornitori. “Devono avere un ben strano network provider”, commenta Larry sornione, sorridendo, fornendo uno SLA per ogni tipo di operazione in Oracle Cloud Infrastructure.   A conclusione del suo keynote, Larry Ellison mostra tutta una serie di benchmark comparativi con AWS, in particolari casi di gestione, come ad esempio un attacco hacker: Oracle esce di gran lunga vincente dal confronto. Del resto, come sottolinea Ellison, anche se si gestisce un DB Oracle su AWS, Oracle è comunque tre volte più veloce e il 50% più conveniente di Amazon.        

Di Simona Menghini L’atmosfera è quella dei grandi eventi, quasi un concerto rock, con 6 schermi, una sala enorme, e la musica “a palla”. Fuori c’è ancora una folla oceanica a fare la coda ai controlli...

Il Blog di Oracle Italia

Oracle e Progetto Libellula: combattere la violenza e la discriminazione di genere, un’azienda alla volta

  Promuovere una trasformazione culturale, per diffondere consapevolezza e alzare il livello di attenzione sul problema della violenza di genere, partendo dagli ambienti di lavoro: questo l’obiettivo del Progetto Libellula, iniziativa ideata dalla società di consulenza Zeta Service, a cui Oracle Italia ha aderito con entusiasmo oltre un anno fa. Lo scorso 16 ottobre, nella prestigiosa Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, si è tenuto un convegno che ha riunito il network di ben 19 imprese che hanno aderito al progetto fino a questo momento. È stata l’occasione per aggiornare i risultati di una ricerca condotta a partire da focus group e questionari somministrati ai dipendenti delle aziende per esplorare la percezione del fenomeno della violenza di genere, il livello di attenzione e di informazione su come riconoscerla e prevenirla. Alcune aziende aderenti – Etro e INGO Group –  hanno portato la loro testimonianza – ed è stato fatto il punto sull’iniziativa “Donne, Identità e Lavoro” promossa da Action Aid e supportata anche da Progetto Libellula, con l’obiettivo di acquisire nuovamente abilità relazionali e professionali che possano aiutare le donne vittime di violenza a ricostruire un percorso di vita positivo.  “I dipendenti di Oracle Italia hanno risposto con grande interesse e partecipazione alle iniziative che sono state portate avanti in questi mesi – dai workshop dedicati alla cultura di genere, alla decostruzione degli stereotipi, ai laboratori sui temi della violenza digitale, che hanno coinvolto i dipendenti ma anche i loro figli adolescenti. È stato iniziato un percorso che diventerà sempre di più parte integrante della stessa identità aziendale di Oracle, da sempre basata sui valori, il rispetto e sull’attenzione globale alla persona. È stato con grande piacere, quindi, che Laura Varisco (HR Consultant in Oracle) ha ritirato a chiusura dell’evento una targa di riconoscimento per l’impegno  dell’azienda: un encomio che va a tutti coloro che in Oracle si sono impegnati per far crescere questa iniziativa, a partire dalla Funzione delle Risorse Umane”. Il Progetto Libellula è la prova che nessun tentativo è superfluo per contrastare la violenza di genere e che iniziative concrete possono nascere ovunque. Anche le aziende, e Oracle è in prima linea da questo punto di vista, possono contribuire nel costruire delle basi efficaci per accelerare un cambiamento culturale.   Post realizzato con il contributo del Team Risorse Umane di Oracle Italia che ha promosso il progetto      

  Promuovere una trasformazione culturale, per diffondere consapevolezza e alzare il livello di attenzione sul problema della violenza di genere, partendo dagli ambienti di lavoro: questo l’obiettivo...

Cloud Day 2018: We Are Ready, Are You?

  Il Cloud ha rivoluzionato completamente i vecchi paradigmi su cui poggiavano le strategie aziendali del passato favorendo un approccio diverso, che punta a  garantire agilità e flessibilità all’impresa di oggi, cancellando il gap tra dinamicità del business e rigidità dei sistemi informativi, oramai incapaci di accompagnarne sviluppo e crescita.   Con Oracle Cloud puoi innovare radicalmente il business. La trasformazione digitale è ormai in azione e al Cloud Day la faremo raccontare da chi la sta realizzando giorno per giorno. L’edizione 2018 del Cloud si terrà il 22 novembre al MiCo di Milano, in Piazza Carlo Magno 1 (ingresso da Viale Egilardo o da Via Gattamelata 16):  un evento chiave per parlare di cloud in modo diverso e con tante testimonianze dirette di progetti già realizzati in vari ambiti.   Oracle torna dunque a raccontare la roadmap verso il cloud, assieme a partner, clienti ed esperti, che si alterneranno sul palco dell’evento per discutere, fra l’altro, di Blockchain, Artificial Intelligence, Machine Learning, IoT, Cloud e SaaS.   L’edizione  2018 del Cloud Day si preannuncia estremamente ricca e molto attesa dal mercato, dopo il successo della passata edizione che ha registrato oltre 1200 partecipanti, 17 clienti che hanno raccontato la loro cloud experience e 4 aree demo a disposizione del pubblico.   La partecipazione è come sempre gratuita, previa registrazione. Venite a scoprire come affrontare le sfide del futuro, già oggi, grazie al cloud. Noi siamo pronti, e voi?      

  Il Cloud ha rivoluzionato completamente i vecchi paradigmi su cui poggiavano le strategie aziendali del passato favorendo un approccio diverso, che punta a  garantire agilità e flessibilità...

Cloud

Presentato l’Osservatorio LUISS – Deloitte per l’Etica, lo Sport e l’Economia con Oracle Analytics Cloud

 Come l’industria dello Sport possa essere modello di sviluppo economico per l’Italia e quali sono le soluzioni per valorizzare i business nel mondo del calcio. Di questo si è parlato il 18 settembre scorso all’università LUISS di Roma in occasione della presentazione del primo Osservatorio per l’Etica, lo Sport e l’Economia che l’Università Guido Carli ha lanciato insieme a Deloitte. L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di fornire gli strumenti necessari per promuovere una maggiore consapevolezza del ruolo sociale ed economico nell’industria sportiva. Per l’occasione è stata presentata la ricerca “Il calcio in Italia: fenomeno sociale e business da valorizzare”, a cura di Deloitte. Negli ultimi anni lo sport e soprattutto il calcio sono profondamente evoluti anche dal punto di vista economico-industriale fino a costituire nella società moderna un vero e proprio business. Solo nel 2017, le 35.000 imprese attive nel settore sportivo hanno generato complessivamente un valore aggiunto pari a 4,5 € miliardi e un fatturato di circa 14 € miliardi, per un totale di 100.000 addetti. Nel corso dell’evento sono intervenuti moltissimi speaker fra i quali il Direttore Generale dell’Ateneo, Giovanni Lo Storto, il Prorettore alla Didattica, Roberto Pessi, il Presidente del Credito Sportivo, Andrea Abodi, il Senior Executive Monitor di Deloitte, Cristiano Gianni, l’allenatore della squadra di calcio LUISS, Roberto Rambaudi, e numerosi stakeholder partner delle attività dell’Associazione Sportiva LUISS come Intesa Sanpaolo, UnipolSai, Volvo, Eurosport, Infront e Oracle Italia, che ancora una volta è al fianco di LUISS. L’università romana e l’azienda già collaborano per un Master in Big Data Analytics lanciato nel 2014.  A Roma per Oracle c’era Stefano Maio, Country Sales Leader Big Data Analytics di Oracle Italia, che ha sottolineato come, anche in una società sportiva, sia necessaria una data strategy “I bigdata servono per comprendere meglio gli asset produttivi e le soluzioni per migliorare l’intero ecosistema" queste le parole del manager, che si ricollegano a quanto già detto in occasione dell’evento ExplAIn del maggio scorso, di cui era stata ospite anche LUISS Sport. L’obiettivo di Luiss Sport Academy è dotarsi di soluzioni analitiche avanzate che, attraverso l’utilizzo di algoritmi di machine learning, applicati ai dati rilevati da sensori “indossati” dagli atleti, permettano analisi accurate delle performance sportive al fine di migliorare le prestazioni degli atleti in diversi ambiti, dall’atletica all’equitazione, dal calcio al basket. Questa attività è fatta in collaborazione con Oracle Analytics (utilizzeranno la piattaforma Oracle Analytics Cloud), Orange Technology, alcuni professori di illustri Università italiane che stanno definendo dei protocolli di ricerca insieme agli addetti ai lavori delle singole specialità sportive. La nascita di un Osservatorio dedicato allo studio e all’analisi dei grandi eventi sportivi offrirà una visione sui nuovi modelli di business utili per il settore che, in un contesto economico e sociale particolare, necessita di una spinta verso l’innovazione attraverso cui sfruttare a pieno le reali potenzialità delle società sportive italiane, per generare nuove linee di ricavi, nuove modalità di finanziamento e ottenere maggiori risultati sportivi.

 Come l’industria dello Sport possa essere modello di sviluppo economico per l’Italia e quali sono le soluzioni per valorizzare i business nel mondo del calcio. Di questo si è parlato il 18 settembre...

Cloud

CERN openlab avanti tutta! Il CERN e Oracle rinnovano la loro partnership di ricerca e sviluppo

  L’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (il CERN) ha rinnovato la sua partnership con Oracle per altri tre anni, per portare avanti il programma di ricerca e sviluppo CERN openlab. Creato nel 2001, CERN openlab rappresenta un contesto unico nel suo genere per la cooperazione tra scienza e industria privata. In questo programma, il CERN collabora con le più importanti aziende IT per lo sviluppo congiunto di tecnologie a elevate performance da usare per la ricerca di base nella fisica. Oracle, che attualmente è coinvolta in quattro progetti attivi, è partner del programma dal 2003. Ogni anno quaranta studenti provenienti da tutto il mondo hanno l’opportunità di lavorare sui progetti in corso, partecipando a una summer school di nove settimane. Fra gli obiettivi della partnership, vi è quello di sviluppare un’infrastruttura cloud a elevate prestazioni in grado di immagazzinare e analizzare enormi quantità di dati di controllo, come quelli generati dalle gigantesche infrastrutture di ricerca usate nei laboratori per ottenere maggiori informazioni sull’origine dell’universo. L’enorme lavoro svolto all’interno del programma permette a Oracle di fornire ai suoi clienti nuove tecnologie cloud ancora più potenti e a prova di futuro. “Siamo felici di rinnovare la nostra partnership con Oracle per altri tre anni” ha dichiarato Eva Dafonte Pérez, Deputy Leader, Database Services Group del CERN. “A parte i quindici anni di collaborazione nel quadro di CERN openlab, lavoriamo con Oracle dal 1982. Continueremo ad avere bisogno anche in futuro di soluzioni ad alte prestazioni e soprattutto scalabili rapidamente, per poter immagazzinare e analizzare la quantità sempre crescente di dati registrati dalla nostra strumentazione. Oracle offre flessibilità, perché le sue soluzioni sono disponibili sia on-premise sia in cloud”. “Gli obiettivi di ricerca del CERN sono estremamente affascinanti e le tecnologie sviluppate in laboratorio hanno avuto un impatto significativo anche sulla nostra vita quotidiana. Alcune di queste hanno già aiutato a migliorare il trattamento di certi tipi di cancro. Per questo siamo davvero felici di rinnovare la nostra partnership con CERN openlab e speriamo di lavorare insieme per sviluppare tecnologie ancora più potenti, che faranno avanzare sia la scienza sia il settore privato” ha commentato David Ebert, Director-Government, Education, Healthcare Industry Solutions di Oracle EMEA. Il CERN, fiore all’occhiello della ricerca europea e mondiale, possiede il più grande acceleratore di particelle al mondo, il Large Hadron Collider (LHC), grazie al quale gli scienziati possono studiare la struttura fondamentale dell’universo. Qui le particelle subatomiche vengono fatte accelerare e collidere, simulando le condizioni del nostro universo una frazione di secondo dopo il Big Bang. Gli esperimenti condotti all’interno dell’acceleratore del CERN producono circa 50 petabyte di dati ogni anno, che corrisponde all’incirca a quello di 2.000 anni di contenuti video in alta definizione. Nonostante tutti i progressi compiuti nell’ambito della fisica, la nostra conoscenza dell’universo si limita solo alla materia visibile, pari al 5% del totale. Per questo motivo, l’acceleratore sarà reso ancora più potente, per generare un maggior numero di collisioni fra particelle e scoprire qualcosa di più riguardo a quel 95% di materia oscura ancora poco o niente. Ma per raggiungere questo scopo, il CERN ha anche bisogno di avere un’infrastruttura IT altrettanto potente: la cooperazione dell’organizzazione ginevrina con Oracle gioca in questo un ruolo chiave.  Guarda il video!  

  L’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (il CERN) ha rinnovato la sua partnership con Oracle per altri tre anni, per portare avanti il programma di ricerca e sviluppo CERN openlab. Creato...

Cloud

Foodation sceglie Oracle Food and Beverage per crescere a livello internazionale

  Semplificare l’operatività per accelerare i tempi di servizio, migliorando l’esperienza offerta ai clienti; tre obiettivi fondamentali per qualsiasi azienda del settore dei servizi, in particolare per una realtà che si occupa di ristorazione fast-casual, il cui concept unisce la qualità di un normale ristorante con la praticità e la semplicità di un fast food. Un esempio di questa nuova tendenza è Foodation, azienda italiana che progetta e realizza ristoranti fast casual in tutta Europa, che ha scelto la soluzione Oracle Hospitality Simphony Cloud per i suoi locali.   Avendo già dieci strutture avviate e pianificando un’ulteriore espansione a livello internazionale, Foodation aveva bisogno di una piattaforma tecnologica che potesse supportare la sua crescita strategica, in grado di offrire una visione unificata di tutti gli aspetti operativi dei vari locali. Inoltre, l’azienda voleva aumentare la sua efficienza, scegliendo una gestione più centralizzata, e puntava ad avere  disposizione migliori funzionalità e a rendere più moderna e soddisfacente l’esperienza per i suoi clienti. Per rispondere in modo più efficace a tutte queste esigenze, Foodation ha scelto di affidarsi all’esperienza e alle soluzioni tecnologiche di Oracle Food and Beverage.   “Nei prossimi cinque anni abbiamo non solo l’obiettivo di espanderci a livello internazionale, ma anche quello di posizionare i nostri marchi tra i ristoranti “da non perdere” in tutta Europa; Oracle Hospitality Symphony Cloud ci aiuta a ottenere tutto questo” ha detto Riccardo Cortese, CEO di Foodation. “Questa soluzione ci offre una base affidabile su cui costruire la nostra crescita e ci aiuta a semplificare la nostra operatività, avendo una visione complessiva e unificata del nostro business. Prima dell’implementazione potevamo avere questi dati soltanto su base settimanale; oggi usando una app semplice e facile da usare, Oracle Micros InMotion, possiamo accedere alle informazioni che ci interessano in tutti i nostri ristoranti, con la frequenza che preferiamo”.   “In un mercato competitivo come quello odierno, i ristoranti devono essere non solo più veloci ma anche più smart, solo così possono soddisfare le aspettative sempre più elevate dei clienti” ha dichiarato Chris Adams, vice president strategy, Oracle Food and Beverage. “Oracle Simphony Cloud permette di far fluire l’operatività aziendale in modo più coeso, efficiente, profittevole – e migliora allo stesso tempo in modo molto significativo l’esperienza dei clienti”.   Per questo Oracle Food and Beverage viene scelto da tante aziende del settore, che vogliono innovare i propri strumenti di gestione per crescere e migliorare l’esperienza dei propri clienti.   Garda la video :         

  Semplificare l’operatività per accelerare i tempi di servizio, migliorando l’esperienza offerta ai clienti; tre obiettivi fondamentali per qualsiasi azienda del settore dei servizi, in particolare...

Il Blog di Oracle Italia

Internet Intelligence Map, da Oracle lo strumento per controllare la salute di Internet in tempo reale

Internet è un bene che diamo per scontato e ci risulta difficile immaginare la nostra vita e il nostro lavoro disconnessi dalla rete per cause di forza maggiore. Eppure Internet è una risorsa estremamente delicata ed è per questo che, da anni, il team di Internet Intelligence di Oracle analizza i fenomeni che mettono a rischio la connettività e che sono in grado di avere ripercussioni sulla nostra economia, pubblicando resoconti sugli effetti generati da eventi come un cataclisma naturale o una restrizione imposta da un governo. Da questa esperienza nasce l’Internet Intelligence Map di Oracle, uno strumento online grazie al quale è possibile verificare in tempo reale lo stato di salute di Internet e l’impatto di un blocco della disponibilità della rete su scala globale. Internet Intelligence Map si basa su uno dei data set sulle prestazioni di Internet più completi del mondo, sviluppato da Oracle nel corso di anni di ricerche e analisi. Il tool, disponibile online, permette di avere visibilità sui punti critici in cui si manifestano disastri, attacchi informatici o iniziative locali di chiusura della rete, permettendo di ottenere informazioni concrete sui possibili impatti sul resto del pianeta. In un’unica dashboard sono visualizzabili statistiche sulla connettività per ogni paese basate su query, BGP e DNS che permettono di intervenire proattivamente, allestire strategie per ovviare ai problemi di connettività e limitare i danni. Internet Intelligence Map va ad aggiungersi alla gamma degli strumenti messi a disposizione da Oracle per migliorare l’esperienza del cloud, aumentandone la sicurezza e l’affidabilità. Guarda il video! https://www.youtube.com/watch?v=BeKnJQxZs5s&feature=youtu.be

Internet è un bene che diamo per scontato e ci risulta difficile immaginare la nostra vita e il nostro lavoro disconnessi dalla rete per cause di forza maggiore. Eppure Internet è una...

Cloud

L’eccellenza del food italiano sceglie Oracle Blockchain Cloud Service per tracciare la qualità

Le esperienze di trasformazione del business grazie alle reti blockchain si diffondono anche in Italia. È il caso di Certified Origins, giovane azienda Toscana produttrice di oli extra vergini di oliva, che ha fatto della tracciabilità dei suoi prodotti un vero punto di forza. È ormai un dato di fatto che una rete blockchain permetta di semplificare le transazioni e tracciare beni lungo la supply chain, consentendo risparmi lungo tutte le fasi della produzione. Non a caso non sono poche le organizzazioni e i consorzi di settore che stanno già utilizzando Oracle Blockchain Cloud Service per rendere le interazioni più sicure, trasparenti ed efficienti dal punto di vista dei processi e dei costi. Le realtà e i produttori del settore food, sotto questo punto di vista, sono in prima linea in questo percorso di innovazione a lungo termine. Ne è un esempio Certified Origins: producendo olio Extra Vergine d’Oliva proveniente da raccolti di piccole aziende agricole italiane, l’azienda aveva la necessità di tracciare l’olio EVO a marchio Bellucci destinato al mercato americano lungo tutta la supply chain, dall’albero allo scaffale del negozio. “La disponibilità del servizio blockchain di Oracle semplifica l’implementazione e la collaborazione tra tutte le realtà che fanno parte della catena e rappresenta un reale vantaggio competitivo per noi”, precisa Andrea Biagianti, CIO di Certified Origins. “Oracle Blockchain Cloud aggiunge un ulteriore livello di trasparenza e informazione che è apprezzato dai consumatori alla ricerca di prodotti di qualità e ci aiuta a valorizzare l’eccellenza dei piccoli produttori con cui lavoriamo”. L’esperienza di Certified Origins conferma quanto la piattaforma Oracle Blockchain Cloud Service possa essere vantaggiosa per i più diversi settori e quanto i brand che esportano i prodotti del made in Italy in tutto il mondo possano trarre benefici senza limiti dalla digital transformation.  

Le esperienze di trasformazione del business grazie alle reti blockchain si diffondono anche in Italia. È il caso di Certified Origins, giovane azienda Toscana produttrice di oli extra vergini di...

Il Blog di Oracle Italia

Neil Sholay di Oracle ospite della R&D Management Conference a Milano

Qual è il punto di vista di Oracle sull’impatto che innovazione e sostenibilità avranno sul futuro del lavoro? Un tema in cui la trasformazione digitale svolge un ruolo da protagonista e che è al centro dell’edizione milanese della R&D Management Conference, l’iniziativa che – dall’1 al 4 luglio - coinvolgerà accademici e professionisti internazionali con l’obiettivo di condividere esperienze in ambito ricerca, sviluppo, tecnologia e innovazione. Non a caso Oracle sarà rappresentata da Neil Sholay, Vice President Innovation @ Oracle EMEA & J-APAC, che parteciperà all’Executive Round Table dal titolo Innovation, Sustainability and the Future of Work in programma lunedì 2 luglio a partire dalle 8:45. Neil Sholay è responsabile go-to-market e artefice della strategia di Oracle nel mercato digitale. Segue importanti clienti di Oracle EMEA nel loro percorso di Digital Transformation e si occupa dello sviluppo in ambito social, mobile, cloud pubblico e privato, big data, IoT e customer experience. Neil non è nuovo alla partecipazione a eventi di alto livello come la R&D Management Conference. Forte di 15 anni di esperienza, è un interlocutore molto apprezzato per la sua concretezza ma anche per la capacità di visione e comprensione dei trend, delle esigenze reali delle aziende e dei nuovi modelli di business che la trasformazione digitale abilita. Nei suoi interventi entra nel merito dell’uso business dei dati come vantaggio competitivo, portando esempi concreti dell’impiego del cloud di Oracle in realtà di ogni settore. La R&D Management Conference si terrà dall’1 al 4 luglio presso il Politecnico di Milano School of Management, Bovisa Campus – Via Lambruschini 4. Il programma completo è disponibile qui.

Qual è il punto di vista di Oracle sull’impatto che innovazione e sostenibilità avranno sul futuro del lavoro? Un tema in cui la trasformazione digitale svolge un ruolo da protagonista e che è...

Cloud

Campionato mondiale di calcio 2018: un tuffo nei dati con Oracle!

​La ventunesima edizione dei campionati mondiali di calcio entra nella fase cruciale e inizia a dare i suoi primi responsi. Tra qualche settimana, al fischio che chiuderà l’ultimo minuto dell’incontro decisivo, non avremo solo una squadra vincitrice. Ci saranno nuovi dati e statistiche che ci consentiranno di analizzare uno degli spettacoli sportivi più avvincenti da un punto di vista diverso. Gli strumenti di analytics ci restituiscono infatti numerosi spunti dalle informazioni che, grazie alla tecnologia, è possibile incrociare, anche in ambito sportivo. Quanti gol si fanno in media? Il fattore “casa” aiuta a vincere la coppa per i paesi ospitanti? In quale stadio si segna di più? E i dati sugli arbitri e il numero di maglietta del capitano cosa hanno da raccontarci? Tramite Data Visualization, Oracle ha condotto un’analisi per analizzare dei dati storici relativi alla World Cup, i cui risultati sono soprendenti. La maglietta del capitano Analizzando le informazioni dalle precedenti edizioni si conferma che il numero 10 è la maglietta più popolare: oltre 200 capitani l’hanno indossata finora. Subito dopo troviamo il numero quattro e – naturalmente – ogni capitano che ha avuto il ruolo di portiere ha sempre indossato il numero 1. Resta da chiederci se l’edizione in corso cambierà questo trend. Arbitri e vincitori Oracle ha analizzato la possibilità di correlazione tra la nazionalità dell’arbitro e l’esito di ciascuna gara. Naturalmente nessun direttore di gara può partecipare alle competizioni del proprio paese, ma potrebbe esserci qualche “bias” involontario? Fortunatamente non sono emerse particolari correlazioni. Alcuni paesi però hanno sempre vinto quando l’arbitro proveniva da un paese del loro stesso continente.  Una curiosità: nonostante la forte rivalità, arbitri inglesi hanno arbitrato molte partite in cui la Germania ha vinto e arbitri tedeschi hanno arbitrato molte partite in cui ha vinto l’Inghilterra. Sarà così anche quest’anno? Il vantaggio di giocare in casa Ospitare il torneo ha naturalmente dei vantaggi. Sia l’Inghilterra nel 1966 che la Francia nel 1998 hanno vinto la loro unica coppa del mondo da paese ospitante. Anche Uruguay (1930), Italia (1934) e Argentina (1978) hanno vinto una delle loro coppe quando il campionato si giocava a casa loro. Ma il successo è più probabile se la coppa si gioca in un paese del proprio continente? Dai dati è emerso che alcune nazioni europee (Italia, Germania, Francia e Inghilterra) hanno avuto più successo giocando in Europa, e anche Uruguay e Argentina se la sono cavata meglio in Sud America.  Il Brasile è di un altro livello: ha vinto ovunque, in ogni continente. In generale è più probabile vincere se si gioca nel proprio continente, ma questo trend nelle ultime due edizioni non si è verificato: infatti la Germania ha vinto in Brasile nel 2014 e Spagna nel 2010 ha vinto in Sud Africa. Al momento la nazionale russa se la sta cavando bene, vedremo se arriverà in finale. Quanti gol si fanno? Dagli anni 30 ai 50 le goleade non erano rare e in media si segnavano quattro/cinque reti a partita. Ma dagli anni 60 c’è stato un calo: meno di tre gol per gara. L’edizione che ha visto più gol in assoluto è stata la coppa giocata nel 54 in Svizzera, con una media di più di cinque gol a partita. Metterla in rete: lo stadio conta? Infine, si è analizzato in quali stadi e se i gol sono stati realizzati dalla squadra “in casa” o dalle altre. Lo stadio in cui si sono segnati più gol è il St. Jakob Stadium di Basilea, che nel 1954 ha ospitato solo sei partite ma per un totale di 44 gol. Uno stadio in cui sono segnati ancora più reti in realtà esiste: è l’Estadio Atzeca in Messico, che ha visto ben 52 reti, segnate però in due diverse edizioni (1970 e 1986). Con Oracle Data Visualization non possiamo prevedere chi vincerà quest’anno, ma di certo è possibile soddisfare la sete di statistiche e, anche se siamo tutti d’accordo sul fatto che il calcio giocato non tema rivali, tra una partita e l’altra ci si può comunque divertire con qualche curiosità

​La ventunesima edizione dei campionati mondiali di calcio entra nella fase cruciale e inizia a dare i suoi primi responsi. Tra qualche settimana, al fischio che chiuderà l’ultimo minuto dell’incontro...

In Oracle Italia si lavora positivo

Il Positive Business Award è il nuovo riconoscimento che, dallo scorso 6 giugno, va ad aggiungersi al palmarès di Oracle Italia. Il premio ci è stato assegnato dalla Scuola di Palo Alto in virtù della nostra nuova sede di Roma, di cui sono stati riconosciuti i criteri innovativi con cui è stata progettata. Un mix di funzionalità, smart working, estetica e relax che fa bene alle persone, migliora il modo di lavorare e la qualità stessa della vita. In una parola, positività, un approccio organizzativo che incrementa anche la motivazione e la produttività, in ufficio e fuori. Maria Teresa Sica, Direzione Risorse Umane di Oracle italia   La nuova sede di Roma si conferma infatti una best practice del wellness d’impresa, un aspetto che ha meritato il primo posto nella categoria Positive Business Location e che riflette la vera vision di Oracle, sempre più orientata a porre l'innovazione e la creatività al centro del lavoro, motori irrinunciabili per la crescita umana e professionale. Non c'è trasformazione digitale, infatti, senza un cambiamento culturale che parta da un modo di concepire l'ambiente di lavoro a misura d'uomo.  Non a caso la nuova sede romana è dotata di spazi pensati per favorire il benessere psico-fisico delle persone. Postazioni fisse e mobili e sale riunioni ospitali e accoglienti si alternano alle aree break, alle terrazze attrezzate per lavorare e rilassarsi e a veri e propri punti per ricaricare le energie: una palestra, una play room per il gioco e una sala di meditazione dove praticare mindfulness o yoga, appuntamenti oramai fissi nella giornata lavorativa dei dipendenti di Oracle Italia.

Il Positive Business Award è il nuovo riconoscimento che, dallo scorso 6 giugno, va ad aggiungersi al palmarès di Oracle Italia. Il premio ci è stato assegnato dalla Scuola di Palo Alto in virtù della...

A che punto è la Data Driven Economy in Italia?

Per scoprirlo c’è explAIn, una piazza con al centro dati, algoritmi e tante storie Non c’e’ alcun dubbio che in questo momento nel mondo del business uno degli # più cliccati e più ricercati è #AI o #ArtificialIntelligence o #IntelligenzaArtificiale. Ma l’intelligenza artificiale nasconde un concetto ben più ampio e più business, quello di Data Driven Economy per questo Oracle ha voluto creare un momento di approfondimento per rappresentare alcune delle possibili applicazioni ma anche per far raccontare da aziende ed esperti cosa si sta già facendo e quali sono le reali potenzialità e i confini. Da qui, explAIn, Your Tomorrow TODAY una giornata che sta assumendo sempre più i connotati di un “live think tank” che si terrà il 22 Maggio, presso la Fondazione Feltrinelli a Milano. Ecco allora che le vere protagoniste della giornata saranno le storie delle aziende di vari settori (dal retail al manufacturing, dal banking al mondo dello sport) che racconteranno come gestiscono, modellano, “ascoltano” il dato in diversi ambiti applicativi. Insomma un vero e proprio punto della situazione su quanto siano veramente Data Driven le aziende italiane. Gli esperti di BitBang, Bitron, Clairy, Eurostep, Exage (Gruppo Value Partner), iConsulting, Kruell, Liquidprice, LSI, Luciad, Luiss Sport Academy, Neuroplus Consulting, Mantica, MiPu, SDG Group, Technology Reply racconteranno le loro esperienze accompagnati da Luisella Giani, Digital Director ed esperta di Intelligenza Artificiale che, come Oracle, svolge il ruolo di ambasciatore EMEA su questi temi. Quindi una piazza con al centro i dati, gli algoritmi che ne derivano e tante storie per una vera Artificial Intelligence @work. Per iscriversi e per approfondimenti vai qui

Per scoprirlo c’è explAIn, una piazza con al centro dati, algoritmi e tante storieNon c’e’ alcun dubbio che in questo momento nel mondo del business uno degli # più cliccati e più ricercati è #AI...

Oracle IaaS va in Tour per innovare architetture e applicazioni

Ha inizio con la sessione di Milano del prossimo venerdì 27 aprile il workshop itinerante “Oracle Cloud Infrastructure - Generation 2 Live Tour”, un’iniziativa dedicata ai servizi IaaS della piattaforma Oracle. Gli incontri hanno l’obiettivo di far conoscere le potenzialità di Oracle Cloud Infrastructure nelle attività di migrazione di applicazioni esistenti e per lo sviluppo di nuove architetture applicative, anche con esempi pratici. Verranno mostrate le diverse modalità operative inclusa la possibilità di automazione tramite “Infrastructure as Code” con Terraform. È possibile iscriversi all’iniziativa che comprende tre tappe in tre diverse città: Milano 27 aprile Roma 16 maggio Napoli 24 maggio   L’agenda degli incontri comprende: - Overview servizi Oracle Cloud Infrastructure (Compute, Storage, Network etc..) - Realizzazione di nuove architetture applicative - Gestione, monitoraggio e governance “Oracle Cloud Infrastructure - Generation 2 Live Tour” è rivolto a Solutions Architect, Sistemisti, IT Operations e Developers ed è di livello “Intermediate” in ambito Cloud infrastructure. Per partecipare alle sessioni è necessaria l’installazione sul proprio laptop di: - Hashicorp Terraform con provider OCI - SSH Client (Putty o similari) - OCI Command Line Interface (CLI) - e un account trial attivo su Oracle Cloud  

Ha inizio con la sessione di Milano del prossimo venerdì 27 aprile il workshop itinerante “Oracle Cloud Infrastructure - Generation 2 Live Tour”, un’iniziativa dedicata ai servizi IaaS della...

Destinazione Cloud: con Oracle, Boscolo Tours arriva per prima alla Digital Transformation

Trasferire sul cloud Oracle l’intero apparato informativo e gestionale per allestire un ambiente multicanale in cui dialogare direttamente con i clienti e intercettare le loro esigenze. Anche il settore dei tour operator si è posto come meta principale la trasformazione digitale in risposta a un mercato in cui l’impatto di Internet è stato decisivo. In questo scenario, il Premio Innovazione assegnato a Boscolo Tours, e ritirato oggi in occasione di SMAU Padova, è la conferma che la tecnologia costituisce una tappa fondamentale per un nuovo modello di business anche in ambito turistico. Boscolo Tours, realtà attiva da più di trent’anni e con un’indole molto attenta all’innovazione, ha scelto di aggiungere alla tradizionale modalità di offerta tramite le agenzie di viaggio un canale diretto (e digitale) con i consumatori finali, affacciandosi a una potenziale platea vastissima. Un progetto che ha richiesto un ripensamento radicale degli strumenti di lavoro e della loro gestione e ha messo il cloud al centro dell’ambiente operativo. Il progetto è stato sviluppato grazie all’apporto di Oracle Consulting e PricewaterhouseCoopers e ha previsto l’integrazione della piattaforma Oracle Integration Cloud Service per la componente di back office e Oracle Web Center Sites per i portali web. Oracle Data Visualization è stato quindi scelto come soluzione di business intelligence e va a completare la migrazione in cloud di tutti gli altri servizi (come il call center e la posta) e applicazioni accessorie. Il processo trasformazione digitale, tutt’ora in corso, permette già oggi a Boscolo Tours di rendere consultabili, accessibili e prenotabili in real time e su più canali i propri prodotti, intercettando le preferenze di chi cerca informazioni online sui viaggi e aprendo scenari di grande interesse in ambito data analytics e marketing automation. Allo stesso tempo, la forza vendita può rimanere connessa ai sistemi aziendali tramite smartphone e lavorare in modo più efficace. L’investimento nel cloud e nelle soluzioni Oracle ha così permesso Boscolo Tours di differenziarsi dalla concorrenza acquisendo un importante vantaggio competitivo. Nella foto: Rolando Pasqualin ed Elisa Boscolo di Boscolo Tours.

Trasferire sul cloud Oracle l’intero apparato informativo e gestionale per allestire un ambiente multicanale in cui dialogare direttamente con i clienti e intercettare le loro esigenze. Anche il...

In un libro i consigli di Oracle Community for Security per alzare il livello di sicurezza delle aziende

Avere a disposizione un centro operativo dedicato al monitoraggio costante dell’ambiente IT aziendale può garantire una risposta efficace a ogni problema di sicurezza, in uno scenario in cui la pericolosità e la varietà stessa degli attacchi informatici aumentano senza soluzione di continuità. Questo è il tema di “SOC e Continuous Monitoring, faccia a faccia con la cybersecurity”, la nuova pubblicazione a cura dell’Oracle Community for Security, l’organizzazione che da dieci anni mette in contatto i migliori professionisti in ambito sicurezza IT. Il volume è stato presentato in occasione del “Security Summit” (Milano 13-15 marzo) organizzata da Clusit – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, e che ci ha visto tra le realtà protagoniste. D’altronde l’argomento oggetto della pubblicazione è di forte attualità. Un Security Operation Center è in grado infatti sia di fornire gli strumenti di controllo e intervento (proattivo e reattivo) per i sistemi IT aziendali che di valorizzare le competenze e gli investimenti in tecnologie di protezione già presenti. Nel testo vengono approfonditi gli approcci vincenti, in un momento in cui l’evoluzione delle tecnologie di machine learning e intelligenza artificiale sta interessando anche la cybersecurity. Sebbene una completa automazione dei processi non sia ancora del tutto plausibile, è già possibile disporre di sistemi intelligenti che, istruiti su problemi ben definiti e circoscritti, possano bloccare automaticamente una connessione a rischio o almeno portare all’attenzione di chi gestisce la security solo i casi realmente sospetti. La pubblicazione “SOC e Continuous Monitoring, faccia a faccia con la cybersecurity” è disponibile al download sul sito del Clusit.    Post realizzato con il contributo di Alessandro Vallega, Business Development Director di Oracle e membro del Board di Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica.  

Avere a disposizione un centro operativo dedicato al monitoraggio costante dell’ambiente IT aziendale può garantire una risposta efficace a ogni problema di sicurezza, in uno scenario in cui...

La Milano Digital Week di Oracle è a tutta scuola-lavoro

Parlare ai ragazzi dei temi più caldi del digital business con l’obiettivo di stimolarli ma anche di cominciare a prepararli per il mondo del lavoro. È con questa ambizione che Oracle Italia partecipa alla Milano Digital Week, in programma dal 15 al 18 marzo. Verranno organizzati 3 eventi tutti all’insegna del programma di Alternanza Scuola Lavoro che l’azienda sta portando avanti con l’obiettivo non solo di formare competenze digitali ma soprattutto per far comprendere cosa significa lavorare in gruppo, pianificare e rispettare gli impegni, ossia tutte attitudini che fanno la differenza nel modo in cui un giovane si presenta nel mondo del lavoro. Il programma di Alternanza verrà illustrato il 16 mattina presso la sede di Assolombarda in presenza della Direzione Risorse Umane di Oracle Italia ma soprattutto dei ragazzi e dei docenti delle scuole protagoniste del programma. Qui i dettagli dell’evento. Proprio in una scuola che quest’anno è coinvolta nel programma di Alternanza, l’Istituto Superiore Galvani, il collega Lanfranco Brasca esperto di blockchain terrà una lezione a tutti gli studenti che ne faranno richiesta, su quello che è uno dei trend più caldi del business digitale. Sarà una lezione studiata su misura per i ragazzi delle scuole superiori dove si parlerà di nodi, transazioni, blocchi, ledger, hash e molto altro. E' consigliata la partecipazione ai ragazzi che frequentano la IV classe a indirizzo Informatico. Ma la Digital Week di Oracle inizierà già il giovedi pomeriggio a Cinisello presso la sede dell’azienda. Qui – sempre agli studenti – Angelo Seminati collega esperto di Chatbot, altro trend tecnologico del momento, presenterà le prime vere e concrete applicazioni di Intelligenza Artificiale. Oggi i ChatBot sono già diffusi, vengono utilizzati in moltissimi ambiti e quindi questa lezione, che avrà riscontri pratici, illustrerà come costruirne uno seguendo un percorso a fasi, pratico e avvincente. Anche qui è consigliata la partecipazione di ragazzi curiosi, che frequentano la IV classe a indirizzo Informatico. Per chiudere, l’intervento che Stefano Maio, appassionato di tutto quanto ruota intorno all’analisi dei dati, farà durante l’evento di Modis (società di Adecco) per presentare i nostri programmi di formazione (tra cui l’Alternanza) e la collaborazione in essere con Modis attraverso il programma “Digitalmente”. Il tema in questo caso è molto ampio e tocca le competenze digitali con l’evidenza del divario tra le richieste delle aziende alla disperata ricerca di personale qualificato e un’offerta che non sembra ancora adeguata. La Milano Digital Week è un’iniziativa promossa dal Comune di Milano con l’obiettivo di fare emergere tutte quelle realtà del territorio che stanno trasformando il lavoro, il tempo libero, la formazione e le dinamiche della progettazione e della produzione attraverso le modalità digitali. Maggiori info sul portale dedicato.

Parlare ai ragazzi dei temi più caldi del digital business con l’obiettivo di stimolarli ma anche di cominciare a prepararli per il mondo del lavoro. È con questa ambizione che Oracle Italia partecipa...

Partner Awards 2018, essere al fianco di Oracle premia sempre

Il successo del Cloud Oracle dipende in buona misura dal lavoro dei Partner e dalla loro capacità di influenzare il mercato. E’ il messaggio che è uscito dall’edizione italiana del Partner Day che si è tenuto a Milano e ha radunato circa 350 professionisti del mercato dell’innovazione tecnologica. Come sempre l’evento si è concluso con la consegna dei Partner Awards, un riconoscimento alle aziende più attive e che hanno realizzato i progetti più originali utilizzando le varie declinazioni del Cloud Oracle: quello infrastrutturale, di piattaforma e applicativo. Il premio per la categoria Cloud First è stato assegnato a TIM per l’uso della soluzione “Cloud at Customer” utilizzata per l’erogazione di servizi Oracle alla pubblica amministrazione. Tas Group si è aggiudicata la categoria Cloud Platform per il suo ruolo strategico nel Finance e per le competenze in ambito Oracle Cloud Transformation Strategy. Nella categoria Cloud Infrastructure è risultata vincente GN Informatica, grazie ai progetti sviluppati per portare Oracle JD Edwards su Oracle Iaas e agli investimenti in ambito Cloud applicato all’IoT. Il premio CX Cloud è andato a Eurostep, già testimonial a Oracle Open World 2017 come best practice della Cloud Experience Oracle grazie alla piattaforma e-store globale di Moleskine con Oracle Commerce Cloud. Come Partner dell’anno in ambito HCM Cloud è stato individuato Deloitte, sia per la sua visione full-Oracle e l’impegno come Cloud Excellent Implementer che per le numerose e importanti installazioni portate a termine negli ultimi mesi. Nella categoria ERP Cloud vittoria per Business Reply, in prima linea nell’adozione della strategia Oracle Cloud a supporto dei processi di trasformazione digitale e protagonista di diversi programmi Oracle e di numerose implementazioni di successo. Ancora Reply, ma questa volta Technology Reply, vincitore della categoria Cloud Readiness, grazie alle competenze tecniche che ne fanno uno dei principali centri Oracle in Europa, in grado di coprire tutta l’offerta Oracle Cloud. Al primo posto nella categoria ISV si è classificato Engineering, pioniere nell’adozione della soluzione Oracle “Cloud at Customer” in qualità di Independent Software Vendor e ideatore di nuovi servizi SaaS per i brand delle Utility. Sono stati anche premiati i migliori Partner attivi nei vari settori. Bridge Consulting è partner dell’anno Retail per la specializzazione Cloud Infrastructure e per le soluzioni di Disaster Recovery e Monitoring progettate sul campo. T.A.I. Software Solution si è invece distinto nel settore Finance per la verticalizzazione dell’offerta Hybrid Cloud di Oracle a ex aequo con VAR Group per gli investimenti in Datacenter, Demo Center e competenze su Oracle Cloud per l’erogazione di servizi gestiti d’infrastruttura. Infine, tra le nomination Systems, il partner dell’anno è R1 per le soluzioni Engineered System sviluppate presso clienti della Pubblica Amministrazione, Finanza e Difesa.

Il successo del Cloud Oracle dipende in buona misura dal lavoro dei Partner e dalla loro capacità di influenzare il mercato. E’ il messaggio che è uscito dall’edizione italiana del Partner Day che si...

Le dieci sfide per i CIO nel 2018

Forbes ha pubblicato la consueta lista delle principali sfide dei CIO per il nuovo anno. Qualche conferma, molte novità, ma malgrado la complessità dei trend tecnologici più stringenti i vantaggi di un business data driven sono sempre più all’ordine del giorno. Nel 2018 la trasformazione digitale delle aziende passa dall’essere qualche iniziativa spot a una vera e propria fonte di profitto e l’attività dei CIO diventa sempre più centrale nella strategia digitale e nell’attività di coordinamento con gli altri quadri aziendali (board, marketing, risorse umane e operation). Non solo. Entro il 2022 il livello di sicurezza informatica di ogni azienda avrà valore tanto quanto la sua credibilità, e i CIO non devono perdere l’opportunità di ricorrere al Cloud e alla sua sicurezza integrata come ambiente IT per applicativi e soluzioni per il business. In questo contesto, il Cloud di Oracle fornisce una risposta sempre più efficace e sicura. C’è ancora margine crescita nell’economia del 2018? Grazie alla disponibilità dei dati e alla loro analisi i CIO possono contribuire all’espansione del business aziendale verso settori adiacenti. Le aziende inoltre stanno passando dalla vendita di prodotti alla vendita di servizi e fioriscono modelli di business su abbonamento o di pagamento a risultato. Cresce così l’interesse nel Cloud perché è in grado di abbattere le barriere d’ingresso sul mercato. Anche in questo caso il CIO può dire la sua, dal momento che si tratta di un modello in cui i dati sono alla base di tutti processi. I CIO devono quindi assegnarsi delle priorità e capire quali attività siano degne del loro sforzo e quali possono passare in secondo piano. Non si può fare tutto perfettamente. In più, il ricorso all’automazione continuerà a liberare tempo a diversi settori aziendali, dalle HR nella ricerca dei candidati a chi gestisce i sistemi IT con sistemi automatici di controllo. I CIO devono continuare su questa strada. Parlando di intelligenza artificiale e apprendimento automatico, i CIO si trovano di fronte a tecnologie complesse da implementare, soprattutto per le competenze richieste. Ma è sempre più tempo di sperimentare, considerando che alcune componenti, a partire dal cloud storage on-demand e dalla potenza di calcolo dell'elaborazione, sono già ampiamente disponibili per i CIO. Non è il momento di farsi superare dalla concorrenza. Se da una parte i CIO non possono non tener conto del potenziale della blockchain per semplificare i processi di transazione e abbassare i costi, dall’altra è bene porsi delle domande sulla sicurezza dei dati condivisi nel suo ecosistema e cosa comporti tutto ciò. Quasi tutte le aziende stanno diventando a loro modo aziende del settore IT, perché comunque la tecnologia è parte del business e lo scambio di sinergie non è masi stato così profondo. E ai CIO viene sempre più richiesto di aumentare la percentuale del budget IT per i prodotti di innovazione riducendo quella per la manutenzione. Una sfida difficile ma per la quale il ricorso al Cloud costituisce un’opportunità di miglioramento, in quanto scarica gran parte dei costi di supporto su fornitori di servizi meglio equipaggiati per gestire un carico di lavoro di questo tipo. Il futuro di questo approccio comunque è ancora nelle mani dei CEO, chiamati a investire in soluzioni tecnologiche a lungo termine. A questo link è presente l'articolo originale.

Forbes ha pubblicato la consueta lista delle principali sfide dei CIO per il nuovo anno. Qualche conferma, molte novità, ma malgrado la complessità dei trend tecnologici più stringenti i vantaggi di...

Danieli investe sul valore delle persone con Oracle HCM

La trasformazione digitale impone cambiamenti anche in ambito HR, oggi più che mai chiamate a fornire risposte tempestive al business. L’esperienza di Danieli & C., uno dei principali gruppi mondiali in ambito progettazione, produzione e installazione di impianti siderurgici, è illuminante, da questo punto di vista. L’adozione di una piattaforma cloud per la gestione evoluta delle risorse umane, basata su Oracle HCM Cloud, permette infatti oggi all’azienda di avere un quadro completo del capitale umano e intervenire, con attività di formazione e sviluppo, laddove siano presenti lacune da colmare e puntare sempre più sul valore delle persone come vantaggio competitivo. La piattaforma, dal nome “Metyou”, favorisce la crescita delle competenze individuali per contribuire alla crescita del Gruppo. “In una fase successiva, useremo la piattaforma anche per facilitare la mobilità interna e aumentare le potenzialità insite nella multiculturalità che ci contraddistingue”, aggiunge Camilla Benedetti, HR Executive Vicepresident di Danieli & C. Oracle HCM Cloud è stata preferita perché altamente versatile e in grado di fornire analisi dei dati utilizzabili facilmente dal management. “La visualizzazione dei risultati in un colpo d’occhio ci permette interventi efficaci per colmare i gap rilevati nel dettaglio e sui singoli e, di conseguenza, misurare più facilmente l’efficacia della formazione con kpi definiti in correlazione alle necessità del business”, aggiunge Benedetti. Per non parlare del tempo risparmiato dalle HR per attività di routine, ora impiegato in progetti a valore aggiunto. Oracle HCM Cloud si conferma così lo strumento più adatto per rispondere a 360 gradi alle esigenze legate alla gestione delle HR nell’era della Digital Transformation, con funzionalità che permettono la ricerca, la crescita e lo sviluppo dei talenti per un aumento dell’efficienza operativa a ogni livello.

La trasformazione digitale impone cambiamenti anche in ambito HR, oggi più che mai chiamate a fornire risposte tempestive al business. L’esperienza di Danieli & C., uno dei principali gruppi mondiali...

Java per la Campania, trovare lavoro con il coding

La formazione digitale come strategia per l’aumento dell’occupazione di qualità. Questo è l’obiettivo di Java per la Campania, il progetto pensato dalla Regione Campania con la collaborazione di Oracle per migliorare la preparazione dei giovani in ambito IT e fornire loro competenze utili per il mercato del lavoro. Si tratta di un’iniziativa finanziata dal Fondo Sociale Europeo e rivolta a 240 giovani campani, al momento in attesa di occupazione, che parteciperanno a un programma di training articolato in 800 giornate. Al termine del corso gli studenti potranno ottenere la certificazione ufficiale di Oracle University Oracle Java Programmer. Come noto Java è il linguaggio informativo più diffuso al mondo, si trova infatti all’interno di 15 miliardi di device e ci sono ben 10 milioni di sviluppatori che lo utilizzano quotidianamente per creare applicazioni . “Java per la Campania” comprenderà lezioni teoriche e pratiche dedicate a tutte le province della regione e tenute attraverso Oracle University – la divisione di Oracle che cura i progetti di formazione. Oggetto del corso saranno le più innovative tematiche di sviluppo software, le metodologie all’avanguardia come la SOA e la programmazione Java, fondamentale per chi vuole operare nel digitale. Sarà inoltre previsto un bonus occupazionale di 5mila euro e la possibilità effettuare un tirocinio retribuito di sei mesi. Il progetto è stato presentato lo scorso 19 dicembre da Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, che ha confermato l’urgenza di formare i giovani sulle professionalità richieste dal mercato e l’apporto che iniziative come “Java per la Campania” e realtà come Oracle sono in grado di dare per accelerare il processo di digitalizzazione del Paese finalizzato alla modernizzazione della PA e allo sviluppo economico. Post realizzato con il contributo del Team italiano di Oracle University

La formazione digitale come strategia per l’aumento dell’occupazione di qualità. Questo è l’obiettivo di Java per la Campania, il progetto pensato dalla Regione Campania con la collaborazione di Oracle...

Il Blog di Oracle Italia

Oracle Cloud, la piattaforma per le start up che vogliono crescere

Il modo più efficace per sviluppare e fare evolvere le proprie soluzioni? Lasciarsi contaminare dalla portata innovativa delle realtà più fresche sul mercato. Oracle conferma il suo approccio all’open innovation come motore di cambiamento partecipando all’edizione 2017 di Open Summit, l’iniziativa organizzata da StartupItalia con l’obiettivo di fare il punto sulle aspirazioni internazionali delle nostre start-up. Open Summit 2017 avrà il suo culmine il prossimo 18 dicembre al Palazzo del Ghiaccio di Milano, quando una giuria di professionisti ed esperti di vari settori (per Oracle Maria Costanzo) decreterà la realtà aziendale più fresca e disruptive tra le dieci che si alterneranno sul palco a presentare i loro progetti, il tutto a seguito di una selezione già portata a termine tra le numerosissime auto-candidature che hanno risposto alla chiamata degli organizzatori. Oracle – per la prima volta all’Open Summit - ha avviato un processo di trasformazione dello sviluppo stesso dei suoi prodotti, con una forte apertura all’open source e a tutti i canali in grado di favorire l’intero ecosistema di cui le start-up italiane fanno parte. Se Oracle Cloud fino a ieri era sinonimo di robustezza e solidità, oggi è anche la piattaforma aperta a tutti i nuovi linguaggi e alle nuove tecnologie e quindi in grado di accompagnare le start up nella loro evoluzione. Non a caso, attraverso il programma Oracle Start Up Cloud Accelerator, Oracle ha dato avvio a un progetto che consente alle giovani iniziative imprenditoriali di ottenere il massimo dalle potenzialità del Cloud nello sviluppo del business attraverso la condivisione di risorse e competenze. Il programma verrà presentato da Fabio Luinetti durante il Workshop European Valley – Restart Europe che si terra’ dalle 11,30 alle 13,30. Mentre durante il Workshop su Industria 4.0 che si terrà nel pomeriggio Luisella Giani spiegherà come accompagniamo le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale attraverso i trend tecnologici del momento (IoT, Artificial Intelligence, Blockchain e molto altro) La presenza di Oracle a “StartupItalia! Open Summit 2017” ha quindi il preciso significato di ampliare la rete di contaminazione con le aziende più innovative e continuare nella reciprocità di confronto, con l’obiettivo di rendere sempre più ricca la piattaforma Oracle Cloud grazie all’apporto delle nuove imprese italiane e al valore aggiunto del loro entusiasmo.

Il modo più efficace per sviluppare e fare evolvere le proprie soluzioni? Lasciarsi contaminare dalla portata innovativa delle realtà più fresche sul mercato. Oracle conferma il suo approccio all’open...

Oracle e Progetto Libellula, la diffusione della cultura contro la violenza di genere parte dall’ambiente di lavoro.

Dalla trasformazione digitale alla trasformazione culturale, per diffondere la consapevolezza in azienda sul problema della violenza di ogni tipo contro le donne. Questo è il motivo per il quale Oracle Italia sostiene e promuove il Progetto Libellula, l’iniziativa ideata dalla società di consulenza Zeta Service che vuole sensibilizzare sulla prevenzione del fenomeno della violenza di genere negli ambienti di lavoro. Negli scorsi mesi il Progetto Libellula ha fatto partire dei Focus Group e delle Survey che tutte le aziende che sostengono il progetto hanno divulgato al loro interno permettendo così di ottenere un quadro dello stato attuale, dell’interesse e dell’informazione a riguardo.  A questo link è possibile scaricare l’ebook con i risultati In Oracle stiamo anche organizzando dei workshop dedicati alla cultura di genere e al modo in cui gli stereotipi influiscono sui rapporti interpersonali in ambito professionale. Quindi si parlerà di violenza di genere anche nella sua connotazione digital: come prevenirla, come si manifesta, quali sono le conseguenze e come difendersene. A breve prenderà il via anche un corso di difesa personale per le dipendenti di Oracle Italia, basato sulle discipline orientali per aiutare a fronteggiare e prevenire le eventuali situazioni di aggressione fisica. Il Progetto Libellula è la prova che nessun tentativo è superfluo per contrastare la violenza di genere e che iniziative concrete possono nascere ovunque. Anche le aziende, e Oracle è in prima linea da questo punto di vista, possono contribuire nel diffondere le basi efficaci per accelerare un cambiamento culturale. Post realizzato con il contributo del Team Risorse Umane di Oracle Italia che ha promosso il progetto  

Dalla trasformazione digitale alla trasformazione culturale, per diffondere la consapevolezza in azienda sul problema della violenza di ogni tipo contro le donne. Questo è il motivo per il quale...

Ecco i nostri Cloud Hero!

Innovazione, competitività, efficienza, internazionalizzazione, competenza sono le parole chiave alla base delle motivazioni dei Cloud Hero Award che abbiamo consegnato a 7 aziende e 4 partner in occasione del Cloud Show, l’evento che si è tenuto lo scorso 9 novembre al Palazzo del Ghiaccio a Milano. Si tratta di progetti e di storie successo il cui minimo comune denominatore è il cloud Oracle in tutte le sue forme. Da quello ibrido che abilità il progetto di Core Banking di Cabel Holding che, con l’ausilio del Partner Oracle Var Group ha integrato Oracle Flexcube Universal Banking per sviluppare applicazioni dedicate agli utenti; a quello pubblico con il quale Danieli Officine Meccaniche ha rinnovato la gestione delle risorse umane a livello internazionale con Oracle HCM Cloud. È stato poi premiata Formez PA, un’eccellenza del settore pubblico che per prima si affida a Oracle ERP Cloud per la gestione dei processi, per l’attività di reporting e l’analisi in tempo reale e per la mobile e social collaboration. ICE- Agenzia e RetItalia Internazionale che, affiancate da Deloitte Digital, ancora in ambito PA hanno trasformato il CRM in ottica multicanale con Oracle CX Cloud per un netto miglioramento dei rapporti con le imprese che soino attive all’estero. Poi ancora MediaWorld che insieme a Sopra Steria, grazie a Oracle Order Management Cloud ha creato un sistema di gestione ordini multicanale per migliorare l’esperienza cliente ottenendo altresì vantaggi operativi, logistici e commerciali; quindi SIRAM, seguita dal Partner Business Reply, che ha accompagnato la sua fase di crescita con Oracle ERP Cloud per incrementare il livello di agilità, efficienza e standardizzazione di processi. Infine Tecnocasa, che con il supporto di Red Reply ha trasformato il proprio Data Center in ottica cloud facendo leva su innovative tecnologie Infrastructure As A Service e Platform As A Service. Tante storie di successo per tanti progetti Cloud che entrano sempre più nel core business dell’azienda a conferma che stiamo sempre più vivendo una piena Traformazione Cloud.

Innovazione, competitività, efficienza, internazionalizzazione, competenza sono le parole chiave alla base delle motivazioni dei Cloud Hero Award che abbiamo consegnato a 7 aziende e 4 partner...

Gli eroi della Digital Transformation vanno in scena all’Oracle Cloud Show

Il Cloud è sempre più al centro delle strategie di business delle aziende:ecco perchè quest’anno abbiamo deciso di dar vita a un vero e proprio The Cloud Show dove le esperienze di trasformazione digitale delle aziende si alterneranno a punti di vista di esperti Oracle e non, e a momenti di vero e proprio spettacolo. The Cloud Show sarà al Palazzo del Ghiaccio di Milano, in via Piranesi 14, il prossimo giovedì 9 novembre 2017. Per noi i Cloud Hero non sono solo le persone delle aziende che hanno creduto nella portata innovativa del Cloud e che hanno già risposto alla sfida della Digital Transformation mettendo Oracle Cloud al centro dei loro processi di business e operativi, ma Cloud Hero sono certamente anche i partner che aiutano le aziende in questo processo. Cloud Hero sono potenzialmente tutti i professionisti delle aziende perchè è proprio il Cloud che fa diventare eroi grazie alla semplicità e alla forte capacità di accelerare l’innovazione e la competitività. Con Oracle Cloud tutti hanno potenzialità in più per diventare eroi in quanto Oracle ha costruito una piattaforma e un set di applicazioni Cloud completa, sicura e affidabile in grado di aiutare le aziende sia a modernizzare i processi core sia a fare Open Innovation per acquisire velocità e agilità.   È proprio intorno a questo tema – come fare a diventare Cloud Hero - che ruoteranno i confronti tra le aziende e gli esperti di mercato, moderati dall’intrattenitore Enrico Bertolino e dalla giornalista Barbara Carfagna. Tematiche quali la sicurezza, l’Intelligenza Artificiale, Internet Of Things, FinTech faranno da sfondo per tutta la durata dell’evento con area dedicata nell’Oracle Demo Ground. L’area espositiva di The Cloud Show, inoltre, sarà anche un’occasione per incontrare da vicino i Partner che stanno collaborando con noi a supportare le aziende che hanno intrapreso questo percorso di cambiamento verso il futuro: un futuro che – ne siamo certi - sarà sempre più Cloud. Vieni a vedere come si diventa Cloud Hero, iscriviti al The Cloud Show!

Il Cloud è sempre più al centro delle strategie di business delle aziende:ecco perchè quest’anno abbiamo deciso di dar vita a un vero e proprio The Cloud Show dove le esperienze di trasformazione...

Nei Big Data il segreto per alzare il livello della sicurezza stradale

Più Big Data, meno incidenti; è intorno a questo messaggio che ruoterà Traffic Police 2017, un convegno che radunerà esperti di fama internazionale, organizzato dalla nostra Polizia Stradale e dedicato alla sicurezza al volante. Si svolgerà a Roma il 25 e 26 ottobre. L’obiettivo naturalmente è quello di far leva sulle nuove tecnologie per ridurre il numero di incidenti stradali. Oggi tecniche e tecnologie che vanno sotto il cappello del Big Data, delle analisi predittive e più in generale del 4.0, sono di fondamentale aiuto. Per raggiungere l’obiettivo, serve però competenza e creatività. Ecco perché Oracle, che della gestione dati ha fatto la propria missione aziendale, ha deciso di essere al fianco della Polizia Stradale in questo percorso, e si propone come sponsor tecnico all’interno del progetto, mettendo a disposizione le sue tecnologie e competenze. L’evento segnerà infatti anche la fase finale di un contest nel quale si chiedeva a esperti del settore di ideare un progetto basato sul Data Mining per lo sviluppo di una soluzione che, attraverso l’analisi dei dati sul traffico veicolare raccolti dai sistemi di lettura automatica delle targhe (NPRS), sia in grado di intercettare il comportamento di chi guida per riconoscere le situazioni pericolose e prevenire gli incidenti. Oracle ha messo a disposizione dei ricercatori coinvolti Oracle Big Data Lite Virtual Machine, uno strumento fondamentale per i Data Scientist di questo settore. Diversi esperti Oracle saranno inoltre presenti durante le due giornate pronti a supportare con entusiasmo questa nuova sfida.  Tutte le informazioni sull’iniziativa sono disponibili sul sito dedicato. TRAP 2017 si può seguire in tempo reale anche sui social attraverso gli hashtag #TrafficPolice2017 #sicurezzastradale #70PoliziaStradale.

Più Big Data, meno incidenti; è intorno a questo messaggio che ruoterà Traffic Police 2017, un convegno che radunerà esperti di fama internazionale, organizzato dalla nostra Polizia Stradale...

Oracle Cloud al servizio di Hack.Developers 2017 per un PA sempre più digitale

Ci sarà anche un team di esperti Oracle nelle principali sedi di Hack.Developers 2017 per dare una mano allo sviluppo dei progetti che utilizzeranno Oracle Cloud quale ambiente di runtime per le attività di programmazione, test e integrazione basati sulle tecnologie Oracle Cloud Compute (Linux VM) e Oracle Container Cloud Services (OCCS). Saranno infatti centinaia gli sviluppatori software, ingegneri informatici, esperti di sicurezza IT e studenti universitari che daranno il loro fresco contributo per accelerare il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana. Un’iniziativa che ha tutte le premesse per entrare nella storia: è la prima volta infatti che in Italia viene organizzato un hackathon di questa vastità, con il coinvolgimento di un così grande numero di città in contemporanea. E Oracle, in qualità di sponsor mette a disposizione tecnologie e competenze. Hack.Developers, l’hackathon italiano dai grandi numeri pensato per riprogrammare la Pubblica Amministrazione, questa volta con il cittadino al centro si terrà il prossimo 7 e 8 ottobre in oltre 20 città su tutto il territorio nazionale. Ben 80 community tech e di sviluppatori si cimenteranno in una vera e propria maratona di coding. L’obiettivo è superare sfide e risolvere problemi di diverse difficoltà: dalla risoluzione di un piccolo bug grafico in un portale pubblico, alla creazione di funzionalità già previste in singoli progetti, alla prototipazione di nuove componenti per rendere più funzionali i servizi digitali della PA già attivi, come lo SPID (il Sistema Pubblico d’Identità Digitale), l’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) e Dati.Gov.It, la piattaforma per i dati aperti del Governo Italiano. Tutte le informazioni sull’iniziativa sono disponibili qui. Hack.Developers 2017 si può seguire in tempo reale anche sui social attraverso l’hashtag #hackdev17.

Ci sarà anche un team di esperti Oracle nelle principali sedi di Hack.Developers 2017 per dare una mano allo sviluppo dei progetti che utilizzeranno Oracle Cloud quale ambiente di runtime per...

OOW17 – Day3: Il Machine Learning per vincere la Cyber War

“Stiamo perdendo la Cyber War”. Larry Ellison ha aperto con queste parole la seconda keynote di Oracle Open World 2017 e ha cominciato a raccontare alcuni dei casi di furto di dati più noti come quello di Equifax, a cui sono stati sottratti 143 milioni di dati sensibili di cittadini americani. “È un problema che le aziende non stanno affrontando seriamente”. “Abbiamo bisogno di sistemi di sicurezza in grado di comprendere il pericolo in tempo reale e di reagire istantaneamente. Sistemi in grado di cogliere le anomalie e di prendere le contromisure”. E individua nel Machine Learning – che domenica aveva definito la più grande rivoluzione tecnologica dopo Internet – la soluzione. Ma il Machine Learning ha bisogno di moltissimi dati per poter funzionare, in quanto è attraverso le analisi in tempo reale che è in grado di segnalare se il modello sta reagendo in maniera normale o se ci sono anomalie. I sistemi attuali – troppo dipendenti dall’uomo – non hanno questa capacità e questa velocità di reazione. Da qui l’annuncio che Ellison definisce “la cosa più importante che abbiamo fatto negli ultimi anni”, ossia un sistema altamente automatizzato per la gestione delle identità e della sicurezza, Oracle Management and Security Cloud. Un sistema “Cloud nativo” completo e integrato, dotato di “motori” di Machine Learning e in grado di rimediare autonomamente alle anomalie. Insomma, le aziende sono più sicure se possono far riferimento a un solo luogo e a un architettura dati unificata. Se a questo abbiniamo l’Autonomous Database, il livello di sicurezza sale inevitabilmente. Un tuffo nell’Intelligenza Artificiale lo aveva già fatto fare Thomas Kurian in mattinata con una carellata sulle varie componenti del Cloud Oracle, tutte ormai pervase da componenti che tendono a rendere sempre più autosufficienti i sistemi informativi aziendali. Dall’Infrastruttura più performante sia a livello computazionale, sia di storage che di rete; alle 4 suite del Paas (Apps Dev, Database, Sicurezza e Analytics) che ruotano intorno a un unico modello dati, alle applications che sono ormai Adaptive, ossia capaci di interpretare e contestualizzare l’utilizzo perchè basate su algoritmi. Ciò significa avere l’Intelligenza Artificiale integrata in tutte le suite applicative dall’ERP, alle Risorse Umane a tutte le soluzioni per la gestione del cliente. “Fra poco – ha detto Kurian – non sarà più necessario neppure un browser, ma sarà sufficiente la voce e le applicazioni saranno in grado di rispondere a un messaggio, interpretare una foto, automatizzare le transazioni”.

“Stiamo perdendo la Cyber War”. Larry Ellison ha aperto con queste parole la seconda keynote di Oracle Open World 2017 e ha cominciato a raccontare alcuni dei casi di furto di dati più noti come...

OOW17 – Day2: dalle prediction di Mark Hurd ai successi italiani

A due anni di distanza dalle sue prediction 2025, Mark Hurd è tornato a fare il punto e ha dimostrato che il mercato del Cloud si sta muovendo anche più velocemente di quanto lui stesso avesse “profetizzato”. Per esempio lo sviluppo di Applicazioni in Cloud è già arrivato al 52%, mentre Cisco prevede che entro il 2020 l’88% dei dati aziendali sarà in Cloud (Hurd si era fermato all’80% entro il 2025). Insomma il Cloud corre ma un dato che ancora non si muove significativamente è il rapporto tra manutenzione/innovazione che rimane 80/20, un problema che solo un’adozione ancora più veloce e massiva del Cloud può contribuire a risolvere. D’altra parte il Cloud significa meno costi, TCO più bassi, più sicurezza e soprattutto meno complessità per altro argomenti abbondatemente sviluppati da Larry Ellison presentando Oracle 18c, il primo autonomous database del mondo. Ma il lunedi di Open World 2017 è stata anche la giornata dei successi italiani con Pirelli a raccontare la propria Digital Marketing Strategy, Moleskine il progetto di E-Commerce e UBI Banca (premiata con l'Excellence award) per il modo in cui affronta la sicurezza. Il tutto all’insegna del Cloud. Per non parlare del premio ricevuto da Riverland Reply, società tedesca del Gruppo Reply, per il primo “Lift and Shift Apps Unlimited” realizzato con Oracle Cloud Machine. Mentre sabato anche TIM era stata premiata perché, grazie a Oracle Cloud Machine, darà accesso al Cloud Oracle alla PA Italiana.  

A due anni di distanza dalle sue prediction 2025, Mark Hurd è tornato a fare il punto e ha dimostrato che il mercato del Cloud si sta muovendo anche più velocemente di quanto lui stesso avesse...

Oracle Open World 2017 si apre all’insegna dell’Autonomous Database

“Il Machine Learning è stata una rivoluzione come lo è stata Internet”: con questa affermazione Larry Ellison ha aperto l’edizione 2017 di Oracle Open World e con questa dichiarazione ha presentato il nuovo Database Oracle 18c, il primo database al mondo che si gestisce da solo, il primo Autonomous Database.   Sarà dunque un Oracle Open World che non tradirà le aspettative dei 60.000 professionisti del digitale provenienti da 175 paesi del mondo che vedono in Oracle l’azienda che li può aiutare nel passaggio verso il Cloud, sia esso di tipo infrastrutturale, di piattaforma o applicativo.  “Se vogliamo limitare i rischi legati alla sicurezza dei dati, dobbiamo automatizzare la gestione dei database questo può avvenire attraverso un minore ricorso al lavoro delle persone e quindi correndo meno rischi di errori umani - ha spiegato Ellison. "Con Oracle 18c Autonomous Database tutto ciò è possibile in quanto è dotato di tecnologie di Machine Learning che si affidano a dei pattern di utilizzo”. Il nuovo Database non solo riduce il rischi, ma consente anche di abbattere i costi di gestione. Ciò è possibile grazie al fatto che è un database che si gestisce in completa autonomia ed è in grado di gestire i downtime e ridurli fino a 30 minuti all’anno. Il nuovo Oracle 18c, disponibile da dicembre per il mondo data warehouse e da giugno per le transazioni OLTP, sarà erogato come un servizio Cloud. Da qui Ellison si è poi lanciato in comparazioni con Amazon Web Services, dimostrando che non solo Oracle garantisce performance infinitamente più alte, ma anche a un costo che è fino a 15 volte più basso.

“Il Machine Learning è stata una rivoluzione come lo è stata Internet”: con questa affermazione Larry Ellisonha aperto l’edizione 2017 di Oracle Open World e con questa dichiarazione ha presentato il...

Anche l’eccellenza italiana protagonista dell’Oracle OpenWorld di San Francisco

Pronti, si parte! Domenica a San Francisco si aprono i lavori dell’Oracle OpenWorld 2017, il più importante evento sulle tematiche del Cloud e dell’innovazione. La metropoli californiana ospiterà, per cinque giorni, professionisti e appassionati da tutto il mondo attratti dalle ultime novità provenienti da Oracle e non solo: il Cloud naturalmente ma anche tutto quanto vi ruota attorno, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Big Data, Internet Of Things, BlockChain. Anche quest’anno ci sarà una nutrita rappresentanza italiana: più di 200 professionisti dell’innovazione provenienti da aziende clienti pubbliche e private e di terze parti che le supportano nel loro percorso di trasformazione. Sono ben 9 le aziende italiane che racconteranno le loro esperienze di successo in vari ambiti dell’innovazione: dal Marketing Digitale all’E-Commerce, dalla sicurezza allo spostamento in Cloud di processi critici, allo sviluppo di applicazioni innovative facendo leva sulla piattaforma Oracle Cloud.  Alcuni progetti particolarmente innovativi verranno premiati con degli Award e anche in questo caso l’Italia si è distinta: ma i nomi li sveleremo nei prossimi giorni.  Il programma della delegazione italiana sarà arrichito da una serie di iniziative collaterali messe a punto da Oracle Italia, grazie alla sponsorizzazione e collaborazione di Reply, Computer Gross e ICOS, per rendere l’esperienza a stelle e strisce ancora più di valore. Anche quest’anno l’Oracle OpenWorld non tradirà le aspettative, si parte! Segui la manifestazione e gli annunci in tempo reale sul sito dell'evento.

Pronti, si parte! Domenica a San Francisco si aprono i lavori dell’Oracle OpenWorld 2017, il più importante evento sulle tematiche del Cloud e dell’innovazione.La metropoli californiana ospiterà, per...

Sostenibilità, trasparenza, velocità e italianità al centro della nuova sede romana di Oracle

Per le aziende sapersi trasformare vuol dire anche dotarsi di spazi innovativi che consentano un nuovo modo di lavorare: smart e sostenibile. Un modo per dare nuovo entusiasmo alle persone, un impulso vitale che ritorna all’azienda sotto forma di nuova energia e creatività. Oggi Oracle Italia ha inaugurato i nuovi uffici di Roma, un cambiamento che è molto più di un semplice aggiornamento dell’indirizzo. Da oggi anche i colleghi romani potranno godere del lavoro smart e di spazi aperti allestiti con soluzioni di workflow pensate per la condivisione e la collaborazione. Un ambiente ideato per migliorare l’attività delle persone, sia individuale che collaborativa, incontrare clienti e partner in un ambiente più in linea con i nostri valori e in grado di far sentire bene chi lo vive. Una serie di fattori positivi che non possono che portare vantaggi alla produttività di tutti. Non a caso il progetto della nuova sede è stato ispirato dai valori del Cloud, al centro della nostra filosofia e, da oggi, anche dal nostro modo di viverla quotidianamente. Leggerezza, accessibilità e velocità si percepiscono in ogni aspetto dei nuovi spazi e vanno a unirsi ai concetti di italianità, tecnologia, sostenibilità, trasparenza, comfort, benessere, flessibilità e semplicità con cui è stato concepito questo innovativo ambiente di lavoro. Nella nuova sede, che si sviluppa su 4 piani, le ampie e luminose aree dedicate alle postazioni di lavoro si alternano agli spazi per la collaborazione in team, per il benessere psico-fisico, per la creatività e per la concentrazione, il tutto secondo i più avanzati principi di smart working adattati sia alle esigenze delle persone Oracle che a quelle operative e dell’organizzazione aziendale. La nuova sede romana di Oracle Italia si trova in Via Amsterdam, 147.

Per le aziende sapersi trasformare vuol dire anche dotarsi di spazi innovativi che consentano un nuovo modo di lavorare: smart e sostenibile. Un modo per dare nuovo entusiasmo alle persone, un impulso...

Oracle OpenWorld, a ottobre San Francisco torna a essere la capitale del Cloud

Qual è lo stato dell’arte delle piattaforme Cloud? Quale sarà la prossima generazione di applicazioni business per le imprese? Che cosa sta per accadere con l’intelligenza artificiale e il Machine Learning? Questi i temi al centro di Oracle OpenWorld, l’appuntamento mondiale dedicato a Cloud e innovazione che, come ogni anno, avrà luogo a San Francisco dall’1 al 5 ottobre. Anche l’edizione di quest’anno – la più importante, come sempre, a livello internazionale - costituirà l’occasione per una full immersion nell’innovazione tecnologica guidata dalla strategia Cloud di Oracle. Sul palco del Moscone Center si alterneranno i massimi esperti di Cloud e i testimonial di aziende di tutto il mondo che si sono già affidate a Oracle Cloud per guidare la propria trasformazione. Anche quest’anno il programma sarà ricchissimo. Oltre alle keynote del Management di Oracle (Larry Ellison, come sempre, aprirà domenica pomeriggio), ci saranno infatti migliaia di sessioni dedicate a specifiche tecnologie, a soluzioni di Industry e a tutto il mondo dell’Intelligenza Artificiale.  Saranno circa 200 gli italiani presenti a San Francisco tra clienti, partner e rappresentati di Oracle Italia. Alcuni di loro saranno protagonisti come speaker all’interno del programma della manifestazione, mentre altri verranno premiati da Oracle per aver realizzato dei progetti d’eccellenza. Maggiori dettagli seguiranno nei prossimi giorni. Anche quest’anno Oracle OpenWorld non tradirà le aspettative! Per registrarsi c’e’ ancora tempo, questo il link. Dal sito Oracle.com sarà comunque possibile seguire il live streaming delle keynote. Maggiori informazioni sull’evento sono disponibili ai seguenti link: Oracle OpenWorld su Twitter,  Facebook, LinkedIn Oracle OpenWorld Blog JavaOne su Twitter, Facebook, LinkedIn

Qual è lo stato dell’arte delle piattaforme Cloud? Quale sarà la prossima generazione di applicazioni business per le imprese? Che cosa sta per accadere con l’intelligenza artificiale e il...

Cloud

Infrastrutture in Cloud, le soluzioni IaaS migliorano le prestazioni (e aumentano il vantaggio competitivo)

Cloud e digitalizzazione sono sempre più al centro del business e, per le aziende, le soluzioni IaaS risultano ancora più sicure e di facile integrazione. Questo è il quadro importante che emerge da una nuova ricerca Oracle dedicata alla diffusione dell’Infrastructure As A Service in Italia. I numeri parlano chiaro. La maggioranza (56%) delle aziende italiane che ha già adottato soluzioni IaaS ne conferma i vantaggi. Per il 52% la scelta ha consentito un abbattimento del tempo necessario all’allestimento di nuove applicazioni e nuovi servizi. Il 53% ha ridotto sensibilmente i costi di manutenzione e il 56% vede i propri competitor poco inclini a investire nel Cloud penalizzati dal mercato. Si tratta di impressioni e valori confermati anche a livello mondiale. Le realtà che adottano le soluzioni IaaS aumentano la consapevolezza dei benefici nell’operatività, in termini di prestazioni, favorite dalle caratteristiche di disponibilità, continuità e velocità, e il 64% di questo campione conferma la facilità con cui è stato portato a termine il passaggio dalla tecnologia tradizionale. Tornando in Italia, quasi la metà delle aziende oggetto della ricerca concorda sul ruolo importante che il Cloud potrà svolgere nell’arco dei prossimi tre anni. Grazie infatti all’infrastruttura in Cloud le aziende sono sempre più in grado di risparmiare sui costi, ridurre le complessità e sviluppare servizi innovativi.

Cloud e digitalizzazione sono sempre più al centro del business e, per le aziende, le soluzioni IaaS risultano ancora più sicure e di facile integrazione. Questo è il quadro importante che emerge...

Cloud

Finance & Operations in Cloud, per Serfer vantaggi ad alta velocità

Una piattaforma dedicata alla contabilità allestita grazie al Cloud di Oracle e resa disponibile in sei settimane: la trasformazione digitale è anche sinonimo di time to value, e l’esperienza di Serfer testimonia che velocità di implementazione e flessibilità sono disponibili anche per le organizzazioni più complesse, tutto merito del Cloud.   Serfer è un’azienda del Gruppo Ferrovie dello Stato e controllata al 100% da Trenitalia SpA che comprende circa mille dipendenti per 80 mln di Euro di fatturato. La sua attività si sviluppa in diversi ambiti del settore dei servizi e della gestione dei trasporti: dalla movimentazione di materiale ferroviario svolta per il Gruppo e per terzi in circa 80 cantieri distribuiti su tutto il territorio italiano alla sua manutenzione. A queste si aggiungono il trasporto di linea vero e proprio e una componente in forte crescita di progettazione, costruzione e manutenzione di binari di raccordo. La scelta del Cloud e di Oracle alla base dei processi Finance & Operations ha consentito a Serfer di conciliare le dinamiche organizzative dovute all’appartenenza a un gruppo articolato alle esigenze di velocità e flessibilità del business, in un mercato sempre più competitivo. “Nel 2015 abbiamo cambiato il nostro sistema contabile che svolgeva anche mansioni di pianificazione e di controllo”, precisa Antonio Stefani, CFO di Serfer Servizi Ferroviari, “e dopo uno scouting abbiamo scelto Oracle sia per la possibilità di sfruttare i vantaggi del Cloud sia per la consulenza ricevuta”. In un struttura complessa come Serfer, la gestione di business diversi comporta spesso logiche di controllo eterogenee e, di conseguenza, necessità di soluzioni pensate su misura. “In sei settimane dall’avvio del progetto avevamo già a disposizione una piattaforma completa e integrata nel nostro ambiente operativo”, sottolinea Stefani. Le prime tre applicazioni sono state infatti integrate a tempo record. Tramite Oracle oggi Serfer mette a punto la preparazione dei budget e dei forecast annuali costruiti con una logica bottom-up, acquisendo anche i dati di consuntivo dal sistema contabile e consentendo la redazione di analisi e report. Una seconda applicazione permette una dettagliata pianificazione dei ricavi per impianto, cliente e periodo, e una terza è utilizzata per il costo del personale impiegato. Il successo dei primi progetti ha indotto Serfer a utilizzare le soluzioni Oracle anche per il sistema di gestione delle commesse in ambito costruzione del materiale ferroviario. “Abbiamo raddoppiato in poco tempo il business in questo settore”, chiarisce Stefani, “era fondamentale utilizzare uno strumento in grado di seguirci nella crescita e di gestire la componente di budget in relazione a ordini, fornitori e fatturazione. L’uso di Oracle ha reso strategica anche questa applicazione”. Grazie al Cloud di Oracle, Serfer è così riuscita a rispondere al business con la massima flessibilità e velocità. “Nel nostro ruolo è fondamentale il rispetto delle logiche di gruppo”, conclude Stefani. “Avere a disposizione applicazioni che ci rendono indipendenti nelle attività di pianificazione finanziaria ci permette di raggiungere più efficacemente gli obiettivi di business. Con Oracle l’esperienza è stata doppiamente di successo: la loro consulenza ci ha permesso di integrare soluzioni innovative e di innovare i processi”.

Una piattaforma dedicata alla contabilità allestita grazie al Cloud di Oracle e resa disponibile in sei settimane: la trasformazione digitale è anche sinonimo di time to value, e l’esperienza di...

Cloud

GDPR e Cloud per mettere in sicurezza la trasformazione digitale negli Istituti di Credito

Proteggere i dati nei database e non nelle applicazioni e ottenere il totale controllo della loro localizzazione, in un mondo che è sempre più cloud. Nelle banche moderne la multicanalità è all’ordine del giorno e le problematiche inerenti la sicurezza IT crescono di conseguenza, mentre la regolamentazione sui dati sensibili non è mai stata così stringente. In questo contesto, la sfida per gli Istituti di Credito è quella di scegliere soluzioni “Business enabler di sicurezza” per proteggere le informazioni dei propri clienti alla sorgente e avere la completa visibilità del loro ciclo di vita, a garanzia della conformità delle nuove normativa di settore (GDPR PSD2 NIS).   UBI Banca è uno dei principali gruppi bancari italiani e uno dei più attivi nella trasformazione dei servizi a imprese e clienti. A supporto di questo processo di trasformazione digitale le soluzioni di sicurezza giocano un ruolo decisivo per i dati e la loro gestione. A questo proposito abbiamo fatto qualche domanda a Fabio Gianotti, Responsabile della Direzione IT Security & Business Continuity, UBI.S. Che ruolo gioca la sicurezza nel processo di trasformazione della banca? Un approccio predittivo alla sicurezza IT, alla trasformazione digitale e all'adozione del cloud, costituisce un asset aziendale imprescindibile per l’ecosistema di una Banca soprattutto con l’entrata in vigore del nuovo General Data Protection Regulation dove i dati sensibili sono sotto i riflettori, soprattutto per le realtà del mondo finanziario. In quale modo Oracle vi supporta nella vostra strategia di sicurezza e nel processo di compliance alle normative? Le funzionalità di Encryption e protezione del dato di Oracle ci consentono di mettere al sicuro il dato nella sua forma nativa, prima di essere acquisito e processato dalle applicazioni. Non a caso la nuova normativa europea introduce l’encryption dei dati sensibili a prescindere da ogni loro utilizzo. L’encryption del dato si dimostra come uno strumento fondamentale che è centrale per la nostra operatività e che ci permette di rispettare i parametri richiesti dal GDPR. Il Cloud è sempre più una realtà e anche l’EBA (European Banking Authority) sta declinando l’uso del Cloud negli Istituti Finanziari, insomma la sicurezza nel Cloud è e sarà sempre un punto di attenzione soprattutto in Europa. Quale approccio dovrebbero attuare le banche? Per le banche la possibilità di localizzare i dati entro i confini territoriali della Comunità Europea è un requisito obbligatorio e non facilmente attuabile in un’ottica cloud. Oracle con tecnologia CASB, ci aiuta ad ottenere la tracciabilità dei dati con un controllo granulare del comportamento delle applicazioni cloud. Questo ci permette di dimostrare l’ubicazione delle informazioni nei Cloud Provider. Il cloud ormai, per le realtà del settore finanziario, sta diventando una tecnologia primaria nel processo di integrazione della multicanalità e della trasformazione digitale. La compenetrazione tra banca fisica e banca digitale sta trasformando la struttura stessa delle banche e per questo è fondamentale garantirne la totale sicurezza.

Proteggere i dati nei database e non nelle applicazioni e ottenere il totale controllo della loro localizzazione, in un mondo che è sempre più cloud. Nelle banche moderne la multicanalità è all’ordine...

Cloud

Con il TCO Calculator scopri quanto conviene passare al Cloud

“Quanto budget IT si può risparmiare passando al Cloud?” è la domanda che ogni azienda si pone prima di adottare questa tecnologia. E con le imprese che confermano tale orientamento per soddisfare le loro esigenze IT (si prevede che la spesa globale IaaS nel 2019 sarà di 28 miliardi1 di dollari, con un aumento del 155% rispetto al 20152) è importante fornire una rapida risposta. Lo Iaas TCO Calculator messo a punto da Oracle ha proprio l’obiettivo di far comprendere quanto sia conveniente passare al Cloud e quanto sia semplice e veloce. Disponibile gratuitamente, il calcolatore non solo aiuta gli utenti a valutare la differenza di costo tra la gestione On Premise e il Cloud infrastrutturale di Oracle, ma fornisce supporto in caso di migrazione del Data Center, per il trasferimento delle operations legate all’infrastruttura, per gestire il DevOps o creare ed eseguire le applicazioni native. Veloce da usare - è sufficiente inserire alcune semplici informazioni - il calcolatore fornisce un report personalizzato che descrive la riduzione dei costi con l’obiettivo di aiutare i dipartimenti IT a prendere decisioni e avviare le procedure per la migrazione. Oracle è in forte crescita in ambito IaaS, sia tra le grandi imprese sia tra le startup. Sempre più clienti si rivolgono a Oracle per richiedere supporto a utilizzare l’infrastruttura in cloud. Non a caso, Larry Ellison, presidente e CTO di Oracle, ha recentemente affermato che lo IaaS è destinato a diventare il più grande pilastro del business cloud di Oracle. 1 Statistica, “Public cloud Infrastructure as a Service (IaaS) hardware and software spending from 2015 to 2026, by segment (in billion U.S. dollars)” 2 Forbes, “Roundup Of Cloud Computing Forecasts And Market Estimates, 2016”

“Quanto budget IT si può risparmiare passando al Cloud?” è la domanda che ogni azienda si pone prima di adottare questa tecnologia. E con le imprese che confermano tale orientamento per soddisfare le...

Oracle Academy Day, a scuola di competenze digitali

Cloud, Big Data, Internet Of Things, Cybersecurity: i trend tecnologici che stanno trasformando la società e il mondo del lavoro implicano anche un nuovo modo di progettare la formazione e l'istruzione. D'altra parte l'emergenza formativa legata alla mancanza di competenze digitali è sempre più denunciata da aziende che nei giovani cercano skill che spesso non trovano. Con questi obiettivi Oracle Italia da anni promuove Oracle Academy, il programma che mette a disposizione di scuole e università gli strumenti software, i moduli formativi e il training per gli insegnanti per favorire i percorsi di certificazione utili per il mondo digitale. Grazie a Oracle Academy gli studenti possono sviluppare le competenze digitali utili ad aumentare le opportunità di accesso al mondo professionale. A questo programma è dedicato Oracle Academy Day che si terrà domani a Roma. L'agenda prevede, oltre agli interventi di Oracle, la presenza del professor La Monica dell’Istituto Tecnico E. Mattei di Casamicciola Terme (Napoli), che racconterà l'esperienza sul campo dei percorsi formativi e l'approccio con la varietà di opportunità offerte dalle risorse messe a disposizione da Oracle Academy. L'evento è stato organizzato in collaborazione con Farosoft, Oracle Gold Partner, che si pone quale azienda che insieme a Oracle promuove la digitalizzazione all'interno del sistema formativo italiano.

Cloud, Big Data, Internet Of Things, Cybersecurity: i trend tecnologici che stanno trasformando la società e il mondo del lavoro implicano anche un nuovo modo di progettare la formazione e...

Cloud

Total Erg gioca la carta della Customer Experience

Con una Customer Journey personalizzata, ideata sulla base delle analisi dei consumi dei clienti, Total Erg ha ottenuto un quadro più efficace dei loro comportamenti d’acquisto e un incremento dei loro consumi. Il tutto grazie alla soluzione Eloqua di Oracle, attraverso la quale Total Erg è ora in grado di allestire campagne di comunicazione dedicate a singoli cluster di utenti, monitorarne il risultato e agire di conseguenza. “Abbiamo fatto evolvere le nostre Voil Card, le carte petrolifere dedicate ai clienti business che utilizzano il carburante come uno dei fattori produttivi più importanti per la propria azienda”, precisa Marco D’Aromando, Responsabile Customer Service e CRM, Direzione Rete Carte Petrolifere di Total Erg. “Abbiamo ampliato la rete del servizio e modificando l’offerta. Per questo avevamo bisogno di canale di comunicazione efficace e flessibile per i nostri clienti”. L’analisi dei dati di utilizzo attraverso Eloqua ha permesso così una personalizzazione della comunicazione che consente un miglioramento dei risultati a partire dall’invio stesso delle campagne. “Siamo riusciti a creare un canale di comunicazione dedicato per i nostri clienti che abbiamo trovato molto reattivi alle nostre mail”, sottolinea D’Aromando, “con un tasso di apertura triplo rispetto alle medie di mercato”.Un passo in più verso la trasformazione digitale che, oltre ai vantaggi sul business, ha contribuito a migliorare l’esperienza dei clienti sui canali web Total Erg. “Grazie alle nostre comunicazioni più mirate ed efficaci i nostri clienti utilizzano molto di più la nostra area riservata e i nostri servizi on line”, conclude D’Aromando, “il tutto ci consente un maggior risparmio rispetto all’utilizzo di un call center tradizionale”.Guarda il video:

Con una Customer Journey personalizzata, ideata sulla base delle analisi dei consumi dei clienti, Total Erg ha ottenuto un quadro più efficace dei loro comportamenti d’acquisto e un incremento...

Partner Awards 2017, Oracle premia i campioni del Cloud

Tempo di nomination, in casa Oracle. Nel corso del Partner Day, l’evento annuale dedicato alle realtà che contribuiscono al successo dell’offerta delle nostre soluzioni che si è tenuto ieri a Milano, sono state premiate con i Partner Awards 2017 le sei aziende che si sono distinte per l’impegno profuso nella partnership con Oracle. Per la categoria Cloud Infrastructure è stata premiata Gruppo R1, protagonista dell’allestimento di un nuovo centro di competenza a Perugia dedicato alle tecnologie Oracle Cloud per lo sviluppo del business, che le è valso numerosi successi nei settori della PA, energia, moda e finance. KPMG Advisory si è aggiudicata la categoria ERP Cloud, a seguito del forte focus sul Cloud Applicativo e grazie allo sviluppo di un’offerta di Oracle ERP Cloud “a pacchetto” basata su Oracle SaaS, il tutto integrato dall’estensione della proposta alle soluzioni EPM e HCM. In ambito Engineered Systems il premio è andato a TAI Software Solutions. Forte di una specializzazione nel settore bancario, TAI ha ampliato la sua offerta affiancando la proposizione IaaS/PaaS ai Sistemi Ingegnerizzati Oracle. Un impegno che ha dato i suoi frutti con una recente opportunità vinta con un noto istituto bancario. Il partner Oracle più attivo nel supporto alle aziende verso la trasformazione digitale è stato Red Reply, la nuova azienda creata dal Gruppo Reply che da sempre investe nella creazione di centri di competenza e nelle best practice legate alla nostra offerta, con innovativi servizi focalizzati su IaaS e PaaS. Nella categoria PaaS Cloud Transformation è stato riconosciuto a Sopra Steria l’investimento nello sviluppo delle competenze interne, sia in Cloud Integration Solution (Paas) che in Computing Solution (Iaas), entrambe alla base dei progetti di successo messi a segno lo scorso anno presso primarie società del settore industriale. Il premio per le soluzioni CX Cloud è stato assegnato infine ad Accenture, il cui Oracle Business Group interno non lascia dubbi sulla strategicità di questa partnership. Il 2016 ha visto, tra i vari successi, diversi progetti CX Cloud in ambito sales e marketing portati a termine presso importanti clienti multinazionali. Sei categorie diverse ma con un denominatore comune, costituito dal prestigio delle aziende di primissimo livello nel panorama del mercato digitale italiano che hanno sposato la strategia Oracle. Un valore che emerge quotidianamente con l’ottenimento di risultati concreti e che riconosciamo con iniziative come il Partner Awards, in cui si premia l’evoluzione dell’offerta e l’impegno a portare sul mercato, al nostro fianco, un approccio innovativo.

Tempo di nomination, in casa Oracle. Nel corso del Partner Day, l’evento annuale dedicato alle realtà che contribuiscono al successo dell’offerta delle nostre soluzioni che si è tenuto ieri a Milano,...

Persone e innovazione, ecco le nuove sfide del settore HR per il 2017

Coinvolgimento dei dipendenti, attenzione al loro benessere, inclusione delle diversità e investimenti in innovazione per chi si occupa di risorse umane: questi sono i trend in ambito HR emersi dalla consueta tavola rotonda dedicata ai trend della gestione delle Risorse Umane.Analisti, giornalisti e influencer hanno condiviso ancora le loro opinioni sullo stato dei settori HR delle aziende europee, per fare il punto sull’anno appena trascorso e tentare una previsione su quello che, nel 2017, coinvolgerà i responsabili di uno dei settori fondamentali per ogni organizzazione e un tema, quello della situazione professionale, cruciale per tutta l’economia. 1. Il primo dato che emerge, secondo il report della tavola rotonda pubblicato da Oracle e disponibile qui, è quanto il successo delle aziende e la focalizzazione sui dipendenti siano un binomio oramai imprescindibile, anche se la strada è ancora lunga. Puntare sulla crescita professionale dei propri talenti per fidelizzare ulteriormente il rapporto con le imprese sembra essere la chiave di volta per vincere la concorrenza e auspicare successi a lungo termine.2. Vale ancora il motto mens sana in corpore sano? Sembra proprio di sì. Sempre più realtà si stanno concentrando sulla salute e sul benessere dei propri dipendenti, e continueranno a impegnarsi per creare un ambiente e una vera e propria cultura aziendale a tale proposito. Risulta fondamentale infatti un approccio coordinato al wellness attraverso programmi e attività reiterate, che trasmettano ai dipendenti il reale impegno dell’azienda in cui operano per la loro salute fisica, mentale, emotiva ed economica.3. La forza lavoro non è mai stata così eterogenea come oggi. Un fattore di successo per le aziende non può prescindere dal considerare le differenze come un patrimonio da tutelare e un aspetto su cui puntare per ottenere un vantaggio competitivo, al tempo dell’internazionalizzazione. L'inclusione delle diversità dovrà essere al centro di ogni filosofia aziendale, puntando sull’apporto positivo che background e profili individuali differenti possono dare allo sviluppo del business.4. La tecnologia, sempre più pervasiva in ogni settore produttivo, sarà ancora più al centro dei dipartimenti HR stessi, a partire dalle soluzioni che facilitano le operazioni di recruiting. L’introduzione di sistemi innovativi consentirà a chi gestisce il personale di superare molti degli ostacoli dovuti a processi non digitalizzati e di migliorare le propria autorevolezza per un confronto sempre più proficuo con il management aziendale.Il report completo “Quali novità per le HR nel 2017?” a cura di Oracle è disponibile qui.

Coinvolgimento dei dipendenti, attenzione al loro benessere, inclusione delle diversità e investimenti in innovazione per chi si occupa di risorse umane: questi sono i trend in ambito HR emersi dalla...

Cloud

Costruire un brand forte che sia in grado di attrarre i talenti migliori è fondamentale. Ma come fare?

Sono finiti igiorni in cui un buon stipendio era la variabile che determinava la scelta, omeno, di un posto di lavoro. Le persone continuano ovviamente a voler esserepagate in modo equo, ma vogliono anche lavorare per un'azienda che sia capace di mettere le persone alprimo posto. Questa forte attenzione sulla reputazione è cruciale. Un forte brand èdiventato uno strumento fondamentale per il recruiting. Ed è il motivo per il quale le persone condividono constantemente la lista delle prime dieci aziende in cuilavorare. In risposta a questa nuova situazione, alle Risorse Umane viene chiesto sempre di più di pensarecome delle persone di marketing. Le Risorse Umane non rappresentano solo lavoce dei dipendenti ma devono anche affacciarsi al mondo esterno. Nella nuova guida di Oracle "Talent Acquisition: una guida al marketingHR", abbiamo chiestoa esperti di recruitment del calibro di LinkedIn, Monster.com (e Oracle stessa)di condividere le loro opinioni su come i leader HR possano assumere questenuove responsabilità con successo. Colmare il gap digitale La prima cosa datenere ben presente è che chi cerca lavoro è anche un consumatore. È abituatoa un livello di interazione con i brand che prevedono la personalizzazione deimessaggi e, se la tua azienda offre una customer experience eccezionale, i candidatisi aspettano da te lo stesso livello di interazione anche nel processi direcruiting. Se un’organizzazioneè trasparente e onesta nel dichiarare la propria cultura aziendale attrarrà inmodo naturale le persone giuste. Di più. C’è un gapsignificativo nel modo in cui il team di marketing ingaggia i clienti e il modoin cui le Risorse Umane comunicano con i possibili candidati. I dipendenti sonoil più importante asset dell’azienda e quindi meritano un trattamentoda VIP. Soprattutto i migliori! Come puoidimostrare la tua cultura aziendale e l’attenzione che riservi ai tuoidipendenti al di fuori dell’azienda? Una cosa è evidenziare i benefittradizionali, come l’assicurazione sulla salute e altri contributi, maè più difficile dare ai candidati un’accurata visione della quotidianità all’interno dell’azienda. Un modo efficace potrebbe essere quello di incoraggiare i dipendenti a creare e condividere fotoe video sui loro social network, per esempio. Le aziende più grandi non hanno uncosì chiaro “employer branding” e molte necessitano per prima cosa di definirequale sia la cultura aziendale in tutta l’organizzazione prima di stabilire unprogetto coordinato di recruiting. Conosci te stesso Definire il proprio“employer branding” non è una cosa da poco. L’errore più comune è scimmiottarele altre organizzazioni che sono riconosciute essere le più moderne e più coolsperando di attrarre i giovani talenti, anche se l’azienda stessa ha unacultura e un “carattere” completamente diversi. E’ altrettantoimportante che il tuo employer branding aziendale sia coerente con il brand cheespone ai tuoi clienti.   Certamente unaforza lavoro di 20 persone in una start-up tech potrebbe aver bisogno di palline di plastica nella salaconferenze, ma i lavoratori diun impianto manifatturiero potrebbero invece dare più importanza allasuperficie in cui essi operano e lavorano. Come AndrewWarner, Monster.com’s VP Marketing indica nel nostro report, un employer brandingdeve essere un’autentica ed onesta riflessione dei valori e della cultura dell’azienda. I professionisti di oggi sono allaricerca di un posto di lavoro che sia coerente con le loro aspirazioni e laloro etica così se un’organizzazione è trasparente nel dichiarare la propria culturadel lavoro sarà facile e naturale attrarre le persone giuste. Pensa come una persona di Marketing E’ ancheimportante che l'employer branding sia allineato con il brand che vieneesposto nelle comunicazioni e riconosciuto dai clienti e dal mercato. Se idue brand sono in contrasto l’un l’altro i candidati non sanno cosa pensaredella cultura lavorativa e si pongono delle domande su qualsiasicomunicazioni ricavano, a prescindere dalla rilevanza. Secondo Warner ilmodo migliore per avere tutto allineato e corente è dare alle Risorse Umane e ai recruiterla possibilità di lavorare in modo stretto con il team del marketing. Questoassicurerà una coerenza dei messaggi che invieranno ai candidati e li aiuterà acomprendere quali principi del marketing possano essere applicati anche aiprocessi di recruiting. Una nota sul social sourcing Anne Dobey, LinkedIn’sDigital Transformation Leader fa riflettere su alcuni trend: mentresolo il 20% della forza lavoro sta ricercando attivamente un nuovo lavoro il 90%sarebbe interessato a cambiare per un’opportunità più coerente e in linea conla propria professionalità. Una percentualeimpressionante di persone soddisfatte del proprio posto di lavoro sono, allostesso tempo, aperti a un cambiamento nel caso in cui un’azienda propongaun’opportunità veramente interessante. Il primo passo? Mettere le opportunità proprio di fronte ai loro occhi equesto è possibile sfruttando tutte le potenzialità dei canali social quali LinkedIno altri portali di recruiting. Se le Risorse Umane iniziassero a pensare come se fossero dei marketerssaprebbero anche leggere in modo strategico i dati che arrivano dai socialmedia. Così come il marketing utilizza i dati dei propri clienti per crearecomunicazioni coerenti per i prospect, le aziende possono accedere a informazioni importanti per ingaggiare nel modo giusto le persone giuste. Dai trend su come le aziende impiegano i dati sui miglioricandidati per definire le caratteristiche delle personas per quello specificolavoro, capiamo che questi dati sono un patrimonio di grande valore se si vuolevincere la battaglia dei talenti. Attrarre le persone giuste non è semplice in un mercato dellavoro molto competitivo. Costruire un employer branding forte e trasparente ècruciale per dare un’impressione positiva ai potenziali candidati e permantenere alto l'engagement dei dipendenti. Dopo tutto, tutti preferiscono lavorareper un grande datore di lavoro. I team delle Risorse Umane che applicano iprincipi del marketing al recruiting e alla retention si rendono conto che l’employerbranding farà sempre più parte del loro lavoro. a cura di Melanie Hache Barrois - HCM Strategy Director South Europe, Oracle

Sono finiti i giorni in cui un buon stipendio era la variabile che determinava la scelta, o meno, di un posto di lavoro. Le persone continuano ovviamente a voler esserepagate in modo equo, ma vogliono...

Ministero del Lavoro: quando la PA fa innovazione...

È stata inaugurata dalle parole di Daniele Lunetta, Dirigente del Ministero del Lavoro, la serie di incontri esclusivi organizzati da Oracle su tematiche d'innovazione. Una sorta di conversazioni mattutine (da qui il nome Oracle Mornings) per raccontare le storie di successo realizzate da aziende ed enti pubblici e aprire a un confronto di opinioni e scambio di esperienze. Questo primo appuntamento era dedicato all’evoluzione della Customer eXperience.Daniele Lunetta ha raccontato come il portale Garanzia Giovani in poco tempo sia diventato un punto di riferimento per giovani in cerca di lavoro, imprese e operatori del settore. Obiettivo incrociare la ricerca di competenze con le opportunità di lavoro. La difficoltà era quella di comunicare in maniera consistente e credibile a target differenti ma soprattutto attivare quelle forme di engagement che oggi sulla rete sono chiave per il successo di un'iniziativa.Direct Email Marketing (DEM), Newsletter tematiche, notifiche push sul cellulare, via app e sms, ma soprattutto presenza attiva sui vari social network frequentati massivamente dai ragazzi e a tendere Jobot, un vero e proprio assistente virtuale in grado di guidare i giovani alla ricerca di opportunità di lavoro. Un progetto che in pochi mesi ha raggiunto dei numeri significativi con quasi un milione di contatti tra cui 70mila imprese e 10mila operatori a cui inviare DEM e Newsletter il cui tasso di apertura ha raggiunto il 25%. Ma non solo, 233mila fan su Facebook, 23000 follower su Twitter e 13000 su LinkedIn. Un livello di engagement significativo grazie alla rilevanza dei contenuti messi in rete, ma anche grazie alla gestione delle tempistiche e delle campagne di Marketing automatizzate dalla soluzione Oracle Eloqua saggiamente implementata da Deloitte.Durante l'incontro c'è stato un vivace e interessante dibattito tra vari Dirigenti di Pubbliche Amministrazioni la cui conclusione è stata: se c’è la volontà e, nonostante tutto, l’innovazione si può portare anche nella PA! </iframe</body></html>

È stata inaugurata dalle parole di Daniele Lunetta, Dirigente del Ministero del Lavoro, la serie di incontri esclusivi organizzati da Oracle su tematiche d'innovazione. Una sorta di conversazioni...

Cloud

Una Customer Experience in Cloud per accompagnare le aziende all’estero

Trasparenza ed efficacia sono i fattori chiave per la moderna Pubblica Amministrazione. In questo contesto, l’uso delle soluzioni per la Customer Experience può migliorare e velocizzare i contatti tra enti e strutture della PA con cittadini e aziende. È il caso di ITA – Italian Trade Agency, che nella sua mission di sviluppare l’internazionalizzazione delle PMI ha messo a punto, con l’ausilio di retItalia Internazionale e di Oracle CX, un progetto di innovazione e un vero e proprio cambiamento culturale. RetItalia Internazionale è la struttura che si occupa della progettazione e realizzazione delle soluzioni tecnologiche in grado di guidare la Pubblica Amministrazione lungo il processo di trasformazione digitale, alla base delle esigenze di efficacia e trasparenza. “Con l’introduzione di Oracle CX in Cloud abbiamo avviato un processo di trasformazione in ITA a 360 gradi”, chiarisce Stefano d'Albora, CEO, retItalia Internazionale. Il core business di ITA è la fornitura di servizi a valore aggiunto per tutte le nostre imprese che vogliono affacciarsi sui mercati esteri. “La flessibilità di Oracle CX era perfettamente in linea con la necessità di utilizzare un’unica piattaforma di Customer Experience comune a tutta l’organizzazione”.Il progetto è stato sviluppato in partnership con Oracle e ha compreso una fase di test conclusa con successo e che ha permesso di evidenziare i benefici sul campo. “Oracle CX si è dimostrato molto semplice da implementare”, aggiunge d’Albora. L’integrazione tra i diversi moduli permette a Italian Trade Agency di avere una visibilità completa - e con un’unica piattaforma - di tutti i processi che gli operatori dei vari settori, dal marketing all’assistenza, hanno con i clienti. “Già al termine del progetto pilota abbiamo ricevuto la richiesta da tutte le direzioni e dagli utenti interni per avviare iniziative nell’immediato, a partire da campagne e operazioni di marketing automation con le funzionalità già attive”. La semplicità con cui Oracle CX Cloud è stato inserito nell’operatività quotidiana di ITA ha inoltre contribuito a diffondere tra il personale la percezione positiva del cambiamento in atto: la trasformazione digitale non è solo la conseguenza dell’attuazione di un progetto IT ma un nuovo modo di intendere i processi che parte dagli utenti della tecnologia stessa. Oltre alla vision end-to -end, l’approccio consentito da Oracle consente una collaboration efficace, oltre alla possibilità di svolgere in modo automatico operazioni prima gestite in modo disgiunto e manuale, senza rischi di appesantimento dei flussi e ritardi nel raggiungimento degli obiettivi. “Stiamo ottenendo un forte ritorno in semplificazione delle attività”, conclude d’Albora, “grazie all’impatto che Oracle ha avuto nelle diverse aree di business e nelle sedi di ITA ubicate all’estero, permettendo a tutti di cogliere le opportunità offerte dal cambiamento”.

Trasparenza ed efficacia sono i fattori chiave per la moderna Pubblica Amministrazione. In questo contesto, l’uso delle soluzioni per la Customer Experience può migliorare e velocizzare i contatti tra...

Cloud

I tre motivi per cui il 2017 sarà l’anno degli Analytics anche in ambito HR

1. Informazioni condivise: sempre meno tecnologie compartimentate e sempre più Data TeamCon le soluzioni di Analytics, i dipartimenti HR saranno in grado di superare i silos aziendali. In più, se i dati continueranno a costituire un fattore decisivo, vedremo sempre più professionisti delle risorse umane assumere Data Analyst per fornire personale più adatto a questi ruoli. I team utilizzeranno dati provenienti da soluzioni per la gestione dei dipendenti e per la ricerca di nuovi talenti, per diminuire i costi e ottimizzare le questioni amministrative in azienda. Questo consentirà alle organizzazioni di operare in un ambiente collaborativo in modo che tutti i settori possano avere a disposizione i dati più utili a seguire le best practice aziendali e le informazioni più efficaci per individuare, selezionare, assumere e integrare a bordo i talenti.2. Guardando nella sfera di cristallo: gli Analytics predittivi saranno al servizio del Performance ManagementFondamentalmente le aziende vogliono dipendenti più produttivi. Per essere sicure di utilizzare le competenze migliori di ogni dipendente, le aziende osserveranno più da vicino il loro comportamento. Sono davvero motivati e felici? In che modo si possono coinvolgere in azienda? Vedremo che i sistemi cloud-based prenderanno i dati dei nuovi talenti e quelli relativi al succession-planning per sfruttare, in modo intelligente, le informazioni relative a chi dovrà rivestire un determinato ruolo dopo, e a mettere in contatto i dipendenti con i propri predecessori per prepararli al meglio per quella particolare posizione. Gli Analytics possono dare risposte a domande che prima avremmo ritenuto impossibili. Gli Analytics predittivi possono non solo guidare verso le cause di un problema, ma anche fornire intuizioni lungimiranti che mostrino come un problema o un dipendente possano evolvere nel futuro.3. Nella scelta della formazione vincente le aziende si identificheranno con i consumatori Si arriva al top giocando con i migliori e imparando da loro. Attraverso gli Analytics i dipartimenti HR vedranno esattamente come sono le aziende in cui operano rispetto alla media del settore e potranno scoprire e affrontare le aree operative che rischiano di restare indietro. I responsabili delle risorse umane riconosceranno che le interfacce utente delle applicazioni intuitive e moderne e gli applicativi ritenuti facili da usare dai consumatori faranno più che mai la differenza nel 2017. Molti responsabili delle risorse umane stanno cercando modi per creare esperienze di qualità, in grado di rendere i dipendenti felici e non frustrati. Attraverso queste informazioni le aziende riusciranno a rispondere alle domande della loro forza lavoro da una posizione privilegiata. Alla fine, tutto ciò determinerà il modo di allineare al meglio le strategie HR agli obiettivi di business e a superare la concorrenza grazie all'alto livello dell’ambiente di lavoro creato.Il Cloud è ben più che una scommessaIl trend tecnologico più consistente in corso è il crescente slancio verso l’adozione del cloud anche tra le realtà aziendali più grandi su scala mondiale. Il problema per chi gestisce le risorse umane e i loro partner IT, oggi, è quando spostarsi nel cloud, non se farlo o meno. I Responsabili delle risorse umane di maggior successo chiedono ai loro team di concentrarsi sulle iniziative di trasformazione che possano aiutare le imprese in cui operano a vincere le nuove sfide.

1. Informazioni condivise: sempre meno tecnologie compartimentate e sempre più Data TeamCon le soluzioni di Analytics, i dipartimenti HR saranno in grado di superare i silos aziendali. In più, se i...

La TAG di Oracle è Open Innovation!

Anche Oracle è stata una Start-up! Con questa frase abbiamo aperto lo speech alla Festa di Natale del Talent Garden. Un evento decisamente diverterte e stimolante.Ma cosa ci fa Oracle al Talent Garden?Inutile dire che il mondo del business sta cambiando a una velocità supersonica, un’accelerazione impressa naturalmente dal ritmo dell’innovazione tecnologica.Oggi le parole d’ordine sono Cloud e Data Capital, temi su cui Oracle sta costruendo il suo futuro e intorno ai quali sente sempre più il bisogno di confrontarsi con nuove realtà, le start-up e le nuove digital company appunto. E allora i motivi per i qualI siamo al Talent Garden sono molteplici ma vanno sotto un unico cappello: Open Innovation. Inquasi 40 anni Oracle di strada ne ha fatta tanta e ha introdottoun’innumerevole quantità di innovazioni che hanno modificato il mercatodell’informatica. AlTalent Garden abbiamo parlato di Open Innovation perchè vogliamo mettere afattore comune con i nuovi innovatorila robustezza della nostra tecnologia e le nostre competenze di mercatoall’insegna di un’alleanza che parte soft ma puo’ velocemente diventareconcreta grazie allo sviluppo sulle nostre piattaforme Cloud e Big Data diqualsiasi tipo di applicazione e di innovazione. Per cui un’ “alleanza” tratecnologie, mercato, idee e capacità di prototipare nuovi progetti per rendere leaziende più competitive e per aumentare il livello di efficacia dei servizi alcittadino. Durantela serata abbiamo parlato di Internet of Things, Big Data, di IntelligenzaArtificiale, di Data Cloud e Digital Marketing parole chiave che sottendono qualcosadi molto profondo ma estremamente rivoluzionario.  a cura di Emanuele Ratti, Country Leader Systems Oracle Italia

Anche Oracle è stata una Start-up! Con questa frase abbiamo aperto lo speech alla Festa di Natale del Talent Garden. Un evento decisamente diverterte e stimolante.Ma cosa ci fa Oracle al Talent...

Oracle, la formazione è vincente (e l’innovazione fa scuola)

La trasformazione digitale delle imprese sta cambiando anche il mercato del lavoro. Mai come oggi la scuola è chiamata a giocare un ruolo decisivo, fornendo le basi in risposta alle nuove necessità delle aziende. In questo scenario è nata l’alternanza scuola-lavoro, l’innovativo progetto del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) che ha l’obiettivo di colmare il gap tra offerta formativa e applicazione delle competenze. Dallo scorso anno il triennio di licei e istituti professionali prevede infatti un’esperienza da svolgere presso realtà aziendali o a contatto con professionisti, contestualizzata secondo l’indirizzo didattico.Oracle ha aderito a questa opportunità con un progetto nell’ambito della digitalizzazione e del Cloud. Sono già quattro gli istituti sul territorio nazionale che, per l’anno scolastico in corso, ci hanno scelto come partner per l’alternanza scuola-lavoro, un progetto che per quanto ci riguarda andrà a configurarsi sempre più come “alleanza” scuola-lavoro. Un centinaio gli studenti coinvolti delle 4 scuole che sono l’Istituto Tecnico Breda di Sesto San Giovanni e tre licei delle Scienze Applicate (il Primo Levi di Bollate e il Primo Levi e l’Istituto Cannizzaro di Roma). I ragazzi si cimenteranno con le tematiche più innovative del momento: dal Big Data all’Internet Of Things, dal Machine Learning al Digital Marketing il tutto in ambiente Cloud e approfondendo il linguaggio Java con gli esperti di Oracle. Si tratterà di incontri interattivi presso le nostre sedi di Cinisello Balsamo (MI) e di Roma che si alterneranno ad attività di laboratorio. L’iniziativa si concluderà a fine anno scolastico, con la presentazione dei lavori svolti durante l’esperienza e la premiazione dei progetti migliori. Non solo. Agli istituti coinvolti nel progetto l’Oracle Academy rilascerà licenze in uso gratuito delle nostre soluzioni a disposizione di tutti gli studenti, da utilizzare per attività di laboratorio. Completano l’offerta i percorsi di training on line dell’Oracle University, con cui è possibile avere accesso a piani formativi per il conseguimento di certificazioni a tariffe agevolate.Il contributo attivo che diamo al progetto del MIUR di alternanza scuola-lavoro è in linea con la nostra volontà di ispirare e coinvolgere studenti di ogni parte del mondo nella formazione informatica. Non a caso è di questi giorni il lancio di Digital Skills and Jobs Coalition, una partnership multi-stakeholder e ideata da Commissione Europea e Digital Europe che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze IT a tutti i livelli nella forza lavoro europea. Il nostro investimento triennale a supporto della formazione informatica negli stati membri dell’Unione Europea, fra contributi diretti e in beni, ammonta a un totale di 1,4 miliardi di dollari. Potenziando l’insegnamento dell’IT potremo così contribuire attivamente a rendere più forte, in Italia e in Europa, l’economia digitale. a cura di Gabriela Bizzozero, Direttore Risorse Umane - Oracle Italia

La trasformazione digitale delle imprese sta cambiando anche il mercato del lavoro. Mai come oggi la scuola è chiamata a giocare un ruolo decisivo, fornendo le basi in risposta alle nuove...

Chatbot, Continuità, esperienza: 3 idee per continuare a costruire una strategia innovativa per le risorse umane

Digitale, digitale, digitale è sempre più la parola d’ordine per molti manager e in particolare per molti Direttori delle Risorse Umane. Molte aziende hanno già intrapreso questo percorso e il recente Oracle Cloud Day ne è stata la prova. Aziende del calibro di Generali, Banco Popolare, Recordati, TIM ne hanno parlato a lungo; insomma gli stimoli non mancano per sostenere l'innovazione della funzione HR, ma ecco alcune idee per fare ulteriori passi avanti.1° idea: #BeContinousOrNotToBe: organizzare un dibattito sull'opportunità d‘instaurare la nozione di continuità nei processi HRIl Digitale ha introdotto la nozione di immediatezza: i selfie, le applicazioni mobili, i tablet ... per esempio, il consumatore desidera trovare l’idea regalo giusta in 3 click, il genitore attento controlla che tutto vada bene con FaceTime, la persona che rimane connessa continuamente attraverso le notifiche del proprio smartphone; tanti buoni motivi per non aspettare quando si tratta di trovare le informazioni giuste al momento giusto.Questa immediatezza impatta anche sulla vita aziendale, qui però il concetto è quello di continuità temporale.Continuità di apprendimento, "continuous learning ", la continuità degli scambi con il manager "feedback continuo" per la gestione del progetto in modalità interattiva, "continuous collaboration" ... beh l'individuo non è più costretto all’interno di tempistiche gestite dall’azienda, ma desidera più autonomia e maggior senso nel rapporto con il suo datore di lavoro. Scambiare, formarsi, e lavorare in modo “ continuous “aldilà del rispondere alle esigenze individuali, permette di migliorare le prestazioni delle organizzazioni attraverso questo costante adattamento delle competenze e attitudini con le esigenze del mercato.2° idea: "Cercasi Esperienza utente a 5 stelle!!! "Mettersi nei panni dei propri dipendenti e proporre un'esperienza utente semplice ed efficace per migliorare l’engagementSe il digitale ha cambiato il nostro rapporto con il tempo, è altrettanto vero che è significativamente cambiato il nostro rapporto con la tecnologia. L’imprenditore Manuel Diaz afferma che se per i consumatori le aziende hanno creato un’esperienza utente ‘5 stelle lusso’, per i dipendenti l’esperienza è ancora a livello ‘campeggio’. Nel ribadire il massimo rispetto per i campeggiatori, il paragone è molto significativo: se impieghiamo 2 minuti per prenotare un viaggio con il telefono, passiamo ore e ore a recuperare dati e ricercare informazioni sulle intranet, con tantissimi login e password. In questo modo le aziende hanno creato un divario digitale che crea disaffezione nei confronti dei processi HR, rallentando i processi e la qualità dei dati HR.Comprendere e analizzare l'esperienza utente che si offre ai dipendenti è un punto di partenza per portare semplificazione ed efficienza. Metodologie di progettazione di Design Thinking come Experience Journey Mapping consentono di identificare gli impatti e di costruire una nuova esperienza utente. Un'esperienza utente semplice ed efficace migliora il coinvolgimento dei dipendenti attraverso un migliore accesso alle informazioni e una migliore comprensione dei processi HR.3° idea “un chatbot HR?" Personalizza il rapporto con i propri dipendenti e crea più valore per l’azienda Chatbot HR è un po’ come il robottino aspirapolvere in famiglia. Il robot esegue automaticamente e individualmente un’attività definita di scarso valore ossia passare l’aspirapolvere e lui personalizza il suo lavoro in quanto conosce l’appartamento nei minimi dettagli. Ciò mi consente di concentrarmi su ciò che mi piace e da cui traggo beneficio per la mia vita privata. Il paragone con il chatbot HR è così semplice: grazie all’intelligenza artificiale, le chatbot permetteranno al HR di gestire la relazione di primo livello in modo personale e immediato con semplici conversazioni di tipo “messenger”. Non è difficile immaginare che il software di intelligenza artificiale viene utilizzato per aiutare i dipendenti a verificare e modificare i loro record HR, prenotare una vacanza o per prendere visione delle loro valutazioni delle precedenti performance. La chatbot avrà evidenti limiti, in questo caso, la domanda può semplicemente essere portata a un altro membro del team HR.Questo è un punto importante. Chatbot non potrà mai sostituire completamente le risorse umane ma potrà certamente ridurre gli oneri amministrativi per i team HR in modo che possano concentrarsi su attività più strategiche nel loro campo di azione in continua espansione.Grazie alle soluzioni cloud, la divisione HR ha la possibilità di costruire il proprio percorso di innovazione per accelerare la strategia di sviluppo e di business. Dare significato attraverso l'innovazione per creare valore consente all’ HR di consolidare il suo ruolo di pilastro aziendale. a cura di Melanie Hache Barrois - HCM Strategy Director South Europe, Oracle

Digitale, digitale, digitale è sempre più la parola d’ordine per molti manager e in particolare per molti Direttori delle Risorse Umane. Molte aziende hanno già intrapreso questo percorso e il recente...

Cloud

Big Data, nuove professioni e sempre più opportunità per le aziende

Non è ancora scattato il colpo di fulmine tra le imprese italiane e i Big Data... purtroppo!Questo è il dato che emerge da un’indagine del Gruppo Adecco condotta su oltre 300 aziende e presentata in occasione del convegno “I Big Data e le Professioni del Futuro”, un’iniziativa organizzata con l’Università degli Studi Milano-Bicocca e che ha visto, tra i partecipanti, anche Oracle.Le percentuali parlano chiaro: il 40% delle aziende coinvolte è all’oscuro delle opportunità di crescita fornite dall’uso dei Big Data, il 48% ne coglie solo parzialmente i vantaggi e solo 12% sfrutta appieno il loro potenziale. La buona notizia è che, dalle impressioni rilevate tra questa piccola parte di realtà produttive, lo studio ha identificato quanto i benefici possano essere percepiti trasversalmente in numerosi settori aziendali: dalle vendite al marketing, dall’IT alla comunicazione, fino al finance e alla produzione.Ma, aspetto più importante, l’utilizzo dei Big Data al servizio del business sta aumentando la domanda di nuove figure professionali in grado di elaborare i dati raccolti e renderli disponibili in forme utilizzabili dalle aziende. Figure come i Big Data Analytics Specialist, i Data Content & Communication Specialist, i Big Data Architect, i Data Scientist e i Social Mining Specialist saranno i protagonisti della Business Intelligence del futuro.Al momento, però, si tratta di professioni ancora poco diffuse. Oltre il 40% delle imprese intervistate ritiene l’offerta di specialisti in ambito Big Data ad oggi inadeguata, mentre circa il 60% ritiene che questo tipo di competenze possano essere acquisite investendo sulle risorse interne.Tra gli obiettivi di Oracle non può mancare, quindi, l’impegno a divulgare e far comprendere il vero valore dei Big Data, del Cloud e dell’innovazione come fattore imprescindibile per la trasformazione digitale delle aziende. “Sono ancora poche le aziende che sono passate alla fase attuattiva ma la sensibilità e l’interesse è elevato”, ha detto Stefano Maio, Direttore Analytics, nel corso del suo intervento al convegno. “Fare Big Data in modo efficace significa agire su 3 elementi: l’infrastruttura, e qui il Cloud dà una grossa mano in quando elimina le complessità, la capacità e le competenze, e poi multidisciplinarietà. Le aziende devono comprendere che Big Data non è una nuova area tecnica o specialistica ma è assolutamente trasversale tra tutte le linee di business”. A questo link è disponibile l’infografica “I Big Data e le Professioni del Futuro” realizzata da Adecco Group con tutti i dati della ricerca.

Non è ancora scattato il colpo di fulmine tra le imprese italiane e i Big Data... purtroppo! Questo è il dato che emerge da un’indagine del Gruppo Adeccocondotta su oltre 300 aziende e presentata in...

Cloud

ERP in Cloud, il business è pronto in tempo record

Solo tre mesi per essere operativi con una soluzione ERP per una nuova società consortile. Grazie al cloud di Oracle è possibile anche questo, e il progetto messo in campo da Cefla è la dimostrazione che la velocità – quando si tratta di cloud - non va a scapito dell’affidabilità. Cefla è un grande gruppo con sede a Imola che opera in numerosi settori di business: dalla produzione di linee di finitura alla progettazione e realizzazione di impianti industriali e civili, dalla progettazione e realizzazione di equipment medicali alle soluzioni d’arredo per la grande distribuzione, sino alla progettazione e produzione di soluzioni a led. L’eterogeneità per Cefla è un vero punto di forza, e fattori quali flessibilità, capacità di adattamento al mercato, processi veloci e facili da gestire sono alla base della crescita di cui, negli ultimi anni, si è resa protagonista. Da dicembre 2015 Cefla fa parte della società Consortile Elettrica Roma Nord, una realtà delle utilities per la quale è stata incaricata di mettere a punto un progetto ERP. “Dovevamo essere veloci ed essere operativi in tempi strettissimi”, precisa Alessio Monni, Project Control Engineer presso Cefla, “ma al tempo stesso, era fondamentale ricorrere a un sistema ERP che desse la possibilità di gestire e controllare da subito l’andamento del business”.Queste le esigenze che hanno condotto Cefla verso la scelta di Oracle Cloud ERP. “La soluzione Oracle, basata sul Cloud, ci ha permesso di ultimare il progetto in pochi mesi”, conferma Monni, “tanto da risultare operativi già a marzo”. Ma non è solo la facilità di implementazione che ha convinto Cefla sul valore di Oracle. “Oracle Cloud ERP è fruibile con qualsiasi dispositivo e in qualunque posto”, aggiunge Monni, “aspetto che per un’azienda che opera sul territorio in un business manutentivo si tratta di un fattore essenziale”. Monni sottolinea anche l’estensibilità della soluzione. “Avevamo esigenze specifiche e siamo riusciti a svilupparle ad hoc all’interno della stessa piattaforma applicativa, in maniera del tutto trasparente all’utente finale”. La stessa trasparenza percepita in fase di aggiornamento. “Abbiamo da poco completato un upgrade di release”, sottolinea Monni, “grazie al Cloud l’operazione è stata molto rapida e indolore per l’utente finale, nulla a che vedere con gli aggiornamenti tradizionali di una soluzione on premise”.L’esperienza di Cefla conferma che Oracle Cloud ERP e in generale tutte le soluzioni basate sul Cloud risultano ideali per le realtà dinamiche che hanno bisogno di risposte veloci e flessibili a tutte le esigenze del business. a cura di Sergio Gimelli - Solution Consulting Director

Solo tre mesi per essere operativi con una soluzione ERP per una nuova società consortile. Grazie al cloud di Oracle è possibile anche questo, e il progetto messo in campo da Cefla è la dimostrazione...

Cloud

C'è sempre più Cloud nel futuro delle imprese italiane

Temi attualissimi, ospiti di prestigio e grandi numeri. L’edizione 2016 del Cloud Day, il più importante evento dedicato alle tematiche del cloud organizzato da Oracle che si è tenuto lo scorso lunedi 14 novembre al Mi.Co. di Milano, non ha tradito le aspettative. Una full immersion dedicata al Cloud e a Oracle Cloud, in cui le protagoniste sono state le aziende nel pieno della trasformazione digitale. Da Moneyfarm che fornisce servizi finanziari online a GE Oil & Gas che ha allestito una piattaforma digitale industriale. Da Generali che ha spostato sul cloud tutta la gestione delle risorse umane al Ministero del Lavoro, che ha investito sul marketing digitale. Da Amplifon che gestisce attraverso il cloud l’area finance, fino al CRM di Luxottica che collega i 7mila punti vendita. Esperienze di realtà che hanno nelle soluzioni Oracle il loro denominatore comune e tutte nel segno dell’innovazione. Il futuro del cloud in Italia ora è tutto nelle mani delle PMI. Secondo Fabio Spoletini, Country Manager di Oracle Italia, c’è già la percezione di quanto il cloud costituisca una leva importante di cambiamento, se il 35% dei manager IT prevede di fare investimenti nel cloud nel 2017, come attesta un’indagine Oracle su scala europea.Tutto sembra pronto, quindi, per un’ulteriore conferma del cloud alla base della trasformazione digitale. Per questo, il nostro obiettivo è di continuare a lavorare ancora a fianco delle imprese che vorranno vincere questa importante sfida nel prossimo futuro con le soluzioni Oracle.

Temi attualissimi, ospiti di prestigio e grandi numeri. L’edizione 2016 del Cloud Day, il più importante evento dedicato alle tematiche del cloud organizzato da Oracle che si è tenuto lo scorso lunedi...

Cloud

Oracle al fianco dei talenti con Fastweb e Digital Magics

Quale occasione migliore per parlare di “Over the cloud”, se non l’Oracle Cloud Day? Tra i temi del principale evento sulle tematiche del Cloud, in programma lunedì 14 novembre al Mi.Co. di Milano (tutti i dettagli qui) ci sarà spazio anche per “Over the cloud”, l’iniziativa pensata da Fastweb e Digital Magics - con il supporto di Oracle - con l’obiettivo di selezionare i più innovativi e visionari progetti basati sul cloud, da rendere poi disponibili all’interno del Cloud Fastweb. “Over the cloud” si è conclusa lo scorso 10 novembre con la fase finale presso il campus di coworking Talent Garden Milano Calabiana, alla fine di un lungo processo che ha visto la selezione di 12 startup e PMI tra 89 progetti presentati. La giuria, composta dai partner dell’iniziativa, Oracle compresa, ha quindi individuato i quattro progetti che avranno la possibilità di essere immessi sul mercato e commercializzati.E, a proposito di Cloud, nella scelta dei vincitori l’innovazione e la capacità di adattamento alle necessità delle aziende di medie dimensioni hanno fatto la differenza: dalla business security in cloud al credito e couponing digitale per le realtà del turismo, dalla business intelligence e data analytics per il settore alberghiero alle applicazioni in cloud per la forza vendita.“Over the cloud” rientra in pieno nella vision di Oracle e in linea con il nostro impegno a supportare i nuovi talenti che, grazie al loro ingegno, stanno delineando il Cloud del futuro. Tutto questo, e molto altro, sarà protagonista all’Oracle Cloud Day.

Quale occasione migliore per parlare di “Over the cloud”, se non l’Oracle Cloud Day? Tra i temi del principale evento sulle tematiche del Cloud, in programma lunedì 14 novembre al Mi.Co. di Milano (tu...

Cloud

Oracle Cloud Day, oltre la Digital Transformation

Il Cloud è sempre più protagonista della vita delle persone e delle aziende che hanno ormai compreso che portare sulla nuvola parte dei sistemi informativi ha un impatto rilevante sui costi ma soprattutto sull'operatività, in quanto garantisce flessibilita' e agilità ai processi. Di questi vantaggi e di come cambia il rapporto tra business e tecnologia si parlerà a Oracle Cloud Day, l’evento Oracle dedicato all’innovazione Cloud che si terrà al MiCo di Milano il prossimo 14 novembre, dalle ore 8.30 alle ore 17.00. Grazie al Cloud si può andare oltre, e su questo tema realtà del calibro di Amplifon, Generali, GE Oil & Gas, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Moneyfarm, Sirti, Telecom Italia si alterneranno sul palco dell’Oracle Cloud Day per raccontare le loro storie di trasformazione e il ruolo che il Cloud ha avuto. Alla sessione plenaria del mattino seguiranno diverse sessioni parallele pomeridiane, con tutti gli approfondimenti sulle singole esperienze di successo permesse dall’utilizzo delle soluzioni Oracle basate sul Cloud.La partecipazione all’Oracle Cloud Day è gratuita previa registrazione, da confermarsi a cura di Oracle. L’agenda completa dell’evento è disponibile qui.

Il Cloud è sempre più protagonista della vita delle persone e delle aziende che hanno ormai compreso che portare sulla nuvola parte dei sistemi informativi ha un impatto rilevante sui costi...

Cloud

A Enel il premio Internazionale Oracle per l’eccellenza nella Digital Transformation basata sul Cloud

Grazie a un progetto strategico di Business Analytics, Enel è stata insignita dell’Oracle Cloud Platform Innovation Excellence Award, il prestigioso premio dedicato alle realtà che puntano sulla portata innovativa del Cloud per vincere le sfide della trasformazione digitale. Il premio è stato consegnato lo scorso 21 settembre nel corso dell’edizione 2016 di Oracle OpenWorld al management di ENEL presente all’evento di San Francisco. Oggi Enel è uno dei maggiori player globali nel settore dell’energia nonché una tra le aziende leader nello sviluppo delle energie rinnovabili, con 63mila dipendenti distribuiti in più di 30 paesi. L’obiettivo di adottare un approccio standardizzato con strumenti e sistemi efficaci e semplici per calcolare e fornire reportistica sui KPI aziendali risultava quindi fondamentale. Enel così ha sviluppato Top Management Reporting (TMR), una piattaforma veloce e facile da utilizzare, in grado di mettere a disposizione di CEO e del management dell’azienda uno strumento per accedere facilmente e con qualunque dispositivo all’analisi dei dati del Gruppo.TMR, sviluppata con le soluzioni Oracle BI e Enterprise Performance Management Cloud, è in grado di elaborare i dati aziendali e di produrre report comprensivi degli indicatori delle prestazioni e dei risultati, sia complessivi che per ogni area. Si tratta di una piattaforma pensata su misura in grado di individuare le eventuali criticità velocemente in quanto evidenziate automaticamente dal sistema. Tra i principali vantaggi ottenuti, su tutti risalta la riduzione del Time to Market, grazie all’abbattimento dei tempi in cui le informazioni finanziarie e operative possono essere elaborate e messe a disposizione (da 20 a 8 giorni lavorativi). Il progetto sviluppato con Oracle è considerato dal Management di Enel un passaggio fondamentale verso la trasformazione digitale dell’azienda.

Grazie a un progetto strategico di Business Analytics, Enel è stata insignita dell’Oracle Cloud Platform Innovation Excellence Award, il prestigioso premio dedicato alle realtà che puntano sulla porta...

Cloud

Oracle è l’assicurazione della trasformazione dell’IT

Come da tradizione le ultime keynote di Oracle OpenWorld sono dedicate all’infrastruttura tecnologica e allora è stata la volta di Dave Donatelli responsabile delle Converged Infrastructure e poi Juan Loaiza per lo sviluppo del database e Jown Fowler di Oracle Systems. Obiettivo ancora volta ribadire la leadership e la completezza tecnologica di Oracle nei confronti di tutti gli attori del mercato IT. Tanto che Donatelli ha posizionato Oracle come una vera e propria assicurazione capace da un lato di proteggere gli investimenti IT, dall’altro di garantire una sicura transizione lungo i percorsi che le aziende intendono fare per trasformare i propri sistemi informativi rendendoli sempre più sinergici agli obiettivi di business. Donatelli ha ribadito che le infrastrutture tecnologiche messe a punto da Oracle sono state create sia per l’IT tradizione che per il Public Cloud ma con il Cloud@Customer (ossia la possibilità di installare il Public Cloud Oracle all’interno del proprio firewall) ha aperto un’ulteriore strada verso la transizione. John Fowler e Juan Loaiza insieme sul palco per raffigurare la collaborazione tra ingegnerie hardware e software. “Il co-engineering è quello che accade sempre di più nel Cloud – ha detto Loaiza – e noi lo stiamo facendo da molto tempo, a prescindere dal Cloud. I progressi nel software-in-silicon sono impressionanti e siamo solo all’inizio”. Ma soprattutto, grazie al Cloud, la potenza di queste infrastrutture potrà essere messa facilmente a disposizione di tutte le aziende, anche le più piccole.

Come da tradizione le ultime keynote di Oracle OpenWorld sono dedicate all’infrastruttura tecnologica e allora è stata la volta di Dave Donatelli responsabile delle Converged Infrastructure e poi Juan...

Cloud

Cloud 2016 Iaas per creare data center virtuali in pochi click

Larry Ellison affonda il colpo su Amazon Cloud Service arrivando ad affermare che il Cloud di Amazon è un ambiente più chiuso di quanto non lo sia il mainframe IBM. Una chiosa che è parte dell’annuncio della disponibilità di Oracle Database 12c Release 2, che viene definito il più veloce, scalabile e affidabile database Cloud del mondo. Di qui una serie comparazioni per dimostrare che l’ambiente ideale per il Database Oracle è il Cloud Oracle e non il Cloud Amazon, che risulta 24 volte più lento per gli analytics e 8 volte per OLTP. Fino ai confronti con i due database di Amazon che – dichiara - sono tecnologicamente 20 anni indietro in alcune funzionalità.Insomma, se nell’intervento di apertura di domenica è stata lanciata la sfida, nello speech del martedi si è voluta dimostrare la superiorità tecnologica di un’azienda che opera sui processi mission critical da 40 anni. Ellison è quindi tornato sull’annuncio dell’Infrastructure As A Service di seconda generazione. Nel riconoscere ad Amazon di aver inventato e aperto il mercato IaaS e quindi di avere un primato naturale, ha anche sottolineato che per accompagnare le aziende a cogliere il vero valore del Cloud, la semplice capacità computazionale non serve e non è sufficiente. Di qui il lancio di Cloud 2016 IaaS, ossia la possibilità da parte dei clienti di crearsi dei veri e propri data center virtualizzati e ancora una volta lo ha dimostrato inforcando gli occhiali e mettendosi al lavoro.

Larry Ellison affonda il colpo su Amazon Cloud Service arrivando ad affermare che il Cloud di Amazon è un ambiente più chiuso di quanto non lo sia il mainframe IBM. Una chiosa che è parte...

Cloud

Mark Hurd: Il Cloud è l’unica strada per innovare

Entro il 2025 ilbudget IT per l’80% verrà speso nel Cloud, i data center aziendali verrannoridotti dell’80% a vantaggio del Public Cloud, i CIO riusciranno finalmente ainvertire il rapporto 80/20 in 20/80 tra le spese per manutenzione e gliinvestimenti in innovazione. Sono le previsioni con le quali Mark Hurd hachiuso il suo intervento nel secondo giorno di Oracle OpenWorld. Previsioni chevanno a integrare quanto aveva annunciatogià lo scorso anno. In precedenzaMark Hurd aveva analizzato la situazione economica delle aziende spiegando cheoggi lo spazio per investire è ridotto veramente all’osso e le risorse percrescere bisogna trovarle tagliando le aree in cui non si produce valore. Isistemi informativi legacy spesso rappresentano un ostacolo e allora ecco cheil Cloud è la risposta in quanto consente di investire senza far crescere laspesa IT, ma in compenso si verifica una crescita del 44% per i principaliCloud Provider. Quindi qualchenumero su Oracle Cloud sul quale solo nell’ultimo anno Oracle ha investito 5,2miliardi di dollari, ha 19 data center sparsi per il mondo e ha fattoregistrare una crescita dell’82%, la più tra tutti i fornitori di cloud delmondo. 

Entro il 2025 il budget IT per l’80% verrà speso nel Cloud, i data center aziendali verranno ridotti dell’80% a vantaggio del Public Cloud, i CIO riusciranno finalmente ainvertire il rapporto 80/20 in...

Cloud

La sfida di Oracle al Cloud di Amazon

Se ci fossero stati ancora dei dubbi, Larry Ellison li ha fugati durante la keynote con la quale ha aperto l’edizione 2016 di Oracle OpenWorld: Oracle è sempre più una Cloud Company! Dopo aver ribadito la strategia di Oracle nel Cloud che punta alla completezza d’offerta e alla coesistenza per accompagnare le aziende verso la transizione, Ellison ha ribadito i principi di base di Oracle Cloud: standard, open, sicuro, competitivo sui costi ma altamente performante e affidabile.L’infrastruttura tecnologica è sempre più una commodity e, di conseguenza, per essere competitivi bisogna essere in grado di offrire servizi sempre più vicini ai clienti e a costi vantaggiosi. Con la seconda generazione dello IaaS Oracle è pronta a offrire una capacità computazionale e una velocità prestazionale undici volte superiore a quella di Amazon, ma spendendo il 20% in meno.Ellison ha poi sottolineato che Oracle è l’unica azienda capace di distribuire la propria tecnologia in tre modalità: con il tradizionale On Premise, con il Public Cloud ma anche con il Cloud@Customer, una modalità che consente ai clienti di mettersi in casa un Cloud Oracle ma continuando a pagarlo in modalità as-a-service. Da qui il nuovo servizio Exadata Express Cloud Service. Il focus dell'intervento si è quindi spostato sulle nuove applicazioni, in particolare sulle soluzioni per la Supply Chain che Oracle, unica sul mercato, propone in Cloud. In chiusura, infine, Ellison ha presentato i nuovi servizi: dall’Analitycs Cloud Suite, una piattaforma che dispone di migliaia di KPIs già preimpostati, a Essbase Cloud Service fino a servizi quali Big Data Discovery, Internet Of Things e Machine Learning, tutti rigorosamente full Cloud.E il Cloud sarà ancora protagonista nella seconda keynote di martedi, quando Ellison entrerà nel merito di Oracle Database 12C Release 2.

Se ci fossero stati ancora dei dubbi, Larry Ellison li ha fugati durante la keynote con la quale ha aperto l’edizione 2016 di Oracle OpenWorld: Oracle è sempre più una Cloud Company! Dopo aver ribadito...

Oracle OpenWorld 2016, tutto pronto per una nuova Cloud Experience

Anche quest’anno i numeri previsti per Oracle OpenWorld 2016 riflettono in pieno l’importanza dell’evento che la città di San Francisco sta per ospitare.  Da domenica infatti sono attese in città decine di migliaia di manager di clienti e partner Oracle senza contare i milioni di partecipanti che si collegheranno online da più di 140 paesi. Tutto questo per una vera e propria Cloud Experience che vedrà protagonisti, sino a giovedì 22, professionisti e appassionati pronti a condividere insieme a Oracle idee, visioni e progetti sul futuro di tutto ciò che riguarda il Cloud e sull’impatto che sta avendo sulla vita e sul lavoro di tutti noi.Presente anche una nutrita rappresentanza dal nostro Paese con circa 200 presenze tra clienti e partner italiani, a testimoniare che il Cloud è ormai una realtà anche nelle nostre imprese. Non a caso il focus di Oracle OpenWorld 2016 sarà ancora una volta il successo delle realtà di tutto il mondo che hanno scelto il Cloud come elemento di trasformazione. Attraverso una serie di incontri con tutto l'ecosistema Oracle, ogni partecipante potrà mettere a confronto le proprie idee ed esperienze e dar vita a nuove opportunità. Come sempre ad aprire la settimana di Oracle Open World sarà il fondatore Larry Ellison che farà il delineerà la strategia aziendale sul Cloud e darà il proprio punto di vista sui temi più caldi del momento. Nei giorni successivi si alternerà sul palco del Moscone Center tutto il management di Oracle dai CEO Mark Hurd e Safra Catz ai responsabili dello sviluppo prodotti Thomas Kurian, John Fowler e Dave Donatelli.  Il programma dell’edizione 2016 è ancora più ricco di personalità, opinion leader ed esponenti della cultura. Oracle OpenWorld 2016 vedrà infatti la presenza dello scrittore e professore universitario Adam Grant, dell’economista Mark Zandi e dei politologi Stephanie Cutter e Mike Murphy. Senza contare le popstar di fama internazionale del calibro di Sting e Gwen Stefani, che chiuderanno la manifestazione con l'ormai consueto ed esclusivo concerto per i partecipanti del mercoledi sera. Il programma e tutti i dettagli su Oracle OpenWorld 2016 sono disponibili qui. Su questo blog vi aggiorneremo giorno per giorno su quanto accadrà a San Francisco.  

Anche quest’anno i numeri previsti per Oracle OpenWorld 2016 riflettono in pieno l’importanza dell’evento che la città di San Francisco sta per ospitare.  Da domenica infatti sono attese in città...